Glossario



Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra, op. 33

Musica: Petr Ilic Cajkovskij
  1. Thema. Moderato assai quasi Andante (la maggiore). Moderato semplice
  2. Variazione I. Tempo del Thema
  3. Variazione II. Tempo del Thema
  4. Variazione III. Andante
  5. Variazione IV. Allegro vivo
  6. Variazione V. Andante grazioso
  7. Variazione VI. Allegro moderato
  8. Variazione VII. Andante sostenuto
  9. Variazione VIII e Coda. Allegro moderato con anima
Organico: violoncello solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, archi
Composizione: dicembre 1876
Prima esecuzione: Mosca, Società Musicale Russa, 30 novembre 1877
Edizione: Jurgenson, Mosca, 1889
Dedica: Wilhelm Fitzenhagen

Guida all'ascolto (nota 1)

Le Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra furono scritte nel 1876, qualche mese prima della Quarta sinfonia e dell'Evgenij Onegin, l'opera che avrebbe dato larga fama a Cajkovskij per la ricchezza e la varietà dell'invenzione melodica, oltre che per la penetrante caratterizzazione dei personaggi. Il musicista compose le Variazioni pensando ad un eccellente violoncellista il Fitzenhagen, il quale dal 1870 era "Konzertmeister" della Società musicale imperiale russa e stimato professore nel Conservatorio di Mosca. Costui era un personaggio introverso e di poche parole e probabilmente anche per una certa affinità psicologica aveva incontrato le simpatie di Cajkovskij, che gli dedicò questo brano di notevole impegno virtuosistico. Si tratta di una composizione ispirata alla poetica del Settecento e in primo luogo all'esempio mozartiano, della cui musica l'autore fu un fedele e appassionato ammiratore. L'opera inizia con una introduzione orchestrale dove si dispiega la perspicace abilità e il raffinato senso strumentale del musicista; dopo il pizzicato degli archi nel dialogo con i legni si ode la romantica melodia del corno che conduce al tema delle variazioni. Interviene la frase, intonata ad un fraseggio morbido e suadente, del violoncello da cui si dipanano le sette variazioni, intercalate da interludi orchestrali e da cadenze. Cantilene fresche e gioiose dalle pastose sonorità, si alternano a momenti elegiaci e malinconici, con passaggi di bravura che coinvolgono il solista e l'orchestra, destando l'interesse dell'ascoltatore sia per la brillante scrittura del violoncello e sia per l'amabile linguaggio della strumentazione. In ciò risiede l'interesse specifico per questo brano evasivo e fantasioso, in cui non manca certamente il gioco della contaminazione e del rifacimento dello stile altrui, a livello di elegante e piacevole elaborazione orchestrale del tutto personale. Per una curiosa coincidenza, le Variazioni su un tema rococò furono terminate un paio di giorni prima che entrasse nella tormentata vita di Cajkovskij un personaggio per lui molto importante: la signora Nadezda Filaretovna von Meck, con cui il musicista intrecciò fino all'autunno del 1890 un amore invisibile e idealizzato, senza mai incontrare personalmente la munifica e ardente sostenitrice della sua arte.



(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 21 novembre 1984

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Ultimo aggiornamento 24 aprile 2012
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