Glossario



Grande Symphonie funèbre et triomphale, op. 15 (H 80)

per banda militare, orchestra d'archi e coro (ad libitum)
 
Musica: Hector Berlioz
  1. Marcia funebre - Moderato un poco lento (fa minore)
    Organico: ottavino, flauto, oboe, 3 clarinetti, clarinetto basso, fagotto, controfagotto, 6 corni, 4 trombe, 2 Cornette, 3 tromboni, trombone basso, 2 tube, 2 tamburelli, piatti, grancassa, tamtam, timpani
  2. Orazione funebre - Adagio non tanto (sol maggiore); Recitativo; Andantino; Andantino poco lento e sostenuto
    Organico: ottavino, flauto, oboe, 3 clarinetti, clarinetto basso, fagotto, controfagotto, 6 corni, 4 trombe, 2 Cornette, trombone solo, 3 tromboni, trombone basso, 2 tube, 2 tamburini
  3. Apoteosi: Gloire et triomphe - Allegro non troppo e pomposo (si bemolle maggiore)
    Organico: coro, ottavino, flauto, oboe, 3 clarinetti, clarinetto basso, fagotto, controfagotto, 6 corni, 4 trombe, 2 cornette, 3 tromboni, trombone basso, 2 tube, 2 tamburini, piatti, campanelle cinesi, archi
Organico: coro, ottavino, flauto, oboe, 3 clarinetti, clarinetto basso, fagotto, controfagotto, 6 corni, 4 trombe, 2 cornette, 3 tromboni, trombone basso, 2 basso tuba, timpani, 2 tamburelli, 2 tamburini, campanelli cinesi, piatti, grancassa, tam-tam, archi
Composizione: 1842
Prima esecuzione: Parigi, Salle Vivienne, 1 Febbraio 1842

I movimenti n. 1 e n. 3 forse provengono dalla Fête musicale funèbre H72

Guida all'ascolto (nota 1)

Berlioz compose la Sinfonia funebre e trionfale su indicazione del ministro degli Interni della monarchia di Luigi Filippo, Charles de Rémusat, per le celebrazioni del decimo anniversario della rivoluzione di luglio del 1830 e in occasione della traslazione delle salme dei caduti di queste storiche giornate a piazza della Bastiglia. Lo stesso Berlioz diresse la grandiosa composizione il 28 luglio 1840 a Parigi ottenendo un largo successo di pubblico e una calorosa lettera di felicitazioni da parte delle autorità governative, con un omaggio di diecimila franchi, che si ridussero a 2800 in seguito a diverse spese impreviste sostenute dallo stesso musicista. Il lavoro fu eseguito successivamente il 2 e il 14 agosto dello stesso anno nella sede dei concerti alla Salle Vivienne; ad una di queste esecuzioni assistettero Habeneck, Adolphe Adam e Wagner, che rimase entusiasta della sinfonia, la quale venne poi ripresentata più volte all'Opéra con organici diversi, comprendenti 130 o 200 o 450 o addirittura 1800 elementi, tra orchestra coro e banda militare. Si ritiene che Berlioz nella stesura di questa partitura abbia utilizzato brani già scritti in precedenza, come ad esempio una scena dell'opera Les Francs Juges del 1826-'28 e una sinfonia militare in due parti, intitolata Le retour de l'Armée d'Italie, che reca la data del 1832.

Questa imponente e massiccia sinfonia, la cui durata è segnata in partitura fra i 30 e i 35 minuti, è divisa in tre movimenti, indicativi di tre stati d'animo diversi: Marche funèbre (Moderato un poco lento); Oraison funèbre (Adagio non tanto); Apothéose (Allegro non troppo e pomposo). Quello che colpisce maggiormente l'attenzione dell'ascoltatore è l'imponenza e la spettacolare ricchezza dell'orchestrazione dell'opera, in cui è prevista una nutritissima ! sezione di fiati, tra flauti, flauti in mi bemolle, detti "flûtes tièrces", cioè intonati una terza minore sopra il flauto ordinario in do, clarinetti piccoli in mi bemolle e clarinetti bassi in si bemolle, fagotto e controfagotto, oltre uno spiegamento massiccio di ottoni (almeno 8 corni, 6 trombe e 6 tromboni, 4 oficleidi in do e in si bemolle, sostituite oggi dalle più agevoli tube). Accanto ai fiati anche le percussioni occupano un posto di primo piano con i tamburi (senza timbro e velati), i timpani, i cimbali, la gran cassa e il tam-tam.

Il primo tempo (Marcia funebre) inizia proprio con i tamburi, cui seguono gli ottoni su un ritmo di marcia sul quale gli strumentini intonano una melodia intensamente espressiva e di colore drammatico. L'orchestra assume maggiore densità di suono con l'entrata progressiva degli altri fiati in figurazioni di accompagnamento al tema principale. La ripetizione della frase imprime un ritmo marziale, particolarmente adatto ad evidenziare il clima psicologico del movimento funebre, impostato su un discorso orchestrale a blocchi. Un secondo tema più dolce e cantabile viene indicato dai clarinetti e dagli oboi all'unisono, sviluppandosi in delicate figurazioni, contrapposte ai possenti stacchi degli ottoni. Dopo un gioco di modulazioni anche audaci si riascoltano i due temi, prima della breve coda conclusiva. Il secondo tempo (Orazione funebre) si apre con i ritmi anacrusici, cioè con il movimento in levare sul tempo forte della battuta, di tutti i fiati in un'atmosfera solenne (è un'idea che si ritrova anche nella mastodontica Grande messa dei morti, altra partitura berlioziana dallo strumentale massiccio). Tutto il pezzo è concentrato sull'a solo del trombone, che si snoda come un recitativo accompagnato dagli strumentini (la didascalia in partitura dice: "In mancanza di un trombone tenore abbastanza bravo per eseguire la parte recitante di questa marcia si può ricorrere ad un trombone contralto a pistoni in fa oppure ad un corno a pistoni in sol od ancora ad un clarinetto basso in do"). La nobile frase del trombone termina su un si grave che sfocia nel terzo tempo (Apoteosi), in cui una fanfara di trombe assume un andamento di festoso trionfalismo. Sulle armonie in terzine dei fiati il coro invoca "Gloria e trionfo per gli eroi, gloria e rispetto per le loro tombe", imprimendo al finale un tono di esaltante pienezza musicale, in linea con il carattere celebrativo della sinfonia.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Piazza del Campidoglio, 17 Luglio 1984, direttore Pierluigi Urbini

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Ultimo aggiornamento 24 aprile 2011
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