Glossario
Guida all'ascolto



Iolanta, op. 69

Opera lirica in un atto

Libretto dell'opera (nota 1)

Parte prima

Scena prima

MARTA
Amata lolanta, sei stanca?

IOLANTA
Se sono stanca?... io stessa non lo so!...
Senti, vecchia amica...

MARTA
Parla, cara...

IOLANTA
Io sento in cuore un arcano desiderio... Di che?... Vorrei ben saperlo. - Papà, tu, Marta, voi, fide amiche, mi amate di un amore senza fine, d'un amore che mi bea l'esistenza, di un amore che io... che io sento che giammai saprò ricambiare...

MARTA
Ciò si spiega... è nostro dovere!

IOLANTA
No, non dir questo, non dirlo a me... - Poi... Senti, Marta... quest'angoscia che mi grava sul cuore... cos'è mai? un'agonia?

MARTA
lolanta, lolanta, non dir questo...

IOLANTA
Vieni qua... così... più presso a me... ancora più vicino...
Tu piangi?!... perché?...

MARTA
Potrei restare indifferente se tu piangi?!..

IOLANTA
Marta, sì, io piango...
... ed io sento, toccando le tue ciglia, che tu piangi insieme a me; ma io non te lo dissi coi singulti, tu non toccasti le mie ciglia... Come, dunque, t'accorgesti ch'io piango?... Qui c'è un mistero che mi si vuol celare...

MARTA
Ma no, no... nulla... nulla...

BRIGIDA
Marta piange perché l'ha commossa la musica...

MARTA
Ah sì! Che mesta cantilena! Vi prego... cessate...

LAURA
Sciogliamo dei canti più lieti... A noi...

IOLANTA
No, grazie... Vi sono davvero gratissima... Gentile pensiero è il vostro! pur... vi pregherei... per ora basta; più tardi, quando il sole sarà scomparso dal cielo, tornerete a rallegrarmi coi vostri concerti...

BRIGIDA E LAURA
E allora che vuoi? Vuoi girar il fuso?...

LE ANCELLE
Vuoi un bel racconto?

IOLANTA
No, nulla, nulla per ora... Veramente mi sento stanca. - Coglietemi dei fiori, ne farò dei mazzolini, ed il blando olezzare dei loro pistilli spero che mi largirà il sopore; ho trascorso insonne tutta la notte.

ARIOSO DI IOLANTA
La natura ci concesse gli occhi solo per lacrimare, non è vero, Marta?... Perché mai nell'albor della vita non conobbi le febbri del dolore? Perché allora sognavo beata fra i concenti e gli olezzi dei fiori? In aprile, quando udivo gorgheggiare gli uccelli fra i boschetti fruscianti, il mio cuore si schiudeva alla gioia e danzavo fra balde canzoni! Ora dal seno del bosco sconvolto sento uscire sospiri e lamenti, gli uccelli trasvolano muti, geme il lago con voce d'avello... Perché adesso desidero esser sola, mentre prima cercavo il frastuono?... dimmi, perché sento il cuore che si spezza quando ascolto cantar l'usignolo?... Perché?... dillo tu perché... perché mai?... dimmelo, Marta...

Scena seconda

MARTA
Cara, non tormentarti e rasserena lo spirito, smetti i lamenti non giusti: Dio ti potrebbe punire!

BRIGIDA, LAURA, MARTA E ANCELLE (CORO DEI FIORI)
Noi ti rechiamo il candore dei gigli, l'olezzo delle rose, delle viole, dei giacinti - ti rechiamo le gemme dell'aprile, i sorrisi imbalsamati della terra e del mare. - Oh come sono leggiadri! Oh come sono smaglianti! Possano questi fiori beati coi loro profumi, possano l'anima tua guidare fra visioni celesti, possano cullare il tuo pensiero come l'onda del mare azzurro, possano espandere nel tuo spirito tutte le fragranze del maggio!

Scena terza

IOLANTA
Brigida, sei tu?

LAURA
No, sono Laura...

IOLANTA
Gentili amiche, grazie di cuore! Perché, perché tanto amore per me? Come potrò ricambiare sì dolce affetto?

BRIGIDA
Siamo noi che ricambiamo il tuo...

LAURA
Affetto vuole affetto...

IOLANTA
Dov'è Marta?

MARTA
Sono qui, mia cara!

IOLANTA
Senti... vieni qua... siediti! Deh lascia ch'io reclini, come un dì, il capo affaticato sul tuo seno, e tu intonami quel cantico sì languido...
A noi! voi pure cantate con me...

MARTA
A noi! cantate con me...

IOLANTA
No, tu sola...

BRIGIDA
E noi?...

LAURA
E noi?...

BRIGIDA
Noi pure cantiamo...

LAURA
Noi pure danziamo...

BRIGIDA, MARTA, LAURA E ANCELLE
Dormi, e i cherubini dispieghino l'ali d'oro su di te - l'ali come ventaglio muovano sul tuo bianco seno! Dormi e sogna il cielo! - Dormi, e un angelo ti dischiuda la visione del cielo e dal cielo discenda su di tè la benedizione del Signore recandoti gioia, pace, sogni soavi - dormi e sogna... sogna il cielo!...

Scena quarta

BERTRAMO
Il corno squilla!... Chi viene questa volta?...
Che vuole costui?... - Spavaldo, indietro! Chi entra in questo chiostro rischia la vita! Torna indietro...

ALMERICO
Vengo per ordine del sovrano! - Chiedo di compiere la mia missione...

BERTRAMO
Il nostro Re, allor che manda messaggeri, si serve sempre del suo scudiero, di Sir Raoul, fedele amico mio!

ALMERICO
Sappilo allora: Raoul, buon vecchio, è morto...

BERTRAMO
È morto?!... Povero amico! ne mi fu dato baciarti un'ultima volta!... Che Dio misericordioso abbia pietà di tè! - Tu, chi sei, dunque?...

ALMERICO
Il suo successore: eccoti l'editto del sovrano col suo sigillo...

BERTRAMO
Riconosco l'editto regale con l'augusta firma: entra pure!

ALMERICO
Fatato ostello!... Ma dimmi dove sono! - Parla, prima che ti sveli l'ordine del Re, che presto verrà qui insieme ad un Dottore Mauritano; affrettati a dirmi dove sono - dimmi qual fata regna in tanto vago recesso, vero nido d'amore...

BERTRAMO
La figlia di Re Renato, la cieca lolanta, fidanzata al Duca di Borgogna, Roberto.

ALMERICO
Cieca la figlia del Re?!

BERTRAMO
Purtroppo: nata cieca!

ALMERICO
Ma non dicon ch'ella viva in Spagna, nel convento delle Suore dell'Ordine di Santa Chiara?

BERTRAMO
No, non in Spagna: ella vive qui, con Marta, mia sposa. Il Re vuole che, celata a tutti, ella viva in questo castello.

ALMERICO
E ciò perché mai?

BERTRAMO
Perché il Re vuole che, finché non sia guarita, la sua disgrazia rimanga ignorata dal suo promesso sposo...
(Entra Marta)
Almerico, lo scudiere del sovrano! Ei qui precede il suo signore; ci reca la notizia che il sovrano verrà fra noi in compagnia d'un Dottore Mauritano...

MARTA
Conosce già la disgrazia di lolanta?

BERTRAMO
Gli ho detto tutto adesso adesso.

MARTA
Sappiate bene che la poveretta ignora appieno l'orrore della cecità e nessun profano le deve mai parlare del sole che a noi risplende e ci ravviva - eppoi dovete ben guardarvi dal nominare suo padre come monarca. Il sovrano per lei non è che "Il Cavalier Renato" e nulla più; ciò per desiderio del Re medesimo.

ALMERICO
Tal desiderio sarà per me comando.

BELTRAMO
Il corno squilla! questo è il segnale del Re!

IL RE
Vecchio sapiente, eccoci nell'asilo della povera mia figlia lolanta. Già tutto ormai t'è noto; nel tuo sapere ripongo la mia ultima speranza...

IL DOTTORE
Ma dov'è ella? bisogna che io la veda.

MARTA
Or ora ella s'è assopita, affranta nel meriggio afoso...

IL DOTTORE
Meglio così, perché più tranquillamente nel sonno la potrò studiare.

IL RE
Marta e Bertramo, guidate il Dottore nella sua stanza. Con ansia attendo il tuo responso...

IL DOTTORE
Possente è Allah! in lui confido, o Re!

ARIOSO DEL RE
Che ne sarà? qual mai potere avrà la scienza sul suo male? Vedrà mia figlia il sole? Dovrò per sempre rassegnarmi? - L'uman potere non è che orgoglio!... Oh Dio, sii misericordioso! Se un dì io ho meritato il tuo sdegno, perché dovresti punire lei? Perché quest'angelo, o Signore deve soffrire per i miei peccati? Deh, fammi sperare; pentito invoco il tuo soccorso; io t'offro in dono tutto, potere regale, ricchezze, vita... Si compia il tuo volere, o Signore; si compia; io tutto soffrirò contento, benedicendo il tuo rigore! Mi vedi nella polvere prostrato... - tutto vada disperso al vento... - fai soffrire me... fammi morire, o Dio; ma dona a lei la luce, dona a lei l'ebbrezza santa dell'amore... Prostrato al suolo, Signore, grazia, grazia t'imploro, mio Signore!

Scena quinta

(Rientra il Dottore)

IL RE
Il tuo volto oscuro è impenetrabile come la tua scienza, o dotto: nulla svela al mio sospiro anelante...

IL DOTTORE
La fede ti rincuori, o Re: possente è Allah!

IL RE
Onnipossente invero è Dio!...

IL DOTTORE
Ah no! aspetta di sapere ciò che è meglio. - Sì, mio sovrano, la guarigione è possibile; ma ad un patto...

IL RE
Parla: a quale patto mai? Prenditi, o dotto, i miei tesori, ma il sole alfine falle contemplare!

IL DOTTORE
Ella deve conoscere appieno la sua disgrazia.

IL RE
Sapere che è cieca? ...Ma tu m'accerti, che la sua guarigione sarà completa?...

IL DOTTORE
Allah mi soccorra: la scienza non può tutto: nulla posso accertare, ma è lecito sperare...

IL RE
Ed io, nell'incertezza, dovrei abbandonare mia figlia al dolore? Potrei disserrare nel suo petto l'uragano di una nuova verità che potrebbe turbare la sua ragione? Dottore spietato, non hai un cuore, non comprendi il dolore di un padre! Fu vana illusione la pia speranza!... non credo più alla scienza dell'uomo - addio...

IL DOTTORE (MONOLOGO DI IBN HAKIA)
Sta a te la decisione; ti prego, però, di riflettere bene; puoi accettare o rifiutare la mia proposta; ma devi seguire il mio ragionamento; ascolta. Vi sono nell'uomo due forze ben distinte, quella della carne, e quella dello spirito - l'una prende il sopravvento sull'altra, se non sa opporre resistenza: se non sa opporre una pressione essa la subisce inerte e vile. Ora, la facoltà del vedere non è soltanto propria del senso: quindi per dare luce agli occhi, non basta compulsar soltanto il senso, bisogna scrutare anche lo spirito, che del senso è la forza rivale. - Ora, quando lolanta acquisterà appieno l'intuizione di questa forza, allora potrà darsi, eccelso Sire, che codesta stessa forza dello spirito aiuti quella del senso nella vittoria sul male!

IL RE
Oh giusto Dio! Fin qui io vissi, dunque incosciente? Oh terribile dubbio...

IL DOTTORE
Ebbene, adesso ti è noto il mezzo; non è possibile sperar salute se l'ammalata, conscia del suo male, non senta in sé il desiderio di guarire. - Stasera ritornerò da te per sentire la suprema tua paterna decisione.

IL RE
Oh figlia mia!... farti soffrire?!... Ah no, non sarà; nessuno irradii il mondo tenebroso nel quale il fato volle seppellirla; ecco la mia risposta. - Dottore e padre... si respingono.

Parte seconda

Scena sesta

ROBERTO
Ma dove andiamo?... siamo perduti...

VAUDEMONT
Qui c'è una porta... Guarda...

ROBERTO
Ne sei certo?...

VAUDEMONT
Vieni dietro a me!
Sogno?... non è miraggio?... qui c'è un paradiso nell'inferno!...

ROBERTO
Ma leggi cos'è scritto qua: "O pellegrin, riprendi il tuo bordone! Chi entra in questo asilo rischia la propria vita".

VAUDEMONT
E tu che dici?... Ce n'andiamo?...

ROBERTO
L'incanto m'incanta qui.

VAUDEMONT
Seguimi.

ROBERTO
Mai più! Dio ci guardi dall'abbandonare quest'oasi, questo Eden! Or non m'attrae più la strada che va al chiostro fra sterpi e fra burroni... Eppoi, già siamo disorientati...

VAUDEMONT
E se qualcuno ci cogliesse, qui, di notte?

ROBERTO
Non lo temeremmo; col brando in pugno io l'affronterei, e penserei: avanti! sempre avanti!... per giungere a lolanta, pur di mettere fine a un malinteso, Ah! non m'è dato di parlare! E sì, che per trovarla vo' aggirandomi per boschi, selve, monti e piani.

VAUDEMONT
Il Re si lascerà commuovere e ti scioglierà dall'impegno. Dicono che sia tanto buono!

ROBERTO
Oh fosse vero! fosse vero!

VAUDEMONT
Devi sperare. Ma... e lei... non è pur bella?

ROBERTO
Chi? lolanta?

VAUDEMONT
Già!

ARIA DI ROBERTO
Bellezza fredda è lei! eppoi... allora conoscevo forse Matilde?... lolanta resti fra gli "Amen" del chiostro... Lasciamo i santi nelle loro cornici!...
Qual donna può mai con Matilde rivaleggiare, con l'onda fluente del suo crine, col raggio stellante del suo sguardo divino? M'appare, e subito sento fluire nel sangue un'ebbrezza radiante qual sole di voluttà! Quando sorride, nell'estasi ardente, il ciel mi si schiude all'ebbro pensiero, e quando qual zeffìro trasvola leggera, lo spirito la segue in muta visione!... Oh bocca, schiuditi al sospiro dell'amore, o seno, discingi quell'invido velo, donami l'ebbrezza, l'ebbrezza celeste - nei sogni più dolci l'errante pensiero si culli, deliri, languendo di baci nel molle sopore...

ROMANZA DI VAUDEMONT
No! Il fascino delle carezze di una bellezza ribelle non mi dice nulla, uno sguardo languido non sveglia in me la dolce passione. No! L'amore dorme dentro di me sognando nella pace notturna. E sogna un angelo immacolato, docile, celeste, d'aspetto meraviglioso. L'immagine del luminoso splendore, l'immagine di una bellezza stupefacente, con un viso pieno di fascino, e di estrema bontà. Ospite del villaggio non terrestre, più limpida della neve primaverile, più pura del mughetto di bosco, più bella del giglio di campo, ecco chi sto aspettando e chi desidero! Oh, vieni angelo puro, fonte d'amore, riscalda le corde segrete del mio cuore, fammi rinascere! E dalle nuvole trasparenti manda un raggio di luce su un'anima buia e sofferente, fai in fretta, fai in fretta! Oh, vieni angelo puro. Ti aspetto, ti aspetto! Ah! Mio cuore stanco. Ti aspetto, ti aspetto. Fai presto, fai presto! Oh, vieni, vieni! Ti sto aspettando, angelo puro e luminoso, vieni, vieni!

Scena settima

VAUDEMONT
Ma infine dove siamo? e qual'ebbrezza esala quest'asilo?
Ma guarda, Roberto! Che orme graziose...

ROBERTO
Del piedin d'una fata sono...

VAUDEMONT
Son volte a quella terrazza là...

ROBERTO
Sollevane le tende...

VAUDEMONT
Mollissima, sul bianco letto posa e sogna una donna! Vorrei vederla bene...

ROBERTO
E va' inoltrati...

VAUDEMONT
Mio Dio!... Che veggo!... Roberto... quale prodigio!...

ROBERTO
Ma cosa c'è?!...

VAUDEMONT
Angelo del cielo!... Visione!... Bellezza celestiale!...

ROBERTO
Lascia che veda anch'io...
Ma sì, una donna come un'altra!...

VAUDEMONT
Ma che! tu resti così freddo?! Strano davvero!... Eh?.,, come una statua. Tu puoi contemplare quest'etereo incanto senza delirare?

ROBERTO
Goffredo, vieni; qui non c'è nulla di straordinario! Questo giardino, con quella donna là, (giardino d'Armida) nasconde qualche agguato... Ma che cos'hai?!... perché mai quel pallore?!...

VAUDEMONT
Visione, lascia ch'io mi prostri al suolo...

ROBERTO
Sei proprio matto... matto da legare!... Ascoltami: quest'è un tranello teso a noi...

VAUDEMONT
No, amico mio; io resto e voglio subire l'ineffabile incanto di questa fata...

ROBERTO
Ed io, contro al tuo volere, ti salverò; non ti voglio lasciare qui solo.

VAUDEMONT
Deh, chiudi gli occhi... il suo splendore mi abbaglia!... Lascia, oh lascia ch'io t'ammiri sopita... Mio Dio!... Ahimè! tu l'hai destata... scende dal letto e viene verso di noi...

ROBERTO
A te sarà fatale, se tocchi quella mano.

IOLANTA
Chi siete?...

VAUDEMONT
Sono un cavaliere...

ROBERTO
Restiamo sconosciuti... Noi siamo...

VAUDEMONT
Mi chiamo Vaudemont...

ROBERTO
Stai zitto...

IOLANTA
Non ho mai udito il suono della vostra voce! Chi siete?!...

VAUDEMONT
Siamo due viandanti sperduti in questa cupa valle...

IOLANTA
Allora sarete stanchi... un po' di vino generoso vi ravvivi lo spirito...

VAUDEMONT
Oh paradiso!...

ROBERTO
Qui c'è l'inferno, aperto sotto i nostri piedi; ma io non vi cadrò; io amo la vita! Tu resta, io tornerò presto; raggiungerò la scorta armata, e con essa tornerò qui, ti salverò, lo giuro! Sii cauto... confida in me... addio!

IOLANTA
Ecco del vino, messer... di quello gradito al babbo...

VAUDEMONT
E se nel vino ella avesse versato il veleno che inebria ed uccide?...
Ma che! in questo vino c'è il filtro dell'amore!

IOLANTA
E il tuo compagno? Gradisca pure lui...

VAUDEMONT
S'allontanò; ma per tornare...

IOLANTA
Partì? - men duole...

VAUDEMONT
Ten duole!... E perché?!...

IOLANTA
Il pellegrino è benedetto! eppoi non amo star qui sola. - Le ancelle stettero in mia compagnia finché mi sono assopita, ed ora ignorano certo che io mi sia destata...

VAUDEMONT
Fui io che il sonno t'interruppi... Perdona... Ti contemplai dormire serena e bianca, bianca come un giglio... Ti contemplai posare stanca stanca, bianca come un giglio!
Ed ora che la mia ebbrezza cresce ti scongiuro, angelo pio, no, no, non ritornare in cielo. - Tu sei un essere ideale, devi restare al mondo con noi, con noi devi godere, con noi amare!

IOLANTA
Odo parole misteriose... ascolto... non comprendo, eppure... un nuovo soffio m'investe... ed una fiamma sale al mio pensiero... Strano! sentite un po'... sussulta il cor fra l'ansia, il dolore, la gioia, il sogno! Perché continuo ad ascoltare?... perché?... - E tu... perché parli così dolcemente?... mi incontri per la prima volta...

VAUDEMONT
Risponderò con una preghiera: prima ch'io risponda, deh voglia tu donarmi un fiore, non come addio a chi parte; ma come invito a ritornare; donami un fiore di quell'aiuola, un fiore simile al tuo labbro...
No, bramerei che fosse una rosa rossa...

IOLANTA
Quale, dunque?... non comprendo...

VAUDEMONT
Di quelle rosse che son lì...

IOLANTA
Rosse!... io le credo tutte uguali... Mi rendi quel povero fiore; e allora... gradisci quest'altra...

VAUDEMONT
Ma no, non vedi ch'è bianca anch'essa... e questa rosa bianca mi rammenterebbe il tuo candore, e il simbolo suo mi purificherebbe; ma io ne bramo una rossa, segno d'ardente, d'eterna passione; e, come tale, con me discenderà nell'avello...

IOLANTA
È sacro questo desiderio; a te quest'altro...

VAUDEMONT
Ma come? tu me ne offri un'altra che è ancora bianca! Perché?...
S'io ti pregai che fosse rossa!...

IOLANTA
Ma che vuoi dire "rossa"?

VAUDEMONT
Domanda strana!...
Or dimmi un po': io quanti fiori colsi?

IOLANTA
Sono questi?... Porgili a me...
Che?!... vuoi scherzare? dammeli... devo ben contarli...

VAUDEMONT
Sì, ma senza toccarli.

IOLANTA
Senza toccarli?!... è possibile contarli?

VAUDEMONT
Dio mio!... davvero?... è cieca? cieca!... È cieca, ahimè!...

IOLANTA
Spiegami come posso fare?...
Messere?... Sire?... dove siete?...Inconsciamente forse errai?... Ho detto, ho fatto qualche cosa di scorretto? me ne pento... Ditemi... cosa ho fatto mai? Qui vennero pochi pellegrini... Sono perciò del mondo ignara... sono giovane... sono ingenua... Insegnami ed io t'ubbidirò... - tu taci?... tu mi vuoi abbandonare?... Abbi pietà!... E pria d'abbandonarmi sola, tu pur, gentil romeo, donami un fiore, un fiore almeno, non come addio a chi resta; ma come pegno di ritorno... Donami un fiore... un solo, un piccolo fiore...

VAUDEMONT
Tu piangi!... Oh no, soavissimo cuore...

IOLANTA
Ah! non partisti dunque?...

VAUDEMONT
Poveretta!... - Ma dimmi un po': t'ha cólta mai il pensier divinatore che la natura a noi largisse un dono, dono inapprezzabile, che ben spietatamente a te negava? Pensasti mai perché essa ci ha dato gli occhi, e cosa scorgono gli occhi nel creato?...

IOLANTA
Perché abbiamo gli occhi?!... Solo per piangere, credo...

VAUDEMONT
... per piangere in una notte eterna!

IOLANTA
Perché?.., forse tu non conosci la virtù del pianto? tu non conosci la serenante voluttà del pianto?... Esso è come pioggia provvidenziale che ravviva i campi riarsi!

VAUDEMONT
Non sussultò mai nel tuo seno la brama di contemplare l'incanto del creato?...

IOLANTA
Di contemplare?...

VAUDEMONT
... di scorgere la luce eterea...

IOLANTA
Ma, sire... luce!... che cos'è mai luce?...

VAUDEMONT
Fu il primo "fiat" del Creatore, sprazzo del suo divino amore, fu l'anello che cielo e terra strinse all'ara dell'amore! Sole, luna, stelle versan sulla terra il loro splendore affinchè noi contempliamo lo spettacolo del creato. - Chi la luce non contempla, e procede in buia valle, allo stesso modo sente e vede Dio, almeno in sogno, come faro abbagliatore. - Grazie a questo santo faro contemplai la tua beltà prima di vederti, contemplai la tua visione tutta amore, sì, tutta amore! - Luce, sei il riflesso d'un Dio, sei sprazzo del Suo divino amore!

IOLANTA
Tu parli così soavemente!... Soffio arcano m'espandi in core!... par che un nimbo rifulgente ora recinga il mio pensiero... - Ma tu m'inganni; no... no... no! - Per conquistare il mio cuore Dio non si serve del sole; pur nel buio più profondo io lo vedo il suo splendore! Egli splende nella notte come sfolgora nel dì, e il suo amore splende con le tenebre e pure col sole! Lo vedi tu il cinguettar degli uccelli nel bosco in fiore? vedi il sussurro dei ruscelli che scorre? Lo vedi l'olezzare dei fiori evaporanti? o il soffiar dell'aquilone, o lo scrosciar dell'uragano? Vedi tu l'anima tua?... No; dunque per conquistare i sensi, Dio non ha soltanto il sole!

VAUDEMONT
Tu dici bene: sì, nel tuo cuore la fede irradia luce e in suo confronto il nostro sole non è che scialbo viso...

IOLANTA
Pur lo sento in cuore, sai... lo sento in cuore il desio febbrile di contemplar la luce! Fu il primo "fiat" del Creatore, sprazzo del suo divino amore, fu l'anello che ciel e terra strinse all'ara nuziale!...

Scena ottava

MARTA
lolanta!...

LAURA
lolanta!...

BRIGIDA
lolanta!...

IOLANTA
Le amiche mie con Marta vengono... Si meraviglieranno ch'io sia già desta!

IL RE
Dov'è mia figlia?

IOLANTA
Qui giunge pur mio padre!... Così lo conoscerai...

LE ANCELLE
lolanta! desta! e con lei sta un cavaliere straniero?

IL RE
Dov'è mia figlia?...

IOLANTA
Mio buon babbo!...

IL RE
Figlia mia, tu non sei sola!... Che avvenne?... Come ti trovi qui? Chi sei, profano?

VAUDEMONT
Un cavaliere, che, in missione varcando i Vosgi, si trovò qui senza volerlo...

IL RE
E cosa le dicesti della vita?...

IOLANTA
Oh! babbo mio, mi raccontò gran cose, meravigliose cose, ch'io ignoravo affatto. - Mi spiegò che cosa vogliono dire le magiche parole "Luce"! "Sole!" e mi compianse perch'io ne sono priva!

IL RE
Incauto!... Or che faremo?... Quale punizione m'infliggi, o Dio!

IL DOTTORE
Non punizione, ma questo è salvezza per tua figlia!

IOLANTA
Mi parlò dei raggi del sole, del bianco nimbo della luna, e commiserò il mio destino! Oh rivelazione! Oh quale febbre in me ha destato! - Il suo parlar soave e ardente, blando eppure vibrante, stetti ad ascoltare in estasi! Lo spirito egli m'illuminò!...

IL DOTTORE
Tu, che nel tuo delirio speravi di nasconderle il suo destino, ora vedi che è vano celare ciò che erompe a rischiarare terra e cielo! Fu folle illusione; lo vedi; verità non si nasconde. - Ed ora che è conscia appien del male (oh intuizione, divina luce!), adesso spera; ella desia la luce e luce avrà! La brama stessa della luce spinge al sole!

VAUDEMONT
Ahimè! che feci. Sciagurato, rivelando a lei la verità! Il dolore più atroce e non l'ebbrezza destai nel vergine suo seno! Qual errore! Qual errore!

ANCELLE E SCUDIERI
È penetrato in quest'asilo il temerario! Il dolore qui apporta! Cotanto ardire lo sconterà sul rogo. - Qual spavento e quanto duolo cagionò! Signore, pietà di noi!...

IL RE
Mia cara lolanta, figlia mia, ascoltami: c'è qui fra noi un insigne dotto, e venne per donare a tè la luce. - Ora dimmi: vuoi vederlo il sole?

IOLANTA
Poss'io coscientemente desiare un fatto che per me è un arcano? Se voi, mio padre, lo desiate, io sono pronta ad obbedirvi...

IL DOTTORE
Perdo ogni speranza di guarirla; nulla può il solo tuo desiderio; per guarire appieno, ella stessa, conscia, deve ciò bramare!

IL RE
Ah sì! Comprendo ben che tutto è vano... eppure ancora nutro in voi speranza. - M'ispira il cielo! Su lei tu spiega la scienza tua, t'aiuterà l'amore! E tu causa del dolore, ascolta ben: entrando qui leggesti quel bando?

VAUDEMONT
Lo lessi.

IL RE
E, ciò malgrado, osasti entrare?

VAUDEMONT
Lo vedi: l'osai!

IL RE
Leggesti qual punizione è inflitta al venturier profano, che ardisce entrare?

VAUDEMONT
Ho letto.

IL RE
Ebbene, se mia figlia non sarà salvata, tu morrai!

TUTTI
Pietà, Signor! Il cavalier salvate!

IL DOTTORE
È ben deciso alfin?

IOLANTA
Orrore!... Davvero?... intesi io ben, mio padre?... Il cavaliere dovrà morire?

IL RE
Sì; da me dipenderà.

IOLANTA
Ciò non sarà... nol posso credere. - Oh babbo, sì gentil, sì dolce Sire la morte può meritare?

IL RE
Se tu non sarai salva, egli sarà dannato a morte.

ANCELLE E SCUDIERI
lolanta!... lolanta!.,. come soffre!... L'angelo d'amore! Qual fiore di bontà!... di lei, Signor, pietà...

IL DOTTORE
Ora tutto si comprende; ora mi par quasi certa la salvezza!...

IL RE
Sì, egli dovrà scontare l'errore con la morte!

IOLANTA
Dottore, ditemi orsù... quali dolori m'attendono?... dolori? torture? strazi?... tutto sopporterò...

IL DOTTORE
Oh, no, tu devi solo con tutto ardor desiare la luce...

IOLANTA
No, soffrirò anche miseria, dolore, martirio... pur di salvarlo, tutto soffrirò pur di salvarlo! Quel cavaliere m'ha rivelato il mondo dello spirito, egli la mente mi ha irradiato, grazie a lui comprendo cos'è la luce! Sì... Fu il primo "fiat" del Creatore, sprazzo del suo divino amore, fu l'anello che ciel e terra strinse all'ara nuziale...

VAUDEMONT
Ch'io mi prostri ai tuoi piedi, o creatura celestiale; sia tuo destino la notte ed il sole, a te consacro la mente e il cuore. Giuro a te la mia spada, giuro a te mia fede, giuro a te la vita mia; per te vivrò e morrò!

IOLANTA
No, cavaliere, vivere è dolce, non parlare di morte; vivremo entrambi!... Sì; dammi la mano e lascia che la mia mano sfiori il tuo viso... Oh grazie! - Dottore, sono in mano tua; tutto soffrirò. - Padre mio, stringimi sul tuo cuore e spera! Io sarò salva e lui pure con me!

TUTTI
Iddio t'assista, angelo santo!

IL RE
Adesso credo anch'io che tu sia salva, figlia mia, mio tesoro! Come un agnello ella va sotto ai ferri del dottore... Oh gran Dio!

Scena nona

IL RE
Perdonami, testé ricorsi a un gioco pur di destar la brama della vista di lolanta; t'ho condannato a morire; ma ora sei assolto.

VAUDEMONT
Tu avevi diritto di punire il mio ardire; ma chi sei tu, Messere, che così a tuo talento puoi disporre della vita altrui?

IL RE
Mi par che spetti prima a me di chiedere il tuo nome.

VAUDEMONT
Goffredo Vaudemont, Conte d'Issoudon, Champagne, Clairveau e Montargis, fino amico del Duca di Borgogna, un Cavaliere al quale, per quanto tu sia illustre per valore e per potere, puoi essere lieto di concedere tua figlia.

IL RE
Conte, tal domanda onora invero; ma sono costretto ad un rifiuto; fin da bambina, mia figlia è fidanzata ad altri.

VAUDEMONT
Ma tal diritto io posso a lui contendere.

IL RE
No, con rispetto a lui t'inchinerai.

VAUDEMONT
E chi sarà?...

IL RE
Aspetta... Cos'avvenne?...
Ebbene?...

ALMERICO
M'inchino, mio sovrano, stavo in vedetta al ponte levatoio quando scorgo uno stuolo di cavalieri che avanza e pretende di irrompere nel castello....

VAUDEMONT
È certo il Duca Roberto!

IL RE
Almerico, allora senza indugiare fallo entrare. Ed ora tu sai chi sia il rivale.

ROBERTO
Goffredo, sono tornato per liberarti... Ma che vedo?! Il re Renato?!...

VAUDEMONT
Renato, Re di Provenza?...

IL RE
Sì, mio Cavaliere; ed ora sappi pure che lolanta è fidanzata del tuo Sir Roberto.

VAUDEMONT
Roberto, mio Duca, amico, il re già ti conosce, la sua figlia è tua!

ROBERTO
Non ora... e forse mai...

VAUDEMONT
No, adesso oppure mai! Roberto, la tua risposta mi sia vita; amo lolanta, con ardore l'amo, e, senza lei, non potrò più vivere. Ed ora a te, Roberto...

ROBERTO
Mio sovrano, qui venni a soddisfare al mio antico impegno; ma tu lolanta m'hai promessa nell'infanzia... - più tardi il core mi rapì la Contessa di Loteringia, Matilde. - Sovrano, la decisione spetta a te: io sono pronto a sposare la figlia tua; ma lolanta avrà sol la mia mano, Matilde avrà sempre il mio cuore!

IL RE
Da cavaliere è il tuo franco parlare: tu sei sciolto da ogni impegno.

ROBERTO
Oh mio sovrano, sei generoso e grande!

IL RE
A voi, mio nobil Conte, ora lieto sono di darvi mia figlia in sposa, se acquisterà la luce!

VAUDEMONT
Oh possente Re, adoro vostra figlia, e basti ciò; l'adoro nel dolore e l'adorerò nella gioia; le arrida pur la luce; ma se le sarà negata, io del pari l'adorerò!

IL RE
Sia, dunque, tua mia figlia!...

VAUDEMONT
O padre mio!...

ROBERTO
È veramente cieca lolanta?...

IL RE
Ora la sua sorte sta in poter del medico.
(Rientra Bertramo)

IL RE
Tu qui?... Ebbene?... Che c'è?... Su, parla! parla!...

BERTRAMO
Salvata!

IL RE
Dio d'amore!

VAUDEMONT
Dio d'amore!

IL RE
È salva! salva!

ROBERTO
Gioia!

VAUDEMONT
Salvata!

ROBERTO
Salvata!

BERTRAMO
Mi ritrassi... non potevo più resistere... il sasso più ferrigno si sarebbe sciolto in pianto... Come un agnellino, eppur dritta, fiera come rocca, tacendo giacque... sol dicea somessa: "Viva il mio cavalier!"

VAUDEMONT, IL RE, ROBERTO E ALMERICO
Signore misericordia, grazie!...

VOCI INTERNE
lolanta è salva! è salva! lolanta scorge il sole!

DAME, ANCELLE, CAVALIERI E SCUDIERI
Trionfo! Trionfo! lolanta scorge il sole!

IL RE
Eccola!... qui vien condotta dal suo salvatore!

TUTTI
Zitti! Zitti!

IL RE
Oh Dio! per quest'istante darei l'eternità!

IOLANTA
Sogno!... Ed ora, Dottore, dove siamo? Spiegami il mondo, sogno incantatore che mi apparve improvvisamente!

IL DOTTORE
Ecco...

IOLANTA
Nuovo splendore!... Splendore!... Dove siamo?

IL DOTTORE
Nel giardino... qui sono tigli... qui sono fiori...

IOLANTA
No... no... io sono confusa... - In questo asilo io non fui mai... io tremo... Medico salvami! Salvami! È tutto a me sì appresso che parmi tutto debba a un tratto precepitarmi addosso... io sono perduta! Medico, salvami!

IL DOTTORE
Guarda là... Dal cielo venne a te la luce!

IOLANTA
Oh miraggio! Oh mistero!... Che vedo!... Dio!... è Dio?

IL DOTTORE
È il cielo.

IOLANTA
Cielo!... Cielo!... Nel cielo è Dio!... io veggo, dunque, Dio!... Signor, ch'io sciolga a te il mio inno! Nell'oscurità già t'adorai, lascia che adesso bei lo sguardo nel folgorante tuo bagliore!

IL DOTTORE
Ora guarda chi sta intorno a te!

IOLANTA
Che veggo? Cos'è tutto questo?...

IL DOTTORE
Sono uomini...

IOLANTA
Uomini come me?

IL RE
Figlia, neppure me conosci?...

IOLANTA
Onnipossente Dio! Tu sei?!...
Mio padre!... i tuoi lineamenti sono questi... Ebben, ti prego, guidami tu attraverso questo mondo!...

IL RE
Mio tesoro, io sono troppo vecchio per guidarti... C'è qui il tuo protettore...

VAUDEMONT
Consacro a te l'onore, la vita!

IOLANTA
Tu mi sei rimasto fedele! Fosti il bagliore, ora sei l'amore!

VAUDEMONT
Amore fu il nostro sole, e il sole guida eterna a noi sarà!

TUTTI-FINALE
Al Creatore, fonte d'ogni bene, s'erge il nostro spirito!... Signore clemente, accogli l'inno ch'erompe fervido dai cuori.
Tu a lei svelasti il sole, tu dona a lei l'amore, ch'è il sole d'ogni cuore! - Sia gloria a te! Creatore onnipotente, osanna, osanna! Tu, sole fecondatore del mondo, tu, divino splendore! Gloria al Signore!


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 10 marzo 2001

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Ultimo aggiornamento 24 dicembre 2012
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