Glossario



Sonata in sol maggiore, BWV 530

Musica: Johann Sebastian Bach
  1. Vivace
  2. Lento (mi minore)
  3. Allegro
Organico: organo
Composizione: 1723 circa
Edizione: Nägeli, Zurigo, 1827

Guida all'ascolto 1 (nota 1)

Come tutte le altre di questo ciclo, anche la Sonata in trio n. 6 in sol maggiore BWV 530 si articola in tre movimenti, Allegro-Adagio-Allegro, con i due tempi estremi in forma di allegro da concerto, e con il tempo centrale diviso in due sezioni complementari, cioè non contrastanti. La scrittura gioca sugli effetti di dialogo fra i due manuali e la pedaliera, con uno scambio di materiali che accentua la limpidezza della trama sonora. Se davvero fu scritta per Wilhelm Friedemann, che nel 1723 aveva tredici anni, questa Sonata, e più in generale la raccolta a cui appartiene, mostra come l'intento didattico di Bach non si preoccupasse solo delle difficoltà di esecuzione, ma mirasse a educare il gusto musicale senza escludere la frequentazione degli stili "moderni", com'è appunto quello del concerto all'italiana, qui tradotto in una forma particolarmente chiara ed eloquente.

Stefano Catucci

Guida all'ascolto 2 (nota 2)

Il carattere incisivo del tema del «Vivace» (1 tempo) di questa «Sonata» è messo, ancor più in evidenza dal deciso attacco delle due mani all'unisono.

Questa particolarità denota chiaramente l'intenzione dell'autore di sottolineare il tono energico iniziale della Sonata.

Alla prima frase - nella tonalità di tonica fa seguito un'altra che - completando il periodo - conduce al quinto grado; è qui che ha inizio il periodo di risposta e di ritorno al tono principale. Frammenti ritmici derivati dal tema danno luogo ad un considerevole sviluppo dell'idea che, alternata tra le due tastiere ed invertita nell'ordine delle parti, procede nel giro tonale raggiungendo la tonalità di «la maggiore».

Segue un delizioso episodio, tipicamente strumentale, derivato da figurazioni tematiche con sviluppo proprio, il quale dopo alcune riprese del soggetto, viene invertito nell'ordine delle parti e rovesciato (moto contrario); si alterna, con entrate sempre più frequenti, ad imitazioni ritmiche e ad episodi svolti dalle due mani contemporaneamente per moto retto e contrario. Dopo una densa elaborazione sul pedale di dominante ha luogo la ripresa finale. Questo primo tempo di sonata si compone di un solo tema sviluppato in modo mirabile.

Il secondo movimento (Lento) in «mi minore» è in forma bipartita. Le numerose fioriture melodiche che rivestono il tema fanno ricordare un altro lavoro del genere non meno bello e non meno interessante: l'Adagio del Concerto italiano. A differenza di quello però, il canto qui è affidato a due parti che dialogano, s'imitano, si incrociano tra di loro. L'insieme è una vera opera d'arte. Questa melodia però, non esorbita mai dallo stile classico: essa canta, è ornata e non le si può certo negare l'espressività emotiva; è altrettanto certo che essa è ben lontana dal sentimentalismo. E' il puro classicismo, è quella linea melodica nobile ed austera, caratteristica della personalità di Bach, rimasta immune dall'influenza dell'esteriorità del secolo, e che rende questa musica sempre viva, interessante e profonda.

L'Allegro finale (III tempo) per il tono energico del suo tema, si riallaccia al I tempo, con la differenza del carattere più vivo e conclusivo che definisce l'ultimo tempo delle Sonate.

La figurazione ritmica del tema è molto ricca di elementi che vengono ripresi e sviluppati non appena compiuta l'esposizione. Infatti, eliminando la testa del tema, rimane un elemento ritmico che Bach largamente adopera a modo di secondo tema e gli dà mezzo di costruire un'ingegnosa architettura sonora che distoglie l'attenzione dal tema principale. Il discorso però continua fluido, sempre unito e compatto; solo occasionalmente rientra il tema, ma è presentato in modo che si ha l'impressione più di una conseguenza di un pensiero che di un tema propriamente detto.

Quando allo sviluppo succede la ripresa, il tema ritorna in tutta la sua freschezza e brio, con i suoi intrecci di parti, salti d'intervalli ecc. e conduce rapidamente alla conclusione questa brillantissima sonata.

Fernando Germani


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Basilica SS. XII Apostoli, 11 ottobre 2000
(2) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 4 gennaio 1974

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Ultimo aggiornamento 4 maggio 2014
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