Glossario



Sei variazioni in fa maggiore per pianoforte, WoO 76

sul trio "Tändeln und scherzen" (Folleggiare e scherzare) dall’opera "Solimano II" di Franz Xaver Sussmayr

Musica: Ludwig van Beethoven
Organico: pianoforte
Composizione: 1799
Edizione: Eder, Vienna 1799
Dedica: contessa Von Browne

Guida all'ascolto (nota 1)

Beethoven si impose subito, sin da ragazzo, all'attenzione del pubblico di Bonn e di Vienna per il suo grande talento pianistico, in cui virtuosismo e improvvisazione giocavano un ruolo importante e sotto molti aspetti decisivo nell'ambito della vita musicale del suo tempo. Egli aggrediva gli ascoltatori con la sua tecnica poderosa e il suo stile ricco di arditezze e di mutamenti improvvisi, così da diventare in pochi anni l'idolo dei nobili e della più elevata borghesia di funzionari e commercianti viennesi, abituati finora alle regole del più illuminato classicismo. Il primo concerto pubblico di Beethoven pianista ebbe luogo al Burgtheater di Vienna il 29 marzo 1795 e ad esso ne seguirono molti altri, tanto da compiere come pianista nella prima metà del 1796 una lunga tournée concertistica in diverse città della Germania, dell'Ungheria e della Boemia, raccogliendo successi ovunque. A questo proposito c'è una testimonianza diretta del compositore boemo Tomàsek, che assistette a due concerti pianistici dati da Beethoven a Praga nel 1797 e annotò più tardi nel suo diario: "Il modo di suonare stupefacente di Beethoven, così rimarchevole per gli arditi sviluppi della sua improvvisazione, - scrive Tomàsek - mi toccò il cuore in un modo del tutto insolito. Mi sentii così profondamente umiliato nel mio più intimo essere da non poter più toccare il pianoforte per diversi giorni. Ascoltai di nuovo Beethoven nel suo secondo concerto e questa volta seguii la sua esecuzione con uno stato d'animo più calmo. Certo, ammirai il suo stile vigoroso e brillante, ma i suoi frequenti e difficili salti da un tema all'altro mi lasciarono un po' disorientato; essi modificavano l'unità organica e lo sviluppo graduale delle idee...la stranezza e l'ineguaglianza sembravano essere per lui lo scopo principale della composizione".

Anche l'Allgemeine Musikalische Zeitung, in una recensione apparsa nel 1799 e riguardante un concerto di Beethoven, si sofferma soprattutto sull'abilità del compositore di Bonn sia nell'improvvisazione che nell'arte della variazione, quest'ultima ritenuta la base fondamentale della scrittura non solo pianistica del musicista. Non per nulla prima che uscissero le Sonate per pianoforte op. 2, Beethoven aveva già pubblicato non meno di sei opere di variazioni per pianoforte, tra cui le Sei variazioni sul tema "Tàndeln und scherzen" (Baloccarsi e scherzare), tratto da un terzetto dell'opera Solimano II di Franz Xaver Süssmayr, rappresentata allo Hoftheater di Vienna il 1° ottobre 1799. Le variazioni furono stampate a Vienna nel dicembre dello stesso anno e dedicate alla contessa di Browne; su un tema in tempo Andante quasi allegretto Beethoven costruisce una serie di eleganti trasformazioni melodiche, ora cantabili e ora virtuosistiche, nell'ambito di una inventiva piena di fantasia e secondo un gusto compositivo che avrebbe raggiunto risultati straordinari di tecnica musicale nelle colossali Trentatré Variazioni sul tema di Diabelli op. 120.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia; Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 9 dicembre 1983

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Ultimo aggiornamento 30 marzo 2012
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