Glossario



Sonata in do maggiore per flauto traverso e clavicembalo, BWV 1033

Musica: Johann Sebastian Bach
  1. Andante
  2. Allegro
  3. Adagio (la minore)
  4. Menuetto I
  5. Menuetto II (la minore)
Organico: flauto traverso, clavicembalo
Composizione: 1736
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1894

Attribuzione errata, composizione di Carl Philipp Emanuel Bach

Guida all'ascolto (nota 1)

Il corpus delle opere di Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685 - Lipsia, 1750) dedicate al flauto a noi giunte, venne composto in gran parte per Johann Heinrich Freytag, primo flauto presso la corte di Köthen fra il 1716 e il 1728, e risale dunque al soggiorno del musicista presso quella corte (1717-1723). La Sonata in do maggiore per flauto e basso continuo, tuttavia, ci è pervenuta attraverso sei manoscritti, uno dei quali risulta di mano del secondo figlio di Bach, Carl Philipp Emanuel; scritto in parti staccate, il manoscritto reca l'indicazione "Sonata a Traversa e Continuo da Joh. Seb. Bach", e fu compilato intorno al 1730, almeno a giudicare dalla scrittura e dalle filigrane della carta impiegata: circostanze queste che ne fanno di gran lunga la fonte più autorevole. Al di là dei problemi filologici, almeno a partire da Friedrich Blume (uno dei più importanti studiosi di Bach nel nostro secolo, fra le due guerre), la paternità bachiana della Sonata è stata messa più volte in discussione, sulla base delle sue intrinseche caratteristiche stilistiche. Studi musicologici più recenti, tuttavia, inclinano a ritenere la Sonata una sorta di rielaborazione, commissionata da Bach stesso al figlio, di una originaria composizione per flauto solista, quasi un esercizio d'armonizzazione (a Carl Philipp Emanuel andrebbe ascritta, infatti, l'aggiunta del basso continuo). Quale che sia la considerazione per questa teoria, il carattere didattico del brano risulta comunque evidente, anche al semplice ascolto: accanto ad elementi sperimentali (ad esempio, l'intervento "concertante" del cembalo nel menuet), non mancano caratteristiche riconducibili ad uno stile più arcaico di quello delle altre sonate per flauto di Bach, che rivelano, come la coppia conclusiva di minuetti, la discendenza della composizione dalla suite.

Carlo Brioschi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 7 novembre 1991

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Ultimo aggiornamento 8 ottobre 2013
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