Glossario



10 Temi variati per pianoforte, op. 107

Musica: Ludwig van Beethoven
  1. Aria tirolese: "I bin a Tiroler Bua" - Moderato (mi bemolle maggiore)
    Vedi Canti popolari WoO 158a n. 5
  2. Aria scozzese: "Bonny Laddie, Higland Laddie" - Allegretto, quasi vivace (fa maggiore)
    Vedi Lieder scozzesi WoO 108 n. 7
  3. Aria russa: "Volkslied aus Kleinrußland" - Vivace (fa maggiore)
  4. Aria scozzese: "St Patrick’s Day" - Allegretto scherzo (fa maggiore)
    Vedi canto popolare WoO 154 n. 4
  5. Aria tirolese: "A Madel, ja a Madel" - Moderato (fa maggiore)
    Vedi Canto popolare WoO 158a n. 6
  6. Aria scozzese: "Peggy’s Daugheter" - Andante commodo (mi bemolle maggiore)
    Vedi Canto popolare WoO 155 n. 11
  7. Aria russa: "Schöne Minka" - Andante (la minore)
    Vedi Canto popolare WoO 158a n. 16
  8. Aria scozzese: "O Mary, at thy Window be" - Andantino quasi Allegretto (re maggiore)
    Vedi Canti scozzesi Op. 108 n. 17
  9. Aria scozzese: "Oh, Thou art the Lad of my Heart" - Allegretto (mi bemolle maggiore)
    Vedi Canti scozzesi Op. 108 n. 11
  10. Aria scozzese: "The Highland Watch" - Spiritoso e marziale (sol minore)
    Vedi Canti scozzesi Op. 108 n. 22
Organico: pianoforte solo (anche con accompagnamento di flauto o di violino)
Composizione: 1818 - 1819
Edizione: Preston & Thomson, Londra 1819

Guida all'ascolto (nota 1)

La forma della variazione è presente nei Tre temi dell'op. 107, che nell'edizione completa ha il seguente svolgimento: 1) Air tirolien in mi bemolle maggiore (Moderato); 2) Air ecossais in fa maggiore (Allegretto quasi vivace); 3) Air de la Petite Russie in sol maggiore (Vivace); 4) Air ecossais in fa maggiore (Allegretto scherzando); 5) Air tirolien in fa maggiore (Moderato); 6) Air ecossais in mi bemolle maggiore (Andante commodo); 7) Air russe in do maggiore (Andante); 8) Air ecossais in re maggiore (Andantino quasi allegretto); 9) Air ecossais in mi bemolle maggiore (Allegretto piuttosto vivace); 10) Air ecossais in sol minore (Spiritoso e marziale). Sia le variazioni musicali dell'op. 107 che quelle dell'op. 105 furono scritte da Beethoven su suggerimento dell'editore inglese Birchall ed ecco la ragione dell'uso di canti popolari scozzesi. La pubblicazione delle due raccolte venne fatta però da un altro editore inglese, George Thomson, nel luglio del 1819 per l'op. 105 e nell'estate del 1820 per l'op. 107, con la parte obbligata del flauto, che accompagna il pianoforte con imitazioni e ornamenti di fresca linea melodica e di facile presa sull'ascoltatore. I diversi temi delle due opere racchiudono tre, sei e perfino otto variazioni indicanti con quale scrupolo abbia lavorato il musicista per dare una veste sonora più ricca e movimentata alle composizioni, anche se il musicologo Ludwig Misch ritiene che esse siano abbastanza dimenticate perché «il pianista non può essere soddisfatto pienamente del suo ruolo, mentre la parte del flauto non è sufficiente a stimolare l'interesse dei virtuosi». Evidentemente è un giudizio un po' restrittivo, smentito dall'esecuzione di stasera affidata a due artisti di indubbie qualità interpretative e i cui nomi sono legati alla diffusione del migliore repertorio musicale, antico e moderno.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 30 aprile 1982

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Ultimo aggiornamento 9 ottobre 2013
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