Fuga. Composizione polifonica basata sui principi del contrappunto imitato, a due o più voci, strumentale o vocale-strumentale. Nella sua dimensione moderna, definita nella seconda metà del secolo XVII e derivata principalmente dal ricercare monotematico, la fuga è caratterizzata da un soggetto e da un controsoggetto, che alimentano l'intera composizione. Si può distinguere in base al numero delle voci in fuga a due, tre o più voci. Strutturalmente si avvale di tre momenti costitutivi.

esposizione: il soggetto è presentato da una voce nella tonalità d'impianto del brano; in altra voce segue la risposta, ovvero il soggetto trasposto in tonalità di dominante e accompagnato dal controsoggetto. Il soggetto si presenta in una terza e poi (come risposta) in una quarta voce, se la fuga è a quattro voci, in combinazione costante col controsoggetto e con parti libere.

svolgimento: è costituito dall'alternanza di un numero variabile di parti dette "divertimenti"   o   "episodi", costruiti contrappuntisticamente su elementi caratteristici del soggetto o del controsoggetto, e di riesposizioni di soggetto e risposta in maniera sintetica.

stretto: più propriamente la parte conclusiva della fuga: si svolge con imitazioni ravvicinate del soggetto, nelle diverse voci. Un eventuale pedale di tonica porta alla conclusione.
La fuga può avere due o più soggetti e quindi si definisce come doppia, tripla, quadrupla fuga. 


Repertorio di Musica Sinfonica, a cura di Pietro Santi,
Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 2001