Glossario



Szabadban (All'aria aperta), BB 89, SZ 81

Musica: BÚla Bartˇk
  1. Sippal, dobbal (Con tamburi e pifferi) - Pesante
  2. Barcarola - Andante
  3. Musettes - Moderato
  4. Az Újszaka zenÚje (Musica della notte) - Lento
  5. Hajsza (La caccia) - Presto
Organico: pianoforte
Composizione: giugno - agosto 1926
Prima esecuzione: Budapest, 8 dicembre 1926
Edizione: Universal Edition, Vienna, 1927
Dedica: Il n. 4 Ŕ dedicato a Ditta Bartˇk

Guida all'ascolto (nota 1)

Composta nel 1926, l'anno della Sonata per pianoforte e del Primo Concerto per pianoforte e orchestra (che consolidarono la fama di Bartˇk negli ambienti musicali del tempo), la Suite "All'aria aperta" Ŕ forse il capolavoro pianistico del compositore ungherese.

I cinque brevi pezzi che la compongono (la cui durata totale Ŕ inferiore ai quindici minuti) sono di un virtuosismo trascendentale, basato su costruzioni timbriche da far tremare i pi¨ agguerriti pianisti, e costituiscono l'affermazione di un Bartˇk romantico, istintivo e visionario, liberamente ispirato dagli aspetti di quella Natura che costituý fondamentalmente il credo e la religione del musicista.

Infatti, il titolo "All'aria aperta", e il suo corrispettivo francese, non traducono fedelmente l'originale ungherese "Szabadban" ("In libertÓ"), che va inteso non soltanto ne! suo aspetto naturalistico ma anche come libertÓ formale di composizione.

Il primo brano "Con pifferi e tamburi" alterna le percussioni sul registro basso del pianoforte (ad imitazione dei tamburi) con frasi pi¨ distese (di pifferi). La "Barcarola" che segue, nel continuo movimento ondeggiante dei bassi, volutamente asimmetrici, suscita una sensazione di accorata, nostalgica poesia. Il terzo brano, "Musettes", ha un particolare sapore popolare, arricchito da geniali ornamenti melodici e caratterizzato dall'uso di un pedale continuo. "Musiche notturne" Ŕ una delle pagine pi¨ straordinarie di Bartˇk, piena di poetiche evocazioni, in un'atmosfera rarefatta e misteriosa, percorsa da sottili fremiti di foglie e lontane grida di sconosciuti uccelli. Sembra un drammatico ricordo, al limite fra l'umano e il surreale, fra la musica e il rumore. L'ultimo brano, íl cui titolo pi¨ appropriato sarebbe "agitazione" o "palpitazione" piuttosto che "caccia" o "inseguimento", suscita una tensione continua, ossessiva, con l'uso di un mi ostinato del basso contro cui vanno ad infrangersi i deliranti ritmi della mano destra.

Salvatore Caprý


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana;
Roma, Teatro Olimpico, 4 maggio 1981

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietÓ delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione pu˛ essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.

Ultimo aggiornamento 5 maggio 2016
html validator  css validator


Questo testo Ŕ stato prelevato sul sito http://www.flaminioonline.it. ed Ŕ utilizzabile esclusivamente per fini di consultazione e di studio.
Le guide all'ascolto sono di proprietÓ delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note e quindi ogni successiva diffusione pu˛ essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.