Glossario



Sonata n. 1 in si minore per violino e clavicembalo, BWV 1014

Musica: Johann Sebastian Bach
  1. Adagio
  2. Allegro
  3. Andante (re maggiore)
  4. Allegro
Organico: violino, clavicembalo
Composizione: 1720
Edizione: Nägeli, Zurigo, 1802

Guida all'ascolto (nota 1)

Bach aveva una conoscenza diretta e approfondita della tecnica e delle risorse degli strumenti a corda. Infatti, prima di essere clavicembalista e organista era stato violinista e in tale veste aveva fatto parte da giovane dell'orchestra di Weimar, cercando di continuare e di rinnovare nello stesso tempo la grande tradizione violinistica tedesca, che già verso la fine del XVII secolo aveva raggiunto un notevole grado di perfezione nell'impostazione e nello sviluppo del discorso polifonico, proiettato verso una più articolata costruzione formale con il suono di un solo strumento, tanto da far dire allo Schweitzer che Bach, componendo per il violino, riusciva a metterne in luce non solo la scioltezza e l'eleganza del fraseggio, ma anche la potenza e la robustezza sonora tipica dell'organo. Una eloquente testimonianza dello stile e della capacità di Bach come violinista (ma il suo interesse si rivolse anche verso la viola) è racchiusa nelle tre Sonate (in sol minore, la minore, do maggiore), nelle tre Partite (in si minore, re minore, mi maggiore) e nelle sei Sonate per violino e cembalo (il titolo esatto di queste composizioni dice: «Sei Suonate a violino solo e cembalo certato»), che furono scritte a Colonia intorno al 1720 e comprendono i numeri dal 1014 al 1019 del del catalogo «Bach-Werke-Verzeichnis».

Mentre le Partite si richiamano alla forma della suite francese (allemanda, corrente, sarabanda, giga) e consistono quindi in una successione di danze, le Sonate per violino solo e le Sonate per violino e cembalo si ispirano al modello italiano di impronta corelliana, rispettando lo schema della cosiddetta Sonata da chiesa fissata in quattro e in cinque movimenti (soltanto però per la Sonata in sol maggiore BWV 1019) che si alternano nei tempi lenti e vivaci, secondo regole armoniche e tematiche ben precise che mirano ad una maggiore coesione del discorso sonoro. Un altro elemento importante da rilevare nelle Sonate per violino e cembalo è questo: per la prima volta il cembalo svolge un ruolo concertante accanto allo strumento solista. Infatti il compositore non si affida all'arte dell'improvvisazione da parte dell'esecutore e al posto del basso numerato scrive per esteso una seconda voce, cosicché il cembalo diventa un secondo strumento melodico, con diritti simili a quelli del solista.

Il carattere della sonata da chiesa di questi pezzi bachiani si delinea sin dall'inizio dell'Adagio dell'opera in si minore, improntata ad una severità di costruzione contrappuntistica. Anche l'Andante non si distacca da questa linea espressiva, raggiungendo forse una maggiore densità e concentrazione musicale. Il primo e il secondo Allegro, invece, sono i tipici movimenti agili e spigliati, non necessariamente virtuosistici, delle Sonate barocche, che preludono allo splendore formale del classicismo.

Ennio Melchiorre


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 19 novembre 1976

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Ultimo aggiornamento 27 marzo 2014
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