Glossario
Guida all'ascolto



Der glorreiche Augenblick (Il momento glorioso), op. 136

Cantata per soli, coro ed orchestra

Testo delle parti vocali (nota 1)

N. 1 CHOR N. 1 CORO
Europa steht! Und die Zeiten,
die ewig schreiten,
der Völker Chor,
und die alten Jahrhundert,
sie schauen verwundert
empor!

Wer muss die Hehre sein,
die von dem Wunderschein,
der alten Götterwelt umzogen,
herauf von Osten geht
in einer Fürstin Majestät,
und auf des Friedens Regenbogen?

Viele entzückte Völker stehn,
rufend zu der herrlichen,
kronengeschmückten,
lichtumflossenen Gestalt:
steh' und halt!

Gib der grossen Völkerrunde
auf den Anruf Red' und Kunde!
L'Europa è in piedi! E gli anni
col loro passo eterno,
il coro dei popoli
e i secoli antichi
sollevano gli occhi
stupiti!

Chi sarà quell'eletta
degli splendori cinta
degli olimpici dèi,
che dall'oriente sorge
in principesco ammanto
sul mite arcobaleno ?

I popoli ammaliati
gridano alla divina
figura incoronata,
tutta di luci intrisa:
sosta e rimani!

Delle genti al gran cerchio
parla e rispondi!
N. 2 RECITATIV N. 2 RECITATIVO
FÜHRER DES VOLKS
O seht' sie nah' und näher treten!
Jetzt aus der Glanzflut
hebt sich die Gestalt!
Der Kaisermantel ist's,
der von dem Rücken der Kommenden
zur Erde niederwallt!
Sechs Kronen zeiget er den Blicken,
an diesem hat den Busenschluss
der Aar geheftet mit den glod'nen Spangen,
und um des Leibes Faltenguss
seh' ich des Jsters Silbergürtel prangen.
IL COMANDANTE DEI POPOLI
Oh guardate, ella si accosta!
Ora dall'umida luce
la figura si innalza!
Sì, il mantello imperiale
dalle spalle di colei
che incede, tocca la terra!
Sei corone esso mostra,
e sul petto lo allaccia
con l'aurea fibbia l'aquila,
e attorno alle pieghe dei fianchi
brilla la cinta dell'Istro.
GENIUS
Erkennst du nicht das heimische Gebild,
auf seinem Wappenschild
erscheinet dir die Lerchenschaar,
der gotisch alte Thurm, der Doppelaar,
der durch Gebraus und Sturm
in tausend-jähr'gem Flug
sein Volk empor zu dieser Glorie trug'.
IL GENIO
Non riconosci la nota immagine,
sull'araldica insegna
ti si mostrano le allodole,
la, vecchia torre gotica e l'Aquila bicipite,
che nella fuga dei secoli
tra fulmini e vento
ha alzato la, sua gente a tanta gloria.
CHOR
Vienna! Vienna! Vienna!
Kronengeschmückte, Götterbeglückte,
Herrscherbewirthende Bürgerin,
sei gegrüsst von den Völkern
allen und Zeiten,
die an dir vorüberschreiten,
denn jetzt bist du der Städte Königin,
Vienna! Vienna! Vienna!
CORO
Vienna! Vienna! Vienna!
Tu incoronata, dal cielo amata,
donna, che ospiti i re,
a te l'omaggio
di popoli e secoli,
che ora sfilano innanzi
a, te che sei delle città regina,
Vienna! Vienna! Vienna!
N. 3 ARIE MIT CHOR N. 3 ARIA CON CORO
VIENNA
O Himmel, welch' Entzücken!
Welch' Schauspiel zeigt sich meinen Blicken!
Was nur die Erde hoch und hehres hat,
in meinen Mauern hat es sich versammelt!
Der Busen pocht! Die Zunge stammelt!
Europa bin ich - nicht mehr eine Stadt.
Der Heros der den FUSS aufstellet
auf den Wolkenschemel,
den alten Kaukasus
und von dem Eismeer bis zur Memel
ausbreitet seine Segenshand.
Der Herrscher an der Spree Strand,
der, als sein Land verloren,
sein Reich geboren.
Der König, der am fernen Belt
das Vaterhaus und Scepter hält.
Der Wittelsbacher, dessen Land und Schild
ein Bild der Kraft sind und der Güte.
Und der Gekrönte auch,
der mit der Kraft der Babenberger wirkt
und schafft in Deutschlands Paradiese!
Alle die Herrscher darf ich grüssen,
alle die Völker freundlich küssen!
VIENNA
O cielo, quale incanto!
Che scena appare ai miei occhi!
Ciò che in terra è di nobile e alto,
si è riunito tra le mie mura!
Il cuore batte! Esita il labbro!
Non più città - sono l'Europa.
L'eroe che il piede pone
sul sostegno di nubi,
il Caucaso antico,
e dal mare glaciale alla Memel
stende la benefica mano.
Il principe presso la Sprea,
egli che perse la patria
ed ebbe un regno.
Il re che sul remoto Belt
governa casa paterna e scettro.
Il Wittelsbach, la cui terra e l'insegna
simbolo di bontà sono e di forza.
E il coronato ancora,
che con la forza opera dei Babenberg
e agisce nel tedesco paradiso!
Tutti i signori voglio onorare,
tutti i popoli col cuore baciare!
CHOR
Heil, Vienna, dir und Glück!
Stolze Roma, trete zurück!
CORO
Salute, o Vienna, e fortuna!
Superba Roma, arretra!
VIENNA
Und das höchste seh ich gescheh'n
und mein Volk wird Zeuge steh'n,
wenn ein gesprengter Welttheil
zum Ringe füget und schliesst,
und zum Bunde friedlicher Brüder
sich die gelöste Menschheit küsst!,
VIENNA
Un fatto sublime ora vedo,
e il mio popolo mi sia testimone,
se un continente in pezzi
in cerchio si pone e si chiude,
e nel vincolo di fratellanza
l'affrancata umanità si abbraccia!
CHOR
Welt! dein glorreicher Augenblick!
CORO
O mondo! È il tuo momento glorioso!
VIENNA
Und nach meines Kaisers Rechten
greifen die Herrscherhände all,
einen ewigen Ring zu flechten.
Und auf meinem gesprengten Wall
baut sich Europa wieder auf.
VIENNA
E la destra del mio imperatore
afferrano le mani dei sovrani
per intrecciare una corona eterna.
E sulle mie infrante mura
l'Europa di nuovo si innalza.
CHOR
Heil, Vienna, dir und Glück!
Feire den glorreichen Augenblick!
CORO
Salute, o Vienna, e fortuna!
Celebra il momento glorioso!
N. 4 RECITATIV UND CAVATINE N. 4 RECITATIVO E CAVATINA
SEHERINN
Das Auge schaut, in dessen Wimpergleise
die Sonnen auf- und niedergeh'n,
die Stern' und Völker ihre Bahnen drehn,
o seht es über jenem Kreis der Kronenträger
glänzend stehn!
Dies Äug', es ist das Weltgericht,
das die zusammen hier gewunden,
um derentwillen nicht Europa
in dem Blutmeer ist versunken.
O kniet, Völker, hin und betet
zuerst zu dem, der euch gerettet.
LA VEGGENTE
L'occhio guardate tra le cui ciglia
sorgono i soli e tramontano,
popoli e stelle compiono il cammino,
oh guardate come esso splende
su quella cerchia di incoronati!
E il tribunale del mondo,
la corte è qui di coloro
per il cui merito l'Europa
non è affogata in un mare di sangue.
In ginocchio, popoli, e adorate
subito qui colui che vi ha salvati!
(CAVATINE) (CAVATINA)
Dem die erste Zähre
droben in dem Sonnenhaus,
der schon in dem Sturme drauss'    .
mit der Allmacht Hand
Könige und Heere
aneinander flocht und band.
A lui la prima lacrima
su in alto presso il sole,
a lui che giù nelle bufere
con la mano onnipotente
sovrani e popoli
l'uno all'altro ha congiunto!
CHOR
Gott die erste Zähre
droben in dem Sonnenhaus,
usw.
CORO
A Dio la prima lacrima
su in alto presso il sole,
ecc.
N. 5 RECITATIV UND QUARTETT N. 5 RECITATIVO E QUARTETTO
SEHERINN
Der den Bund im Sturme festgehalten,
er wird den Bau der neuen Welt,
der neuen Zeit auch festhalten,
dass d'ran des Frevels Arm zerschellt.
LA VEGGENTE
Chi fra i venti ha trattenuto il nodo,
darà sostegno a un mondo
e a un tempo nuovi,
sì che per lui cadrà la forza empia.
VIENNA
Ewig wird der Ölzweig
grünen, den der Chor
dieser, die den Bau jetzt gründen,
um Europa's Säulen winden.
VIENNA
Verde sarà l'ulivo
con cui questo coro, che ora
fonda il nuovo edificio,
legherà le colonne d'Europa.
SEHERINN, FÜHRER, GENIUS
Denn es steht ein Herz davor
und es ist ein Gott mit ihnen,
und die alten Zeiten werden
endlich wieder sein auf Erden.
LA VEGGENTE, IL COMANDANTE, IL GENIO
Perché un gran cuore li guida
e insieme a loro è Dio
e finalmente gli antichi tempi
su questa terra ritorneranno.
VIENNA
In meinen Mauern bauen
sich neue Zeiten auf,
und alle Völker schauen
mit ländlichem Vertrauen
und lautem Jubel drauf.
VIENNA
Tra le mie mura nuovi
tempi si innalzeranno,
e i popoli guardano
con candida fiducia
e sonora esultanza.
GENIUS
Sieh wie die Fahnen alle
der Herr zusammen band
und sie auf deinem Walle,
zur Schau dem Weltenballe,
hinaus hängt in das Land.
IL GENIO
Guarda, tutte le bandiere
il Signore ha congiunto,
su tutti i baluardi,
perché le veda il mondo,
in fuori le spalanca.
VIENNA, GENIUS
So ist auf meinem Mauerbogen
Europas Hauptwach aufgezogen.
VIENNA, IL GENIO
Così sull'arco delle mie mura
veglia d'Europa la sentinella.
FÜHRER
O Volk, das gross getragen
das blutige Geschick,
dir ist zu schönen Tagen
die Pforte aufgeschlagen
in diesem Augenblick.
IL COMANDANTE
O popolo hai patito
un destino di sangue,
ma a giorni sereni
le porte si aprono
in questo momento.
SEHERINN
Dem Wort lass Jubel schallen,
das deine Burgwand trägt.
Es in ihren Hallen
ein Pfand nie zu verfallen
der Ewige eingelegt.
LA VEGGENTE
Risfonda il giubilo alla Parola
che la tua rocca regge.
È il fermo pegno
che in queste stanze
l'Eterno ha scritto.
SEHERINN, FÜHRER, GENIUS
Europa's Diademe alle,
erkenn' es, bete an!
Auf einem eingeworfnen Walle
das hat der Herr gethan.
LA VEGGENTE, IL COMANDANTE, IL GENIO
Ogni diadema d'Europa
lo riconosca e adori!
Su un muro abbattuto
questo il Signore ha fatto.
GENIUS, FÜHRER
Kein Äug' ist da,
das seinem Fürsten nicht begegnet.
IL GENIO, IL COMANDANTE
Qui non v'è occhio
che non sia vòlto al principe.
VIENNA, SEHERINN
Kein Herz ist nah,
das nicht sein Landsvater segnet.
VIENNA, LA VEGGENTE
Qui non v'è cuore
che il sovrano non benedica.
(ZUSAMMEN)
Und diesen Glanz,
diesen Gloriebogen
hat Gott in unsern Franz
um eine ganze Welt gezogen.
(TUTTI INSIEME)
Con questa gloria,
con questa luce
nel nostro Franz ha Iddio
avvolto tutto il mondo.
N. 6 CHOR N. 6 CORO
(FRAUEN)
Es treten hervor
die Schaaren der Frauen,
den glänzenden Chor
der Fürsten zu schauen,
auf alle die Kronen
den heiligen Segen
der Mütter zu legen.
(DONNE)
Si avanzano
le femminili schiere
e ammirano dei principi
la folla fulgente,
e sulle corone
posano di madri
la santa preghiera.
(KINDER)
Die Unschuld als Chor,
sic wagt es zu kommen,
es treten hervor
die Kinder, die frommen,
Herz, Himmel und Scepter
mit Blumen gewinden
zusammen zu binden.
(FANCIULLI)
Un coro di innocenti
qui osa presentarsi,
escono loro,
i bimbi devoti,
e cuore, cielo, scettro,
intrecciati di fiori,
legano tutti insieme.
(MÄNNER)
Auch wir treten vor,
die Männer der Heere,
ein kriegrischer Chor
mit Fahnen und Wehre,
und fühlen die höchste
der Vaterlandswonnen
sich also zu sonnen.
(UOMINI)
Anche noi ci moviamo,
gli eroi delle schiere,
un coro di prodi
con armi e stendardi,
e i più sublimi
affetti di patria
si mostrano al sole.
(ALLE)
Vindobona, Heil und Glück!
Welt, dein grosser Augenblick!
(TUTTI)
Vindobona, salve e gioia!
Mondo, è il grande momento!
(Traduzione di Franco Serpa)

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia, Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 26 Ottobre 1996

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Ultimo aggiornamento 13 ottobre 2011
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