Glossario
Guida all'ascolto



Turandot, KV 273

Fiaba cinese in due atti

Testo del libretto

PRIMO ATTO
Primo quadro
1. INTRODUZIONE E SCENA
CALAF
(entra impetuosamente dalla porta)
Peking! Stadt der Wunder!
Verheißungsvolle!
Hier soll mein Los sich wenden!
Rüste dich, meine Seele, Hoffnung steigt
und blühe!
Aus dem Taumel der Straße, den
heimlichen Kammern,
winkt tausendhändig der Zauber;
Ich wittere das Außerordentliche
Peking! Sonne der Welt!
Pechino! Oh, splendore!
Città di sogno!
Qui cangerà mia sorte!
O mio cor ti consola,
sorgi, mia speranza!
Dalle vie tumultuose,
dalle placide case,
ecco, sorride l’incanto.
Presago ho il cor di grandi meraviglie.
Pechino! Sole del mondo!
BARACH
(Si avanza curioso)
Wie, ist das nicht mein Prinz Kalaf? Che? Siete dunque voi Calaf, mio prence?
CALAF
Den Mann sollt’ ich kennen Barak? Costui lo conosco. Barach?
BARACH
Mein Prinz, Prence mio,
(singhiozzando)
o, o, o, o! oh, oh, oh!
CALAF
Du hier? Tu qui?
BARACH
Ihr am Leben! Voi vivete!
CALAF
Still! Sprich meinen Namen nicht laut.
Berichte!
Sss! Qua non s’oda il mio nome.
Racconta!
BARACH
o, o, o, o! oh, oh, oh!
CALAF
Berichte! Racconta!
BARACH
Herrlich war die entscheidende Schlacht,
doch leider für uns verloren;
euch, euren Vater, den König glaubt’ ich tot;
ich floh,
Fiera fu la battaglia final,
purtroppo da noi perduta.
Voi ed il re, Vostro Padre trucidati credei;
fuggii,
(passa nel parlato)
Treu’ im Herzen, Flügel an den Beinen,
und über Chinas Mauer hinweg
fido in core, ma con l’ali ai piedi,
ed alla Cina venni, qua,
(più calmo)
zu diesem Häuschen, das ich als stiller
Mieter bewohne.-
Und was beginnet ihr?
a questa casetta
dove abito tranquillo.
E cosa avvenne a Voi?
CALAF
Mein Vater lebt. Vive mio padre.
BARACH
Gott sei gepriesen! Dio sia lodato!
CALAF
Ich suche das Glück, - La felicità cerco...
BARACH
(in ginocchio)
Allah ist groß! E’ grande Allah!
CALAF
es ihm zurückzubringen - ...di riportare a lui.
BARACH
Groß ist sein Prophet! Grande il suo profeta!
CALAF
noch heute dring’ ich zum Kaiser! E perch’ei sia felice ancor qual era
a corte vado oggi stesso!
BARACH
(si alza)
Bleibt! Der Hof ist eine Trauerstatt;
die Kaiserstochter Turandot ein Teufel,
ein Teufel -den Männern abhold,
so schön als weise, und unerbittlich
grausam ....
No! La corte è tutta in lacrime;
del re la figlia, Turandot, un demonio,
un demonio! aborre gli uomini;
è bella e savia, ma cruda,
inesorabile.
CALAF
(sottovoce)
Das Märchen hört’ ich. La fiaba udii:
(scherzando)
ein jeder Prinz darf um sie frei’n- s’un prence aspira alla sua man...
BARACH
Ihr wisst! - Lo sapete!
CALAF
und pflichtet sich, drei Rätsel anzuhörenund
wagt den Kopf, falls ihm der nicht
festsitzt.
...tre enigmi sciolga
e perdere la testa dovrà,
se poi abbia avverso il fato.
BARACH
Ihr spottet - Sì, sì... scherzate...
CALAF
Gewiß, dem albern ist die Fabel. Lo so, è sciocca assai la fola.
BARACH
Fabel? So schaut euch um,
betrachtet die Köpfe, die Köpfe!
Sie alle warben um Turandot!
Fola? Guardate là
le teste! Le teste!
I pretendenti di Turandot!
CALAF
(inorridito replica)
Gräßliche Schau! Ekelnd!
Und das um eines Ungeheuers willen! -
Oh, qual orror! Cielo!
È questa certo l’opera d’un mostro!
BARACH
Ein Ungeheuer, so bestrickend,
daß schon vermag der Anblick ihres Bildes
den Jüngling in den Tod zu locken!
Un mostro ell’è, ma bella tanto,
che, per un guardo sol al suo ritratto,
i giovani sen vanno a morte!
CALAF
Den Narren! Che stolti!
BARACH
(serio)
Erst heute traf’s den Prinzen von Samarkand. Toccò quest’oggi al prence di Samarcanda.
(Timpani dietro la scena)
Hört, o hört, dies ist das Zeichen,
daß das Gericht an ihm vollstreckt wird! ...
Oh, udite! Il segno è questo
che la sentenza su lui si compie.
2. LAMENTO
CORO DI FANCIULLE
(dietro le quinte)
O-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o- oh,oh,oh,oh,oh,oh,oh,oh,oh,oh,oh,oh
(La regina madre di Samarcanda, una negra adornata in modo fantastico di penne di struzzo variopinte, entra in portantina, seguita da un corteo di lamentatrici. Si ferma davanti alla porta. Calaf e Barach si traggonoin disparte e tornano sul proscenio dopo che il corteo si è allontanato.)
REGINA MADRE
(dietro le quinte)
Verweilt! Man mordet meinen Sohn!
O-o-o-o-
Fluch, Fluch! diesen Mauern,
diesem Lande!
dreimal verflucht sei die Ungeheuere,
die ihn verdarb!
Dies Bild, das ich vom Halse ihm riß,
es sei zertreten, wie sie soll zertreten werden,
die es zeigt! Fort, fort!
Fermate! S’uccide il figlio mio!
oh, oh, oh, oh,
Guai! Guai! Queste mura, questa terra sian
maledette,
dannato il mostro sia
che lo perdè!
L’effige che dal collo gli ho strappata
sia calpestata e sia calpestata
quella che ritrae! Via, via!
(esce furente)
(già in lontananza)
O-o-o- oh, oh, oh.

BARACH
Ihr hörtet ... Udiste?
CALAF
und ich sah. Kaum daß ich’s fasse! E ho veduto. Lo credo a stento!
(parlato)
Wie könnte denn ein Bildnis tödlich
wirken?
Come mai può un ritratto
esser mortale?
(fa per raccogliere il ritratto)
BARACH
Tut es nicht! Non lo fate!
CALAF
Möchte doch die furchtbare
Schönheit mir betrachten.
Vorrei vedere questa
tremenda bellezza.
BARACH
Laßt ab, es ist verzaubert. Lasciate stare, é incantato.
CALAF
Ängstlicher Mann, gib her. Pauroso, da’ qua.
BARACH
Es ist verflucht. È maledetto!
CALAF
Du kränkst mich. Her das Bild! M’hai stancato. Qua il ritratto!
(Lo guarda)
3. ARIOSO
CALAF
Barak, Barak o du tückischer Alter,
wolltest mich also narren!
Barach, Barach, dunque, subdolo vecchio,
tu d’ingannarmi tenti!
BARACH
Ihr Genien, helft! ... O numi, pietà!
CALAF
Nein, diese Züge sind nicht eines Teufels, -
noch eines Ungeheuers!
das Antlitz einer Göttin,
der Blick, ein lichter Himmelsstrahl,
und sternenrein sein Ausdruck! -
No, d’un demonio non son questi i tratti,
né d’un orrendo mostro!
Il volto è d’una Dea,
lo sguardo un raggio di stella,
celeste il suo sorriso!
BARACH
Betörter Prinz,
noch siebentausendmale schöner ist
Turandot!
Oh, mente offuscata,
è settemila volte più bella,
Turandot!
CALAF
Du süßeste Gestalt,
ihr Wangen des Morgenrots, knospende Lippen;
Schatten der Sommernacht, ihr dunklen Haare!
Dolcissima figura,
gote d’aurora, turgide labbra;
ombra notturna par la nera chioma!
BARACH
Glaubt es nicht! Non è ver!
CALAF
Barak, alles an ihr ist Einklang,
alles an ihr spricht Liebe.
Barak, ich wage frisch das Spiel -
Barach, tutto in lei è armonia,
tutto mi parla d’amor...
Barach, io tenterò il gioco...
BARACH
(colpito)
Mein Prinz! - Mio prence!
CALAF
ein Spiel, das milionenfach
den hohen Einsatz wieder einbringt!
Poiché il premio vale mille volte
il rischio della vita!
(Tam tam sulla scena)
BARACH
Seht, welch ein Spiel. Guardate, allor.
(Il Boia, seguito da sentinelle e suonatori di tamburo, appare dall’alto della porta e infila su di una picca una testa mozzata di fresco. Quindi si allontana.)
4. PANTOMIMA E FINALE.
Barach e Calaf si ritirano.
Calaf compare in scena con impeto.
CALAF
Dich will ich rächen, du Jammerprinz,
Kopfverlierer!
Vo’ vendicarti, povero principe,
cui fu mozzato il capo!
(a Barach)
Auf Wiedersehn! Addio!
(esce di corsa attraverso la porta)
BARACH
Mein Prinz ... mein Prinz... Signore! Signore!
(singhiozzando)
Oh! Oh!
(Cerca di inseguire Calaf, ma viene afferrato dalle sentinelle e bastonato. Altre due sentinelle danno l’allarme con campane e Tam tam.)
Secondo quadro
1. INTRODUZIONE E ARIETTA
Truffaldino compare davanti al sipario, che lui stesso apre, e batte le mani. A questo segnale entrano diversi schiavi.
La scena rappresenta la stanza del trono nel palazzo imperiale. Si vede Truffaldino, capo degli eunuchi imperiali, intento ad impartire ordini agli schiavi, per far preparare la sala per l’imminente seduta.
TRUFFALDINO
Rechts zunächst der große Thron
links darauf der kleine Thron,
in die Mitte stellt acht Sessel
für den Richter Weisheitkessel;
fegt mir flink den Boden rein,
leget Teppich’ groß und klein,
macht, daß Lampen sei’n bereit
zur Erhellung dunkler Zeit,
hurtig, nicht den Takt verlieren,
wollt’ ihr’s nicht am Hint’ren spürn,
regt die Beine, spannt die Schenkel,
Schurken, Diebe, Faule, Bengel!
Nun wird’s lustig, wird’s ergötzlich,
meldet sich ein neuer plötzlich!
Sind’s doch drei Stunden kaum,
wie schnell man so vergißt,
da wurd’ der letzte aufgespießt;
diese Gecken, Narren, Laffen,
die sich jämmerlich vergaffen,
‘s ist viel zu wenig noch,
dem Himmel sei’s geklagt,
wenn nur der Kopf ihnen wird abgehackt,
ha, ha, ha, ha, -
Was bin ich, damit verglichen,
für ein Muster der Eunüchen,
mir wird das Hirn nicht warm
vor einem Weiberschwarm,
hier wurzelt meiner Halbheit Scharm,
ob der Hahn sich noch so blähe,
mich lockt nicht das Bett der Ehe.
La tralala tralala tralala
tralala -wie steh ich da!
Das ist des Kastraten Segen,
daß sein Geist bleibt überlegen.
Schrum tututum tututum tututum
tututututum, ich bin nicht dumm!
Hurtig, nicht den Takt verlier’n,
wollt ihr’s nicht am Hint’ren spürn,
spannt die Schenkel, regt die Beine,
Schurken, Diebe, Affen, Schweine,
jetzt hinaus, jetzt hinaus, jetzt hinaus,
jetzt hinaus, jetzt hinaus, jetzt hinaus,
jetzt hinaus, jetzt hinaus,
piff, paff, piff, paff, piff, paff, piff, paff!
Metti il trono grande qua,
metti il piccolo di là;
e per gli otto grandi saggi,
qui nel centro gli otto seggi.
Poi bisogna qui spazzar,
i tappeti stender là,
ed i lumi preparar
per la notte che verrà.
Svelti, tempo non perdete,
se la frusta non volete;
su, muovetevi bricconi,
su, gaglioffi, su poltroni!
Com’è bello, divertente,
si presenta un pretendente!
e ancor prima di tre ore
(chi ci pensa proprio più?)
infilzato se ne muore.
Questi sciocchi lacrimosi,
cascamorti sospirosi!
Ed il lor capo ora mozzato
è purtroppo ancor ben poco
per ciò ch’ hanno meritato.
Ah, ah, ah, ah!
Ammirate in paragone
degli eunuchi il gran campione:
or non scalda il mio cervel
qui di femmine un drappel;
del mio stato questo è il bel!
Faccia pure altri il galletto,
non m’attira nuzial letto!
Tralalala, tralalà
la, la, la, vedete qua!
Vero dono del castrato
è lo spirto illuminato.
Schrum tututum tututum tututum
bum, tutum, astuto son!
Presto, tempo non perdiam,
se la frusta non vogliam,
su, muovetevi villani,
bestie, scimmie, porci, cani!
Via di qua, via di qua,
Via di qua, via di qua,
Via di qua, via di qua,
piff, paff, piff, paff, piff, paff, piff, paff!
(Mena botte a dritta e a manca e scaccia gli schiavi dalla sala.)
2. RECITATIVO
TRUFFALDINO
Das find ich doch sehr vernünftig,
daß mein Prinzesschen nicht mag heiraten;
auch ich bin nicht verheiratet,
meiner Mutter ging’s nicht anders.
Nur solche Schwächlinge,
die nicht auf einem Beine können stehen,
sollen sich paaren meinetwegen!
Trovo giusto e saggio
che la mia principessina non voglia sposarsi,
neppur io fui mai sposato,
e neppur la madre mia.
Solo chi è debole, a quanto pare,
deve appaiarsi, perché
sulle proprie gambe non sa stare.
(Fanfara dietro le quinte)
Ah, der Kaiser kommt,
der Kaiser kommt, der Kaiser kommt!
Ah, s’avanza il Re!
Ecco l’Imperatore, or s’avanza!
(Fanfara)
Ich mag die vielen Mannsbilder nicht,
ich mach mich fort, ich mach mich fort,
ich mach mich fort zu meiner holdseligen
Prinzessin
und ihren jungen Damen,
künde die frohe Nachricht:
dann gibt es Tee.
I cortigiani non vo’ veder,
men vado via di qua, men vado via di qua.
Me ne vado via e recare voglio alla mia amata
principessa
ed alle sue donzelle
questo sì lieto annuncio:
poi, c’è il tè.
3. INGRESSO DELL’IMPERATORE
I DOTTORI
Wir sind die Doktores und sitzen zu Gericht. Noi siamo i dottori venuti a giudicar.
(si siedono)
CORO MASCHILE
Heil! Heil! Salve! Salve!
TUTTI
Segen. Benedetto.
(Entra l’imperatore Altoum circondato dal suo seguito, sostenuto da Pantalone e Tartaglia.)
TUTTI
Segen auf sein Haupt, dem edlen Kaiser
Altoum,
dem Weisen, dem Gütigen;
Segen auf sein Haupt für immerdar!
Heil! Heil! Heil! Heil! Heil!
Sia benedetto il nobile imperatore
Altoum
il saggio , il magnanimo.
Benedetto il Re per sempre sia.
Salve, Salve, Salve! Salve! Salve!
(Si buttano tre volte col naso a terra, davanti ad Altoum)
ALTOUM
Das Zerimoniell wirkt immer erhebend.
Danke, danke, meine Lieben!
Aber seht, Kinder, hier drinnen nagt ein
Druck, der mir selbst die schöne Hofetikette
verleidet. Denn seht, Kinder, ich kann nicht
anders, ich muß meine Tochter lieben;
aber ich bin nicht für Grausamkeiten
geschaffen!
Il cerimoniale è una grande consolazione.
Grazie, grazie, miei diletti!
Eppure, figli miei, ho qui dentro
un peso che mi guasta perfino la bella etichetta
di corte.
Che volete, figli miei, non posso non amar mia
figlia; ma io non sono stato creato
per la crudeltà!
PANTALONE
Euer Majestät Herz ist wie Fließpapier in
Honig getränkt -
El cor de la maestà vostra el zé una cartasuga
inzupà de miel...

TARTAGLIA
Ba, Ba, Baumwolle mit Schmalz - Ba-ba-bambagia con il burro...
ALTOUM
(In tono di rimprovero)
Pantalone?...Tartaglia?... Pantalone? Tartaglia?
(i due si accucciano)
Ach, wie lange soll ich dem noch zusehen?
Es bringt mich vorzeitig unter die Erde.
Ah, per quanto tempo dovrò ancora assistere a
tutto ciò?
Questo mi porta anzitempo sottoterra.
PANTALONE
Bei uns, in Italien, Majestät, da ist
jedermann entzückt, wenn’s auf dem
Theater mit Mord und Totschlag zugeht.
Aber ich sehe ein, daß es von grausigem
Geschmack zeugt.
Da noialtri in Italia, Maestà,
i ze tuti contenti quando che a teatro
se va avanti a furia de morti e asasinai.
Ma capisso che zé segno
de gusti barbari.
TARTAGLIA
Liebe Mama-Majestät, ich kenn’ ein
englisches Stück, darin ein
pechschwarzer Neger
eine lilienweiße Dame umbringt.
Da-da-das ist aber Zucker und Marzipan
gegen eine Prinzessin,
die sieben Männer hi-hi-hintereinander
hi-hi-hinrichten läßt.
Cara ma-ma-maestà,
conosco una co-commedia inglese,
dove un mo-moro nero come la pece
ammazza una dama bianca come un giglio.
Ma, ma questo é zucchero e marzapane
in confronto a una principessa
che fa infilzare sette uomini uno dopo
l’altro.
ALTOUM
Ich kann’ s nicht ändern. Non é in mio potere impedirlo.
4. ARIA
ALTOUM
Konfutse, dir hab’ ich geschworen,
du schaust mein Herz,
es trägt das Elend nicht;
daß mir ein Sohn sei auserkoren,
beschließe du beim kommenden Gericht:
So wird das Böse, das sie birgt,
entschwinden,
die Tochter wieder schön und gut erstehen;
den langen Schmerz soll kurze Freude linden,
dann will ich gern zu meinen Vätern gehn
dann will ich gern zu meinen Vätern gehn!
Confucio, tanto ho scongiurato,
mi vedi in cor,
non v’è malvagità;
che un figlio ormai mi sia donato
concedi, nel cimento che verrà.
Il male ch’ella alberga
fa svanire,
fiorire ancora bontà, dolcezza in lei.
Può breve gioia il lungo duol lenire;
raggiungerò poi lieto i padri miei.
sì, raggiungerò ben lieto i padri miei
(rassegnato)
Man bringe den Fremden zu mir. Quel giovane venga a me.
5. DIALOGO
(Calaf viene introdotto e si getta ai piedi di Altoum.)
ALTOUM
Steh’ auf, unkluger Jüngling! Orsù, giovane incauto!
(fra sè)
Wie schön er ist! E’ bello, ohimè!
(forte)
Wer bist du? Chi sei tu?
CALAF
Sire, ein Märchenprinz. Sire, il principe delle favole.
ALTOUM
(irritato)
-m! Dreister! - nenn’ deinen Namen. Audace! Di’ il tuo nome.
CALAF
Sire, nein, ich bin ein Prinz: es genüge. Sire, no. Sono un principe: tanto basti.
ALTOUM
(fra sè)
Es scheint mir, der ist eine ebensolcher
Starrkopf
als meine Tochter...!
Ich will dir glauben,
glaub’ auch du mir ein
wen’ ges.
Du weißt wohl, was du wagst;
ich gewär’ dir die Gnade, dich
zurückzuziehn.
A parer mio
egli è sì testardo
quanto lo è mia figlia.
Creder ti voglio.
Or tu a me credi
un poco:
il rischio tu ben sai.
Ti concedo la grazia
di ritirarti.
CALAF
Sire, Tod oder Turandot,
von beiden eines, ein Drittes nicht!
Sire, morte o Turandot; o l’una o l’altra,
null’altro vo’!
ALTOUM
Ach, diese Jugend! Ah, giovinezza!
6. QUARTETTO
ALTOUM
Entweiche, entweich’ der Gefahr,
der du dich
aussetzt;
mein Sohn, mein Sohn, hör auf mich, der ich
dich schon liebe;
sei die Stütze dem Greis,
schliess’ die Augen ihm zu, wenn ihm schlägt
die Stunde; schöner Lohn soll dir werden,
hohe Ehren zu teil, wenn du ihn verschonest;
zwing’ mich nicht wieder gegen mein Herz,
gegen mein Herz als Tyrann zu walten,
ungeratener Tochter, widerwilliger Vater,
deinen Tod zu beweinen.
Fuggi, fuggi al periglio
cui ti esponi!
Figlio mio, figlio mio, m’ascolta,
chè già io t’amo:
sii sostegno al vegliardo,
chiudigli gli occhi quando scocca
per lui l’ora suprema;
alto premio t’attende, grande onore ne avrai,
se ti serbi al padre.
Ah, non volere ch’a malincuor
tiranno sia, di cruda, perfida figlia, incolpevole
padre;
e che morto ti pianga.
CALAF
Tod oder Turandot;
von beiden eines, nicht ein Drittes!
O morte o Turandot!
O l’una o l’altra io voglio!
PANTALONE
Aber teuerster der Prinzen,
mein gebenedeiter Bub,
so merk’ die Köpfe überm Tore!
Ma putelo benedeto,
caro prensipe, vardè, ciò,
quele teste sulla porta!
ALTOUM
(scuotendo il capo)
Es ist umsonst! Tutto è vano!
PANTALONE
Weiter hab’ich nichts gesagt,
als daß ich nicht die Lust begreife,
sich zum Schlachten anzubieten.
Mi no vogio dir più gnente,
ma vorìa saver parchè gh’avè
sto gusto de coparve.
ALTOUM
Es ist umsonst! Tutto è vano!
PANTALONE
Seien Sie nur zuversichtlich,
daß die Rätsel, die sie dreht,
nicht von Zucker sind noch Pappe!
Deme ascolto, caro fio,
ste famose indovinee
no zè sucaro nè papa!
ALTOUM
Es ist umsonst! Tutto è vano!
PANTALONE
Selbst der Zaubrer Cingarillo
würde sich vergeblich mühn,
solche Nüsse aufzuknacken:-
Gnanca el mago Zingarelo
no’l se toria de pelar certe
gate de sta sorta.
ALTOUM
O hör’ auf ihn! Oh, stallo a sentire!
PANTALONE
Das ist nicht so,
als wieviel ist zweimal zwei,
welches Obst trägt Kirschenkerne,
welches ist das Tier, das miaut,
nein, nein, nein, nein, nein, nein;
wenn ihr euch darauf verbeisset,
gäb’ nicht für euren Schädel
einen abgeschabten Rettig,
nein, nein, nein, nein, nein!
No ve la dirà:
quanto fa do volte do,
cossa cresse sul seraso,
quale bestia fa miau miau,
no sior no.
Se scometare dovesse,
no darìa per quela zuca
un ravanelo rosegà,
no sior no!
CALAF
Tod oder Turandot;
von beiden eines, nicht ein Drittes!
O morte o Turandot.
O l’una o l’altra, io sol voglio!
TARTAGLIA
(spazientito)
To-to-to-to-tod,
to-to-to-to-tod oder Tu-tu-turandot!
Mo-mo-morte
mo-mo-morte o Tu-tu-turandot!
ALTOUM E PANTALONE
Es ist umsonst! Tutto è vano!
TARTAGLIA
Teufel, Teufel, süßes Herzchen,
welch verbohrter Ei-ei-eigensinn!
Ah, perbacco, giovinotto,
ma che co-co-cocciutaggine!
ALTOUM E PANTALONE
Es ist umsonst! Tutto è vano!
TARTAGLIA
Geht es hier vielleicht um Bohnen,
geht’s um Tassen Kokolade?
Um den Ko-ko-ko-kopf geht’s!
Ma si tratta di fagioli
o di bere il cioccolato?
Qua si tratta della pe-pelle!
ALTOUM E PANTALONE
Es ist umsonst! Tutto è vano!
TARTAGLIA
Haben Sie das schon erwogen,
was es heisset,
um den Kop, Ko-ko-kopf zu spielen?
Ma sapete che vuol dire,
che vuol dire il
giocare la pe-pelle?
PANTALONE
Ich glaub’ es nicht! Mi par di no!
ALTOUM - TARTAGLIA
Ich glaub’ es nicht! Mi par di no!

PANTALONE
Ich glaub’ es nicht! Mi par di no!
ALTOUM E TARTAGLIA
Ich glaub’ es nicht! Mi par di no!
CALAF
Es ist umsonst! Es ist umsonst!
Tod oder Turandot!
Ein Drittes nicht.
Parlate invan!
O morte o Turandot!
Null’altro vo’.
ALTOUM
Ich glaub’ es nicht, ich glaub’ es nicht,
ich glaub’ es nicht, ich glaub’ es nicht!
Mein Sohn, hör auf mich,
mein Sohn, hör auf mich,
hör’ auf mich, hör’ auf mich,
höre, höre, hör’ auf mich,
mein Sohn, hör’ auf mich,
mein Sohn hör’ auf mich,
nun ist’s umsonst.
Mi par di no, mi par di no!
Mi par di no, mi par di no!
Figlio mio, ascoltami!
Figlio mio ascoltami!
Ascoltami, ascoltami!
Ascoltami, ascoltami, ascoltami!
Figlio mio ascoltami,
Figlio mio ascoltami
ora è tutto vano!
TARTAGLIA
Ich glaub’ es nicht, ich glaub’ es nicht,
ich glaub’ es nicht!
Ich glaub’ es nicht, ich glaub’ es nicht!
Hier geht’s um den Kopf,
hier geht’s um den Kopf,
um den Kopf, um den Kopf,
um den Ko-ko-ko-ko-kopf,
um den Kopf, um den Kopf, um den Kopf!
Mi par di no, mi par di no!
Mi par di no!
Mi par di no, mi par di no!
Qui si tratta della pelle,
qui si tratta della pelle!
della pelle, della pelle!
della pe- pe- pe- pelle!
della pelle! della pelle! della pelle!
PANTALONE
Ich glaub’ es nicht! Ich glaub’ es nicht!
Ich glaub’ es nicht,
ich glaub’ es nicht, ich glaub’ es nicht!
Hier geht’s um den Kopf,
hier geht’s um den Kopf,
um den Kopf, um den Kopf,
um den Ko-ko-ko-ko-kopf,
um den Kopf, um den Kopf,
geht’s um den Kopf!
Mi par di no! mi par di no!
Mi par di no!
Mi par di no! Mi par di no!
Qui si tratta della pelle,
qui si tratta della pelle!
della pelle, della pelle!
della pe- pe- pe-pelle!
della pelle, della pelle,
qui si tratta della pelle!
7. MARCIA E SCENA
PANTALONE
Lieber möcht’ ich gar auf einem Bein
auf der Spitze stehn des Markusturms,
als in dieses lieben Jungen Hosen stecken.
Me voria trovar su un piè
sua ponta del campanil de San Marco,
ma non enta le braghe de quel caro zovenoto.
ALTOUM
Mein Sohn, ich segne dich. Figliol, ti benedico.
CALAF
(si inginocchia)
(con la sorpresa di un fanciullo)
Sie kommt, sie kommt! E’ lei, è lei!
TARTAGLIA
Da ist auch schon, da ist auch schon der
Hammelführer!
Eccolo qua,
s’avanza il capo del serraglio!
CORO
Wehe! Wehe! Wehe! Guai! Guai! Guai!
TURANDOT
(ancora dall’alto della scala)
Wer ist’s, der sich auf’s neu vermessen darf,
aus meiner Weisheit Grund zu schöpfen,
der die Lust verspürt, sein Leben
auszuspielen?
Chi è il folle temerario
ch’oggi sfiderà la mia sapienza?
Chi brama ancor
di giocarsi la vita?
CORO
Wehe! Wehe! Wehe! Guai! Guai! Guai!
TURANDOT
Auch du sollst mir erliegen,
dich stärkrem Geiste fügen:
Rat’ oder stirb!
Tu pur soccomberai,
a me tu cederai.
Vinci o muor!
(scende la scala)
CORO
Wehe! Wehe! Weh! Weh! Weh! Weh! Guai! Guai! Guai! Guai! Guai! Guai!
TURANDOT
Weh, anderen gleicht dieser nicht;
was berührt mich jäh, so fremd und neu?
Ah, come gli altri ei non è;
che mai sorse in me che mi turbò?
TARTAGLIA - PANTALONE - ALTOUM
Was sagt sie? Che dice?
TURANDOT
Seltsam wirkt des Knaben Gesicht:
es anzusehn macht fast mich scheu,
wie mild es zu mir spricht; -
Fanciullo ancora in volto egli è
eppure l’alma mia tremò;
sì dolce al cor parlò!
TARTAGLIA - PANTALONE - ALTOUM
Hört sie, hört sie! Odi, odi!
TURANDOT
Weh’ mir!
noch einmal sein will ich Turandot;
sein Tod wird auch mein Tod.
Ah, no!
sia ancor forte Turandot!
S’ei muore, io pur morrò.
CORO
Was berührt sie jäh so fremd und neu?
Ja, andren gleicht dieser nicht,
seltsam wirkt des Knaben Gesicht,
es anzusehn macht uns fast scheu,
wie so mild es zu uns spricht;
mag sie noch immer sein Turandot
sein Tod wird auch ihr Tod.
No, come gli altri ei non è;
chè nacque in lei, che la turbò?
Un fanciullo in volto egli è,
eppure in seno il cor tremò;
con quale dolcezza ci parlò.
Sia ancor forte Turandot,
o anch’essa, ahimè morrà.
I DOTTORI
Raten oder sterben! Vincere o morire!
ADELMA
(fra sè)
Das ist ja jung Kalaf,
der Traum meiner Schulzeit,
es gefällt mir noch immer!
ich gewinn’ihn zurück.
Quel giovane è Calaf,
mio sogno di un tempo;
ei sempre più mi piace.
Riconquistarlo vo’.
CORO
Rat’ oder stirb! Vinci o muor!
TURANDOT
Nein, es gleichet diesen anderen nicht,
seltsam wirkt auf mich
des Knaben Angesicht,
noch einmal sein will ich Turandot,
ich weiß, sein Tod
wird auch mein Tod.
No, come gli altri ei non è,
del fanciullo il volto
questo cor turbò.
Ah, sia ancor forte Turandot!
Lo so, s’ei muore
io pur morrò.
CALAF
Von Glück erschimmert sein Gesicht,
mein Leben spiel’ ich gegen ein Gedicht,
ob Tod, ob Tod oder Turandot:
die Lösung schreckt, die Lösung schreckt
mich nicht.
Vision beata a me brillò,
per una poesia la vita do’,
o morte o Turandot!
ben venga la morte,
timore non ho.
CORO FEMMINILE
Rat’ oder stirb! Vinci o muori!
CORO
Wehe! Wehe! Guai! Guai!
ALTOUM
Meine Tochter, drei leichte Rätsel,
auf daß die Form bleibe gewahrt,
und dann Hochzeit!
Cara figlia, tre facili enigmi,
sol per salvare l’apparenza;
e poi... le nozze!
ADELMA
Laßt euch nicht erweichen! Debole non siate!
TURANDOT
Die Rätsel sind gezogen,
das Gesetz muß sich erfüllen.
Gli enigmi son decisi. La legge ormai
s’adempia!
CALAF
Ich bin bereit. Io pronto son.
TURANDOT
Ich beginne. Incomincio
CORO
Beim Konfutse! Per Confucio!
(Silenzio)
CORO
Beim Konfutse! Per Confucio!
(si prostrano a terra)
Beim Konfutse! Beim Konfutse! Per Confucio! Per Confucio!
TRUFFALDINO
(Suona tre volte un campanello)
(parlato)
Das erste Rätsel! Il primo enigma!
8. I TRE ENIGMI

TURANDOT
(parlato liberamente)
Was kriecht am Boden, fliegt, gen Himmel,
was tappt im Dunklen, zündet Lichter,
wühlt im Vergangenen, strebt in die
Zukunft,
wellt im Gewohnten, regt sich im Neuen,
was ist besonnen und bäumt sich trotzig,
gesund ergeben und krakhaft protzig?
Cos’è che striscia e pur vola,
brancola al buio, ma risplende,
fruga nel passato,
scruta nel futuro,
pigra s’indugia, cerca curiosa?
Che cos’è ardita, eppur prudente,
serena e mite, ribelle e ardente?
(Calaf riflette)
CALAF
(comprende)
Was Kriecht und fliegt,
im Dunklen tappt, erleuchtet,
Gewohntes übt,
nach Neuem strebt,
sich selber Weltsysteme webt,
besonnen ist und trotzig Hand in Hand,
est is: der menschliche Verstand!
Che striscia e vola,
brancola ma splende,
che pigra sta,
che cerca il ver,
che un mondo intero crea per sè;
ribelle e savia al tempo stesso ell’è:
quest’è l’umana ragion!
PANTALONE
Tartaglia, er hat’s! Tartaja, ghe son!
TARTAGLIA
Meiner Seel’! Giusto ciel!
I DOTTORI
Optime: der Verstand, der Verstand,
der Verstand!
Optime: la ragion! La ragion!
La ragion!
ALTOUM
Brav, mach’ tapfer weiter! Bravo, coraggio, avanti!
(Movimento nella sala, fanfare e tamburi. Truffaldino interrompe con un cenno gli squilli.)
ADELMA
(Ich vergeh’!...) (Giusto ciel!)
TURANDOT
O Schicksal, willst du mich bezwingen?
Einbildischer, noch bin ich nicht am Ende!
O sorte, mi vuoi forse vinta?
Ah, bada a te, ancor non è la fine!
(Truffaldino suona.)
TURANDOT
(proseguendo)
Was ist beständig und stets wechselnd,
heute geboten und morgen verpönt,
hier gepriesen, dort bestraft,
erst befolgt, später verlacht,
ein unentbehrlich stillschweigend Gesetz,
je wen’ger begründet, je seltner verletzt?
Cos’è costante e mutevol.
ier venerata, oggi sdegnata,
qua lodata, là spregiata,
prima seguita, poi schernita?
Quella muta legge svela a me
che, pur non imposta, violata non è!
CALAF
O zürne nicht, daß mir auch dieser glückt:-
was ihr erfragt, das wechselnd ist und
ständig,
toter Begriff, und als Gebrauch lebendig,
so lang es gilt kleine Verletzung litte,
wenn abgetan verlacht wird, ist: die Sitte.
Non ti sdegnar, chè questo pure io so.
Mutevol è,
eppur costante legge,
senso non ha, eppure il mondo regge,
e finchè vige ognun la segue e loda;
passata, vien derisa: è la moda!
PANTALONE
Tartaglia, ins Schwarze! Tartaja, in pieno!
TARTAGLIA
Mitten drin! Centro sì!
I DOTTORI
Optime:
die Sitte, die Sitte, die Sitte!
Optime:
la moda, la moda, la moda!
ALTOUM
Wär’s nicht genug? Non basta ancor?
(Movimento, fanfare, Truffaldino fa un cenno.)
TURANDOT
(Ein Knabe, ein Knabe sollte mich treten!) (Un fanciullo, un fanciullo vincermi deve?)
ADELMA
(Ich verlier’ ihn!)
Prinzessin, mehr Strenge!
(io lo perdo!)
Altezza, più rigore!
TURANDOT
O, der Schande, o, der Lehre! Ah, qual onta, qual rossore!
(si rivolge a Calaf)
Dein Glück, o Eitler, fördert meinen Haß!
Das ist, was du gewinnst!
Doch spar ich dir das letzte, zieh hinweg!
La tua fortuna, o superbo, alimenta il mio odio!
Sol questo vincerai!
L’ultimo ti risparmio; fuggi, va!
CALAF
(semplicemente)
Nein, ich bleibe. No, rimango.
TURANDOT
Wohlan, dein Todesurteil sprech’ ich: Ebben, quest’è la tua condanna:
TURANDOT
Was ist, das aus den Wurzeln der Zeiten,
dem Stamm, der Menschengemeinschaft
trägt,
dem Geäste der Gewohnheiten,
als köstlichste Blüte zuhöchst ausschlägt,
das jeden hinzieht, das wenige halten,
darüber einsam Geweihte walten;
das jegliches schönt, an alles sich wendet,
die Menschen zu heitern, von oben entsendet.
Che mai, dalle radici dei tempi,
dal ceppo antico
dell’umanità,
sovra i rami del nodoso tronco
divina fioritura alfin ci dà?
Che molti incanta, che pochi amare sanno,
su cui gli eletti potere avranno;
del mondo splendor, da tutti bramata,
agli uomini in dono dall’alto mandata?
(si strappa il velo)
Schaue. Zittre nicht. Antworte! Guarda! Non tremar! Ah, rispondi!
CALAF
(abbagliato)
O Glanz! O Vision! Splendor! Quale visione!
ALTOUM
(impaurito)
Er verliert sich! Si smarrisce!
(Calaf si smarrisce. Movimento dei presenti.)
TARTAGLIA, PANTALONE, ALTOUM
Er ist verloren...er ist verloren...
Wer rät ihm, wer hilft?
Egli è perduto! Egli è perduto!
Consiglio chi gli dà? Chi gli dà aiuto?
TRUFFALDINO
(introducendo il boia, malvagio)
Haha! Ah, ah!
TURANDOT
Ergib dich! T’arrendi!
(A queste parole Calaf si riprende.)
CALAF
(sorride tranquillo)
(disinvolto)
Nur eure Schönheit, Fürstin, riß mich weg;
ich war betäubt, nicht bin ich überwunden;
was aus der Zeiten Wurzeln, Stamm,
Gezweigen,
als feinste Blüte will zuhöchst sich zeigen,
das jeden trifft, nur wenigen sich angetraut,
gehört, gefühlt, ersonnen und geschaut,
ein Kuß der Erde von des Himmels Gunst:
es ist,-
La tua bellezza, o sovrana, fu a turbarmi;
colpito fui, ma vinto ancor non sono.
Nei tempi ell’ha radice, tronco e rami,
ma sovr’essa si schiude alfin
un fior meraviglioso;
mostrata a ognun, a pochi sol concessa,
udita, sentita, bramata e ammirata,
divino dono all’uom del ciel pietoso:
quest’è ...
TARTAGLIA, PANTALONE E ALTOUM
Es ist? Es ist? es ist? Cos’è, cos’è, cos’è?
CALAF
es ist: die Kunst. Questa è l’arte!
PANTALONE
O, seiest du benedeit! O benedeto siestu!
(Abbraccia Calaf)
CORO
Die Kunst, es ist die Kunst. L’arte, questa è l’arte!
TARTAGLIA
Nicht mehr halt’ ich an mir! Non mi trattengo più!
ALTOUM
(fuori di sè)
Musick! Musica!
TARTAGLIA E PANTALONE
Musick! Musica!

ALTOUM
Auf die Tore! Alla porta!
TARTAGLIA E PANTALONE
Auf die Tore! Alla porta!
(Allegria generale. Le grandi porte vengono spalancate. Si vede sullo sfondo una folla in movimento.)
(Un gesto imperioso di Turandot ammutolisce tutti i presenti.)
TURANDOT
Haltet ein! Fermi, olà!
(parla)
ich überstehe nicht die Scham. Ich habe
verspielt, ich weiß,
ich geb’ es zu; doch am Altar soll dieser
Dolch...
Non sopporto quest’onta.
Ho perduto, lo so,
lo ammetto; ma prima che all’altare,
questo pugnale...
(le viene strappata l’arma)
ALTOUM
Sinnlose, Hoffärtige, du hast das Recht
verwirkt, über dich selbst zu bestimmen.
Auf, in den Tempel.
Folle, ostinata,
hai perso il diritto di decidere.
Avanti, al tempio.
PANTALONE
Das Essen steht auf dem Tisch. Il pranzo è in tavola.
CALAF
O mein König, hört... Was gewänn’ ich,
wenn ich zu
ihrem Abscheu würde ihr Gatte?
Wenn sie mir stürbe?
Sagt, was freutet’s euch?
O mio re, ascoltate:
a che mi gioverebbe
divenire suo sposo suo malgrado?
S’ella morisse?
Ne sareste lieto?
ALTOUM
Nun, nun; das ist ja leider nicht anders
wahr... Aber ich bin am Ende meiner
Langmut. Vorwärts, meine Herren.
Via, via, questo è vero...
Ma io non ho più pazienza.
Avanti, signori.
TARTAGLIA
Ma-ma-marsch! Ma - ma - marsc!
CALAF
Gestattet einen Aufschub, Gleiches Spiel
gibt gleiches
Recht: ich stell’ der Fürstin frei, nun
ihrerseits ein Rätsel zu entwirren;... vermag
sie’s nicht, so reiche man ihr spitzes
Spielzeug ihr züruck. Ich aber zieh’ von
hinnen.
Concedetemi un istante.
A pari gioco, pari diritto.
Esatto:
proporrò anch’io un enigma alla principessa;
se non lo scioglierà,
le si renda il pugnale.
Io partirò da qui.
TURANDOT
Ich bin’s nicht zufrieden. Io non sono d’accordo.
ALTOUM
Ich bin’s nicht zufrieden. Genug der Rätsel! Io non sono d’accordo. Basta con gli indovinelli!
TURANDOT
Und - wie lautet es? E...qual è il suo arcano?
9. FINALE
CALAF
Wes Stamms und Namens ist der fremde
Prinz...
Di quale stirpe e nome
è il principe stranier...
I DOTTORI
(prendono nota)
Wes Stamms und Namens ist der fremde
Prinz...
Di quale stirpe e nome
è il principe stranier..
CALAF
der an dem Gipfel seines Glückes
angelangt...
che giunse al colmo
della felicità...
I DOTTORI
der an dem Gipfel seines Glückes
angelangt...
che giunse al colmo
della felicità...
CALAF
leidvoller ist, als er je war zuvor? ed ora è più sventurato che mai ?
I DOTTORI
leidvoller ist, als er je war zuvor? ed ora è più sventurato che mai?
CORO
Wes Stamms und Namens ist der fremde
Prinz?
Wer ist der fremde Prinz?
Der auf dem Gipfel seines Glückes angelangt,
leidvoller ist als je zuvor?
Wer? Wer? Wer? Wer?
Di quale stirpe e nome
è il principe stranier..
Chi è il principe stranier?
che giunse al colmo della felicità
ed ora è più sventurato che mai?
Chi è? Chi è? Chi è? Chi è?
SECONDO ATTO
Terzo quadro
1. CANTO CON CORO
(Dietro il sipario chiuso)
PRIMA CANTANTE
La la la la la la la la la ... La la la la la la la la la ...
CORO
La la la la la la la la la ... La la la la la la la la la ...
2. DANZA E CANZONE
Il gineceo di Turandot. Danza e canzone. Ai lati alcune suonatrici. Turandot seduta sul sofà, accanto a lei Adelma.
CORO FEMMINILE
Nacht wird zum Tag, schauet!
Leuchtend wird nun der Saal;
Leben, rythmisch bewegt, wogt auf und ab.
Mädchen, freuet euch!
Bald empfängt euch der Bräutigam.
Nacht wird zu Tag,
Laben wogt in seinem Arm.
Freuet euch, freuet euch. Ah!
E si fa giorno la notte, guardate!
Splendente diventa la sala;
la vita vi culla nel suo ritmo.
Fanciulle gioite!
Presto vi accoglierà lo sposo.
E si fa giorno la notte,
la vita vi culla fra le sue braccia.
Gioite, Gioite. Ah!
(Le danzatrici si allontanano ad un cenno di Turandot.)
3. RECITATIVO ED ARIA
TURANDOT
Genug! mein Kopf steht nach anderen
Dingen!
Es pocht mein Herz in ungewohntem Schlag,
mein Geist treibt sich, das Blut es stockt und
jagt!
Ich fühle mich unsicher...
daß ich ihn liebe,
sollt’ es so sein?
Daß ich ihn hasse,
doppelte Pein!
Noch wich ich keinem,
mir selbst betreut;
würd’ es sich wenden,
schnell wär’s bereut!
O, daß ich fände,
was ihn beschämt,
o, daß ich’s fände!
Doch all mein Denken
starret gelähmt;
und ob er siege,
ob er erliege,
mein Stolz, mein Stolz
fällt, ach, bezähmt!
Richte dich aufwärts!
Mein hoher Mut;
zum letzen Male
wehre wehre dich gut!
Richte dich aufwärts!
Ein würdiges Ende
herbeigeführt!
Ein würdiges Ende
herbeigeführt:
Turandot sterbe,
doch unberührt!
Non più! Altrove
sta il mio pensier!
Nel petto il cor
a furia palpitò.
Il seno m’arde
e quel che sia non so!
Turbata, ahi sono...
Ah, forse amarlo
pur io potrei?
Ah, no, chè odiarlo
solo vorrei.
Nessuno al mondo
mi vinse ancor,
dovrò pentirmi
se cederò.
Ah, se scoprissi
il suo mister!
Gela la mente,
non ha pensier;
e ch’ei sia vinto
o vincitore,
l’orgoglio mio
veggo cader!
Ah, no, risorgi,
o mio valor;
per una volta
forte sii ancor!

A degna fine,
t’appresta, o cor;
a degna fine,
t’appresta, o cor:
Turandot muoia,
ma con onor!
ADELMA
Ich erkenn’ euch nicht wieder, so sehr
gebärdet ihr euch fremd.
Hat der Anblick dieses Glücksprinzen
das Metall eurer Seele zum Glühen gebracht?
Mir wär’s drum leid.
Non Vi riconosco più,
il Vostro contegno è tanto insolito.
Ha la vista di quel principe fortunato
arroventato l’acciaio dell’anima Vostra?
Ciò mi addolorerebbe.
TURANDOT
Du empörst mich. Tu mi irriti.
ADELMA
Ich möchte euch gern zufrieden sehen.
Verzeiht.
Vorrei vederVi lieta.
Perdonate.
TURANDOT
Du meinst es ja redlich.
Sag’, was soll ich tun?
Tu mi vuoi bene.
Dimmi, che devo fare?
4. INTERMEZZO DIALOGATO
ADELMA
Hören wir zunächst, was Truffaldino meldet,
er kommt von seinem Auftrag grad zurück.
Ascoltiamo un po’ che dice Truffaldino.
Ei dalla sua missione torna qua.
(Truffaldino entra con dignità e s’inginocchia.)
TURANDOT
Was bringst du? Che rechi?
TRUFFALDINO
(dolcemente)
Meine angebetete Prinzessin,
ihr habt euch an den Rechten gewandt.
Alles ging vortrefflich, vortrefflich,
Mia graziosa, amata principessa,
un fido messo avete in me.
Tutto andò benone, benone.
(parlato)
vortrefflich, vortrefflich! - möchte ein jeder seine
Intelligenz vor dem Einfluß der
Leidenschaften bewahren.
Die niederen Funktionen zehren von der
Klarheit des Gehirns. -
Daran habe ich nicht zu tragen.
Mein Kopf ist der Triumph der Zucht.
Bisogna preservare l’intelligenza
dall’influsso della passione;
i bassi istinti nuocciono
alla chiarezza del cervello.
Ma ciò non mi riguarda.
La mia testa è il trionfo
dell’acume!
TURANDOT
Komm zur Sache. Vieni al fatto.

TRUFFALDINO
Welcher Sache? Ach ja, ach ja. - Quale fatto? Ah, sì, ah, sì.
(parlato)
Kurios.
Wenn ich von mir selber spreche,
erscheint mir alles andere als recht sekundär.
Nun,
Curioso.
Quando parlo di me stesso,
tutto il resto passa in seconda linea.
Ma,
(sospira)
da ihr sie verlangt zu wissen,
hier ist die Geschichte:
poiché Voi me l’ordinate,
quest’è l’accaduto:
5. ARIA
TRUFFALDINO
Ich schlich geschickt
und unerblickt
in den bewachten Raum,
da lag gereckt
und ausgestreckt
der Bub in Schlaf und Traum.
Ich holte sacht,
was ich gebracht,
den Zauberrettig vor;
der lost dem Jung’
die starre Zung’,
die Wurzel Mandragor!
(Hier ist sie) -
Recht knabenhaft
und ekelhaft
seufzt er einer Windlad’ gleich,
er dreht sich rund
wie’n junger Hund
und spricht so butterweich,
butter -, butter -, butterweich:
Io penetrai,
cheto sgusciai
nel vigilato ostel;
disteso là,
dormiva già
il caro garzoncel.
E piano pian
io presi in man
la magica erba allor;
questa lo fe’ parlar
senza esitar, sebben
dormente ancor!
(Ecco la radice
di Mandragora)
Come in april,
mite e gentil,
spira lieve venticel,
ei sospirò,
si rigirò
parlò, ma dolce qual miel...
TURANDOT
... spricht seinen Namen?... ... e disse il suo nome?
TRUFFALDINO
Ja... Si...
TURANDOT
... spricht seinen Namen?... Disse il suo nome?
TRUFFALDINO
er sagt: Dicea
(parodiando)
“ Tod, Tod oder Turandot “,
und Weitres war aus ihm nicht zu locken!
“O morte o Turandot”
ed ottener di più non potei.
TURANDOT
(irritata)
Unfähiger Mann, ist das dein ganzer Witz!
Hinweg! Hinweg! Pack dich!
Uomo incapace, una gran testa hai tu!
Va via! Va via! Fila!
TRUFFALDINO
(indignato ed offeso)
Mann oder Unmann, unfähig, fähig,
meinen Witz kann mir niemand schneiden!
Verdienst lohnt Undank, das ist nun alt,
Geist wird verhöhnt, Genie weckt Ärger:
Truffaldino bleibt er selber,
wird der Neid auch gelb und gelber;
Mann vor Verstand,
scharf und gewandt,
von reinen Sitten,
Stern im Reich der Mitten,
keuschen Wandelns,
strengen Handelns...
Uomo o non uomo, capace o meno,
questa testa non si tocca!
Ingrato è l’uomo, questo si sa;
desta livor lo spirito, il genio...
Truffaldino resta a galla,
anche se l’invidia è gialla;
il suo cervel è senza vel;
è uom d’ingegno,
sole di questo regno,
vista casta,
mente vasta...
TURANDOT
Geh! Va’!
TRUFFALDINO
Derb getreu untertänigster Sklav’! Ecco qui il Vostro umilissimo servo.
(Esce dopo essersi inchinato tre volte.)
ADELMA
Seid getrost, Prinzessin, noch lange währt
dieser lange Tag: wer weiss, was die nächste
Stunde bringt...
ConsolateVi, principessa,
ancor non è finito questo lungo giorno;
chissà cosa recherà l’ora futura....
TRUFFALDINO
(Rientrando in fretta)
Der Kaiser kommt zur Prinzessin. L’imperatore viene dalla principessa.
(esce)
(Entra Altoum. Lo seguono Pantalone e Tartaglia che rimangono dietro la porta a curiosare, visibili al pubblico.)
ALTOUM
Mein Kind!... Figlia mia!
TURANDOT
(ritraendosi)
Was befehlt mein kaiserlicher Vater? Che cosa comanda il mio imperial genitore?
PANTALONE
(da dietro la porta)
Die Kröte! Rospo!
TARTAGLIA
Die Ka-ka-kanaille! Ca-Canaglia!
ALTOUM
Warum so feierlich?
Siehst du nicht, wie ich dich liebe und vor dir
zerfalle aus Gram?
Ich bin ein sehr alter Mann geworden.
Perchè tanto solenne?
Non vedi che ti amo
e che teco non so essere severo?
Sono molto invecchiato.
TURANDOT
(un po’ più dolce)
Ich will euch nicht betrüben. Non Vi voglio affliggere.
ALTOUM
Ach! schon, brav und kindlich gesprochen.
Guck mal her.
Ah, bene, parlasti da brava figliola.
Guarda un po’ qua
(mostra un papiro)
Was ist das? Sai cos’è?
PANTALONE
Was ist das? Cos’è?
ALTOUM
Eine Rolle. Una pergamena.
TARTAGLIA
Eine Rolle. Una pergamena.
ALTOUM
Was steht darin? Che c’è dentro?
PANTALONE
Was steht darin? Cossa zè drento?
ALTOUM
Die Namen, die du nicht weißt.. I nomi che tu non sai.
(Pantalone e Tartaglia emettono un lungo fischio sommesso)
TURANDOT
Die ich nicht weiß? Che io non so?
ALTOUM
(annuisce)
Die du nicht weißt. Che tu non sai.
TURANDOT
Mein Vater, ich kenn’ die Namen - kenn’
die Namen nicht;... das soll, morgen vor dem
Diwan sich erweisen.
Padre mio, so i nomi, non li so...
questo si paleserà domani
davanti al Divano.
ALTOUM
(spazientito)
Halsstarrige! Ostinata!
PANTALONE
Jetz kriegt sie’s. Desso la le ciapa!
ALTOUM
Unwissende. Presuntuosa!
TARTAGLIA
Er kommt in Aff-affekt. Si ar- ar- arrabbia, il vecchio.

ALTOUM
Ehrlose! Perversa!
(Si erge nella sua maestà)
So - höre: Ascolta!
6. ARIOSO
ALTOUM
Heimliche Kunde
kam mir zu.
Von hoher Herkunft ist der Jüngling,
würdig sein Stamm
und strahlend das Geäst
die seine Tugend krönt:
er ist zu gut für dich...
Segreta nuova
giunse a me:
il giovane è di regia stirpe,
di noi degna,
eccelsa nobiltà
corona sue virtù;
è troppo ciò per te...?
TURANDOT
O Vater! Oh Padre!
ALTOUM
Nichts von Vater für diesmal,
bitten kommt zu spät.
Troppo tardi il padre preghi tu,
ormai.
TURANDOT
Bitten? Prego?!
ALTOUM
Nichts mehr davon.
In deiner eignen Ratlosigkeit sollst du dich
winden
und gedemütigt sein vor aller Welt.
Das ist mein väterlicher Wille, und meine
Absicht heilsam.
Basta, non più.
Nella follia tua stessa
dibatterti tu devi,
umiliata sarai dinanzi al mondo.
La volontà paterna è questa,
e salutare il mio giudizio.
PANTALONE
Fein gegeben! Bravo, el vecio!
TARTAGLIA
Brill-bril-brillant. Bri- bri- brillante!
ALTOUM
und morgen, und morgen hat das Teufelsspiel
ein Ende,
und du stehst beschämt vor aller Welt.
E domani,
il gioco diabolico avrà fine
e tu umiliata sarai.
(fa per uscire - fra sè)
Soll ich sie so verlassen?
Ich war ein bißchen hart!
Debbo così lasciarla?
Troppo severo fui!
(a Turandot)
Nun, meine Tochter?... Dunque, figlia mia...?
TURANDOT
Morgen sollt ihr euer Unrecht bekennen. Tu domani conoscerai il tuo torto.
ALTOUM
(bruscamente)
Ah! Verstockte...!
Schade... schade... schade...
Ah! Perversa...!
Male..male..male..
(esce)
PANTALONE
Schade... Male..
TARTAGLIA
Schade... Male...
7. DUETTO
TURANDOT
Adelma, meine Freundin, sage du,
daß ich recht tat, mich so zu geben...
Adelma, cara amica, dimmi tu
se agito ho saviamente...
ADELMA
(Parlato)
Glaubt ihr, Prinzessin, daß euer Vater,
Seine Majestät allein die
wissenswerten Namen kenne...?
Credete, principessa, che Sua Maestà,
Vostro padre, solo conosca quei nomi sì
importanti?
TURANDOT
Adelma, wohin zielest du? Adelma, tu a che tendi?
ADELMA
(Parlato)
O, ich meine, ob niemand andrer im Palast,
ebenso gebildet sei, in diesem Punkte, als
Kaiser Altoum...?
Oh, voglio dire,
se nessun altro nel palazzo
sia informato quanto l’imperatore Altoum?
TURANDOT
Wer könnt’ es sein? Chi mai sarà?
ADELMA
Sucht nicht zu weit! Vicino sta!
TURANDOT
Die beiden Minister? I due ministri?
ADELMA
Sucht nicht zu hoch! Non cercate troppo in alto!
TURANDOT
Du scheinst etwas zu verbergen; - Qualcosa hai da celare...
ADELMA
Vielleicht zu enthüllen... Oppure da svelare...
TURANDOT
Adelma? Adelma..?
ADELMA
Ihr nennt mich Freundin,
ja, ich bin’s zu euch, ich darf es sein,
da ich von Kön’gen stamme;
doch hält ihr mich als Sklavin,
gebt mich frei, ihr sollt erfahren,
was ihr glühend wünscht zu kennen!
Denn ich, ich weiß des Fremden Kunst und
Namen. Ich schenk euch Freiheit, schenkt mir
drum die meine: zwei kluge Mädchen kommen
leicht ins reine, Freiheit gegen Freiheit!
Voi mi chiamaste amica;
ah, sì, lo son e ben lo posso,
che di re sono figlia;
eppure a Voi son schiava.
Ah, date a me la libertà
e Vi dirò ciò che bramate,
poichè io so dello straniero il nome;
mi liberate, libera sarete;
noi scambieremo, se vorrete,
libertà per libertà!
TURANDOT
Das wär Verrat! È tradimento!
ADELMA
(pressata)
Er hat mich einst verlacht,
als ich, ein Kind, die Arme nach ihm
streckte...
ich hab’es nie verwunden!
Nun ist an mir die Reihe, ja nun ist’s an mir,
nun ist’s an mir, willigt ein!
Di me egli rise un dì che,
bimba ancora,
le braccia gli tendevo...
Non l’ho dimenticato!
Quest’è per me di mia vendetta il giorno,
si, lo concedete a me!
TURANDOT
Du hast gelitten...! Du hast erduldet...!
das macht allein dich zur Fürstin,
Tu hai sofferto! Offesa fosti!
Dunque mia pari ti chiamo.
(dolcemente)
Sei fortan meine Schwester. D’ora in poi siamo sorelle.
ADELMA
O Dank Oh, grazie!
(fra sè)
O mein Triumph!
Und jetzt, Prinzessin Turandot,
süßeste Schwester, horch auf...
Oh mio trionfo!
Ed or, amica Turandot,
dolcissima sorella, ascolta...
(sussurra all’orecchio di Turandot)
8. INTERMEZZO
Ultimo quadro
Sala del trono; Altoum e seguito in attesa. Tamburi e pifferi aprono il corteo.
9. FINALE
TARTAGLIA
Hört mir nur das klägliche Getrommel! Oh, che musica da funerale!
PANTALONE
O, o, es macht mich ganz weich,
es gemahnt mich so sehr and die Lagunen!
Oh, oh, che aria mesta,
la me dà nostalgia de la laguna!
(singhiozza)

TARTAGLIA
Etwas Haltung, Pa - pantalone, - Più contegno, Pa- Pantalone!
CORO DI DONNE
(dietro le quinte)
Oh! Oh! Oh! Oh!
TARTAGLIA
seid doch schließlich der Kanzler! Cancelliere Voi siete!
PANTALONE
Etwas Haltung käm zustatten deiner Zunge,
mein Herr Ta - ta - ta - tartaglia!
Più contegno par tegnir la lengua a posto,
el me Ta- Tartaja!
TARTAGLIA
Ich drück, ich drück mich eben .... gebrochen aus Ma io pa- padroneggio il mio dolor.
(Entra Turandot col suo seguito, tutti vestiti a lutto)
PANTALONE
Schaut nur die Prinzessin!
rudert daher als wie’ne Trauergondel!
Varda un po’ l’Altessa!
Par che la voghi su una gondola a lutto!
CORO DI DONNE
(sulla scena)
Oh! Oh!
(Le dame prendono i loro posti)
TARTAGLIA
Und der Kapaun lässt die Flügel hängen. A cresta bassa il cappone s’avanza.
(Calaf viene portato fuori)
CORO DI DONNE
Oh! Oh!.
CALAF
So bin ich noch am Leben! Dunque son vivo ancora!
(cupo)
und diese Trauerklänge,
gelten sie mir?
E questi tetri canti
son per me?
ALTOUM
Mein Sohn, sie deuten ihre Niederlage;
es tut mir leid um sie
(ist sie doch mein Kind!),
doch eine Lehre verdiente sie längst. -
Nun, meine Tochter?
Figliol, il segno son di sua sconfitta;
e me ne duol per lei
(è pur mia figlia)
ma la lezione costei ben meritò..
Or, cara figlia?
TURANDOT
Diese Zeichen von Trauer sollten
meiner Erniedrigung
die äußeren Merkmale geben.
Euch, Prinz, tönen
sie als Siegesgesang...
Questi segni di lutto oggi
l’umiliazione mia
a tutti dovrebbero mostrare.
Prence, canti son di vittoria
per Voi.
CALAF
Nicht um den Preis eures Leidens möcht’
ich gewinnen.
Non vò vittoria a prezzo
del duol Vostro!
ALTOUM
Also laßt lustig aufspielen! Dunque suoni lieta musica.
TARTAGLIA
Tschinellen! Cimballi!
PANTALONE
Dideldum! Dideldum!
TURANDOT
Noch nicht... Non ancor!
(piccola pausa)
Die Rache mir süßer zu gestalten,
führt’ ich euch sanft in die Irre. - Nun aber,
starre in den Abgrund, der sich vor dir auftut,
und beweine deinen Übermut!
Hört, höret ihr alle!
Seinen Namen will ich euch künden:
Kalaf Sohn des Timurs, - du bist entlassen.
Per far più dolce la mia vendetta,
io Vi trassi in errore, ma ora
guarda nell’abisso che ti si apre ai piedi:
rimpiangi ormai la stolta tua follia.
Udite, Voi tutti udite!
Il suo nome svelo e di suo padre:
Calaf, figlio di Timur, io ti congedo.
10. FINALE.
ALTOUM
Vatermörderin! Parricida
CORO
Kalaf! Sohn des Timur! Calaf! Figlio di Timur!
I DOTTORI
Kalaf! Sohn des Timur! Calaf! Figlio di Timur!
CORO
Kalaf! Sohn des Timur! Calaf! Figlio di Timur!
I DOTTORI
Kalaf! Sohn des Timur! Calaf! Figlio di Timur!
PANTALONE
Laßt euch den Bart auszwicken, Tartaglia! Me pelaria la barba, Tartaja!
TARTAGLIA
(annichilito)
Bei Gott! Oh, Dio!
CALAF
Verloren! ach, verloren. So laßt mich ziehen!
Im Wirrsal des Gefechtes such’ ich den Tod...
Vielleicht Vergessenheit...
noch bin ich jung! Lebt wohl! lebt alle wohl!
Perduto, ah perduto! Ch’io parta, dunque!
Di guerra nel tumulto morte avrò...
o troverò l’oblio.
Giovane son! Addio! A tutti addio!
(fa per uscire)
TURANDOT
Nein, Kalaf! No, Calaf!
CALAF
Du! Tu...?
TURANDOT
Ja, ich selbst... Sì, son io,
CALAF
Du! Du! Tu! Tu!
TURANDOT
Ja, ich selbst,
deren Seelenstarrheit du brachest,
ja ich, ich selbst!
Sì, son io:
questo spirto superbo piegasti;
son io, io stessa!
CORO MASCHILE TRANNE KALAF
Spricht so Turandot? Parla Turandot? E’ lei?
TURANDOT
Nur scheintot lag mein Herz, - Sopito il cor giaccia
CORO
Ist sie’s? E’ proprio lei?
TURANDOT
nun schlägt es jauchzend; Or lieto balza
CORO
Spricht so Turandot? ist sie’s? Parla così Turandot? E’ proprio lei?
TURANDOT
Du hast’s erweckt, und dir gehört es zu.
Kalaf, Timurs Sohn,
nicht mehr, nicht mehr ein fremder Prinz!
Destato l’hai ed appartiene a te.
Calaf, di Timur figlio,
non più stranier per me!

CORO
Spricht so Turandot? Ist sie’s? Ist sie’s?
Ein Wunder!
Parla così Turandot? E’ proprio lei?
Un miracolo!
CALAF
Das Außerordentliche! Qual meraviglia è questa!
CORO
Ein Wunder! Un miracolo!
CALAF
Das Verheißungsvolle! Or s’avvera il presagio!
CORO
Ein Wunder! Un miracolo!
CALAF
Alles erfüllt sich, meine Turandot! Tutto s’adempie, mia Turandot!
ALTOUM
Kinder, das ist mein schönster Tag! Figli, felice è questo dì!
PANTALONE E TARTAGLIA
Hochzeit, Hochzeit, Majestät! Nozze, nozze, Maestà!
TRUFFALDINO
Nun ist es auch, ich melde meinen Abschied,
meinen Abschied,
meinen Abschied.
Or ch’è finito, ognun sappia
che me ne vado via di qua,
via di qua.
ADELMA
Geduld, Geduld, Ebben, un altro troverò,
(piano)
ich werd’ mir einen andren suchen. pazienza.
(esce)
CALAF, TURANDOT E CORO
Was ist’s das Menschen bindet,
vor dem jedwede Kleinheit schwindet,
wogegen Macht und List zerschlägt,
das Geringe zum Erhabnen prägt;
das treibt den Kreislauf der ew’gen Weiten,
umschließt die Gegensätzlichkeiten,
das überdauert alle Triebe,
das uns vereinte: ist die Liebe!
Liebe, Liebe, Liebe!
Cos’è che tutti al mondo avvince,
che ogni cura e pena vince,
ch’astuzia o forza piegar non sa,
ch’eleva a sè chi in basso sta,
che guida il corso d’eterne sfere,
che cielo e terra ha in suo potere,
che sopravvive a ogni dolore,
ch’ora ci unisce? E’ l’amore!
L’amore! l’amore! l’amore!
EUNUCHI
(danzando)
Hi, hi, hi, hi. Hi, hi, hi, hi.
(Turandot sostituisce il velo da lutto con un velo da sposa. Calaf indossa un mantello sontuoso.)
EUNUCHI
Hi, hi, hi, hi. Hi, hi, hi, hi.
(escono)
Cerimonia della vestizione
CORO
Freut euch! Freut euch!
Freut euch! Freut euch!
La, la, la, la...
Enthüllet die Gottheit!
Enthüllet die Gottheit!
Gioite! Gioite!
Gioite! Gioite!
La, la , la, la....
Si manifesti il Dio!
Si manifesti il Dio!
(Si apre una tenda; si scorge la colossale statua dorata di Budda; davanti a questa un sacerdote. Si celebrano le nozze.)
CORO
Mädchen, freuet euch: nun ist die Hochzeit
nah; Glück und Licht spendet der neue Tag!
Fanciulle gioite: or si appressan le nozze;
il nuovo dì rechi gioia e splendor!
FINE DELL’OPERA

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Ultimo aggiornamento 9 agosto 2017
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