Glossario
Guida all'ascolto



Quattro Gesänge per coro femminile, corni e arpa, op. 17

Testo delle parti vocali (nota 1)

ES  TÖNT EIN VOLLER HARFENKLANG

Es tönt ein voller Harfenklang,
den Lieb und Sehnsuch schwellen,
er dringt zum Herzen tief und bang
und lässt das Auge quellen.

0 rinnet, Tränen, nur herab,
o schlage Herz mit Beben!
Es sanken Lieb und Glück ins Grab,
verloren ist das Leben!
S'ODE UN RICCO SUONO D'ARPA

S'ode un ricco suono d'arpa,
gonfio d'amore e di nostalgia,
e penetra nel profondo del cuore
e fa vibrare di trepidaziane lo sguardo.

Grondate lacrime,
trema o cuore!
Perché sono scesi nella tomba l'amore e la felicità,
perduta è la vita.
LIED VON SHAKESPEARE

Komm herbei, komm herbei Tod!
Und versenk in Cypressen den Leib.
Lass mich frei, lass mich frei, Not!
Mich erschlägt ein holdseliges Weib.
Mit Rosmarin mein Leichenhemd,
o bestellt es!
Ob Lieb ans Herz mir tötlich kommt,
Treu hält es, Treu hält es.

Keine Blum, keine Blum süss
sei gestreut auf den schwärzlichen Sarg.
Keine Seel, keine Seel grüss
mein Gebein, wo die Erd es verbarg.
Um Ach und Weh zu wenden ab,
bergt alleine
mich wo kein Treuer wall ans Grab
und weine, und weine.
CANTO DI SHAKESPEARE

Avvicinati, morte
e cala sottoterra il corpo tra i cipressi.
Lasciami libero, o affanno.
Mi sta uccidendo una donna leggiadra.
Il mio sudario con rosmarino,
ornate.
Se l'amore mi giunge fatale al cuore,
rimane la fedeltà.

Alcun fiore, alcun fiore
venga gettato con dolcezza sulla bara oscura.
Nessun'anima saluti
le mie spoglie, celate dalla terra.
Per allontanare lamenti e compianti,
seppelliscimi solo,
ove nessun fedele
possa giungere al sepolcro e piangermi.
DER GÄRTNER

Wohin ich geh und schaue
 in Feld und Wald und Tal,
vom Berg hinab in die Aue:
viel schöne, hohe Fraue,
grüss ich dich tausendmal.

In meinem Garten find ich
viel Blumen schön und fein,
viel Kränze wohl draus wind ich
und tausend Gedanken bind ich
und Grüsse mit darein.

Ihr darf ich keinen reichen,
sie ist zu hoch und schön,
die müssen  alle verbleichen,
die Liebe nur ohne Gleichen
bleibt ewig im Herzen stehn.

Ich schein wohl froher Dinge,
und schaffe auf und ab,
und ob das Herz zerspringe,
ich grabe fort und singe
und grab mir bald mein Grab.
IL GIARDINIERE

Ovunque m'aggiri e guardi,
nel campo nel bosco e nella valle,
dal monte giù sul prato lungo il fiume,
o bellissima signora,
io ti saluto mille volte.

Nel mio giardino trovo
tanti fiori, belli e sottili,
tante ghirlande io intreccio
e mille pensieri lego ad essi
e unisco i miei saluti.

Non le posso offrire nulla,
lei è troppo bella e grande,
tutti devono impallidire,
ma l'amore senza uguaglianza
deve rimaner eterno nel cuore.

All'apparenza io sono di buon umore,
e sono attivo qua e là,
ma se spezzo il cuore tutto ha fine,
canto e mi scavo
subito la fossa.
GESANG AUS FINGAL

Wein' an den Felsen der brausenden Winde,
weine o Mädchen von Inistore!
Beug über die Wogen dein schönes Haupt,
lieblicher du als der Geist der Berge,
wenn er um Mittag in einem Sonnenstrahl
über das Schweigen von Morven fährt.

Er ist gefallen, dein Jüngling liegt darnieder,
bleich sank er unter Cuthulins Schwert.
Nimmer wird Mut deinen Liebling mehr reizen,
das Blut von Königen zu vergiessen.

Wein' an den Felsen der brausenden Winde,
weine o Mädchen von Inistore!
Trenar, der liebliche Trenar, starb, starb!
o Mädchen von Inistore!

Seine grauen Hunde heulen daheim;
sie sehn seinen Geist vorüber ziehn.
Trenar, der liebliche Trenar, starb, starb!
o Mädchen von Inistore!

Seine grauen Hunde heulen daheim,
sie sehn seinen Geist vorüber ziehn.
Trenar, der liebliche Trenar, starb, starb!
o Mädchen von Inistore!

Sein Bogen hängt ungespannt in der Halle,
nichts, nichts regt sich auf der Haide der Rehe.
Wein' an der Felsen der brausenden Winde,
weine, o Mädchen von Inistore. Wein! Wein!
CANTO DA FINGAL

Piangi alle rocce dei venti mugghianti,
piangi o fanciulla di Inistore,
china sui flutti il tuo bel capo,
tu che sei più amabile dello spirito dei monti,
quando compare a mezzodì in un raggio di sole
sul silenzio di Morven.

E' caduto, il tuo giovanetto giace laggiù,
pallido, abbattuto dalla spada di Cuthulin.
Mai più il coraggio stimolerà il tuo amato
a spargere il sangue del re.

Piangi alle rocce dei venti mugghianti,
piangi o fanciulla di Inistore!
Trenar, l'adorato Trenar, è morto, è morto.
O fanciulla di Inistore,

il suo arco pende inerte nel salone,
nulla, nulla si muove nella brughiera dei daini.
Trenar, l'adorato Trenar, è morto, è morto.
O fanciulla di Inistore,

il suo arco pende inerte nel salone,
nulla, nulla si muove nella brughiera dei daini.
Trenar, l'adorato Trenar, è morto, è morto.
O fanciulla di Inistore,

Il suo arco non più teso pende nella sala,
niente si muove nella brughiera dei caprioli.
Piangi alle rocce dei venti mugghianti,
piangi o fanciulla di Inistore, piangi, piangi.
(traduzione di Luigi Bellingardi)

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorium Parco della Musica, 9 aprile 2011, direttore Antonio Pappano

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Ultimo aggiornamento 13 aprile 2011
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