Glossario
Guida all'ascolto



Cerevicki (Gli stivaletti)

Opera comico-fantastica in quattro atti e sette quadri

Libretto dell'opera (nota 1)

L’azione si svolge a Dinan’ka, in Ucraina, alla fine del XVIII secolo.

[Ouverture]

ATTO PRIMO

Quadro I

[1. Scena e Duetto di Solocha con Bes]

Una notte d’inverno; nel cielo stellato e chiaro, la luna. Una strada del villaggio di Dikan’-ka: si vedono i tetti delle case contadine ucraine, coperti di neve; gli steccati, i piccoli giardini e gli alberi sono ghiacciati. A sinistra, la casa di Solocha, con il fumaiolo che si innalza sopra il tetto e il piccolo cancello che porta sulla strada; sulla destra, la casa di Čub con il terrazzino; le finestre delle case sono chiuse dalle imposte. In fondo, la strada si divide in due, a destra e a sinistra; all’incrocio si trova una bettola, le sue finestre sono illuminate. Solocha esce sulla strada dal cancello e si guarda attorno, ascoltando.
Solocha
Ah,come brilla argentea la luna, come si vede bene in lontananza! Tutta la notte starei sveglia a divertirmi, ma mi vergogno della gente. Ah, se la tempesta si fosse scatenata nei campi aperti, avrei acceso la stufa in casa, avrei attirato un ospite... Aiutami, bravo giovanotto, ad aprire il cancello e trattieniti un’oretta, se ne hai il desiderio!

(Salta fuori Bes, il diavolo, e si avvicina di soppiatto a Solocha.)

Ah, come brilla argentea la luna ecc.

(Solocha di soprassalto si gira.)

Stammi lontano! Non devi spaventarmi così! Ti sei messo la maschera con le corna, hai imbrattato il viso con la fuliggine... Sembri un vero diavolo! Come si fa a riconoscerti?
Bes
Non vedono più bene i tuoi begli occhi? Sei invecchiata, mia cara Solocha?
Solocha
Di fronte, guarda e riguarda, niente di buono ma neanche di male, ma di dietro, veramente, assomigli a un diavolo... Cosa ti fa credere che sono invecchiata? Lo stesso sangue, le stesse sopracciglia, forse, un po’ più piena... Tutti mi vogliono bene, tutti desiderano le mie carezze... Persino la luna mi scalda, il gelo mi fa il solletico...
Bes
Non ho mai incontrato una donna così calda!
Solocha
Quali frottole stai ancora dicendo?
Bes
Sta’ allegra, giovinetta, per noi sei una vera occasione! Ci divertiremo stanotte! Mi va proprio di passarla con te!
Solocha
Non sono mica una strega, io.
Bes
Come no! Sì, che lo sei.
Solocha
E tu come fai a saperlo?
Bes
Gli indizi sono tanti: ossa larghe, petto alto, mani prensili, le gambe forti – sei tutta qui nella tua bellezza, solo che nella treccia scura c’è un capello canuto, sopra il labbro un po’ di peluria, e non manca un altro indizio – la voce è un po’ rauca, e poi un altro piccolo difetto – un codino, piccolo così, a mo’ d’uncino... un codino!
Solocha
Quando mai l’hai sbirciato?
Bes
Non per niente sono un birichino.
Solocha
Beh... Se le cose stanno così, vedo che non sei sciocco, mi potrai servire, inutile far cerimonie con te. Adesso aspetta, non sbirciare, vado ad accendere il fuoco. Tu guarda là, si vedrà il fumo uscire dal fumaiolo, lo seguiranno le scintille, e dietro, in aria, mi alzerò io, volerò fino alle belle stelle, per tuffarmi nell’aria blu! Cavalcherò la scopa!
Bes
Ho avuto fortuna con la donna e per lei sarà un guaio.
Solocha
Bes non potrà raggiungermi, non mi raggiungerà!
Bes
Ma io la inseguirò!
Solocha
A qualsiasi età rimango giovane.
Bes
È una in gamba, proprio in gamba!
Solocha
Volerò sempre più in alto, volerò, dritta nell’aria mi tufferò!
Bes
La scopa a me non servirà, ti volerò dietro!
Solocha
Bes non mi raggiungerà anche se mi inseguirà... Rimango giovane a qualsiasi età, sono una in gamba.
Bes
Posso raggiungerti. Tu, Solocha, sei giovane! sei una in gamba!
Solocha
Cavalcherò la scopa, facendomi trasportare come in un turbine. Mi alzerò sempre più in su, sempre più in alto, nell’aria blu mi tufferò.
Bes
Con Solocha, suo malgrado, ho avuto una fortuna del diavolo.

[2. Tormenta di neve]

Solocha torna di corsa a casa. Bes la segue con lo sguardo.
Bes
Si è proprio accalorata, si è scossa, si è accesa!

(Si strofina le mani contento, ma ad un tratto si ferma ricordando qualcosa.)

Mi sono proprio dimenticato perché sono venuto qua dagli inferi alla chetichella! Il figlio di questa strega, il fabbro Vakula, mi ha giocato un brutto tiro: mi ha disegnato, maledetto, ha imbrattato la mia figura tanto che tutti i diavoli, sciocchi, crepano dalle risate! Non potrò perdonare mai un’offesa simile. Aspetta, fabbro maledetto! Provi soltanto ad andare a trovare Oksana da sola, senza suo padre. Io all’istante ruberò la luna, così gli spiriti del vento, liberandosi dalle catene, cominceranno a dimenarsi e faranno ammassare tanta neve. In una notte così, Čub non avrà il coraggio di mettersi in cammino per andare dal suo amico a bere! Ci penserà lui, il padre, a tenerti lontano dalla figlia, sarà bravo a lisciarti le penne! Ti darà tante di quelle legnate che ti farà venire in mente il nome del diavolo! Ehi, voi, venti furiosi, tempeste invernali! Liberatevi dalle catene gelide, volate verso il mare sopra le steppe, coprite di neve i burroni, i carri dei mercanti, le case, i rifugi dei contadini, coprite di neve tutto ciò che incontrerete sulla vostra strada, non dovrete renderne conto a nessuno.

(Nell’aria si sente un rombo lontano. Le stelle impallidiscono. Bes guarda il fumaiolo, vede uscirne le scintille, compare la strega, vestita della sola camicia, con la testa rovesciata indietro, i capelli sciolti, a cavallo di una scopa. In mano tiene una piccola scopa.)
Solocha
(ululando)
Seguimi!
Bes
Ti seguirò, aspettami!

(Bes entra di corsa in casa e subito dopo, ripreso il suo vero aspetto, esce dal fumaiolo e vola dietro la strega. Rumori e sibili nell’aria diventano sempre più forti. Si scatena la tempesta di neve. I profili neri del diavolo e della strega filano veloci in cielo e coprono il disco pieno della luna.)
Gli spiriti
(dietro la scena)
È diventata scura la luce, diventato chiaro il buio. Le nubi,come la nebbia, passano lente sulle radure.

(Čub e Panas escono di casa.)
Čub
Al diavolo!
Panas
Cosa c’è?
Čub
Guarda, Panas, cosa c’è. Dov’è la luna?
Panas
Bah, davvero, maledizione! Come fa a mancare, prima c’era!
Čub
C’era e non c’è più. È stato lo zampino del diavolo. Cane maledetto, che non possa trovare nemmeno un bicchierino di vodka al mattino! Sembra una presa in giro: prima ho guardato fuori dalla finestra ed era chiaro come il giorno! Il tempo di prendere il colbacco. È buio pesto... Non sarebbe meglio tornare indietro?
Panas
Va beh, torniamo.
Čub
Ma come si fa? E la bevuta? E il compare?
Panas
Eh,già.La bevuta...Allora, su, andiamo, forse la strada la troveremo a tentoni.

(Vanno verso il fondo della scena, le loro voci giungono da diverse direzioni.)
Čub
Allora, andiamo! Dove sei, compare?
Panas
Ehi, Čub, dove sei?
Čub
Che tempesta!
Panas - Čub
La bettola!
Gli spiriti
Gelano nel campo i mercanti, non c’è la strada né il passaggio... Solo le case sono illuminate, in onore della stella di Natale.

(Sbuffi di neve coprono completamente il proscenio. La scena rimane così sino al cambio.)

Quadro II

[3. Aria di Oksana]

La casa di Čub. Interno di una casetta ucraina con le finestre che danno sulla via, la stufa e una bassa parete divisoria dietro la quale si intravedono lo scrigno e il letto di Oksana. La tavola è apparecchiata per la festa, ci sono un lume a petrolio, una ciotola di legno e i biscotti preparati per i cantanti delle koljadk i. Alla parete un asciugamano, vicino alla stufa un attizzatoio, un forchettone da forno e una pala. Oksana esce da dietro la bassa parete divisoria in abito da festa. Ha i capelli decorati di nastri, in mano tiene uno specchietto. Ascolta per un po’ il rumore del vento, mette lo specchietto sul tavolo, appoggiandolo alla ciotola. Dà un’occhiata alla finestra, ma è di cattivo umore.
Oksana
Guarda che tempesta di neve! Bisogna essere sciocchi per andare in giro cantando le koljadki! Mio padre è l’unico che, ubriaco, è andato dal diacono. Non ha voluto, nonostante il brutto tempo, neppure festeggiare il Natale con la propria figlia, nel nido di famiglia. Fioriva un piccolo melo nel giardino, era in fiore ma è appassito; la mamma vezzeggiava la figlia, le preparava il corredo, ma poi se n’è andata. Dove sei, mamma. Guardami, guarda dall’aldilà, almeno attraverso una fessura, guarda la tua bambina, la tua cara figliola, guardala, mamma! Tua figlia ha una camicia nuova, ricamata di bei disegni, tua figlia ha i capelli intrecciati coi nastri di seta, sul collo bianco porta una collana d’oro, ma la figlia così com’è, quanto è brutta, guarda, mamma, quanto è brutta! Ah, chi mai si innamorerà di lei? Chi l’accarezzerà? Guardami bene, mamma, chi mi accarezzerà – così come sono, chi mi vorrà bene?

(Pensierosa, siede su uno sgabello e prende in mano lo specchietto.)

Eppure la gente dice che sono bella come un’aurora chiara, come un cigno bianco, che non ce ne sono altre di pari bellezza! Cosa dice di me, la gente cattiva! Oh no, la gente dice la verità:

(Entra Vakula, non visto da Oksana.)

chi ha occhi come i miei? chi ha trecce come le mie? I miei occhi sono stelle, le mie trecce sono sinuose... Oh, quanto sono nere le mie trecce, quanto sono folte! La gente dice la verità: tale bellezza non si trova da nessuna parte!

[4. Scena]
Vakula
Non stacca gli occhi da se stessa, non solo, loda la sua bellezza persino a voce alta! Che ragazza!
Oksana
Chi mi prenderà in moglie? Con chi mio padre farà un accordo di matrimonio? No, meglio se non mi sposerò mai, così non sarò infelice se mi dovesse toccare un marito arrogante.
Vakula
Rimarrei qui per sempre senza staccare lo sguardo da lei.
Oksana
Chi c’è qui? Sei tu,Vakula? Chi ti ha invitato? Se vuoi ti offro una patata! Siete tutti bravi a ingannare le ragazze! Io vi conosco! Allora, è pronto il mio baule?
Vakula
È quasi pronto. Non ti arrabbiare, dolce mia colomba. Ci ho lavorato giorno e notte. Non te la prendere con me... Lascia almeno che ti parli, che ti guardi...
Oksana
Questo non te lo proibisce nessuno. Guarda pure e parla!
Vakula
Permettimi di sedere vicino a te.
Oksana
Siediti.
Vakula
Mia bella Oksana, dolce sole, colombella, rondinella! Darei tutto per poterti baciare!
Oksana
Questo no davvero! Guarda com’è sfacciato. Trovato il miele, vuole anche un cucchiaio! Stammi lontano, via! Hai le mani di ferro...
Vakula
Cosa fatta per forza non vale una scorza... Pensa solo a divertirsi e a farsi bella, io invece l’amo, l’amo così tanto!
Oksana
Ma è vero ciò che dice la gente? Che tua madre, Solocha , è un po’ una strega? Eh?

[4a. Arioso di Vakula]
Vakula
Non mi importa né di madre né di padre. Tu mi sei padre e madre, sei tutto ciò che di più bello esista al mondo! Può essere lo zar in persona a chiamarmi, può promettermi metà del regno, può darmi una fucina in oro con due martelli in argento, può ordinare per me un’incudine in pietre preziose! Io allora dirò allo zar: Mio zar, signore, non ho bisogno di niente. Mio zar, signore! Non ho bisogno di nessuna cosa al mondo, non mi serve l’oro, l’argento, le pietre preziose, dammi solo Oksana.

[5. Scena]
Oksana
Guarda, come sei! Eppure mio padre è uno che la sa lunga, ricorda la mia parola, sposerà tua madre!

(Oksana si ritira con la candela dietro la bassa parete divisoria. Vakula rimane in piedi, folgorato dalle sue parole. – In casa entra Čub tutto coperto di neve; si ferma incredulo vedendo Vakula, che non lo riconosce.)
Čub
Si vede che ho sbagliato casa...
Vakula
(falsando la voce)
Che cosa vuoi?
Čub
Voglio cantare la koljadka...
Vakula
La koljadka? Vattene fuori...
(Lo picchia sul collo e sulla nuca.)
Čub
Ehi, giù le mani!
Vakula
Vattene, fuori...
Čub
(riparandosi)
Io, amico, me ne vado da solo, tolgo il disturbo.
Vakula
Fuori!
Čub
Guarda quanto coraggio ha trovato il fabbro del diavolo! Capirai, si crede chissà chi! Te la farò vedere io, aspetta. Te la farò vedere...

[6. Scena e Duetto]

Oksana esce quasi di corsa da dietro la bassa parete divisoria senza la candela.
Oksana
Cos’è questo chiasso? Forse, è tornato mio padre.

(Entra Vakula. Oksana pensa che sia suo padre e gli va incontro.)

Padre! La colpa non è mia. Mi dispiace...

(Accorgendosi dell’errore, fa un passo indietro.)

Vakula, chi hai cacciato fuori?
Vakula
Non l’ho riconosciuto...
Oksana
(aprendo la porta che dà sull’ingresso)

Ehi, padre! Dove vai con questo tempo, c’è la tempesta!

(rientrando)

Se n’è andato... Non ha sentito la mia voce! Oh, Signore!
Vakula
Il diavolo ci ha messo la coda... Cosa dovrei aspettarmi? Ho perso il senno!
Oksana
Cacciare via il padre! Il padrone!
Vakula
Non l’ho riconosciuto, Oksana.
Oksana
Adesso va’, per non pentirti dopo... va’...

(Si avvicina alla finestra e guarda fuori. Vakula rimane in piedi a capo chino.)

La tempesta si sta calmando. Adesso va’, ora verrà la gente, ti troverà e sarai tu il primo a restarne dispiaciuto... Quanto mi annoio ad aspettare. Che cosa significa? È ora di cominciare le koljadki, ma le ragazze non ci sono ancora... Che noia!
Vakula
Lasciale perdere, le ragazze. Dimenticale, Oksana.
Oksana
Non ci penso nemmeno. Non arriveranno da sole ma con i ragazzi; mi faranno ridere con le loro storielle...
Vakula
Significa, allora, che con loro sei allegra?
Oksana
Non è certo una cosa allegra stare con te. Capirai, che gioia chiacchierare con uno scemo come te. Mi sei venuto a noia. Stai qui, come un palo, tutto il giorno, non fai altro che sospirare e piagnucolare... È proprio noioso stare con te, perché non te ne torni a casa?
Vakula
(pronto ad andarsene)
Allora, vado...
Oksana
No, fermo... Aspetta, caro, aspetta, odioso! L’altro è tutta un’altra cosa! Il nome suo non dirò, ma di lui ti parlerò. Lui è un’altra cosa! Gli voglio bene, a quel giovane dal viso bello e chiaro; ha uno sguardo coraggioso, nobili parole, non è un vecchio come te.
Vakula
(addolorato)
Non scherzare sul mio amore per te, prendendomi in giro. Raccontale a un altro queste baggianate, io lo so che nel tuo cuore non c’è posto per l’amore.
Oksana
L’altro è tutta un’altra cosa, dolce, caro!
Vakula
Non scherzare. Non prendermi in giro. Raccontale ad un altro queste baggianate.
Oksana
Il suo sguardo è coraggioso, le sue parole sono nobili e appassionate...
Vakula
Abbi pietà di me, Oksana!
Oksana
Io lo amo, amo questo giovane!
Vakula
Non c’è un volto più bello del tuo in tutto il mondo!
Oksana
Non aspettarti del bene, fabbro odioso.
Vakula
Ma il tuo cuore è malvagio, ti diverti a tormentarmi.
Oksana
Un altro, con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima, amo e amerò per tutta la vita!
Vakula
Ripaghi il mio amore con offese amare e con il tradimento, ragazza malvagia! Ma ora basta con gli strazi!
Oksana
Ho atteso a lungo il mio amore.
Vakula
Me ne vado, addio.
Oksana
Puoi arrabbiarti con me, puoi rimproverarmi, ma ora va’. Arrabbiati pure, addio, fabbro odioso, addio per sempre!
Vakula
Me ne vado, addio, ragazza insolente, addio per sempre!

[7. Scena finale]

Oksana ride. Vakula si ferma stupito.
Oksana
Se solo le persone fossero un po’ più intelligenti, se fossero più perspicaci, più coraggiose...
Vakula
Oksana, stai scherzando? O dici la verità?
Aspetta...
I giovani
La luna cammina nel cielo.
Oksana
(dando un’occhiata maliziosa a Vakula)

Se solo i ragazzi sentissero la verità, se solo, sciocchi, capissero gli scherzi...
Vakula
Oksana, tu mi prendi in giro!
Oksana
Se solo le persone fossero più intelligenti...
Coro
Volavano piano giù dal cielo gli angeli...
Vakula
Oksana, cara, davvero... Ti amo...
Coro
Cantavano una canzone dolce, angeli puri, la stellina chiara luccicava alta nel cielo, la stella ha visto il Bimbo santo!
Oksana
Via! Via! Fabbro maledetto! Una come me, così bella, può innamorarsi di un orso come te? Vattene, svelto. Stanno per venire qua!
Vakula
Sei una serpe, una vipera, non una ragazza!
Oksana
L’ho tormentato abbastanza, alla fine ho provato persino compassione. E se rimane in collera con me e mi lascia? Che cosa mi succede? Mi vien da piangere... e da ridere, ma è più forte la voglia di piangere.

(Siede al tavolo, coprendosi il viso con le mani.)
Le ragazze
La stella chiama con sé l’aurora, gloria a te!
Gloria a te!

(Si sente la risata delle ragazze oltre la scena. La porta si apre all’improvviso ed entrano di corsa alcune ragazze.)

Allora, Oksana, siamo venute a prenderti, sbrìgati, ti aspettano con ansia le tue amiche.
Oksana
(quasi piangendo)
Andatevene!
Le ragazze
Perché piangi?
Oksana
Lasciatemi sola... Non chiamatemi con voi, andate in pace con Dio.
Le ragazze
È da tanto, sai, che cantiamo le koljadki, senza di te ci annoiamo. Allora, come vuoi: addio, Oksana!
Oksana
Che noia, ah, che noia, ho un peso sull’anima! Mi annoio! Non so nemmeno io cosa mi sta succedendo! Ho un peso sull’anima, mi annoio, so che lo amo, eppure lo tormento. Quanto vorrei accarezzarlo, mostrargli il mio affetto, ma non posso. Ti amo, mio caro!
Sì, amo te, amo te...

(Scappa via piangendo.)

[Intermezzo]

ATTO SECONDO

Quadro I

[8. Scena di Solocha e Bes]

La casa di Solocha, simile a quella di Čub: al posto della bassa parete divisoria, una larga stufa con un giaciglio da un lato e un letto dall’altro. Alle pareti stoviglie e lungo i muri sacchi di carbone. Il tavolo è ingombro di cibo e bottiglie. Vicino alla finestra, una tinozza e una botte. Al sollevarsi del sipario, Solocha si abbottona lentamente il colletto. Si è appena buttata sulle spalle un abito, i suoi capelli sono spettinati. Bes striscia fuori dalla stufa.
Solocha
Il turbine ha portato via la scopa, il vento ulula nel burrone. Che gli riempia, a questo cane, la gola con la neve... Sono appena scesa, ed ecco che si è rotta la scopa, mancava poco che cadessi. E questo diavolo, il maledetto, mi è venuto dietro, con tanta forza, così accaldato che è caduto pure lui. Io sono entrata nel fumaiolo, e lui dietro di me... Così non va!
Bes
Non vale la pena arrabbiarsi.
Solocha
Così non va, perché è una cosa stupida, perché per te io non sono un mortaio.
Bes
Sono cornuto come un forchettone, e cosa fa il forchettone? Acchiappa!
Solocha
Beh, dimmi quando?
Bes
Quando devo mettere i cocci nel forno.
Solocha
E io sarei un coccio da forno?
Bes
No, sei un bicchierino per un regalino! Cara la mia comare, pensaci: siamo una vera coppia! Tu voli nel fumaiolo, io ti sto dietro, tu in casa, io ti seguo... Perché fai la testarda? Non sei una vecchia strega!
Solocha
Mi sento proprio stanca! Fammi riposare un po’.
Bes
Ora basta tenere il broncio, da’ un bacio al piccoletto, in servigio al diavoletto!
Solocha
Allora, bravo servitore, perché non ballare il gopak? Gop-Gop, corna caprine, zoccoli caprini.

(Accenna un passo di danza. Si affacciano dalla stufa musi orrendi, qualcuno somiglia a un grillo; reggono piccoli violini e pifferi e si mettono a suonare.)
Bes
Eh, voi, diavoli con i violini, le zampogne e le trombe. Gop-Gop...
Solocha
Gop-Gop... più svelto con le gambe...
Bes
Eh, voi, musici, bellimbusti nascosti dietro la stufa. Non soffiate, ma strimpellate, Gop - Gop...

(Solocha e il diavolo improvvisano una danza impetuosa. Si sente bussare alla porta. Bes si ferma. I diavoletti musici si nascondono dietro la stufa e smettono di suonare. Silenzio.)

Sento bussare! Il mio naso sente qualcuno respirare dietro la porta!
Solocha
Chi è là? Non aprirò!
Bes
Scommetto che la strega aprirà!
Solocha
Farò sentire la scopa!
Bes
Se è Čub, lo farà entrare di sicuro!
Solocha
Al diavolo! Chi è? Sei forse tu,Vakula?
Bes
Oh, comare Solocha. Se non è un orso, è Golova. Le cose si mettono male, poiché per Golova è difficile trovare posto qui. Ascoltami, comare, se poi questo Golova sta con una donna ed è ubriaco, si fa sicuramente il segno della croce!
Solocha
Cosa dovrei fare allora? Aprirò. Golova, quel tonto, non si ritira, verso mattina farà la proposta di matrimonio! Aprirò...
Bes
Aspetta ad aprire, fammi levare di torno o almeno trovare un posticino per nascondermi! Mi tufferò nel sacco, mi piegherò in tre; così, volendo farò un buco con il dito, forse il vecchio Golova avrà bisogno del mio aiuto!
Oppure...
Solocha
È bravo il diavolo a indovinare, si metterà a spiare!
Bes
Almeno potrò spiare, sono bravo a indovinare!

(Si nasconde nel sacco.)

[9. Scena di Solocha e Golova]
Golova
(entrando)
Questa sì che è neve! Guarda, ha coperto completamente il colbacco. Stavo andando a bere l’acquavite, ero per la strada, quando, pensa, la tempesta si è scatenata gettandomi la neve nel naso, nella bocca, sulla barba. Senza mai fermarsi!
Solocha
(guardando dalla finestra)
Sembra che ora si sia calmata, si è anche schiarito...
Golova
Però! Non sei contenta di vedere Golova!
Solocha
Lo sai anche tu, Pan Golova, sono una povera vedova; non faccio entrare chiunque in casa perché a qualcuno può toccare il forchettone!
Golova
A certi dritti, il forchettone serve dritto, ma di me non devi avere paura. Non sei per niente contenta di vedermi?
Solocha
Vedi, Pan Golova, non ho fatto in tempo a mettermi un bel vestito.

(Solocha offre a Golova la gorilka al pepe.)

Bevi alla tua salute!
Golova
Tu , bellezza mia, sei carina anche senza adornarti.

(Golova beve, comincia a cantare battendo il ritmo con il piede.)

La tua gonnellina è colorata, sei ancora giovane, sei anche molto graziosa e così attraente. Mia cara Solocha, versami del miele e del vino, per rallegrare la mia testa!
Solocha
(sente bussare)
Bussano di nuovo! Sono dei diavoli!
Golova
Nascondimi, Solocha, ho paura da morire, se mi trovano qui!
Solocha
E dove ti potrei nascondere?
Golova
Dove vuoi, anche sotto il letto.
Solocha
Aspetta, ora svuoto il sacco.

(Versa il carbone dal sacco nella botte, Golova si nasconde dentro il sacco.)

Ecco, sì, mettiti dentro!
Golova
(nel sacco)
Ecco com’ è andata a finire!

[10. Scena di Solocha e del Maestro di scuola]

Entra il Maestro di scuola guardandosi intorno.
Maestro
Non c’è nessuno? Allora, gentilissima Solocha, come stai?
Solocha
Come mai sei qui? Se lo scopre tua moglie, si arrabbia!
Maestro
Non mi interessa! È vecchia come il diavolo, non ne posso più di occuparmi di lei!
Solocha
E se io vi metto fuori...
Maestro
Oh no, non mandatemi via, abbiate pietà!
Solocha
Non c’è pace per me!
Maestro
Offritemi qualcosa...
Solocha
Mai e poi mai! Via le mani, non chiedetemi niente.
Maestro
Almeno un pochino.
Solocha
Via!
Maestro
Adesso me ne vado...Ma,aspettate, gentilissima! Non vedo bene! Mi permettete?

(indicando la sua mano)

Che cos’è?
Solocha
È una mano.
Maestro
Una mano, davvero? E questo?
Solocha
È il collo!
Maestro
Il collo! Ma, Dio mio, che collo! Mi permettete poi, splendida Solocha, di chiedervi un’altra cosa. E questa cosa qua di che genere è? È una spalla? Oppure...
Solocha
Andate al diavolo! Non vi vergognate? Avete una moglie...
Maestro
Non mi interessa quella vecchia. Invece, ascoltatemi, carissima Solocha, ho scritto per voi una canzone!
Solocha
Allora cantatela e poi andate via!

[La canzonetta del Maestro di scuola]
Maestro
Una donna sta dietro il diavolo, ha fatto amicizia con il maledetto. «Fai entrare – lo prega – nell’anima peccaminosa la malattia amorosa!» «D’accordo», risponde il diavolo e si mette al lavoro. Oh, quanto sto male, povero me! Mi inabisso nel peccato. Invano ti chiamo, Solocha, al banchetto d’amore! La mia vecchia è cattiva come il diavolo, ha sempre una risposta pronta. Fa a botte senza riguardo, usa il mazzuolo, l’attizzatoio, la padella e il cuscino. Io umilmente taccio, non voglio rispondere. Oh, quanto sto male, povero me! Mi inabisso nel peccato. Invano ti chiamo, Solocha, al banchetto d’amore!

(Bussano alla porta.)
Solocha
Adesso basta, sentite, bussano.
Maestro
(spaventato e stupito)
Bussano? Non sento... Oh, Signore. Un estraneo! Povero me, sono dannato! Oh, che vergogna, vergogna e nient’altro! È giunta l’ultima ora! Solocha, nascondetemi per carità!
Solocha
Non vi nasconderò.
Maestro
Pietà, Solocha!
Solocha
Ma dove?
Maestro
Anche sotto il letto!
Solocha
Tutti sotto il letto, quanto siete bravi! E che ne dite di un sacco?
Maestro
Qualsiasi posto, Solocha.
Solocha
(vuotando il sacco)
Allora, entrate!

(Il Maestro si nasconde nel sacco. Solocha apre la porta, entra Čub.)

[11. Scena di Solocha con Čub e Quintetto]

Solocha si getta al collo di Čub.
Čub
Salve!
Solocha
Oh, mio caro, tesoro mio!
Čub
Non mi aspettavi?
Solocha
Hai preso freddo, mio caro. Eccoti un bicchierino, bevi!

(Čub beve.)
Solocha
Sono sola qui, sola tutta la sera e penso a te! Mi manchi. Cercavo di indovinare se saresti venuto a trovarmi, forse viene a trovarmi.
Čub
Davvero mi aspettavi?
Solocha
E chi dovrei aspettare se non te, colombo mio?
Čub
Io ti ringrazio. Rimani sempre così, fedele a me! Adesso dammi un bacio!

(Si baciano. Si sente bussare alla porta.)
Čub
Cosa succede, bussano?
Solocha
Ah, bussano...
Vakula
(da dietro la porta)
Sono io, mamma, apri!
Solocha
Vakula!
Čub
Non farlo entrare.
Solocha
Come faccio a non farlo entrare, è capace di buttare giù la porta.
Vakula
Allora, mamma! Cosa sta succedendo?
Solocha
Aspetta, caro.
Čub
Qui sembra ci sia un sacco vuoto.
Solocha
Fermo, dove vai? Ma cosa devo fare con loro?

(Čub entra nello stesso sacco nel quale si è nascosto il Maestro.)

Si sono nascosti tutti nei sacchi!

[Quintetto]
Maestro
(mettendo fuori dal sacco la testa)
Sto male...
Solocha
State nascosto, starete veramente male se mio figlio butta giù la porta!

(Il Maestro si nasconde, ora è il diavolo a farsi vedere.)
Bes
Compare, mandalo alla bettola!
Golova
(anche lui uscendo dal sacco con la testa)
Solocha, il sacco mi sta stretto!
Solocha
Pan Golova, rimani nascosto lì!
Bes
Almeno vorrei vedere come sono fatti il maestro, Čub e Golova!
Solocha
Vuoi stare nascosto, muso del diavolo!
Maestro
(uscendo dal sacco)
Sto male veramente.

(nascondendosi di nuovo)

Pan Čub, mi manca l’aria!
Golova
Sto soffocando!
Čub
Solocha, non respiro più!
Bes
Che donna! Ha raggirato tutti quanti!
Solocha
State zitti, Vakula sta bussando alla porta!
Maestro
Sto male!
Čub
Non ne posso più, sto soffocando!
Solocha
E ora devo occuparmene io!
Maestro
Sto male, sto male...
Solocha
Svelti, tutti dentro, nascondetevi, presto, alla svelta...
Bes
Che donna, ma che donna, vi ha raggirati tutti quanti...
Golova - Čub
Solocha, così non va. Non c’era un altro posto?
Solocha
Svelti, tutti dentro, nascondetevi, presto, alla svelta...
Golova - Čub
Così soffocheremo tutti, altroché, soffocheremo...
Bes
Che donna, ma che donna, vi ha raggirati tutti quanti...

(Si sente bussare forte alla porta.)
Vakula
Allora, mamma, aprite o no?

(Solocha apre la porta. Entra Vakula, triste e pensieroso. Tutti si nascondono velocemente nei sacchi.)
Solocha
Perché diavolo sei tornato?
Vakula
(con tristezza e dolcemente)
Sarà meglio, forse, che me ne vada.
Solocha
Credevo che saresti rimasto a dormire in fucina.

(Si allontana.)
Vakula
Va bene anche in fucina, perché no? Tra l’altro, sarebbe bene portarci anche questi sacchi, mettendoli a posto per il giorno di festa, la nascita di Gesù.

[12. Arioso di Vakula]
Vakula
(diventando pensieroso)
È ormai passato un anno, ed ecco che mi chiamano ancora per andare a cantare le koljadki, ma io non trovo pace nemmeno a casa. La passione mi ha sfinito, come il morso della vipera! La malinconia mi rovina! Che cosa sono diventato? Non riesco più nemmeno ad alzare i sacchi! Eppure prima riuscivo a piegare con la mano le monete e a spezzare i ferri di cavallo. Ero davvero forte... E ora? Non ce la faccio più neanche a trascinare fuori un paio di sacchi di carbone! Non mi riesce alzarli per metterli sulla schiena... Quanto sono stufo di questa casa, vorrei morire per non soffrire più! Mi struggo di giorno in giorno, di notte non riesco a dormire, la passione mi ha sfinito, mi ha inaridito! Malinconia, perché continui ancora a inaridire il mio cuore come il veleno della vipera? Perché mi avveleni l’anima? Oh no, al diavolo! Se voglio, posso ancora portare anche cinque quintali!

(Alza due sacchi.)

E in mano porterò un altro sacco con i miei attrezzi.Che Dio mi aiuti! La forza mi potrà servire!

(Si avvia, la sua voce si sente dietro la porta.)

Mamma, fatemi passare!

Quadro II

[13. Scena del Coro]

La scena è quella del primo quadro del primo atto. In strada, oltre l’incrocio, si sente in coro una canzone, dapprima in lontananza, poi sempre più vicina.
Coro I - Coro II
È cresciuto vicino allo steccato un bel viburno, ma più bella di quel viburno è la fanciulla Arina. La fanciulla Arina aspettava degli ospiti. Ha versato del vino nelle brocche, ma si è addormentata.
Coro I
Buona sera! Buona sera!
Coro II
Buona sera! Buona sera!
Coro I - Coro II
Sono arrivati degli uccellini, hanno rotto tutte le tazzine... hanno beccato il pane, hanno bevuto in un sorso il vino. Svègliati, fanciulla Arina! Dobbiamo ammogliare il fratello e trovare un marito per la sorella... Buona sera!...
Coro III
Notte quieta, porta buona salute ai buoni! ai malati un morbido cuscino! ai piccoli i regalini! Ai vecchi i bicchierini e per adornare le icone porta i fiori. Buona sera!...
Coro I
Ehi là, baffi brizzolati, non risparmiare i salati! Offriteci gli affumicati, versateci da bere. Buona sera!...

(Dal lato sinistro esce il secondo gruppetto dei cantanti.)
Coro I - II - III
Rondine, rondinella... Altri cantanti! Ehi, salve! Da dove venite? È arrivata alla nostra finestra... Da dove venite? Non possiamo mica stare separati, cantiamo tutti insieme un’altra koljadka! Apri la finestra, padrona, dacci due pani... Non potete mica stare separati, cantate insieme! Così sarete più allegri pure voi!

(Le ragazze si salutano fra loro, cercano con lo sguardo Oksana.)
Coro I - Coro II
Dacci una cucchiaiata di kasha, aggiungici del salame! Ma Oksana dov’è? Non vuole stare con noi? Poltrisce ancora a letto, oppure si sta ancora facendo bella?

(Riprendono a cantare le koljadki vicino a un’altra casa.)

Rondine, rondinella è arrivata alla nostra finestra. Apri la finestra, cara padrona, dacci due salami, due pani, una cucchiaiata di kasha, e ancora del salame.Toc toc...
Coro III
È cresciuto vicino allo steccato un bel viburno... Notte quieta, porta buona salute ai buoni...
Coro I - Coro II
Ma più bella di quel viburno è la fanciulla Arina...
Coro III
E ai malati un morbido cuscino...
Coro I - II - III
La fanciulla Arina aspettava degli ospiti, ha versato del vino nelle brocche, ma si è addormentata. Ai piccoli, i regalini, ai vecchi, i bicchierini. Per adornare le icone porta i fiori. Buona sera!...

[14. Scena e Canzone (con il Coro) degli stivaletti]

Due ragazzi portano in slitta Oksana seduta accanto a un’altra ragazza, Odarka, fermandosi fra la gente.
Coro
Come mai, Oksana, sei in ritardo? Perché ci hai messo così tanto a farti bella?
Oksana
Avete mai saputo, ragazzi, chi è stato poco fa a suonare il violino, nonostante il gelo, sotto la mia finestra fino alle lacrime? Gli sono saltate le corde, la sua voce è diventata rauca, le sue dita si muovevano a malapena.
Coro
- Forse, sei stato tu?... - No, io non sono stato...

(Entra Vakula,si ferma in mezzo alla strada, butta per terra due sacchi e si mette il terzo sulla spalla. Guarda ammirato Oksana.)
Oksana
(accorgendosi della presenza di Vakula)
Avete mai saputo, ragazzi, di quel ragazzone che si è intrufolato nella casa della ragazza? C’è entrato senza esser stato chiamato, non solo, ha buttato fuori di casa a pugni il padre della ragazza.

(Oksana scende dalla slitta, che viene portata via. Fissa gli stivaletti di Odarka con manifesta ammirazione. Vakula si fa più vicino.)
Coro
Una tale cosa non si è mai vista, non si è mai sentita, ma una calunnia sarebbe un peccato. Si vede che quando uno si innamora, nella sua testa c’è una grande confusione! Uno conciato così fa solo ridere.
Oksana
Odarka, oh, quanto sono meravigliosi i tuoi stivaletti resi ancor più belli dai decori. Sono pure nuovi! Sei proprio fortunata, Odarka! Hai una personcina che ti compra le cose giuste! Io invece non ho nessuno che mi procuri delle cose così belle.
Vakula
Non essere triste, mia bella. Io ti troverò degli stivaletti tali che non tutte le fanciulle possono avere, quelli di Kazan’, colorati.
Oksana
Tu me li troverai? Voglio proprio vedere come farai. A meno che non mi porti degli stivaletti uguali a quelli della zarina!
Coro
Avete sentito che stivaletti vuole la ragazza orgogliosa?
Oksana
Proprio quelli! Voi mi sarete testimoni! Se il fabbro Vakula mi troverà questi stivaletti... che porta la zarina in persona, vi do la mia parola, lo sposerò all’istante, proprio così!
Coro
Adesso, su, andiamo, Oksana capricciosa, andiamo...
Oksana
Ma dove? Non mi va di cantare le koljadki. Andiamo a giocare con le palle di neve, venga chi vuole.

(Corre in fondo al palco, la seguono ridendo le ragazze e i ragazzi.)
Vakula
Ridi pure! Anche a me viene da ridere di me stesso. Dov’è il mio senno?

(Diventa pensieroso.)

Ma cosa c’è in lei, in Oksana? Pensa solo a farsi bella, e a prendere in giro... Ci sarà un’altra come lei in tutto il mondo?
Coro
La palla vola! Attenta, Oksana.
Oksana
Sei bravo a lanciare, ma mi hai mancata...
Coro
Al diavolo, sono affondato, sono caduto. Al diavolo, collina maledetta. È rimasto affondato nel cumulo di neve...

(Tutti ridono fragorosamente.)
Vakula
Senti come ride, la sua voce risuona alta come una campanellina! Nella mia testa tutto si annebbia, il cuore si spezza! Se fossi un ubriacone, mi sarei rifugiato nella bettola! Lei sta venendo qua, di nuovo, i suoi occhi brillano, sembra una zarina. Aspetta, non avvicinarti, ammaliatrice! Lasciami scappare...

(Tutti fanno ritorno al proscenio.)
Oksana
(guardando maliziosamente Vakula)
Gli stivaletti non sono grandi, un passo a destra, uno a sinistra, e qua e là... Gli stivaletti non sono grandi, lasciano le orme sulla neve: una a destra, l’altra a sinistra, e qua e là!
Coro
Una a destra, l’altra a sinistra, e qua e là...
Oksana
Non andare oltre i pagliai, non entrare nelle case altrui, non cercare il tuo destino inseguendo le orme!
Coro
Non andare, non cercare il tuo destino inseguendo le orme!
Oksana
Il destino segue la propria legge! Destino mio, mio destino!

(Vede Vakula e si ferma di fronte a lui.)

[15. Finale]
Oksana
Ah, Vakula, sei di nuovo qui. Sei stato premiato bene per le koljadki? Ma guarda, quanto è piccolo il sacco! E gli stivaletti? Se mi procuri gli stivaletti della zarina, ti sposerò!
Vakula
Oh, Signore!
Coro
Lascialo in pace, Oksana! Basta tormentarlo! Lui, non è più lui!
Vakula
No! Non ne posso più, non ho più forza, non ho la forza di respirare. Oh, Signore! No, non ne posso più, mi si stringe il cuore. Signore, non permettere di far soffrire il nemico quanto ho sofferto io. Il suo sorriso, la sua voce, lo sguardo, mi bruciano e feriscono la mia anima e il mio cuore. Addio, Vakula è ormai più di là che di qua. Ragazzi, vi prego di piangere la mia fine peccaminosa.
Oksana
No, lui non se ne andrà, non mi dimenticherà! Come può accadere una cosa simile?
Vakula
Mi è più semplice rovinare la mia anima che soffrire e amare così!
Oksana
No, non è possibile... Se lui è stato capace di innamorarsi... potrà mai smettere di amarmi?
Coro I
Sei impazzito, è peccato, Vakula, ora basta, Oksana sta scherzando, non fa che ridere, tu cadi nel peccato se ti lamenti,
Coro II
Sei impazzito, è peccato, Vakula, ora basta, Oksana sta scherzando, non fa che ridere, povero ragazzo, non va bene rammaricarsi così tanto, qui non c’è nessuna offesa amara,
Oksana
No! Non è possibile!
Coro I - Coro II
Stai proprio a cuore alle ragazze, tu. Per questo non devi morire.
Vakula
Addio anche a te, addio per sempre, Oksana! Tu non mi piangerai, rimani con Dio. Non piangere, dai il tuo amore ad altri, confondili.
Oksana
No, lui non se ne andrà, non potrà dimenticarmi, non può succedere una cosa simile! Sta semplicemente facendo discorsi insensati.
Vakula
Qualsiasi cosa accada per me è lo stesso, dai il tuo amore ad altri, per me è lo stesso, addio, noi non ci rivedremo mai più!
Oksana
Se lui è stato capace di innamorarsi, potrà mai smettere di amarmi?
Vakula
Fratelli, andate in chiesa al posto mio per piangere la mia fine peccaminosa.
Coro
Vakula, che cos’hai? Questo è peccato! Sei impazzito, che il Signore sia con te!
Vakula
Rimane più semplice per me rovinare la mia anima che soffrire così tanto amando...
Coro
Oksana sta scherzando, lei ci ride sopra.
Vakula
Non posso che soffrire così tanto amandola. Addio, Oksana, addio per sempre!

(Si allontana.)
Coro
È peccato,Vakula...

(Il coro delle donne si ritira.)
Oksana
Si prepara a morire, pensa alla morte, a Dio... invece, se guardiamo questi sacchi che ha lasciato lui per strada... è riuscito a guadagnare tantissimo con le koljadki.
Coro
(tastando i sacchi)
Difficile da credere, ma qui si tratta di maiali vivi!
Oksana
Ci saranno davvero?
Coro
Chiamate altra gente per vedere cosa c’è dentro! Ehi, voi, ragazze e ragazzi! Che cosa c’è? Venite qua, ragazzi, presto! Più svelti, sciogliete i sacchi, vediamo cosa c’è dentro! Qualcosa da mangiare? Più alla svelta!

(Dai sacchi slegati escono Golova , Čub e il Maestro di scuola. Tutti restano di stucco. Golova esce con contegno. Il Maestro getta uno sguardo terrorizzato e corre via.)

Čub! Il maestro di scuola e Pan Golova in persona!
Oksana
Padre mio, sei tu?

(Čub si fa avanti.)
Čub
Vi ho fatto uno bello scherzo!

(Tutti ridono.)

[Intermezzo]

ATTO TERZO

Quadro I

[16. Coro delle Sirene]

La riva del fiume. Paesaggio invernale. Un mulino. Alcune Sirene ricoperte di ghiaccio escono dal fiume gelato, le loro ombre appaiono sul palco. Tutto è illuminato dalla luna.
Sirene
Fa buio, troppo buio, stiamo al buio come se fossimo rinchiuse in prigione. La luna è alta sopra il fiume, ma rosseggia appena. Nel cielo naviga una nuvoletta, ma biancheggia appena... Ah, fa buio, troppo buio!
Spirito del bosco
Perché vi lamentate? Perché disturbate lo spirito del bosco?
Coro
Fa freddo, troppo freddo! Come se stessimo sdraiate in bare ghiacciate. Il rumore del vento notturno si sente appena, niente rumoreggia nella palude vicino al fiume. Ah, fa freddo, troppo freddo!
Spirito del bosco
Smettetela di piagnucolare. Volete che lo spirito del bosco venga a trovarvi?
Coro
Spàccati, spàccati, ghiaccio blu! Nel brillare gioioso dei raggi dorati.
Spirito del bosco
Perché piangete, state forse scherzando? Perché bussate nel ghiaccio?
Coro
Noi, come pesciolini nel fiume, cominceremo a palpitare... Attraverso la nebbia appariremo ai pescatori!
Spirito del bosco
Vicino alla riva c’è acqua non ghiacciata, ci sta passando un ragazzo!
Coro
Spàccati, ghiaccio blu, spàccati, ghiaccio blu!
Spirito del bosco
Il ragazzo non si regge in piedi, sembra che si prepari per venire a trovarvi. Fa buio, fa freddo come in bare ghiacciate!

[17. Scena]

Entra Vakula col sacco in spalla.
Vakula
Dove sono finito? Al fiume?
Eco
Fiume...
Vakula
Lo spirito maligno mi spinge a commettere peccato... Se almeno cantasse il gallo!

(Ascolta.)
Eco
Gallo...

[17a. Canto di Vakula]
Vakula
Chissà se il tuo cuore sente, ragazza, il dolore atroce, il mio dolore? Chissà se vedi, almeno nel sonno, colombella mia, le mie sofferenze, quanto io soffro, come se bruciassi nelle fiamme. Non ne posso più, anima mia, sarai rovinata! Anima mia, Oksana, addio! Un vecchio musico canterà una canzone triste, la porterà per tutta l’Ucraina natìa, racconterà quanto ardente era il mio amore per te, racconterà come ho rovinato la mia anima per il mio amore... Anima mia, Oksana, addio! Vado dove mi porta lo sguardo, sarò felice se nel fiume finirò...

(Mette per terra il sacco, ne esce fuori Bes.)

[17b. Sèguito della Scena]
Bes
(saltando in groppa a Vakula)
Adesso sei mio, non ti lascerò mai più... Finirai dalle ondine nel fiume, fabbro maledetto. Oppure se vuoi, puoi vendermi la tua anima, così avrai Oksana.
Vakula
Ci sto, te la darò...
Bes
Allora giura, firma con il sangue!
Vakula
Aspetta! Devo prendere il chiodo dalla tasca.

(Finge di prendere il chiodo, afferra Bes per la coda e lo scaraventa a terra.)

Adesso ti ho preso!
Bes
Basta con gli scherzi! Lasciami...
Vakula
No, aspetta, adesso ti faccio vedere io, basta prendersi gioco della gente!
Bes
Pietà! Pietà!
Vakula
Adesso strilli, maledetto!
Bes
Farò per te qualsiasi cosa! Chiedimi tutto quello che vuoi. Ti farò avere perfino Oksana! Tutto, tutto quello che vuoi tu!
Vakula
Infedele maledetto! Comunque, va bene, adesso portami dalla zarina!
Bes
Dalla zarina, così sia, sali sulle mie spalle.
Vakula
Adesso via!

(Bes e Vakula salgono in cielo.)
Bes
Reggiti!

Quadro II

[18. Scena]

Una sala del palazzo simile a una sala di ricevimento. Vakula entra volando in groppa al diavolo, balza a terra.
Bes
Siamo arrivati.
Vakula
Dove sono? Non sto sognando?
Bes
(nascondendosi dietro il camino)
Sei nel palazzo!

(Vakula si guarda intorno, entrano i cosacchi, anche loro si guardano intorno.)
Vakula
Buonasera!
Un vecchio cosacco
E tu chi sei?
Vakula
Sono il fabbro Vakula, un vostro compaesano. Non mi avete riconosciuto?
Cosacco
Parleremo domani, adesso la zarina ci aspetta al banchetto.
Vakula
La zarina? Potreste essere così gentili da prendermi con voi!
Cosacco
Te? No, non è possibile. Noi, fratello, parleremo con la zarina delle faccende nostre, no, non si può...
Vakula
Prendetemi con voi. Diavolo, chiedilo tu!

(Bes si affaccia dal camino.)
Bes
Perché non lo dovreste prendere con voi, può essere sempre utile!...
Cosacco
Voi cosa ne pensate?

(Entra una guardia.)
Coro
Perché no, può sempre rimanere utile!
Una guardia
Il Serenissimo ha ordinato di accompagnarvi nella sala grande, prego! Sua Eccellenza ha ordinato di donarvi per il viaggio dei caffettani verdi, delle fusciacche colorate e delle monete d’argento a tutti.
Vakula
Ringraziate, cosacchi.
Cosacchi
Grazie, grazie.

(I cosacchi se ne vanno. La scena rimane vuota per qualche attimo, poi cambia all’improvviso.)

Quadro III

Il ricevimento.

[19. Polacca]

Salone di palazzo con colonne, lampadari e candelabri. Folla di invitati e cortigiani nei costumi del tempo. Danzano in coppia al ritmo di una polacca. I cosacchi, Vakula con loro, si mettono sotto le colonne. Si avvicina un cerimoniere.
Vakula
Sarò capitato in paradiso! Oppure questa meraviglia è un sogno?
Il cerimoniere
(avvicinandosi ai cosacchi)
Siete tutti qua?
Cosacchi
Sì, ci siamo tutti, padre.
Cerimoniere
Allora non scordate di rivolgervi al Serenissimo in modo esatto come vi ho insegnato io.
Cosacchi
No, non ci scorderemo, padre.

(Si aprono le porte sulla sinistra. – Fa il suo ingresso il Serenissimo accompagnato da cortigiani, dame e cavalieri. Una sentinella dinanzi alla porta si mette sull’attenti. Gli ospiti e i cavalieri portano il cappello al petto e fanno un profondo inchino, le dame fanno la riverenza.)
Cerimoniere
Ecco, è lui che arriva, quando vi farò un cenno, potrete avvicinarvi e io vi presenterò.
Serenissimo
Sua Maestà ha ordinato di proclamare la fuga del nemico e la resa delle fortezze!
Cortigiani
Urrà! Evviva la zarina! Che suonino le corde, che canti la zampogna, ecco che colei si avvicina al trono; i vestiti porporini tramutano la saggezza in forza e in legge. La gloria dei tuoi giorni, zarina, sarà immortalata dal canto della lira. Le montagne, le steppe e i boschi, il rumore di tutti i sette mari echeggiano insieme alle canzoni che glorificano i tuoi eroi. Gloria alla saggia zarina, gloria per sempre! L’universo non dorme, l’occidente guarda attento l’oriente, il nord ascolta attentamente il sud, la pace desiderata non è lontana! Prendi il ramo della palma, zarina, poggia la corona d’alloro ai piedi, gloria a te, saggia, gloria per sempre!

(Dalla fortezza si odono festosi colpi di cannone.)

Saranno tramandate ai nipoti le nostre fatiche e le nostre gloriose prove di coraggio, ma le tue opere saranno annoverate dai posteri tra le opere divine; gloria a te nei secoli dei secoli! Gloria! Urrà!

[20. Stornelli del Serenissimo]

I camerieri reggono vassoi con coppe colme di frutta e confetti. Il Principe si rivolge a quelli più vicini a lui. Gli altri pian piano si avvicinano e ascoltano attentamente.
Serenissimo
Prima che si dia inizio ai balli, permettetemi, amici, di declamarvi un’ode o, semplicemente, il frutto dello zelo poetico di questo poeta.

(Il poeta fa un inchino e porge al principe un foglio piegato.)

Canterà la gloria dell’atto eroico dell’esercito russo a voi appena annunciato.

(Il poeta di nuovo fa un inchino.)

Anche se è ancora lontano dalla perfezione, come la maestria di Derzavin che strimpella le corde della lira dorata, a me piace il ritmo delle strofe panegiriche! Adesso ve le leggerò!
Cortigiani
Evviva! Vostra Eccellenza, principe, leggete, siamo ansiosi di sentire!
Serenissimo
La voce altisonante della gloria ha annunciato a Pietroburgo la nuova resa dei conti degli eroi russi contro il nemico. Appena si è sentito il richiamo della battaglia, seguendo il destino, la voce della gloria ha ricoperto le coste lontane del Mar Nero. Oh, quanto è felice la nostra sorte! Nelle battaglie siamo noi i primi, e la gloria ci indica il dito della Minerva russa!
Cortigiani
Oh,quanto è felice la nostra sorte! Nelle battaglie siamo noi i primi, e la gloria ci indica il dito della Minerva russa!
Serenissimo
Non ci sono ostacoli per il nostro esercito, se lo conduce contro il nemico il capo coraggioso e rispettato da tutti. Popolo russo, gioisci dalle rive della Neva fino al paese di Altaj, abbiamo tra noi i militi di Cesmen e dei paesi di Oltre Dunaj. Oh,quanto è felice la nostra sorte! Nelle battaglie siamo noi i primi, e la gloria ci indica il dito della Minerva russa!
Coro
Oh, quanto è felice la nostra sorte! Nelle battaglie siamo noi i primi, e la gloria ci indica il dito della Minerva russa!

[21. Minuetto e Scena]

Chiasso, scambio di auguri. Quando si fa silenzio, il cerimoniere fa cenno ai cosacchi di avvicinarsi al Serenissimo. I cosacchi si avvicinano. Sullo sfondo si danza il minuetto.
Serenissimo
È andato bene il vostro viaggio?
Cosacchi
Grazie, signore!
Serenissimo
Quanto alla vostra richiesta, presto ci sarà una risposta.

(Fa per allontanarsi. I cosacchi si guardano tra loro e si danno gomitate. Uno di essi spinge avanti Vakula e gli sussurra: «Cavaci d’impaccio, compaesano!».)
Vakula
(facendo un inchino)
Serenissimo!
Serenissimo
Che cosa vuoi?
Vakula
Oso chiedere se la zarina porta le scarpette d’oro o d’argento. Credo non ce ne siano altre simili a queste in tutto il mondo! Sua Eccellenza, se solo la mia fidanzata potesse mettersi ai piedi queste scarpette!

(Ridono tutti. Sorride anche il Principe.)
Serenissimo
Àlzati!

(Dice qualcosa all’orecchio di uno dei cortigiani, quest’ultimo esce dalla sala.)

Ho sentito dire che da voi, nella Sec, non si sposa nessuno!
Cosacchi
Ma come no! Non siamo monaci, per carità, Signore!

(Su un vassoio d’argento portano delle scarpine dorate con alti tacchetti rossi. Il Principe fa un cenno affinché le scarpette siano date a Vakula.)
Serenissimo
Che il Signore dia la possibilità a tutte le spose in Ucraina di portare simili scarpette.

(Il Principe se ne va.)
Vakula
Oh, Signore! Quale decoro! Se son così le scarpe, come devono essere i piedi che li portano? Saranno sicuramente fatti di puro zucchero.

(Tutti ridono.)
Serenissimo
Mi sta a cuore questa semplicità. Lasciateci divertire qui. Chiedete a qualcuno, alla principessa Miroslava oppure alla cara Te m i r a di ballare un ballo russo, così loro vi balleranno il kasacok.

[22. Danza russa]

[22a. Danza del Cosacco]
Cerimoniere
Sta per iniziare nel teatro di famiglia della zarina una commedia con le canzonette... “Lo zarevic Chlor ovvero la rosa senza spine.” Prego, accomodatevi se volete ascoltare quest’opera.

(La sala si svuota lentamente. Rimane soltanto Vakula che avvolge in un fazzoletto le scarpine. Compare il diavolo.)

[23. Scena]
Bes
Finché il gallo non abbia cantato tre volte, affrèttati!
Vakula
Sei tu, maledetto! Come osi? Se ti vedono qui ti faranno sentire il bastone.
Bes
Nessuno se ne accorgerà. Ho buttato polvere negli occhi a tutti. Sali! Vola da Oksana!
Vakula
Aspetta, diavolo. Non si potrebbe portare con noi in viaggio il regalo di Sua Eccellenza?
Bes
(indicando il fagotto)
Ci ho già pensato io a prenderlo!
Vakula
(sedento a cavalcioni in groppa al diavolo)
Mi sembra di sognare!
Vakula - Bes
Via! Voliamo da Oksana!...

ATTO QUARTO

[24. Duetto di Solocha e Oksana]

Una chiara e soleggiata giornata d’inverno. Una piazzetta. Il campanile di una chiesa. Al centro della scena, due colonne con architrave, alla quale sono appese due campane. Sullo sfondo si scorgono i tetti del villaggio di Dikan’ka e una strada vicina. Il popolo si affolla sul sagrato. Sulle scale della chiesa stanno seduti suonatori di liuto e mendicanti ciechi. In primo piano, la bottega di Vakula. Solocha siede sull’uscio, si batte il petto e si lamenta. Oksana è vicino a lei.
Solocha
Qualcuno dice che si è buttato nel fiume! Altri dicono che si è impiccato! Bambino mio, mela dorata, mela dorata, mela dolce zuccherata! Dove sei rotolata via, mia piccola mela? Mio sole, dove sei tramontato? Mio figlio, mio caro figlio! Anima mia!
Oksana
Il giorno non mi sembra giorno, la festa non mi sembra una festa, la gioia non la sento più! Come se avessi bevuto del veleno che mi stringe il cuore. Non ho chiuso occhio per tutta la notte, non riuscivo a dormire, ero agitata. Il mio cuore ardeva, come se avessi amato solo lui per tutta la vita! Come se avessi aspettato solo lui per tutta la mia vita! Oh, Solocha, mia Solocha!
Solocha
Oh,mio bambino, piccola mela dorata, mela dolce, zuccherata!
Oksana
Oh, Solocha, mia cara Solocha!
Solocha
Dove sei rotolata, mia piccola mela?
Oksana
Se solo avessi saputo... Quanto sto male!
Solocha
Mio sole, dove sei tramontato? Figlio mio!
Oksana
Che dolore, non conosco più la gioia.
Solocha
Mio caro figlio! Anima mia!
Oksana
Come se avessi bevuto del veleno, il cuore mi si stringe nel petto.
Solocha
Figlio mio! Aquila bella, anima mia.
Oksana
Oh, Solocha, mia cara...
Solocha
Figlio mio! Aquila bella, anima mia!
Oksana - Solocha
Solocha mia, consolami tu! Figlio mio! Aquila bella, anima mia!

[25. Finale]

(Suonano le campane, la gente torna a casa dopo la messa.)
Donne
Vi invitiamo a casa nostra, ci saranno i vareniki, ci saranno i galuski, ci saranno i vatruski, ci sarà di tutto, vi invitiamo a casa nostra!
Oksana
(con amarezza)
Non mi chiamate, ragazze, io non vado da nessuna parte!
Coro
Perché sei così orgogliosa, ragazza?
Oksana
Non vado da nessuna parte.
Uomini
Salute a te, Oksana!
Oksana
Salute anche a voi!
Coro
Come mai sei così triste, perché tieni basso lo sguardo?
Oksana
La festa non è stata allegra per me!
Coro
Sembra che tu abbia pianto tanto, forse ti hanno promessa in sposa a qualcuno che non ami. Perché non dici niente? Di’ una parolina, ragazza, apri il tuo cuore! Sposa chi ti sta a cuore...
Oksana
C’era un’aquila, ma mi è volata via, e non riuscirò mai più a prenderla!
Coro
Se ti è volata via un’aquila, prendi in mano un piccolo colombo!
Oksana
Smettetela, ragazzi!
Coro
Non ti arrabbiare, ragazza bella! Che rimanga tutto così, come prima.
Oksana
Ho fatto arrabbiare l’amato, e sono stata la sua fine!

(Piange e se ne va. I ragazzi la seguono con lo sguardo, poi scuotono la testa.)
Coro
Chi vuol bere del miele, venga con noi dall’ebrea! L’ebrea ha le sopracciglia nere, alte come i ferri di cavallo. Su, andiamo nella bettola, lì potremo allentare i cordoni della borsa. La padrona della bettola ha acceso il lume, ha riscaldato la casa, ha apparecchiato la tavola, l’ebrea è ricca! Ha del miele, dell’acquavite, della birra... Su, andiamo nella bettola, lì potremo allentare i cordoni della borsa. Si chiede e si beve, c’è anche del salame, basta non risparmiare i soldi! Il miele, l’acquavite, la birra, si chieda e si beva a volontà! Su, tutti insieme nella bettola per bere del miele e della birra! Ha la tavola apparecchiata, tutti nella bettola! Su,chi vuole del miele, andiamo dall’ebrea. Andiamo dall’ebrea, ha le sopracciglia nere, alte come i ferri di cavallo! Andiamo nella bettola, lì potremo allentare i cordoni delle borse, tutti nella bettola!

(Entrano Čub, Golova e Panas.)
Čub
Dove andate, ragazzi? Questo è peccato! Venite da me, vi prego! Io ho di tutto: ho la gorilka e i pirogi, ho il lardo e il salame, mi hanno portato anche della birra dalla birreria. Come vi è venuto in mente di andare nella bettola? E Oksana dov’è? Io le avevo detto di invitarvi a casa nostra. Che ragazza sventata! Che le prendesse un accidente! Pan Golova, Panas! Venite da me!
Golova
Ci saremo.
Panas
La strada la conosciamo bene.
Coro
Siamo grati anche noi. Ma ci arrangeremo. Andremo nella bettola!

(Entra Vakula.)

Vakula, sei tu? Sei proprio tu? È veramente lui? Tutti qua! Ragazzi, è Vakula, è lui in persona! Ma dove sei stato? Dove diavolo sei stato?

(Si alza anche Solocha.)

Non sei né annegato né ti sei impiccato!
Solocha
È vivo! Grazie a Dio! E io, stupida, ho pianto, mi sono lamentata! Piangevo la tua morte, mi struggevo dal dolore!

(Vakula saluta, abbraccia e bacia i ragazzi.)
Vakula
Salve, ragazzi! Dove sono stato, ve lo racconto dopo.
Coro
Nella bettola! Allenteremo le borse!
Čub
Beh, ragazzi, vi aspetto tutti a casa mia, la tavola è già pronta!
Vakula
Io volevo, vostra grazia, volevo... farvi gli auguri per la festa!
Čub
Tu a me?
Vakula
A te, padre! Non ti arrabbiare il giorno della festa di Gesù, sii pietoso!

(Prende i regali e li mette ai piedi di Čub, poi si inginocchia.)

Accettali assieme alla mia testa pentita, ecco il colbacco, i guanti, ecco la cintura ed eccoti la frusta. Se non ti ho accontentato, picchiami, padre, a tuo piacere. Mi pento in tutto di fronte a te, in tutto, è stata colpa mia!

(Si guarda intorno orgoglioso.)
Čub
Adesso basta, àlzati in piedi! Dimentichiamo quello che c’è stato tra noi! Ti perdono! Che sia così... Ma cosa vuoi?
Vakula
Padre, dammi in sposa la tua Oksana!
Coro
Guardate il fabbro! È un bravo ragazzo!
Vakula
Čub, dammi in sposa Oksana il prima possibile!
Coro
Čub, verremo da te tutti quanti!

(Entra Oksana.)
Čub
Che sia così. Vengano i cerimonieri.
Vakula
Guarda che scarpette ti ho portato! Le scarpette che porta la zarina stessa!
Oksana
Non le voglio, non mi servono... Anche senza queste...
Čub
Perché non taci, sciocca? Si capisce che sei felice! Beh, l’avevo notato! Adesso avvicìnati. E datevi un bacio con la mia benedizione! Vi sposeremo, così vivrete in amore e in prosperità. Ehi, musici, cosa fate lì seduti? Ehi, cantanti, venite qua e glorificate lo sposo e la sposa!
Coro
Guardate il fabbro Vakula! È un bravo ragazzo!

(Si avvicinano i cantanti. Solocha si accosta a loro.)

Non soffiate, venti forti, nel bosco folto, soffiate, venti cari, per la strada che segue la nostra ragazza.
Oksana - Solocha - Vakula - Čub
Sciogliete la treccia, la treccia cadrà lunga fino alla vita come la rugiada cade sulla terra, sul prato verde. Si sentono i cavalli nitrire lontano. Il nemico si faccia da parte per non essere travolto. Ecco che stanno portando la sposa dagli occhi limpidi! Àlzati, buon giorno, buon giorno allo sposo e alla sposa... Buon giorno a tutta la brava gente, ai villici e ai forestieri, buon giorno...

Fine dell'opera

(Traduzione italiana di Irina Dvizova)


(1) Testo tratto dal programma di sala del Teatro alla Scala,
Milano, Teatro alla Scala, 26 settembre 2005

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Ultimo aggiornamento 15 maggio 2015
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