Glossario



Improvisation über Bachs Chorallied «Wie wohl ist mir, o Freund der Seele», KV 271

Musica: Ferruccio Busoni
Organico: 2 pianoforti
Composizione: 26 giugno - agosto 1916
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1917
Dedica: marchese Silvio Della Valle di Casanova

Guida all'ascolto 1 (nota 1)

Composta nel 1916, l'Improvvisazione sopra un Corale dì Bach è la prima delle tre opere scritte da Busoni per due pianoforti (le altre due sono il Duettino concertante del 1919 e la quarta versione della Fantasia contrappuntistica, pubbblicata nel 1912). Il tema di Bach («Wie wohl ist mir, o Freund der Seelen») è tratto dal «Noten-buch» per la moglie Anna Magdalena. Lo stesso tema era stato usato dal Busoni nel Corale e Variazioni inserito nella seconda Sonata (in mi minore, op. 36a) per violino e pianoforte, del 1898. Da quel Corale e Variazioni l'autore prese lo spunto per la nuova opera, come risulta dalla lettera del giugno 1961, con la quale Busoni dedicò l'Improvvisazione al marchese Silvio della Valle di Casanova: «Riverito amico, questo piccolo lavoro nacque dal proposito di trascrivere per due pianoforti le Variazioni che formano l'ultimo movimento della mia seconda Sonata per violino. Le nuove possibilità e le modificazioni che risultarono dall'uso del secondo pianoforte e dalla rinunzia al violino, il mutato mezzo espressivo e i cambiamenti che hanno indotto nel mio animo sedici anni di vita trascorsa fecero sì che l'opera iniziata in dipendenza dell'altra si trasformò in una composizione pressoché del tutto indipendente. Come tale la offro a lei e al pubblico. Ferruccio Busoni».

Carlo Marinelli

Guida all'ascolto 2 (nota 2)

L'Improvvisazione sul Corale di Bach «Wie wohl ist mir, o Freund der Seele» fu iniziata da Busoni nel giugno del 1916, durante un soggiorno a S. Remigio (Pallanza) nella villa del Marchese Silvio della Valle di Casanova, e fu terminata a Zurigo nell'agosto di quello stesso anno. Busoni stesso ne spiegava la genesi, nella dedica al della Valle che precede l'opera: «... Questo piccolo pezzo è nato dal desiderio di scrivere, per due pianoforti, l'ultimo tempo della mia seconda sonata per violino e pianoforte. Le nuove possibilità e limitazioni conseguenti dall'uso di un secondo pianoforte, in luogo del violino, i mutati mezzi espressivi e il mutato animo che sedici anni di vita mi hanno elargito, fanno sì che il lavoro che segue si presenti come una composizione quasi completamente indipendente». La Sonata n. 2 per violino e pianoforte (op. 36/a, 1898), presentava nella parte finale una serie di variazioni sul Corale di Bach «Come mi sento bene, o amico dell'anima», nella quale per la prima volta Busoni utilizzava un materiale di Bach per svilupparlo in un edificio sonoro autosufficiente. «La sostituzione della qualifica di ‘variazioni’ con quella di ‘improvvisazione’ ci sembra quanto mai significativa in quanto sta a sottolineare il carattere di spontanea immediatezza intuitiva dell'atto di ‘appropriazione’ della materia musicale bachiana da parte di Busoni » (Vlad): e in effetti l'opera realizza un mirabile equilibrio fra i residui della concezione originaria nuovamente elaborati e le applicazioni di «alcuni dei nuovi procedimenti formali scaturiti dalle sconvolgenti esperienze compositive che Busoni avrà compiuto nel frattempo» (Vlad).

Sergio Sablich


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 19 gennaio 1962
(2) Testo tratto dal programma di sala delle Manifestazioni celebrative per il cinquantenario di Ferruccio Busoni,
Comune di Empoli, Provincia di Firenze, Associazione "Pro Empoli" 12 ottobre 1974
 

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Ultimo aggiornamento 7 giugno 2015
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