Glossario



Gyermekeknek / Pro dęti (Per i bambini), BB 53, SZ 42

su melodie popolari ungheresi e slovacche

Musica:
Béla Bartók

Volume I

  1. Children at play
  2. Children's Song
  3. Quasi adagio
  4. Pillow Dance
  5. Play
  6. Study for the Left Hand
  7. Play Song
  8. Children's Game
  9. Song
  10. Children's Dance
  11. Lento
  12. Allegro
  13. Ballad
  14. Allegretto
  15. Allegro moderato
  16. Old Hungarian Tune
  17. Round Dance
  18. Soldier's Song
  19. Allegretto
  20. Drinking Song
  21. Allegro robusto
  22. Alegretto
  23. Dance Song
  24. Andante sostenuto
  25. Parlando
  26. Moderato
  27. Jest
  28. Choral
  29. Pentatonic Tune
  30. Jeering Song
  31. Andante tranquillo
  32. Andante
  33. Allegro non troppo
  34. Allegretto
  35. Con moto
  36. Drunkard's Song
  37. Swine-Herd's Song
  38. Winter Solstice Song
  39. Allegro moderato
  40. Swine-Herd's Dance

Volume II

  1. Allegro
  2. Andante
  3. Allegretto
  4. Wedding Song
  5. Variations
  6. Round Dance I
  7. Sorrow
  8. Dance
  9. Round Dance II
  10. Funeral Song
  11. Lento
  12. Andante rubato
  13. Allegro
  14. Moderato
  15. Bagpipe I
  16. Lament
  17. Andante
  18. Teasing Song
  19. Romance
  20. Game of Tag
  21. Pleasantry
  22. Revelry
  23. Andante tranquillo
  24. Andante
  25. Scherzando
  26. Peasant's Flute
  27. Pleasantry II
  28. Andante, molto rubato
  29. Canon
  30. Bagpipe II
  31. The Highway Robber
  32. Pesante
  33. Andante tranquillo
  34. Farewell
  35. Ballad
  36. Rhapsody
  37. Rhapsody
  38. Dirge
  39. Mourning Song
Organico: pianoforte
Prima esecuzione: forse Kecskemét, 1 febbraio 1913
Edizione: Károly Rozsnyai, Budapest, 1910 - 1912; 2a versione Boosey & Hawkes, Londra - New York, 1947

La prima versione č composta di 85 brani in 4 volumi mentre la seconda ne comprende 79 in 2 volumi. Qui si riportiamo l'elenco dei brani della seconda versione.

Guida all'ascolto (nota 1)

Il ruolo fondamentale occupato dalla produzione musicale di Béla Bartók nella storia della musica del nostro secolo relega inevitabilmente su un piano secondario altri aspetti della sua ricca e multiforme attivitŕ, non meno importanti e ricchi di frutti. Innanzitutto Bartók fu anche uno straordinario pianista che nel 1905 a Parigi aveva perfino partecipato all'ambito Premio Rubinstein, venendo superato dal solo Wilhelm Backhaus; inoltre, a partire dal 1907, insegnň pianoforte per quasi trent'anni all'Accademia di Musica di Budapest; e infine non puň essere dimenticata la sua infaticabile e preziosa attivitŕ di etnomusicologo, concretizzatasi in un'infinitŕ di ricerche "sul campo" in Ungheria e in altre zone d'Europa e in un gran numero di scritti teorici ancor oggi di grande interesse. L'influenza di questi aspetti - le capacitŕ di strumentista, l'attivitŕ didattica, le ricerche sul canto popolare - non manca ovviamente di farsi sentire, in misura maggiore o minore, nella sua produzione musicale. I brani che compongono la raccolta Gyermekeknek, in particolare, pur rinunciando completamente all'impiego di ogni tipo di virtuosismo strumentale, non possono essere spiegati senza fare ricorso agli altri due aspetti principali dell'attivitŕ di Bartók: quello didattico e quello etnomu-sicologico. Si tratta infatti di una raccolta di canti popolari ungheresi e slovacchi trascritti per pianoforte e disposti in ordine di difficoltŕ crescente a scopo didattico. Una prima versione, realizzata fra il 1908 e il 1909 e pubblicata a Budapest nel 1910-12, era formata da 85 piccoli brani suddivisi in 4 volumi, 2 intitolati Gyermekeknek e due Pro deti. Conciliando le esigenze apparentemente incompatibili fra loro della didattica e della scienza, Bartók corredň ogni brano di un semplice titolo (non proprio tutti i brani), dell'indicazione metronomica, della durata cronometrica (oscillante fra i 25 secondi e i 2 minuti scarsi per ciascun brano), ma poiché alcuni sono la trascrizione di canti pubblicati per la prima volta, aggiunse in appendice il testo verbale specificandone il luogo di raccolta. Molti anni dopo, nel gennaio del 1945 pochi mesi prima della sua morte, Bartók, ormai stabilitosi in America, ne curň una nuova versione pubblicata dalla Boosey & Hawkes di New York in 2 volumi intitolati For Children, comprendenti melodie popolari di origine ungherese, il primo, e slovacca il secondo. Rispetto all'edizione originaria il numero dei brani č stato ridotto a 79, e in molti casi ne č stata modificata la dinamica, l'indicazione di tempo e, talvolta, il trattamento armonico. Essendo la melodia data dal canto popolare, l'apporto originale del compositore č sempre molto discreto e consiste essenzialmente nell'aggiunta di un accompagnamento, in piccoli interludi fra le strofe e in alcune brevi sezioni di collegamento (mai superiori alle due o tre battute, comunque), che secondo Bartók «non sono altro che la cornice in cui viene sistemata la melodia contadina, che cosě sta esattamente come la pietra preziosa nella sua incastonatura». Per quanto riguarda l'armonia, secondo Bartók č molto importante non cadere nell'errore di ritenere che le melodie popolari possano tollerare solo armonie estremamente semplici. Un'altra cosa che Bartók ritiene fondamentale nell'utilizzare la musica popolare in ambito colto č «portare nella musica colta il tipico carattere della musica contadina (che č assolutamente impossibile esprimere con le parole): non basta insomma immettervi dei tempi o l'imitazione dei temi contadini, perché in tal modo si finirebbe col fare un banale travestimento del materiale popolare, ma bisogna trasferire in essa l'atmosfera della musica creata dai contadini». Ed č proprio per contribuire a ricreare quel «carattere assolutamente inesprimibile con le parole» e quella «atmosfera» della musica contadina che le forme di tipo strofico vengono adoperate nel modo piů vario possibile e che si incontrano con tanta frequenza cambiamenti di tempo, pause al di sopra della stanghetta di battuta, indicazioni come «ad libitum» e «rubando».

Carlo Cavalletti


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 14 gennaio 1993

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Ultimo aggiornamento 29 giugno 2014
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