Glossario



Quartetto per archi n. 1 in re maggiore, op. 11

Musica: Petr Ilic Cajkovskij
  1. Moderato e semplice (re maggiore)
  2. Andante cantabile (si bemolle maggiore)
  3. Scherzo. Allegro non tanto e con fuoco (re minore)
  4. Finale. Allegro giusto (re maggiore)
Organico: 2 violini, viola, violoncello
Composizione: febbraio 1871
Prima esecuzione: Mosca, Bolscioj Sal Konservatorii, 28 marzo 1871
Edizione: Jurgenson, Mosca, 1872
Dedica: Sergei Aleksandrovich Rachinskii

Guida all'ascolto (nota 1)

Opera matura è il primo dei tre Quartetti veri e propri, opera 11, la cui origine è certo solo apparentemente casuale. Alla stesura della partitura Cajkovskij si dedicò nel 1871 per colmare necessità materiali; sotto lo stimolo di aumentare le proprie entrate egli accolse il suggerimento dell'amico Nikolaj Rubinstein di realizzare una serata concertistica di sue musiche, e determinò di destinare a tale serata appunto un Quartetto, in mancanza della disponibilità di un'orchestra. Svoltosi il 28 marzo 1871, il concerto, al quale presenziò fra gli altri Turgenev, si componeva anche di numerosi brani vocali e pianistici, e riscosse un caloroso successo.

Quasi l'intero Quartetto fu realizzato seguendo il punto di vista "astratto" di un autore "classico". Il Moderato e simplice iniziale si sviluppa infatti in una nitida e ben articolata forma sonata; si impone immediatamente, con la dolce cantabilità del primo tema, intonato omofonicamente dai quattro strumenti, il talento melodico del compositore; il secondo tema si pone in un rapporto non oppositivo, ma di derivazione dal primo; lo sviluppo è percorso in gran parte dalle peregrinazioni di un breve frammento ascendente, che viene poi sfruttato nella ripresa del primo violino per compiere garbati ricami nella riproposta del tema iniziale; una coda brillante chiude il movimento.

In seconda posizione troviamo l'unico movimento "eccentrico", un Andante cantabile destinato a divenire celebre (Cajkovskij, una quindicina d'anni più tardi, lo trascrisse per violoncello e orchestra d'archi; e si dice che, nell"ascoltarlo, Tolstoj avesse pianto di commozione). L'eccentricità consiste nell'adozione di una melodia popolare, raccolta dall'autore a Kamenka, che viene proposta in quattro strumentazióni diverse; nella sezione centrale l'autore affida al primo violino una melodia discendente di propria invenzione. Segue un brillante Scherzo un ritmo di valzer, con un Trio segnato dal pedale ostinato del violoncello. Il Finale. Allegro giusto, è nuovamente in forma sonata, ed è il movimento più virtuoslstico; quasi un diversivo è la seconda idea di sapore "russo" (esposta dalla viola e affidata nella riesposizione al violoncello); mentre il ruolo principale è quello del ritmo incisivo del primo tema, che percorre quasi interamente il tempo e chiude il Quartetto in una coda serratissima.

Arrigo Quattrocchi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 19 febbraio 1993

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Ultimo aggiornamento 6 febbraio 2013
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