Glossario



Sinfonia n. 3 in la minore

Musica: Alexandr Borodin
  1. Moderato assai
  2. Scherzo. Vivo
Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, timpani, archi
Edizione: M.P. Belaieff, Lipsia, 1888

Il secondo tempo è stato completato da Glasunow.

Guida all'ascolto (nota 1)

Fra tutte le opere di Borodin, la Terza Sinfonia è il "canto del cigno", interrotto dalla morte dell'autore, e rimane la più misteriosa e meno studiata.

Attualmente la musicologia sovietica ritiene che quest'opera, completata e orchestrata da A. Glazunov, si ispiri al Terzo Quartetto, iniziato da Borodin tra il 1882 ed il 1883. In particolare, in quel periodo, il compositore offrì all'editore e violista M. Beljaev lo Scherzo per quartetto d'archi in 5/4 appartenente, sembrerebbe, proprio al Terzo Quartetto.

Nell'elenco delle ultime opere, depositate da Borodin stesso presso la Società parigina di poeti, compositori, ed editori musicali, ed inviata nel dicembre del 1884, si trova infatti anche il Terzo Quartetto. Glazunov a sua volta raccontò nelle sue memorie che egli si trovò, dopo la morte di Borodin, di fronte ai temi preparati per tutti i quattro movimenti della sinfonia; mentre per il primo, non completato, Glazunov, sempre a memoria, ricostruì il suo impianto generale, aggiungendo di proprio pugno tutti gli episodi intermedi e la conclusione, in modo da avvicinarsi il più possibile allo stile borodiniano (questi temi sembrano essere desunti sempre dal Terzo Quartetto). Alle prime esecuzioni la Sinfonia, a causa del suo primo movimento, fu definita "pastorale russa", ciò motivato da un vago ricordo dei paesaggi della Russia Centrale, spesso ricorrenti nei quadri di Savrasov, Polenov, Levitan. Mentre il tema principale è somigliante con il coro dei contadini dal Principe Igor, il secondo invece è un po' più mosso, ma non contrastante: una caratteristica del tutto nuova per le sinfonie di Borodin. E pur rimanendo gli elementi epici anche in questa composizione, la vena lirica si aggiunge ad essi, creando una fusione musicale che troveremo in futuro in tutte le sinfonie di Glazunov, e parzialmente anche Kalinnikov; tale tipo di fusione tra epico e lirico nasce non nelle sue due prime sinfonie ma nella Terza. Borodin stesso definì "Russo" lo Scherzo dal Quartetto in 5/4 e con questo nome fu pubblicato, ormai dopo la sua morte, nel Quaderno del quartetto collettivo del gruppo "Beljaev". Secondo Glazunov, lo Scherzo fu orchestrato quasi senza alcun cambiamento; soltanto dopo il Trio, nella ripresa dello Scherzo, il discepolo di Borodin operò alcuni tagli parziali, cambiando anche le modulazioni e la strumentazione. Per il Trio, Glazunov usò la musica dell'"Igor", il racconto dei mercanti sulla disfatta dell'esercito, esattamente com'era nelle intenzioni di Borodin.

Qui si conclude la Terza Sinfonia! Resta da aggiungere qualche notizia su come avrebbe dovuto essere la stesura al completo. Sia Glazunov, sia la vedova Ekaterina Sergeevna con l'amica M. Dobroslavina ascoltarono al pianoforte, da Borodin, il terzo movimento, Tema con variazioni. Il tema è molto vicino allo spirito della Chovanscina dell'amico Musorgskij, però secondo le testimonianze, l'Andante di Borodin aveva un crescendo che colpiva per la sua forza, quasi "fanatica". Si sa pochissimo del Finale: fu ascoltato solo da poche persone e per intero esclusivamente dal suo allievo A. P. Dianin nel laboratorio di chimica, il quale sostenne che la musica eseguita da Borodin al pianoforte, era molto "possente" ma nello stile e nel carattere, molto diversa dalle altre composizioni del suo maestro, che prometteva, a due giorni dalla propria morte, di comporre un "finalone". Nell'insieme il tutto ci fa pensare che con la Terza Sinfonia l'arte di Borodin avrebbe dovuto assumere un carattere più tragico e più profondo.


(1) Testo tratto dal programma di sala del concerto dell'Accadema Nazionale di santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 13 Ottbre 1987

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