Glossario
Guida all'ascolto



Médée

Opera in tre atti

Testo del libretto

[Ouverture]
ATTO PRIMO
La scena rappresenta una galleria nel palazzo di Creonte
Scena I
Dirce e ancelle di Dirce
[Insieme: Ancelle di Dirce, Dirce, e Coro]
PRIMA ANCELLA
(a Dirce)
Quoi? Lorsque tout s’empresse à remplir vos
souhaits,
Vous conservez encor cette sombre tristesse?
De nos coeurs attendris partagez l’allégresse:
Le Ciel va vous combler de ses plus doux bienfaits.
Che? Nel momento in cui tutti si affrettano a
farvi gli auguri,
voi mantenete questa tenebrosa tristezza?
Dei nostri cuori inteneriti partecipate all’allegria:
il cielo vi colmerà dei suoi più dolci benefici.
SECONDA ANCELLA
Demain, quand la brillante aurore
A ces heureux climats annoncera le jour,
L’hymen présenté par l’amour
Rangera sous vos loi l’amant qui vous adore.
Domani, quando la brillante aurora
in questi dolci climi annuncerà il giorno,
l’Imeneo, presentato dall’amore,
porterà sotto la vostra legge l’amante che vi adora.
CORO
Quoi? Lorsque tout s’empresse à remplir vos
souhaits,
Vous conservez encor cette sombre tristesse?
De nos coeurs attendris partagez l’allégresse:
Le Ciel va vous combler de ses plus doux bienfaits.
Che? Nel momento in cui tutti si affrettano a
farvi gli auguri,
voi mantenete questo tenebrosa tristezza?
Dei nostri cuori inteneriti partecipate all’allegria:
il cielo vi colmerà dei suoi più dolci benefici.
DIRCE
Quoi? Lorsque tout s’empresse à remplir vos souhaits,
Vous conservez encor cette sombre tristesse?
De nos coeurs attendris partagez l’allégresse:
Le Ciel va vous combler de ses plus doux bienfaits.
Ahimè! lo confesso! L’avvenire mi spaventa;
invano gli dei mi offrono i loro favori più cari.
Al mio sguardo tormentato l’Imeneo non si presenta
che sotto i colori più tristi.
PRIMA ANCELLA
Chassez au loin ce funeste présage
Sans trouble, sans effroi, livrez-vous à l’amour:
Tous ces pressentimens ne sont qu’un vain
nuage
Qui ne peut obscurcir l’éclat d’un si beau jour.
Cacciate via questi funesti presagi.
Senta tormento, senza paura, lasciatevi trasportare
dell’amore:
tutti questi presentimenti non sono che una vaga nube
che non può oscurare lo splendore di un giorno così bello.
DIRCE
Jason me dit qu’il m’aime et me sera fidèle
Et cependant Médée avoit reçu sa foi:
S’il a pu la quitter pour moi ne peut-il pas
Un jour m’abandonner comme elle...
Giasone mi dice che m’ama e che mi sarà fedele,
ma anche Medea aveva ricevuto la sua fede:
Se egli ha potuto lasciarla per me non potrebbe
un giorno abbandonarmi come lei…
SECONDA ANCELLA
Jason s’est dégagé d’un hymen odieux;
Il fut contraint de fuir une Épouse inhumaine,
Mais aujourd’hui que la vertu l’enchaîne,
Rien ne peut plus briser vos noeuds.
Giasone è stato costretto ad un imeneo odioso;
egli fu costretto a fuggire da una sposa inumana,
ma oggi che è ammantato di virtù
nulla potrà rompere il vostro nodo.
CORO
Chassez au loin ce funeste présage;
Du plus charmant des dieux vos voeux sont écoutés.
Bientôt le tendre hymen effacera l’image
Des malheurs que vous redoutez...
Cacciate via questi funesti presagi;
dal più affascinante degli dei i vostri voti sono ascoltati.
Ben presto il tenero Imeneo cancellerà l’immagine
delle disgrazie che temete…
DIRCE
Je cède à ta voix consolante,
Douce amitié, tu soulages mon coeur!
Et toi qui me promets un destin enchanteur,
Amour, ne trompe pas mon âme confiante.
Cedo alla tua voce consolante,
dolce amicizia, tu sollevi il mio cuore!
E tu che mi prometti un destino incantevole,
Amore, non ingannare la mia anima fiduciosa.
[Aria: Dirce]
Hymen! viens dissiper une vaine frayeur;
La sensible Dircé t’abandonne son âme.
Viens! pénètre mes sens de ta divine flamme!
C’est de toi seul que j’attends le bonheur.
Écarte loin de moi la fatale étrangère
Dont les enchantemens ont séduit un héros!
Que son aspect, que sa colère
Ne trouble point notre repos.
Hymen! viens dissiper une vaine frayeur, etc...
Imeneo! viene a dissipare un vano spavento;
la sensibile Dirce ti affida la sua anima.
Vieni! penetra i miei sensi della tua divina
fiamma!
È solo da te che io aspetto la felicità.
Tieni lontana da me la fatale straniera
i cui incantamenti hanno sedotto un eroe!
Che il suo aspetto, che la sua collera
non turbi il nostro riposo.
Scena II
I precedenti, Creonte, Giasone
CREONTE
(a Giasone, entrando)
Prince, rassurez-vous; son entreprise est vaine.
Mon palais, mes soldats protégeront vos fils:
Innocens des forfaits que leur mère a commis,
Je ne souffrirai point qu’ils en portent la peine.
Principe, rassicuratevi; la sua impresa è vana.
Il mio palazzo, i miei soldati proteggeranno i vostri figli;
Innocente di misfatti che ha commesso la loro madre,
Non tollererò affatto che essi ne portino il peso.
DIRCE
(a Creonte)
Eh! quel trouble, seigneur, alarme vos esprits? Eh! Che tormento, signore, allarma il vostro spirito?
CREONTE
Le fils de Pélias, prompt à venger son père
De Médée en ce jour poursuit les attentats:
Ignorant en quels lieux elle a porté ses pas,
Il voudrait sur ses fils étendre sa colère:
Il les fait demander, et d’un ton menaçant
Il prétend me forcer à répandre leur sang.
I figli di Pelias, pronti a vendicare il loro padre,
oggi cercano di rintracciare Medea per colpirla:
ignorando in quale luogo ella si sia recata,
essi vorrebbero scaricare la loro collera sui suoi figli:
lo richiedono, e con tono minaccioso
pretendono di forzarmi a versar il loro sangue.
GIASONE
Ah! leur sort ne doit plus alarmer ma tendresse,
Si Créon et les dieux protègent leur faiblesse.
Ah! la loro sorte non deve più allarmare la mia tenerezza,
se Creonte e gli dei proteggono la loro debolezza.
CREONTE
Oui, je les défendrai, j’en ai donné ma foi;
Ces murs seront pour eux un temple tutélaire
Punir dans les enfants les forfaits de leur mère,
Est digne d’un tyran, mais indigne d’un roi.
Sì, io li difenderò, ho dato la mia parola;
queste mura saranno per loro un tempio tutelare.
Punire nei figli le malefatte della madre
è degno di un tiranno, ma indegno di un re.
GIASONE
Tandis que de l’hymen on prépare la fête,
Belle Dircé, souffrez que nos guerriers
Vous offrent le tribut de leurs plus beaux lauriers
Et portent à vos pieds le prix de leur conquête.
Intanto che si prepara la festa dell’Imeneo,
bella Dirce, accettate che noi guerrieri
vi offriamo il tributo dei loro allori più belli,
e portino ai vostri piedi il premio delle loro conquiste.
Scena III
Creonte, Dirce, Giasone, ancelle di Dirce, schiere degli Argonauti, donne di Corinto, Soldati, popolo di Corinto.
(Creonte e Dirce si sono seduti sul trono; tutte le schiere passano davanti a loro, e portano in trionfo il Vello d’oro e una immagine del vascello di Argo.)
[Marcia e Insieme]
CORO
(durante la marcia)
Belle Dircé, l’invincible Jason
Porte à vos pieds le prix de sa victoire;
Il vous offre en tribut ses lauriers
Et sa gloire et de Colchos la brillante Toison.
Bella Dirce, l’invincibile Giasone
porta ai vostri piedi il premio della sua vittoria;
egli vi offre in tributo i suoi allori
e la sua gloria e il brillante Vello della Colchide.
DIRCE
Colchos! Colchos! Colchide! Colchide!
SECONDA ANCELLA
Quels que soient les lauriers que dispense Bellone
Les myrthes de Paphos ont cent fois plus d’appas;
C’est des mains de Vénus que le dieu des combats
Reçut sa plus belle couronne.
Quali che siano gli allori che dispensa Bellona
i mirti di Pafo sono cento volte più attraenti;
è per mano di Venere che il dio delle battaglie
riceve la sua corona più bella.
ANCELLE
Belle Dircé, l’invincible Jason
Porte à vos pieds le prix de sa victoire;
Il vous offre en tribut ses lauriers
Et sa gloire et de Colchos la brillante Toison.
Bella Dirce, l’invincibile Giasone
porta ai vostri piedi il premio della sua vittoria;
egli vi offre in tributo i suoi allori
e la sua gloria e il brillante Vello della Colchide.
DIRCE
Colchos!... ô nom fatal! ô funeste présage! Colchide… o nome fatale! o funesto presagio!
GIASONE
Que vois-je? Quel sombre nuage
Obscurcit l’éclat de vos yeux?
Che cosa vedo? Quale nube ombrosa
oscura lo splendore dei vostri occhi?
(a queste parole Dirce scende dal trono, Giasone e Creonte la seguono sul davanti della scena; e il popolo manifesta la propria inquietudine per i timori di Dirce)
CREONTE
Ma fille, un noir chagrin troublerait-il tes voeux?
Ah! tu n’as point de maux que mon coeur ne
partage?
Pourquoi me les cacher? Parle.
Figlia mia, una nera oppressione tormenterebbe
i tuoi voti?
Ah! hai forse qualche pena che il mio cuore ignora?
Perché me la nascondi? Parla?
DIRCE
Ciel! Cielo!
CREONTE
Je le veux. Lo voglio!
DIRCE
Ah! mon père. Ah! seigneur, pardonnez si des larmes
Se mêlant au bonheur que l’hymen me promet.
Mais sans cesse un trouble secret
M’agite et me remplit d’alarmes.
Plus les noeuds de l’hymen ont pour moi de douceurs,
Plus je dois redouter la fortune jalouse.
Le dirai-je, seigneur? Vous avez une épouse,
Et son nom seul inspire la terreur.
Tout l’univers connoit les fureurs de Médée;
Chaque jour, chaque instant m’en retrace
l’idée;
Je crois toujours la voir, l’oeil ardent de courroux.
Venir, le fer en main, réclamer son époux...
Dieux!
Ah! padre mio! Ah! Signore, perdonatemi se delle lacrime
si mescolano alla felicità che l’ Imeneo mi promette.
Ma senza tregua un tormento segreto
ma agita e mi allarma.
Più i nodi dell’Imeneo sono per me dolci,
più devo temere la gelosia della fortuna.
Lo dirò, signore? Voi avete una sposa,
e solo il suo nome ispira terrore.
Tutti conoscono i furori di Medea;
ogni giorno, ogni istante questa idea mi tormenta;
credo sempre di vederla, con lo sguardo fiammeggiante
d’ira.
Venire, con la spada in mano, a reclamare il suo sposo…
Dei!
GIASONE
Ah! ne craignez rien de sa rage impuissante;
En proie à ses remords, infortunée, errante,
Elle expie aujourd’hui tous les maux qu’elle a fait
Et ses malheurs surpassent ses forfaits.
Ah! Non temete nulla della sua rabbia impotente;
in preda ai suoi rimorsi, sfortunata, errante,
ella espia oggi tutti i mali che ha fatto
e le sue disgrazie superano le sua malefatte.
DIRCE
Mais elle est votre épouse; elle est abandonnée. Me ella è vostra sposa; ella è stata abbandonata.
GIASONE
Depuis que j’ai rompu ce fatal hyménée
Dans des désert lointains, elle a porté ses pas,
Et peut-être le ciel, par un juste trépas
A mis fin à sa destinée.
Dopo che io ho rotto questo fatale Imeneo
in deserti lontani ha portato i suoi passi,
e forse il cielo, con una giusta morte,
ha messo fine al suo destino.
DIRCE
Vous connoissez son art; quoique loin de ces
lieux
Un seul jour, un moment peut l’offrir à nos
yeux:
Les élémens, l’enfer sont soumis à ses charmes,
Pour reprendre ses droits, elle va tout tenter.
Son art, sa fureur et ses larmes:
Si je m’unis à vous, j’ai tout à redouter.
Voi conoscete la sua arte; sebbene lontana da
questi luoghi
in un sol giorno, in una solo istante può
mostrarsi ai nostri occhi:
gli elementi, l’inferno è soggetto ai suoi incantesimi,
per rivendicare i suoi diritti, ella può tentare di tutto.
La sua arte, il suo furore, le sue lagrime:
Se io mi unisco voi, ho tutto da temere.
[Aria: Giasone]
GIASONE
Eloigné pour jamais d’une épouse cruelle
Qui fit ma honte et mon malheur,
Je perds le souvenir d’une trop longue erreur,
Et mon destin se renouvelle.
L’hymen fit mon tourment, il fera mon bonheur.
Vos attraits, vos vertus ont su toucher mon coeur
Ils rendront ma chaîne éternelle.
Le fortuné Jason le jure à vos genoux:
Rien ne peut désormais le séparer de vous.
Allontanato per sempre da una sposa crudele
che mi ha procurato onta e infelicità,
io ho dimenticato un troppo lungo errore,
e il mio destino si rinnova.
L’Imeneo fece il mio tormento, farà la mia felicità.
Le vostre attrattive, la vostra virtù ha così toccato
il mio cuore che renderanno queste catene eterne.
Il fortunato Giasone lo giura davanti i vostri ginocchi:
nulla ormai lo potrà separare da voi.

CREONTE
Ah! c’est trop s’occuper d’un présage funeste,
Ma fille, espérons tout de la bonté céleste!
Et laissons à ces dieux qui doivent vous unir
Le soin de dévoiler le douteux avenir..
Ah! è troppo preoccuparsi di un presagio funesto,
figlia mia, confidiamo tutti nella bontà celeste!
E lasciamo a questi dei che vi devono unire
la cura di svelare i dubbi dell’avvenire…
[Insieme: Creonte, Dirce, Giasone, Coro]
CREONTE
Dieux et Déesses tutélaires
Veillez sur mes enfants;
Je vous invoque tous.
Ne rejetez pas mes prières.
Qu’il soient les plus heureux époux
Et je serai le plus heureux des pères.
Dei e dee tutelari
vegliate sui miei figli;
voglio invocare tutti.
Non respingete le mie preghiere.
Che essi siano gli sposi più felici,
e io sarò il più felice dei padri.
TUTTI
Tendre Hymen! Viens serrer les liens les plus doux
Et daigne exaucer nos prières.
Tenero Imeneo! Vieni a stringere i legami più dolci
e degnati di esaudire le nostre preghiere.
GIASONE E DIRCE
Doux Hymen! ta céleste voix
Porte le calme dans mon âme.
Nous ne connoissons que tes lois,
Nous n’éprouverons que ta flamme.
Dolce Imeneo! la tua voce celeste
porta la calma nella mia anima.
Noi non conosciamo che le tue leggi,
noi non proviamo che la tua fiamma.
TUTTI
Doux Hymen! Pénètre deux époux de ta divine
ardeur;
De myrthes immortels, viens tresser leurs couronnes.
L’amour nous promet le bonheur
Mais c’est toi seul qui nous le donnes.
Dolce Imeneo! Ammanta i due sposi del tuo
divino ardore;
di mirti immortali, viene a intessere corone per loro.
L’amore ci promette la felicità
Ma sei tu solo che la dai.
Scena IV
I precedenti, il corifeo.
CORIFEO
(a Creonte)
Seigneur, une étrangère arrive dans ces lieux;
Du temple d’Apollon, elle se dit prêtresse;
Et sur l’hymen de la princesse,
Elle vient révéler les oracles des dieux.
Signore, in questi luoghi è arrivata una straniera;
Si dichiara sacerdotessa del tempio di Apollo;
e sull’Imeneo della principessa
viene a rivelare gli oracoli del Dio.
DIRCE
Ciel! O cielo!
CORIFEO
D’une seule esclave elle marche suivie;
Nous ignorons encor son nom et sa patrie.
Tout en elle est mystérieux.
Un long voile la couvre et la cache à nos yeux
Le peuple l’environne et la suit en silence.
Ella ha al suo seguito una sola schiava;
noi ignoriamo ancora il suo nome e la sua patria.
Tutto in lei è misterioso.
Un lungo velo la copre e l nasconde ai nostri occhi.
Il popolo la circonda e la segue in silenzio.
CREONTE
Conduisez-la vers nous. Conducetela al nostro cospetto.
CORIFEO
Seigneur elle s’avance. Ella sta venendo.
Scena V
I precedenti, Medea coperta da un lungo velo.
MEDEA
(dal fondo e con forte voce)
Voici donc le palais où l’illustre Jason
Étale ses lauriers et l’or de la toison.
Ecco dunque il palazzo dove l’illustre Giasone
mostra i suoi allori e l’oro del Vello.
GIASONE
Juste ciel! quel accens! Giusto cielo! Che accenti!
DIRCE
Ils me glacent de crainte. Mi agghiacciano di paura.
CREONTE
Que vois-je? quel effroi! Che vedo? quale timore!
MEDEA
(fa qualche passo, con tono nobile e calmo)
Peuple et roi de Corinthe
Je ne viens point ici répandre la terreur;
Vous pouvez m’écouter sans trouble, sans frayeur.
Popolo e re di Corinto
Non vengo qui per spandere terrore;
potete ascoltarmi senza tormento e senza spaventarvi.
GIASONE
(a parte)
Dieux! Dei!
MEDEA
(al popolo, venendo avanti)
Ce n’est point vers vous que mon destin me guide;
Je n’en veux qu’à Jason...
Non è verso di voi che il destino mi guida;
io non voglio che Giasone…
(si toglie il velo)
Me connais-tu, perfide? Mi riconosci, perfido?
GIASONE
Médée! Medea!
ARGONAUTI
O ciel! fuyons son aspect odieux. O cielo! fuggiamo il suo odioso aspetto.
POPOLO
Fuyons, fuyons son aspect odieux. Fuggiamo il suo aspetto odioso.
Scena VI
Medea, Giasone, Creonte, Dirce sostenuta dalla ancelle.
MEDEA
(a Giasone)
Tu croyois que l’exil m’écartoit de ces lieux;
Et menant à l’autel ta nouvelle conquête,
Oubliant mes bienfaits, brûlant de m’outrager,
De ton parjure hymen, tu disposois la fête;
Mais je respire encore, et c’est pour me venger.
Tu credevi che l’esilio mi tenesse lontana da questi luoghi;
e portando all’altare la tua nuova conquista,
dimenticando i miei benefici, ansioso di oltraggiarmi,
del tuo Imeneo spergiuro, tu prepari la festa;
ma io respiro ancora, ed è per vendicarmi.
CREONTE
De quel droit, de quel front, étrangère et coupable,
Osez-vous pénétrer au sein de mes états?
Con quale diritto, con quale sfrontatezza, straniera
colpevole osate penetrare all’interno del mio stato?
MEDEA
Du droit des malheureux que la fortune accable. Con il diritto degli infelici che la sfortuna opprime.
CREONTE
Vos malheurs? Ah! plutôt, dites vos attentats.
Pensez-vous que Créon ne le punisse pas?
Impunément croyez-vous qu’on m’offense?
Voi infelice? Ah! piuttosto, parlate dei vostri attentati,
pensate che Creonte non li punisca?
Impunemente credete che mi si offenda?
MEDEA
Je vous ai déjà dit, seigneur, que ma vengeance
Ne prétend effrayer ni vos peuples ni vous.
Je sais trop dans ces lieux que je suis étrangère
Mais j’y viens réclamer un infidèle époux,
Et rompre un hymen adultère.
Vi ho già detto, signore, che la mia rivalsa
non pretende colpire né voi, né il vostro popolo.
So troppo bene di essere straniera in questi luoghi,
ma io vengo a reclamare il mio sposo infedele,
e a interrompere un Imeneo adulterino.
DIRCE
O présages trop vrais! Malheureuse! Ah! mon O presagi troppo veri! Infelice! Ah! padre mio!
CREONTE
Ma fille, ne crains rien d’un impuissant courroux
En vain notre ennemie affronte la tempête;
La foudre va bientôt éclater sur la tête.
Avant que le soleil se cache dans les flots,
Elle ne pourra plus troubler notre repos.
Figlia mia, non avere timore di un’ira impotente.
Invano la nostra nemica affronta la tempesta;
la folgore esploderà ben tosto sulla sua testa.
Prima che il sole si immerga nei flutti,
ella non potrà più turbare il nostro riposo.
MEDEA
(a Creonte)
Modérez-vous, seigneur, et d’une infortunée
Gardez-vous, croyez-moi, d’irriter la douleur.
Les biens sont passagers, respectez le malheur;
J’en suis un triste exemple. Une seule journée
Peut d’un règne brillant effacer la splendeur.
Si Jason, si Dircé sont chers à votre coeur,
Rompez, rompez, Créon, ce fatal hyménée.
Mais si vous ajoutez à mes ressentimens,
Si vous forcez Jason à trahir ses sermens,
Des plus noires horreurs mon âme possédée...
Tremblez! à ses fureurs vous connoitrez Médée
Moderatevi, signore, e di una sfortunata
guardatevi, credetemi, di rivangare il dolore.
I beni sono passeggeri, rispettate la sfortuna;
io sono un triste esempio. Un solo giorno
può cancellare lo splendore di un regno brillante.
Se Giasone, se Dirce sono cari al vostro cuore,
interrompete, interrompete, Creonte questo fatale Imeneo.
Ma se voi venite incontro ai miei risentimenti,
Se voi forzate Giasone a tradire i suoi giuramenti,
la mia anima posseduta dai più neri orrori…
Tremate! voi conoscerete il furore di Medea.
(Dirce cade fra le braccia delle sue ancelle)
CREONTE
Ma fille, ne crains rien d’un impuissant courroux
En vain notre ennemie affronte la tempête;
La foudre va bientôt éclater sur la tête.
Avant que le soleil se cache dans les flots,
Elle ne pourra plus troubler notre repos.
Figlia mia, calma il tuo timore;
saprò soffocare il furore di Medea;
i figli di Pelias devono fare giustizia;
Acaste la cerca, e la sua irata vendetta
farà della colpevole un orrendo sacrificio.
MEDEA
Cette lâche menace est indigne d’un roi.
Je pourrois d’un seul mot... Mais je sais me contraindre?
Les ennemis qui ne sont point à craindre
N’ont rien à redouter de moi..
Questa vile minaccia è indegna di un re.
Io potrei con una sola parola… Ma so contraddirmi?
I nemici che non temo affatto
non hanno nulla da temere da me…
[Insieme: Creonte, Dirce, ancelle di Dirce]
CREONTE
C’est à vous à trembler, Femme impie et barbare!
Créon de vos forfaits arrêtera le cours.
Frémissez des tourmens que l’enfer vous prépare;
Médée a vu, le dernier de ses jours.
Voi dovete tremare, femmina empia e barbara!
Creonte fermerà il corso delle vostre malefatte.
Fremete dei tormenti che l’inferno vi prepara;
Medea ha visto l’ultimo dei suoi giorni.
DIRCE
Malheureuse! O Ciel! prête-nous ton secours. Infelice! O Cielo! dacci il tuo aiuto!

ANCELLE
Grand dieux! O Ciel! prête-lui ton secours. Gran dio! O Cielo! dacci il tuo aiuto!
(Creonte esce con Dirce sostenuta dalle sue ancelle).
Scena VII
Medea, Giasone
MEDEA
Eh bien, Jason, vous gardez le silence,
Vous détournez les yeux, vous fuyez mon
aspect?
Ingrat, de tout ce que j’ai fait,
Voilà donc la reconnoissance!
Dans les plus grands périls m’oser abandonner?
M’enlever mes enfants, choisir une autre épouse?
Ne redoutais-tu rien de ma fureur jalouse?
Pensais-tu que mon coeur sût jamais pardonner?
Mais parle! à qui dois-tu les lauriers et ta gloire,
La superbe toison qui brille en ce palais...
Tout enfin?
Ebbene, Giasone. Voi state in silenzio,
distogliete gli occhi, rifuggite il mio aspetto?
Ingrato, di tutto quello che ho fatto per te,
ecco dunque la riconoscenza!
Osi abbandonarmi nei più grandi pericoli?
Per crescere i miei bambini, sceglierai un’altra sposa?
Non ti importa nulla della mia furiosa gelosia?
Pensi che il mio cuore possa mai perdonare?
Ma parla! a chi devi i tuoi allori, la tua gloria,
il superbo Vello d’oro che brilla in questo
palazzo…
tutto insomma?
GIASONE
Je vous dois une illustre victoire,
Je le sais; mais mon coeur rejette des bienfaits
Qui vous couvrent de honte et coûtent des forfaits.
Io vi devo una illustre vittoria,
lo so, ma il mio cuore rifiuta dei benefici
che voi avete coperto di onta e che sono
costate delle malefatte.
MEDEA
Parjure! Oses-tu bien me reprocher mes
crimes?
Ne sont ils pas les tiens? Et n’est-ce pas pour toi
Que j’immolai tant d’augustes victimes?
Comme le tien mon coeur a-t-il manqué de foi?
Pour toi seul je trahis, j’abandonnai mon père,
Pour toi j’assassinai, je déchirai mon frère;
Et lorsque Pélias descendit au tombeau,
Parle, était-ce pour moi qu’un pieux parricide
Au sein de ce vieillard enfonça le couteau?
Voilà mes attentats; je les connais, perfide;
Je n’en perdrai jamais le cruel souvenir;
Mais crains; la source encor n’en est point épuisée;
A les surpasser tous, je mettrai mon plaisir,
Tu te repentiras de m’avoir abusée;
Et si j’ai tant osé pour te prouver ma foi,
Que n’oserai-je point pour me venger de toi?
Spergiuro! osi tu rinfacciarmi i miei crimini?
Non sono anche i tuoi? E non è stato per te
Che ho immolato tante vittime auguste?
Come il tuo, forse che il mio cuore ha mancato
alla sua fede?
Solo per te ho tradito, abbandonato mio padre,
per te ho assassinato, straziato mio fratello;
e quando Pelias è sceso nella tomba,
parla, è stato per me che un pio parricida
nel petto di questo vegliardo ha piantato il coltello?
Ecco i miei attentati; io li riconosco, perfido;
non mi lascerà mai il loro crudele ricordo;
ma paventa; la loro fonte non si è ancora prosciugata;
Al di sopra di tutto io metterò il mio piacere,
e tu ti pentirai di avere abusato di me;
e se io ho osato tanto per dimostrarti la mia fede,
che cosa non oserei per vendicarmi di te?
GIASONE
Vous vous plaignez que je vous ai trahie
Vos transports, vos excès savent trop m’excuser;
Tout parle contre vous: en voulant m’accuser,
Votre fureur me justifie.
Oui, d’un honteux hymen j’ai brisé les liens,
J’ai cherché pour mes fils un asile à Corinthe,
Voilà mes trahisons, mes crimes, j’en conviens:
Ils ne m’inspireront ni repentir ni crainte.
Vengez-vous sur moi seul, blâmez mon nouveau choix;
Tonnez contre Jason, mon coeur vous le pardonne
Mais dans le monde entier, quand tout vous
abandonne
Soyez humble à Corinthe et respectez ses lois.
Voi vi lamentate che io abbia vi tradito.
Ma i vostri trasporti, i vostri eccessi sapranno
giustificarmi.
Tutto parla contro di voi; volendo accusarmi,
il vostro furore mi giustifica.
Sì, di un Imeneo vergognoso ho rotto i legami,
ho cercato per i miei figli un asilo a Corinto.
Ecco il mio tradimento, il mio crimine, ne convengo:
esso non mi ispira né pentimento, né paura.
Vendicatevi solo su di me, biasimate la mia nuova scelta;
Tuonate contro Giasone, il mio cuore vi perdona,
ma davanti al mondo intero, quando tutti vi abbandonano
siate umile a Corinto e rispettate le sue leggi.
MEDEA
Écoutez-moi, Jason, pour la dernière fois. Ascoltatemi, Giasone, per l’ultima volta.
[Aria: Medea]
MEDEA
Vous voyez de vos fils la mère infortunée
Criminelle pour vous, par vous abandonnée.
Vous savez quel fut son amour,
Ingrat! il vous fut cher, un jour!
Délaissée aujourd’hui, proscrite malheureuse,
Avant de vous connaître elle était vertueuse!
Son coeur ignorait les chagrins,
Enfants des passions terribles.
Toutes ses nuits étaient paisibles
Et tout ses jours étaient sereins.
Je possédais alors une famille, un père:
J’ai tout sacrifié pour vous;
A l’univers entier je deviens étrangère,
Pour tant de biens perdus rendez-mois mon Époux,
Je ne veux que vous seul, j’abjure ma colère,
Médée en pleurs, Médée embrasse vos genoux;
Pour tout ce qu’elle a fait, rendez-lui son Époux...
Ingrat!
Voi vedete dei vostri figli la madre sfortunata
per voi criminale, e da voi abbandonata.
Voi sapete quale sia stato il suo amore.
Ingrato! un giorno lo apprezzavate!
Oggi ripudiata, proscritta, infelice,
prima di conoscervi era virtuosa!
Il suo cuore ignorava le oppressioni,
figlie di terribili passioni.
Tutte le sue notti trascorrevano in pace,
e tutti i suoi giorni erano sereni.
Allora avevo una famiglia, un padre:
ho sacrificato tutto per voi;
sono diventata straniera all’intero universo.
Per tutti questi beni perduti, rendetemi il mio sposo,
non voglio che voi solo; ripudio la mia collera,
Medea vi implora, Medea abbraccia i vostri ginocchi;
Per tutto quello che ha fatto, rendetegli il suo sposo…
Ingrato!
GIASONE
Regrets tardifs! repentir inutile!
Vous avez de Créon excité le courroux.
Rimpianti tardivi! pentimenti inutili!
Voi avete suscitato l’ira di Creonte.
MEDEA
Si le roi courroucé nous refuse un asile,
Venez, fuyez pour moi comme j’ai fui pour vous.
Mes malheurs m’ont laissé peu de momens à vivre.
Quelques jours seulement, si vous daignez me suivre,
Mon époux de ma vie adoucira la fin,
Et Médée en mourant bénira son destin.
Se il re adirato ci rifiuta un asilo,
Venite, fuggite per me come io ho fatto per voi.
Le mie disgrazie mi hanno lasciato poco da vivere.
Solamente qualche giorno, se vi degnate di seguirmi,
il mio sposo addolcirà la fine della mia vita,
e Medea morendo benedirà il suo destino.
GIASONE
Qui je quitte Créon et que je la trahisse!
De vos emportemens il me croirait complice.
Que j’expose mes fils à exil, à la mort!
Non, non, rien ne peut plus réunir notre sort;
Je connois vos fureurs et vos perfides charmes.
Che io lasci Creonte e che lo tradisca!
Mi crederebbe complice dei vostri comportamenti.
Esporrei i miei figli all’esilio, alla morte!
No, no, nulla può più riunire i nostri destini.
Io conosco i vostri furori e i vostri perfidi incantesimi.
MEDEA
(Il traditore! disprezza le mie lacrime)
Va! je n’implore plus la stérile pitié
Dont ton lâche coeur est avare:
Je ne dis qu’un mot; choisis, choisis, barbare,
Ou l’amour le plus tendre, ou mon inimitié.
Va! Non imploro più la sterile pietà
di cui il tuo vile cuore è avaro.
Non dico che una parola: scegli, scegli, barbaro,
o il più tenero amore, o la mia inimicizia.
GIASONE
Pourquoi fair éclater une plainte importune?
Vous ne devez qu’à vous toute votre infortune
Pour vos enfants plutôt consultez votre amour.
Créon m’offre pour eux un asile en sa cour;
D’un si brillant hymen, je dois chérir la chaîne.
Perché far mostra di un pianto inopportuno?
Voi non dovete che a voi stessa tutte le vostre disgrazie.
Per i vostri figli, piuttosto, consultate il vostro amore.
Creonte mi offre per loro un asilo nel suo cuore;
di un così brillante Imeneo, io devo scegliere le catene.
MEDEA
Tu la choisis? Eh bien! je te donne ma haine.
Fuis, laisse-moi; mais tremble, un monstre te poursuit.
Dans l’aveugle fureur qui seule me conduit,
Rien n’est sacré pour moi; va, ta perte est certaine.
Scegli questo? ebbene, io ti do in pasto al mio odio.
Fuggi, lasciami; ma trema, un mostro ti perseguiterà.
Ne cieco furore che solo mi guida,
nulla è sacro per me; va, la tua rovina è certa.
[Duo: Medea, Giasone]
MEDEA
Perfides ennemis, qui conspirez ma peine;
Du Ciel et des Enfers, j’en atteste les dieux!
Vous ne formerez point cet hymen odieux.
Perfido nemico, che sei causa delle mie pene;
del Cielo e dell’Inferno, chiamo a testimoni gli dei!
Voi non porterete a termine questo odioso Imeneo.
GIASONE
Réprimez, justes dieux, sa fureur inhumaine
Et ne permettez pas que d’horribles forfaits
Troublent mes bienfaiteurs et souillent leur Palais.
Calmate, giusti dei, il suo inumano furore,
e non permettete che orribili misfatti
colpiscano il mio benefattore e sporchino il loro palazzo.
INSIEME
O fatale Toison, ô conquête funeste,
Combien vous coûterez, et de sang et de pleurs!
O Vello fatale, o conquista funesta,
quanto costate: sangue e lacrime!
MEDEA
O Colchos pour punir l’ingrat que je déteste,
Colchos inspire-mois tes plus noires horreurs!
O Colchide, per punire l’ingrato che io detesto,
Colchide, ispirami i più neri orrori!
GIASONE
O combles de forfaits, ô criminelle audace
Fuyez, dérobez-vous au comp qui vous menace.
O donna piena di misfatti, o audace criminale
fuggite, sottraetevi al castigo che vi minaccia.
MEDEA
Moi fuir! moi craindre, ingrat? Si tel est son
malheur,
Ingrat, ton épouse en fuyant te percera le coeur.
Io fuggire! hai paura di me, ingrato! Tale è la
sua infelicità,
ingrato, che la tua sposa fuggendo ti strapperà il cuore.
INSIEME
O fatale Toison, ô conquête funeste,
Combien vous coûterez, et de sang et de pleurs!
O Vello fatale, o conquista funesta,
quanto costate: sangue e lacrime!
GIASONE
D’un Roi puissant, d’un roi redoutez la colère... Di un potente re, di un re temete la collera…
MEDEA
Mon père aussi régnait et j’ai trahi mon père... Anche mio padre regnava, e io ho tradito mio padre…
GIASONE
Vous courez à la mort... Voi correte verso la morte…
MEDEA
Mais avant de mourir
Je saurai te laisser un amer souvenir.
Ma prima di morire
saprò lasciarti un amaro ricordo.
GIASONE
Réprimez, justes dieux, sa fureur inhumaine
Ecartez les forfaits qui menacent ces lieux!
Calmate, giusti dei, il suo inumano furore,
allontanate i misfatti che minacciano questi luoghi!
MEDEA
Perfides ennemis, qui conspirez ma peine;
Vous ne formerez point cet hymen odieux.
Perfido nemico, che sei causa delle mie pene;
Non porterete a termine questo odioso Imeneo.
INSIEME
O fatale Toison... O Vello fatale…
ATTO SECONDO
La scena rappresenta da una parte un’ala del palazzo di Creonte, dal quale si esce scendendo per una grande scalone. All’estremità di questa ala, un portico ampio ed elegante conduce al tempio di Giunone, che è situato proprio di fronte al palazzo, ma disposto in modo obliquo, in modo che la porta della facciata del tempio sia visibile agli spettatori.
[Introduzione]
Scena I
Medea
MEDEA
(sola, discende precipitosamente dallo scalone del palazzo)
O détestable hymen! ô fureur! ô vengeance!
O de tous mes forfaits indigne récompense!
Tu me défends, cruel, de revoir mes enfants!
Après une si longue, une si dure absence,
Je ne jouirai point de leurs embrassemens!
Ah! mon âme à ce coup ne s’est point attendri;
Cette horreur me surpasse, et Jason m’a vaincue.
Et je lui laisserais cette affreuse douceur!
Et Médée en mourant ne seroit point vengée…
Déployons tout notre art, marchons droit à son coeur.
Au fier ressentiment d’une mère en fureur.
Ce que l’affreux Caucase a vu de plus barbare,
Corinthe le verra sur son isthme embrasé;
Je quitterai Jason, comme je l’épousai.
L’enfer m’unit à lui, que l’enfer nous sépare!
Accourez à ma voix, tristes divinités,
Du séjour de la mort infâmes déités;
O vous! depuis longtemps mes compagnes,
mes guides,
Terribles Euménides,
Venez, dieux destructeurs, déités vengeresses,
Venez, semez partout et la mort et l’effroi;
Seuls dieux, seules déesses
Que je puisse implorer, et seuls dignes de moi!
Et toi, cesse un moment d’épouvanter les ombres;
Sors, cruelle Alecton; sors des royaumes sombres,
Agite tes serpens, accours le fer en main,
Telle que tu parus à mon fatal hymen.
Que le roi de Corinthe, et sa fille insolente,
Tombent, tombent frappés des plus terribles coups!
Qu’ils meurent par mes mains, et que leur mort soit
lente.
Aux yeux de mon parjure époux,
Poursuivez, accablez, déchirez son amante;
Sans pouvoir la sauver, qu’il la voie expirante,
Qu’il vive!…
O detestabile Imeneo! o furore! o vendetta!
O indegna ricompensa di tutte le mie imprese!
Tu mi impedisci, crudele, di rivedere i miei figli!
Dopo una così lunga e così dura assenza,
non potrò gioire del loro abbraccio!
Ah! la mia anima a questo colpo non si è affatto
intenerita;
questo orrore mi travolge, e Giasone mi ha vinto.
E gli dovrei lasciare questa orribile dolcezza!
E Medea morendo non sarà stata vendicata…
Ricorriamo a tutte le nostre arti, puntiamo dritto
sul suo cuore,
al fiero risentimento di una madre infuriata.
Quello che l’orribile Caucaso ha visto di più barbaro,
Corinto lo vedrà sul suo istmo.
Lascerò Giasone, come lo sposai.
L’inferno mi ha unito a lui, che l’inferno ci separi!
Accorrete al mio richiamo, tristi divinità,
infami divinità del luogo della morte;
O voi! da lungo tempo mie compagne e mie guide,
terribili Eumenidi,
Venite, dei distruttori, divinità vendicatrici,
venite, seminate dappertutto la morte e il terrore;
gli unici dei, le uniche dee
che io posso implorare, le sole divinità degne di me!
E tu, smetti per un momento di spaventare le ombre;
sorgi, crudele Aletto; sorgi dal regno delle ombre,
agita i tuoi serpenti, accorri con la spada in mano,
proprio come apparisti al mio fatale Imeneo.
Che il re di Corinto e la sua insolente figlia,
cadano, cadano colpiti dai colpi più terribili!
Che muoiano per mano mia, e che la loro morte sia lenta.
Davanti gli occhi del mio sposo spergiuro
perseguite, opprimete, straziate la sua amante;
senza che egli possa salvarla, che la veda spirare,
e che egli viva!…
Scena II
Medea, Neride
NERIDE
(accorre, e dice entrando)
O jour affreux! ô déplorable sort! O giorno orribile! o deplorevole sorte!
MEDEA
Qu’entends-je? Que me veut mon esclave
fidèle?
Che cosa sento? che cosa vuole da me la mia
schiava fedele?
NERIDE
(con la più grande vivacità)
Hélas! tout vous trahit; une troupe cruelle
Entoure le palais, demande votre mort.
Le roi même, du peuple approuve le transport.
Il vous cherche, il menace, il veut un sacrifice;
Fuyez, dérobez-vous à l’horreur d’un supplice.
Dans un moment peut-être il n’en sera plus temps;
Eh quoi! vous hésitez? Ah! ma chère maîtresse,
Tout s’arme contre vous, l’heure fuit, le temps
presse,
Suivez mes pas… Ah! dieux! le roi vient.
Ahimè! Tutti vi tradiscono; una folla crudele
circonda il palazzo e chiede la vostra morte.
Lo stesso re, approva le pretese del popolo.
Vi cerca, vi minaccia, vuole un sacrificio;
fuggite, sottraetevi all’orrore di un supplizio.
Può essere che fra pochi istanti non ci sia più il tempo.
Ma come? esitate? Ah! mia cara padrona,
tutto si rivolge contro di voi, il tempo passa, la
tempesta si approssima,
seguitemi… Ah! dei! sta venendo il re.
MEDEA
Je l’attends. L’aspetto.

Scena III
Medea, Creonte, Neride, guardie di Creonte.
CREONTE
(a Medea)
O vous! dont l’oeil farouche et dont la bouche impie
Présage de noirs attentats,
Fuyez, je vous proscris; sortez de mes états,
Mais l’Époux de ma fille obtient grâce pour vous.
Et ses pleurs généreux ont calmé mon courroux.
Hâtez-vous donc de fuir; abandonnez Corinthe,
Que votre aspect remplit et d’horreur et de crainte.
Allez, et rendez grâce au héros trop humain
Qui vous sauve un supplice et désarme ma
main.
Oh, voi! il cui occhio torvo e la bocca empia
presagiscono nei neri attentati,
Andatevene, io vi proscrivo; uscite dal mio stato,
ma lo sposo di mia figlia ha chiesto grazia per voi.
E le sue generose lacrime hanno calmato la mia ira.
Affrettatevi dunque ad andarvene, lasciate Corinto,
che la vostra presenza ha riempito di orrore e di paura.
Andate e ringraziate un eroe troppo umano
che vi salva dal supplizio e che ha disarmato la mia
mano.
MEDEA
Quand vous me proscrivez, quand mon époux
me chasse,
Médée est trop heureuse, et Jason lui fait grâce,
Je croyois que l’exil était un châtiment,
Combien je me trompais! c’est un soulagement,
Oui, seigneur, j’en conviens, je suis trop fortunée,
Qu’a des tourmens si doux ma peine soit bornée...
Mais pourtant, de quel droit m’osez-vous exiler?
Quando voi mi proscrivete, quando il mio
sposo mi caccia,
Medea è troppo felice, e rende grazie a Giasone.
Io credevo che l’esilio fosse un castigo,
come mi ero ingannata! è solo un sollievo.
Sì, Signore, ne convengo, sono troppo fortunata,
che la mia pena sia attenuata da tormenti così dolci…
Ma per la verità, con quale diritto osereste esiliarmi?
CREONTE
Je ne m’abaisse point à le dissimuler,
Je vous crains, vous, votre art ses funestes
charmes,
Vos noirs enchantemens; je crains jusqu’à vos larmes.
Armez-vous contre moi, déployez vos fureurs,
Je les redoute moins que vos fausses douceurs.
Vous tramez contre nous quelque dessein perfide,
De Jason tôt ou tard vous voudrez vous venger;
Meurtre, poison et parricide,
Il n’est aucun forfait qui vous soit étranger.
Non mi abbasso a dissimulare,
io vi temo. Temo voi, le vostre arti e il loro funesto
fascino,
i vostri incantesimi; io temo perfino le vostre lacrime.
Vi armate contro di me, date via libera al vostro furore,
temo meno questo della vostra falsa dolcezza.
Voi tramate contro di noi qualche perfido disegno,
prima o poi volete vendicarvi di Giasone;
Assassinio, veleno, parricidio,
non c’è alcun misfatto che vi sia estraneo.
MEDEA
Pourquoi de ces forfaits gardez-vous le salaire?
Ne leur devez-vous pas tous ces fameux héros
Dont vous êtes si vain, dont la Grèce est si fière!
Dites-moi, si Médée eût respecté son père,
Que serait devenu le vainqueur de Colchos,
Et Castor, et Pollux, et le divin Orphée,
Et de la toison d’or le superbe trophée,
Qui sont autant de fruits de ces mêmes forfaits,
Et qui...Mais les ingrats rougissent des bien faits.
Perché guardate la paga di questi misfatti?
A loro non dovete la presenza di questo famoso eroe
di cui tanto vi vantate, e di cui la Grecia è così fiera!
Ditemi, se Medea avesse rispettato il proprio padre,
Chi sarebbe diventato il vincitore della Colchide,
E Castore e Polluce, e il divino Orfeo,
e il superbo trofeo del Vello d’oro,
che sono altrettanti frutti di questi stessi misfatti,
e chi… ma gli ingrati arrossiscono dei benefici.
[Insieme: Medea, Creonte, Neride]
MEDEA
Ah! Du moins à Médée accordez un asile,
J’y finirai mes jours solitaire et tranquille,
Heureuse quelquefois d’embrasser mes enfants,
J’oublierai que Jason a trahi ses sermens.
Ah! Almeno accordate un asilo a Medea,
io finirò i miei giorni solitaria e tranquilla,
felice di abbracciare ogni tanto i miei figli.
Dimenticherei che Giasone ha tradito il suo giuramento.
CREONTE
Par de feintes douceurs vous croyez me surprendre. Voi credete di sorprendermi con delle false dolcezze.
MEDEA
J’embrasse vos genoux, Créon, daignez m’entendre,
Au nom de vos enfants laissez-vous attendrir,
Créon.
Abbraccio i vostri ginocchi, Creonte, degnatevi di
ascoltarmi,
nel nome dei vostri bambini, lasciatevi intenerire,
Creonte.
CREONTE
Sortez de mes États, non, rien ne peut me fléchir. Uscite al mio stato, no, non potete più piegarmi.
MEDEA
O rivage du Phase, ô ma chère Patrie!
O d’un bien qui n’est plus, douloureux souvenir.
O rive del Faso, o mia cara patria!
O ricordo di un bene che non esiste più!
CREONTE
Soeur criminelle, fille impie,
Fuyez de mes États! Fuyez! Rien ne peut
m’attendrir.
Sorella criminale, figlia empia,
Andatevene dal mio stato! Andatevene! Nulla mi può
intenerire.
MEDEA
(a Neride)
O Jupiter! Que l’auteur de ma peine,
Ne se dérobe pas à ton oeil pénétrant.
O Giove! Che l’autore delle mie pene
non si sottragga ai tuoi occhi penetranti.
NERIDE
(a Medea)
O Ciel! D’un Roi puissant n’irritez pas la haine,
Modérez s’il se peut son courroux menaçant.
O cielo! Non irritate ulteriormente l’odio di un potente re,
cercate di moderare, se potete, la sua minacciosa ira.
CREONTE E CORO
Dieux! écartez de nous sa fureur inhumaine. Dei! allontanate da noi il suo disumano furore.
NERIDE
Ciel! D’un Roi puissant n’irritez pas la haine,
Modérez s’il se peut son courroux menaçant,
ô Ciel.
O cielo! Non irritate ulteriormente l’odio di un potente re,
cercate di moderare, se potete, la sua minacciosa ira,
o cielo!
CREONTE E CORO
Détourne, ô Jupiter, ce présage effrayant, oui. Allontana, o Giove, questi foschi presagi, sì.
MEDEA
Je tombe à vos genoux, Créon, daignez
m’entendre...
Io cado ai vostri ginocchi, Creonte, degnatevi di
ascoltarmi…
CREONTE
Par de feintes douceurs vous croyez me surprendre! Non crediate di sorprendermi con queste false dolcezze!
MEDEA
Eh bien! je m’y soumets pou que tout m’abandonne.
Je subirai l’exil que mon époux ordonne!
Mais d’us jour seulement daignez le différer,
Pour mon triste coeur s’y puisse préparer.
Ebbene! io mi sottometto, visto che tutto mi abbandona.
Subirò l’esilio che mi ha ordinato il mio sposo!
Ma degnatevi almeno di differirlo di un sol giorno,
affinché il mio triste cuore si possa preparare.
CREONTE
Vous demandez un jour pour quelque nouveau crime! Voi domandate un giorno per qualche nuovo crimine!
MEDEA
Que puis-je contre vous au comble du malheur?
Pouvez vous refuser un jour à ma douleur?
Che cosa posso fare io contro di voi al colmo
dell’infelicità?
Potete voi rifiutare un giorno al mio dolore?
CREONTE
Quoique de ma bonté je puisse être victime,
Je sens que d’un Tyran je n’ai pas le rigueur.
Je vous donne ce jour quoi qu’il coûte à mon
coeur.
Anche se della mia bontà io posso essere vittima,
non mi sento di avere il rigore di un tiranno.
Vi concedo questo giorno, anche se ciò costa
al mio cuore.
MEDEA E NERIDE
Que d’un si grand bienfait le Ciel, vous récompense. Che il cielo vi ricompensi di un così grande beneficio!
CREONTE
Vous triomphez de ma clémence,
Mais tremblez, je vous livre au plus cruel trépas,
Si le jour renaissant vous trouve en mes États.
Voi avete avuto ragione della mia clemenza.
Ma tremate, perché vi destinerò alla più atroce morte,
se quando sorgerà il giorno vi troverò ancora
nel mio stato.
MEDEA
(con estremo dolore)
O mon Père! ô Colchos! ô ma chère Patrie! O mio padre! O Colchide!, O mia cara patria!
CREONTE
Retournez à Colchos que vous avez trahie. Ritornate a quella Colchide che avete tradito.
CORO DELLE GUARDIE
Rendez le calme à nos heureux climats. Restituite la calma a questo nostro felice clima.
MEDEA
(a Neride)
O Jupiter! que l’auteur de ma peine,
Ne se dérobe pas à ton oeil pénétrant!
O Giove! che l’autore delle mie pene,
non si sottragga al tuo occhio penetrante!
NERIDE
(a Medea)
Au nom des dieux! Modérez votre haine!
N’irritez pas d’un Roi le courroux tout puissant.
O cielo! Non irritate ulteriormente l’odio di un0 potente re,
cercate di moderare, se potete, la sua minacciosa ira,
o Cielo.
CREONTE E CORO
Juste dieux! étouffez sa fureur inhumaine
Détourne, ô Jupiter, ce présage effrayant, oui.
Giusti dei! Soffocate il suo disumano furore,
allontanate, o Giove, questo terribile presagio, sì.
MEDEA
O Jupiter... O Giove…
Scena IV
Medea, Neride
(Medea, dopo la sua imprecazione, è caduta sullo scalone del palazzo; sembra assorbita da un profondo e sinistro sogno. Neride le si avvicina timidamente, e si ferma a una certa distanza; e non osando interrompere il sinistro silenzio della sua padrona, sembra parlare fra sé e sé.)
NERIDE
Malheureuse princesse! O femme infortunée!
Des mortels, d’un époux, des dieux abandonnée,
Combien de maux encore il vous reste à souffrir!
Dans des déserts lointains, traînant votre misère
Sous un ciel étranger il vous faudra mourir:
Et quelle terre hospitalière,
Qu’elle maison voudra vous accueillir?
Je vous verrai donc fuir de rivage en rivage
Sans trouver un ami qui vous tende la main:
Oui, les malheurs de l’esclavage
Sont moins durs que votre destin.
Infelice principessa! Donna sfortunata!
Abbandonata dagli uomini, dallo sposo e dagli dei,
quanto male dovrete ancora soffrire!
Trascinando la vostra miseria in lontani deserti,
dovrete morire sotto un cielo straniero:
e quale terra ospitale,
quale casa vorrà accogliervi?
Vi vedrò dunque fuggire di sponda in sponda
senza trovare un amico che vi tenda la mano:
Sì, le sofferenze della schiavitù
sono meno dure del vostro destino.
[Aria: Neride]
NERIDE
Ah! nos peines seront communes,
Le plus tendre intérêt m’unit à votre sort!
Oui! Compagne de vos infortunes,
Je vous suivrai jusqu’à la mort,
Mais, que vois-je, quel noir délire
Porte le trouble dans son sein?
Elle s’agite, elle soupire,
Son oeil est égaré, son esprit incertain;
Sans doute elle médite un funeste dessein.
Chère et malheureuse Princesse,
Qui pourroit refuser des larmes à ton sort?
Malheureuse! Oui, je te pleurerai sans cesse!
Je te suivrai jusqu’à la mort!
Ah! le nostre pene saranno comuni,
il più tenero interesse mi unisce alla vostra sorte!
Sì! Compagna delle vostre sventure,
io vi seguirò fino alla morte.
Ma che cosa vedo? Quale nero delirio
sconvolge il suo petto?
Ella si agita, sospira,
il suo occhio è smarrito, il suo spirito incerto;
senza dubbio medita un funesto progetto.
Cara mia infelice principessa,
chi potrebbe trattenere le lacrime per la tua sorte?
Infelice! Io ti piangerò senza mai smettere!
Ti seguirò fino alla morte!
MEDEA
(fra sé)
Je profiterai bien de ce jour qu’il me laisse. Saprò approfittare di questo giorno che mi ha concesso.
(si alza)
Ils mourront. Mais quel coup, quel art assez
cruel
Peut assez me venger d’un époux criminel?
O Médée! Est-ce assez pour ta fureur jalouse
De déchirer le sein de sa nouvelle épouse?
Ah! s’il avait un frère? Eh! n’a-t-il pas des fils?
Que dis je? Mes enfants! Dieux cruels! j’en frémis.
Loin de moi, loin de moi cette effroyable idée;
L’horreur de ce forfait épouvante Médée.
Essi morranno. Ma quale colpo, quale arte abbastanza
crudele
potrà vendicami a sufficienza di uno sposo criminale?
O Medea! È sufficiente per la tua gelosia furiosa
straziare il petto della sua nuova sposa?
Ah! se avesse un fratello? Eh! non ha dei figli?
Che dico? I miei figli! Dei crudeli! Io fremo!
Lontano da me, lontano da me questa orribile idea;
l’orrore di questo misfatto spaventa Medea.

NERIDE
(a parte, da lontano)
Son oeil est animé d’une sombre fureur.
Sur qui, grands dieux! tombera sa colère?
Ce n’est point un crime vulgaire
Qu’elle médite dans son coeur.
Il suo occhio è animato da un oscuro furore.
Su chi, gran dio, cadrà la sua collera?
Non e’ un crimine comune
quello che sta meditando nel suo cuore.
(si avvicina)
O ma chère maîtresse! O mère infortunée! O mia cara padrona! O madre sventurata!
MEDEA
(con esaltazione)
Ne pleure point mon sort, il est trop glorieux.
Je saurai bien troubler un hymen odieux.
O victoire! O triomphe! O brillante journée!
J’abattrai d’un seul coup trois mortels ennemis.
Ah! si de les punir je n’avois la pensée,
A flatter un Tyran, me serais-je abaissée?
O ma chère Néris! tous mes maux sont finis;
Tout mon éclat renaît, et ma gloire est certaine.
J’ai ce jour tout entier; il est à moi ce jour.
O mon coeur! mettrais-tu des bornes à ta haine?
Tu n’en mis point à ton amour.
Non piangere sulla mia sorte, è troppo gloriosa.
Io saprò ben sconvolgere un odioso Imeneo.
O vittoria! O trionfo! O giorno luminoso!
Abbatterò con un solo colpo tre miei mortali nemici.
Ah! se non avessi pensato di punirli,
mi sarei mai abbassata a lusingare un tiranno?
O mia cara Neride! Tutti i miei mali sono finiti;
tutto il mio vigore rinasce, e la mia gloria è certa.
Ho un intero giorno; questo giorno è per me.
O mio cuore! metterai dei limiti al mio odio?
Non devi dar retta al tuo amore.
NERIDE
Le palais s’ouvre. Ciel! c’est Jason qui s’avance. Il palazzo si apre. Sta venendo Giasone.
MEDEA
L’ingrat vient-il presser nos funestes adieux?
Ah! combien sa présence est horrible à mes yeux!
Mais en dissimulant, assurons ma vengeance.
L’ingrato viene ad affrettare i suoi funesti addii?
Ah! quanto la sua presenza è odiosa ai miei occhi!
Ma dissimulando, assicurerò la mia vendetta.
Scena V
Medea, Giasone, Neride.
(Quest’ultima si ritira nel fondo della scena)
GIASONE
Vous voyez les effets d’un aveugle courroux;
Vos fureurs, vos transports sont retombés sur vous.
Oubliant qu’en ces lieux vous êtes étrangère,
Vous ne prenez conseil que de votre colère.
Votre inflexible coeur, toujours prompt à haïr,
Menace mon repos, jure de me punir.
Vous désirez ma mort; mais malgré votre haine,
Jason de vos malheurs ne peut se réjouir,
Et même en ce moment, sensible à vous servir.
Oui, c’est votre intérêt qui près de vous m’amène,
Et je viens vous offrir tous les soulagemens
Qui peuvent de l’exil adoucir les tourmens.
Voi conoscete gli effetti di un’ira cieca;
I vostri furori, le vostre scalmane sono ricadute su di voi.
Dimenticando che in questi luoghi siete una straniera,
non date retta che alla vostra collera.
Il vostro cuore inflessibile, sempre pronto ad odiare,
turba i miei sonni, giura di punirmi.
Voi desiderate la mia morte; ma malgrado il vostro odio,
Giasone non può rallegrarsi delle vostre disgrazie,
e nello stesso tempo è sensibile ad aiutarvi.
Sì, è il vostro interesse che mi conduce a voi,
e vengo ad offrirvi tutto ciò
che può addolcire il vostro esilio.
MEDEA
C’est donc peu qu’au mépris de la foi conjugale,
Le perfide Jason trahisse ses sermens!
C’est donc peu qu’il préfère une indigne rivale
A la mère de ses enfants!
De paraître à mes yeux, le perfide a l’audace.
Par une offre honteuse, il ose m’outrager;
Que dis-je? Il ose envisager
L’épouse qu’il trahit, qu’il délaisse, qu’il chasse.
È dunque poca cosa che in disprezzo della fede coniugale
il perfido Giasone abbia tradito i suoi giuramenti!
È dunque poca cosa che egli preferisca una
indegna rivale alla madre dei suoi figli!
Il perfido ha l’audacia di comparire davanti ai miei occhi.
Osa oltraggiarmi con un’offerta vergognosa;
Che devo dire? egli osa presentarsi davanti
alla sposa che ha tradito, che abbandona, che scaccia.
GIASONE
Ces reproches cruels... Questi crudeli rimproveri…
MEDEA
Ils seront les derniers,
Seigneur; j’apprends enfin à céder à l’orage.
Les maux que j’ai soufferts ont brisé mon courage.
Mon triste coeur n’a plus les sentimens altiers
Que les fils du soleil reçurent en partage;
Je sens qu’un esprit fier, sensible et généreux,
Convient mal aux mortels, quand ils sont malheureux;
Et dans l’abaissement où Médée est réduite,
Elle ne songe plus qu’à préparer sa fuite,
Vous voulez, dites-vous, adoucir mes tourmens;
Vous m’offrez des secours! J’accepte vos largesses,
Mais je demande un bien plus cher que vos
richesses
Saranno gli ultimi,
Signore; ho imparato a cedere alla bufera.
Il male che ho sofferto ha distrutto il mio coraggio.
Il mio triste cuore non ha più sentimenti alteri
che i figli del sole ricevono in parti uguali.
Io sento che uno spirito fiero, sensibile e generoso
Conviene poco ai mortali, quando sono infelici;
e nello stato in cui è ridotta Medea, essa non ha altra
preoccupazione che quella di preparare la sua partenza.
Voi volete, dite voi, addolcire i miei tormenti;
Voi mi offrite un aiuto! Io accetto la vostra generosità,
Ma io domando un bene che mi è più caro delle
vostre ricchezze.
GIASONE
Que voulez-vous? Parlez. Che cosa volete? Parlate.
MEDEA
Laissez-moi mes enfants. Lasciatemi i miei figli.
GIASONE
Dieux! que demandez-vous? Dio! Che cosa mi chiedete?
MEDEA
Soit grâce, soit justice;
A ce prix, j’oublierai les maux que j’ai soufferts.
Grazia e giustizia.
A questo prezzo dimenticherei il male che ho sofferto.
GIASONE
Vous laisser mes enfants! Quel cruel sacrifice! Lasciarvi i miei figli? Che crudele sacrificio!
MEDEA
Vous en aurez bientôt qui vous seront plus chers. Ben presto ne avrete altri che vi saranno più cari.
GIASONE
Moi, les abandonner! Ah! cessez d’y prétendre.
Je n’y puis consentir.
Io abbandonarli! Ah! Smettetela di pretendere.
Non posso acconsentire.
MEDEA
Jason, daignez m’entendre!
Je réclame mes fils: vous les voulez pour vous;
Que leur amour choisisse, et soit juge entre nous;
Si leurs coeurs innocens, touchés de ma misère,
Reconnaissent ma voix, veulent suivre leur mère,
Ah! ne contraignez pas ce tendre mouvement!
Giasone, degnatevi di capirmi!
Io reclamo i miei figli: voi li volete per voi;
che sia il loro amore a scegliere, e ci giudichi.
Se i loro cuori innocenti, toccati dalla mia miseria,
riconoscono la mia voce, vogliono seguire la loro madre,
Ah! non opponetevi a questa tenera aspirazione!
GIASONE
Je ne puis consentir à leur bannissement. Io non posso consentire al loro allontanamento.
MEDEA
Suis-je assez malheureuse! O rigueur inouïe!
Mes fils! mes fils!
Sono abbastanza infelice. O inflessibile rigore!
I miei figli! i miei figli!
GIASONE
Non, rien ne peut m’en séparer,
Ne le demandez plus, cessez de l’espérer.
Je donnerois plutôt et mon sang et ma vie.
No, non posso separarmene,
non chiedetemelo più, non lo sperate neppure.
Piuttosto darei il mio sangue, la mia vita.
MEDEA
Il les aime. Il suffit; Je vous les laisserai.
Je partirai sans eux; loin d’eux je périrai.
Vous exigez ma mort, j’en fais le sacrifice.
O clarté du soleil! ô céleste justice!
Io li amo. Mi basta. Io ve li lascerò,
partirò senza di loro; lontano da loro perirò.
Voi esigete la mia morte, e io ne faccio sacrificio.
O splendore del sole! O celeste giustizia!
GIASONE
Les dieux me sont témoins que mon sensible coeur
Vous refuse à regret cette chère faveur.
Gli dei mi sono testimoni che il mio cuore sensibile
vi rifiuta questo caro favore con grande rammarico.
[Duo: Medea, Giasone]
MEDEA
(piangendo)
Chers enfants, il faut donc que je vous abandonne!
Mes fils c’est pour jamais, que je vous ai perdus!
Je vivrai loin de vois, votre père l’ordonne:
Je mourrai loin de vous; je ne vous verrai plus.
Cari bambini, è dunque necessario che io vi abbandoni!
Figli miei, per sempre vi ho perduti!
Vivrò lontano da voi, me lo ordina vostro padre:
morirò lontano da voi; non vi vedrò più.
GIASONE
(con emozione)
Vous jouirez encor de leur douce présence!
Jusqu’à votre départ, je les laisse avec vous.
Potrete godere ancora un po’ della loro presenza!
Li lascerò con voi fino alla vostra partenza.
MEDEA
Ah, Seigneur! un bienfait si doux!
Ne sera pas sans récompense,
Quoi! Je les reverrai, ces fruits de nos amours;
Il me rappelleront ces jours, ce heureux jours.
Ah, Signore! un beneficio cosi’ dolce!
Non sarà senza ricompensa.
Che! Rivedrò il frutto del nostro amore;
Essi mi ricorderanno quei giorni, quei felici giorni.
GIASONE
(a parte)
Douloureux, douloureux souvenir déchirant! Doloroso, doloroso straziante ricordo!
MEDEA
(a parte)
O justice éternelle! ô contrainte cruelle! O eterna giustizia! o crudele contrasto!
GIASONE
(a parte)
Vainement de mon coeur je cherche à l’effacer. Vanamente cerco di cancellarlo dal mio cuore.
MEDEA
(a parte)
Tu payeras cher les pleurs que je feins de verser. Tu pagherai care le lacrime che fingo di versare.
(In quel momento dei sacerdoti escono dal tempio e vanno verso il palazzo. Giasone li vede.)
GIASONE
Créon doit à l’autel offrir un sacrifice;
Il veut à mes enfants intéresser les dieux,
Je vais prier le Ciel de vous être propice.
Creonte all’altare deve offrire un sacrificio;
Vuole che gli dei si interessino ai miei figli.
Io vado a pregare il cielo che vi sia propizio.
MEDEA
Vous me quittez Jason? ô funestes adieux! Mi lasciate, Giasone? O funesto addio!
GIASONE
Vivez, vivez heureuse! Vivete, vivete felice!
MEDEA
(a Giasone)
Est-il possible, cruel, que je le sois sans vous. È possibile, crudele, che io lo sia senza di voi.
GIASONE
(con commozione, a parte)
Oubliez, oubliez un malheureux époux,
Jouissez d’un destin paisible.
C’en est donc fait, ô dieux, son coeur est inflexible.
Que je le sois sans vous?
Dimenticate, dimenticate uno sposo infelice,
Abbiate un destino di tranquillità. Di fatto, o dei,
il suo cuore è inflessibile.
Che io lo sia senza di voi?
(a parte)
O larmes d’une mère, ô touchant souvenir.
Vainement de mon coeur, je veux vous effacer.
O lacrime di una madre, o ricordo commuovente.
Invano voglio cancellarvi da mio cuore.

MEDEA
(a parte)
O justice éternelle, ô contrainte cruelle!
Tu payeras cher les pleurs que je feins de verser!
O eterna giustizia! o crudele contrasto!
Vanamente cerco di cancellarlo dal mio cuore.
Scena VI
Medea, Neride
MEDEA
Fais des voeux pour tes fils: je vais les exaucer.
L’enfer signalera mon départ de Corinthe.
O ma chère Néris! quelle affreuse contrainte!
Fa dei voti per i tuoi figli: io li esaudirò.
L’inferno darà il segnale della mia partenza da Corinto.
Mia cara Neride, che orrendo contrasto!
NERIDE
Ah! puisqu’on vous permet de revoir vos enfants,
Hâtez-vous de jouir de leurs embrasemens.
Ah! Dato che vi permettono di vedere i vostri bambini,
affrettatevi a gioire del loro abbraccio.
MEDEA
Mes enfants? Je les hais, je ne suis plus leur mère,
Je ne connois plus d’eux que le nom de leur père.
I miei bambini? Io li odio, non sono più la loro madre,
in essi non conosco più che il nome del loro padre.
NERIDE
D’où vous vient pour vos fils ce transport furieux? Da dove viene questo furioso sentimento per i vostri figli?
MEDEA
Cesse de m’en parler, ils me sont odieux.
O toi! mon esclave fidèle,
Ecoute mes projets, et seconde mes voeux.
Ton coeur va s’effrayer, ma vengeance est cruelle,
Mais il n’est plus pour moi de crime assez affreux.
Ecoute: tu prendras cette robe brillante,
Cette riche couronne, et tous ces ornemens,
Du soleil mon aïeul, magnifiques présens;
Mes fils les offriront à la nouvelle amante.
Smetti di parlarmene; essi mi sono odiosi.
Tu, mia schiava fedele,
ascolta i miei progetti e asseconda i miei voti.
Il tuo cuore si spaventerà, la mia vendetta è crudele.
Ma per me nessun crimine è abbastanza orrendo.
Ascolta: tu prenderai questo oggetto brillante,
questa ricca corona, e tutti questi ornamenti,
magnifici regali del mio antenato sole;
i miei figli li offriranno alla nuova amante.
NERIDE
Pensez-vous que Dircé les accepte de vous? Pensate che Dirce li accetterà da voi?
MEDEA
Les présens des dieux mêmes apaisent le courroux;
Ma rivale craindra de me faire un outrage;
Sa fierté de mes dons acceptera l’hommage;
Heureuse qu’à ce prix je lui laisse un époux!
I regali del dio stesso attenueranno l’ira;
La mia rivale temerà di farmi un oltraggio;
la sua fierezza accetterà l’omaggio dei miei doni,
felice che a questo prezzo io le lasci uno sposo.
NERIDE
Quoi! vous voulez vous-même orner votre rivale? Che! voi stessa volete adornare la vostra rivale?
MEDEA
Néris, c’est pour Pluton que je veux la parer
Ces perfides présents, cette robe fatale
Cacheront des poisons qui la vont dévorer.
Mais hâtons-nous de préparer cette parure nuptiale.
Neride, è per Plutone che la voglio adornare.
Questi perfidi doni, questi oggetti fatali
nascondono un veleno che la divorerà.
Ma affrettiamoci a preparare questo ornamento nuziale.
NERIDE
Quoi! vous vous porterez à ces cruels excès? Che! volete arrivare a questi crudeli eccessi?
MEDEA
Peuvent-ils égaler tous les maux qu’on m’a
faits?
Viens, Néris.
Potrebbero essi uguagliare tutto il male che mi hanno
fatto?
Vieni, Neride.
Scena VII
Medea, Neride sul davanti della scena; Creonte, Giasone, Dirce, sacerdoti, soldati, donne, popolo sul fondo.
(Si vedono passare sotto il portico Creonte, Giasone, Dirce e tutto il corteo. Essi entrano nel tempio; una parte del popolo resta davanti alla porta; si sentono i loro canti e si vedono i loro sacrifici.)
MEDEA
Mais quels sons... quels chants se font entendre? Ma che cosa sono?… quali canti sto ascoltando?
CORO
(sul fondo, mentre camminano)
Fils de Bacchus, descend des Cieux,
Le front paré d’immortelles guirlandes.
Figlio di Bacco, discendi dai Cieli
con la fronte ornata di immortali ghirlande.
NERIDE
Créon et votre époux au Temple vont se rendre. Creonte e il vostro sposo stanno entrando nel tempio.
CORO
Doux Hymen, écoute nos voeux!
Hymen, accepte nos offrandes.
Dolce Imeneo, ascolta la nostra voce!
Imeneo, accetta le nostre offerte.
MEDEA
Ah! que j’aime ces chants! qu’ils plaisent à mon coeur! Ah! come amo questi canti! Che piacere per il mio cuore!
CORO
Des plus tendres époux, viens hâter le bonheur!
Couronne, ô doux Hymen, cette heureuse journée.
Del più tenero degli sposi, affretta la felicità!
Corona, o dolce Imeneo, questa felice giornata!
MEDEA
Ecoute aussi ma voix, Hymen, ô hyménée. Ascolta anche la mia voce, Imeneo.
CREONTE
(nel tempio)
Ecoute ma prière. Ascolta la mia preghiera.
DIRCE
(nel tempio)
Et reçois mes sermens. E ricevi i miei giuramenti.
MEDEA
Apportez à l’épouse un brillant diadème;?
Que ne puis-je l’offrir et l’attacher moi même!
Portate alla sposa un brillante diadema?
Perché non posso offrirglielo e indossarglielo io stessa.
GIASONE
(nel tempio)
Hymen, reçois mes voeux, veille sur mes enfants. Imeneo, ricevi i miei voti, veglia sui miei bambini.
MEDEA
Chante, époux fortuné, signale ta tendresse,
Le Tartare applaudit à tes chants d’allégresse.
Canta, sposo fortunato, manifesta la tua tenerezza.
Il Tartaro applaude ai tuoi canti di allegria.
CORO
Le front paré de Myrthes immortels,
Hâte-toi de descendre, ô céleste hyménée.
Con la fronte ornata di mirti immortali,
affrettati a discendere, o celeste Imeneo.
MEDEA
Je viens aussi, je viens j’accours à tes Autels,
J’y réclame la foi que Jason m’a donnée!
Vengo anch’io, anch’io accorro al tuo altare.
E reclamo la fede che Giasone mi ha dato.
CORO
(tutto il corteo ripassa per rientrare nel palazzo)
Le front paré de Myrthes immortels,
Hâte-toi de descendre, ô céleste hyménée.
Reçois de deux époux les sermens solennel,
Et forme de leurs jours la trame fortunée!
Con la fronte ornata di mirti immortali,
affrettati a discendere, o celeste Imeneo.
Ricevi dai due sposi i solenni giuramenti,
e intessi la trama fortunata dei loro giorni!
MEDEA
Tu les reçus pour moi ces sermens solennels!
Souris à ma vengeance, Hymen, ô hyménée!
Tu le riceverai dai miei solenni giuramenti!
Sorridi alla mia vergogna, Imeneo, o Imeneo!
(Medea si lancia sull’altare, e afferra il vello sacro, ed esce con Neride ripetendo con rabbia l’ultimo verso, e agitando il vello in fiamme che lascia nell’aria una traccia di fuoco.)
ATTO TERZO
Da un lato, e su una parte del fondo, la scena rappresenta una montagna rocciosa con qualche boschetto alberato. Ai piedi si apre una grotta; ne esce una fonte che forma una cascata. Sul fianco della montagna, verso il fondo, sorge un tempio la cui porta è aperta, attraverso la quale si vede bruciare una lanterna. Una scala conduce al tempio, e sulla destra un sentiero tortuoso e impervio conduce dal tempio alla sommitàdella montagna. Dall’altro lato si vede un’ala del palazzo di Creonte, con giardini e qualche edificio.
[Introduzione]
Scena I
Medea
Il cielo è molto oscuro; si sente brontolare il tuono; la scena non è illuminata se non dai lampi che esplodono ad intervalli. Dopo un brontolio di tuono, si vede Neride uscire dall’ala del palazzo reale con i due figli di Medea; essi portano la corona e la veste destinata a Dirce. Quando sono davanti al tempio si arrestano e si salutano; in seguito in silenzio si dirigono verso il palazzo, dove entrano. Il temporale continua, e dopo qualche momento si vede Medea scendere lentamente dalla sommità della montagna. Sulla sua testa c’è un velo nero cosparso di stelle d’argento, che svolazza sulle sue spalle; i suoi capelli sono sparsi, la suatunica è rossa e nera; ha le braccia nude e tiene in mano un pugnale.
MEDEA
(sola, davanti al tempio)
Dieux, qui m’avez prêté vos secours destructeurs,
Dieux du Styx, hâtez-vous d’accomplir vos faveurs.
La mort sur ce palais va déployer ses ailes,
Et le couvre déjà des ombres éternelles.
Il me reste à frapper les plus terribles coups;
Venez, fils de Jason, je n’attends plus que vous.
C’est vous que j’ai choisis pour couronner mes crimes.
Chers enfants, vous serez mes plus belles victimes;
Mais ne m’accusez point de verser votre sang;
C’est Jason, c’est lui seul qui vous perce la flanc.
L’univers apprendra comment je fus vengée;
Il saura ce que peut une femme outragée.
Et mon nom immortel va devenir l’effroi
Des indignes époux qui trahiront leur foi.
On vient... Filles du Styx, soutenez mon courage;
D’un reste de faiblesse affranchissez mon coeur;
N’y laissez régner que la rage.
Juste ciel! Quel frisson! Quelle subite horreur!
O nature! que vais-je faire?
Que vois-je!...
Dei, che mi avete dato il vostro aiuto distruttore,
dei dello Stige, affrettatevi a concedermi il vostro favore.
La morte su questo palazzo sta dispiegando le sue ali
e lo copre già di ombre eterne.
Ora mi resta da vibrare il colpo più terribile;
venite, figli di Giasone, non attendo altro che voi.
È voi che ho scelto per completare il mio crimine.
cari fanciulli, voi sarete le mie vittime più belle;
ma non m’accusate di versare il vostro sangue;
è Giasone, è lui solo che vi vibra il colpo.
Tutti apprenderanno come io mi sia vendicata;
tutti sapranno ciò che può una donna oltraggiata.
E il mio nome immortale diventerà il terrore
degli sposi indegni che tradiscono la loro fede.
Vengono… Figli dello Stige, datemi il coraggio;
togliete dal mio cuore anche l’ultima debolezza;
fate che in esso non regni che la rabbia.
Giusto cielo! Che brivido! Che supremo orrore!
O natura! Che cosa sto per fare?
Che cosa vedo?…
Scena II
Medea, Neride, i due figli di Medea.
NERIDE
Chers enfants, embrassez votre mère. Cari bambini, abbracciate vostre madre.

MEDEA
Fuyez, fuyez... Fuggite, fuggite…
NERIDE
Non, non, jetez-vous dans ses bras;
C’est elle.
No, no, gettatevi fra le sue braccia.
È lei!
MEDEA
Malheureux! vous courez au trépas.
Ah! Ne me touchez pas de vos mains innocentes.
Disgraziati! voi correte verso la morte.
Ah, non toccatemi con le vostre innocenti mani.
NERIDE
Chers enfants pressez-la de vos mains caressantes. Cari fanciulli, accarezzatela dolcemente con le vostre
mani.
MEDEA
Je sens mon coeur frémir et mon sang se glacer.
Ma vengeance est perdue; il y faut renoncer.
Sento il mio cuore fremere e il mio sangue raggelarsi.
La mia vendetta è perduta; devo rinunciarvi.
NERIDE
Qu’ai-je vu, justes dieux! Quel dessein sacrilège? Che cosa ho visto, giusti dei? Quale sacrilego disegno?
MEDEA
Mes fils! Figli miei!
NERIDE
Faibles enfants, que le ciel vous protège! Deboli fanciulli, che il cielo vi protegga!
MEDEA
Mes fils! c’en est donc fait, vous l’emportez sur moi!
La nature est plus forte, et je cède à sa loi.
O moment douloureux! O moment plein de charmes!
Douceur inexprimable! O mortelles alarmes!
Mon faible coeur en proie à mille sentimens,
S’ouvre à tous plaisirs, souffre tous les tourmens.
Figli miei! è dunque così, voi mi costringete!
La natura è più forte e io cedo alla sua legge.
O momenti dolorosi! O momenti pieni di incanto!
Dolcezza inesprimibile! O allarme mortale!
Il mio debole cuore è in preda a mille sentimenti,
si apre a tutti i piaceri, soffre tutti i tormenti.
[Aria – Medea]
MEDEA
Du trouble affreux qui me dévore
Rien en peut égaler l’horreur!
Non! O chers enfants, je vous adore!
Et j’allois vous percer le coeur!
Dieux immortels! Sainte justice!
Vous avez désarmé mon bras!
Sauvez-moi; ne permettez pas
Ce détestable sacrifice!
Périsse le parjure auteur de mes souffrances?
Que sa mort, que son sang suffise à
mes vengeances,
La traître! Ah! son nom seul réveille mon courroux!
Du trouble affreux qui me dévore
Rien en peut égaler l’horreur.
O chers enfants, je vous adore!
Et malgré moi je sens encore,
En vous voyant, renaître mes fureurs!
Dell’orribile tormento che mi divora
nulla può eguagliare l’orrore!
No! Cari bambini, io vi adoro!
E volevo trafiggervi il cuore!
dei immortali! santa giustizia!
Avete disarmato il mio braccio!
Salvatemi; non permettete
questo detestabile sacrificio!
Che perisca lo spergiuro autore delle mie sofferenze?
Che la sua morte, che il suo sangue sia sufficiente alla
 mia vendetta.
Il traditore! Ah, solo il suo nome ridesta la mia ira!
Dell’orribile tormento che mi divora
nulla può eguagliare l’orrore!
No! Cari bambini, io vi adoro!
E malgrado me, io sento ancora,
vedendovi, rinascere il mio furore!
NERIDE
Ah! si vous fûtes outragée,
Votre haine triomphe, et n’est que trop vengée:
Votre rivale touche à ses derniers momens.
Ah! se voi siete stata oltraggiata,
il vostro odio trionfa, ed è stata vendicato a sufficienza.
La vostra rivale sta vivendo i suoi ultimi momenti.
MEDEA
Que dis-tu? Che cosa dici?
NERIDE
La princesse a reçu vos présens;
Elle s’en est parée au lever de l’aurore,
Et sans doute déjà le poison la dévore
Que ce trépas suffise à vos ressentiments.
La principessa ha ricevuto i vostri regali;
ella li ha indossati al sorgere dell’aurora,
e senza dubbio già il veleno la sta divorando
e che questa morte plachi i vostri risentimenti.
MEDEA
Est-ce assez de son sang pour laver mon injure?
Est-ce assez d’une mort pour punir le parjure?
È sufficiente il suo sangue per lavare la mia ingiuria?
È sufficiente una morte per punire lo spergiuro?
NERIDE
(fra sé)
Ah! cherchons le moyen de sauver ses enfants!
O reine infortunée! ô ma chère maîtresse!
Tandis que vos enfants sont encore avec vous
Livrez votre âme à la tendresse;
Je dois bientôt hélas! les rendre à votre époux.
Ah! Cerchiamo il modo di salvare i bambini!
O regina sfortunata! O mia cara padrona!
Ora che i vostri figli sono con voi
liberate la vostra anima alla tenerezza;
ora debbo riportarli al vostro sposo.
MEDEA
(a bassa voce)
Néris, mon oeil s’égare, et ma raison se trouble,
Ma pitié s’est éteinte et ma rage redouble,
Si mes fils te sont chers, éloigne-les de moi.
Neride, il mio occhio si confonde e la mia ragione vacilla,
la mia pietà si è estinta e la mia rabbia raddoppia,
se i miei figli ti sono cari, allontanali da me.
(Neride afferra i bambini e li tiene stretti fra le proprie braccia)
Leur aspect me tourmente; il me glace d’effroi,
De plus noires fureurs mon âme dévorée,
Par l’amour maternel est trop mal assurée.
Cache-les… cache-les…
Il loro aspetto mi tormenta, mi raggela di terrore,
la mia anima è divorata dai più neri furori,
per un amore materno! Esso vacilla troppo.
Nascondili… nascondili…
NERIDE
Hélas! Et dans quels lieux?
La mort dans ce palais va s’offrir à leur yeux.
Vous les avez partout environnés d’abîmes.
Ahimè! E in quale luogo?
La morte in questo palazzo si offre ai loro occhi.
Voi li avete circondati da un abisso!
MEDEA
Éloigne-les de moi, le temps est précieux.
Redoute cette main accoutumée aux crimes:
Conduis-les dans ce temple, au pied des saints autels
Obtiens-leur contre moi l’appui des immortels.
Cache-les…
Allontanali da me, il tempo è prezioso!
temi queste mani abituate al crimine:
conducili nel tempio, ai piedi dei santi altari
ottieni contro di me l’appoggio degli immortali.
Nascondili…
NERIDE
(allontanando i figli)
Malheureux! Hâtez-vous de me suivre.
Dieux! à ces innocens prêtez votre secours;
Couvrez-les de votre ombre, et défendez leurs jours.
Disgraziati! Affrettatevi a seguirmi.
Dei! aiutate questi innocenti;
copriteli con la vostra ombra, e difendete la loro vita.
(Ella li porta nel tempio e chiude la porta)
Scena III
Medea
[Aria – Medea]
MEDEA
Eh quoi, je suis Médée et je les laisse vivre!
Qu’ai-je fait? Où sont ils? Mon oeil ne les voit plus!
Pour les fils de Jason mes sens se sont émus!
Ce sont les tiens, dis-tu mais n’est-il pas leur père?
Malheureuse! Est-ce à toi de vouloir être mère?
Est-ce à toi d’écouter la voix de la nature?
Est-ce à toi de sentir ces doux frémissemens?
Eh quoi donc? Je vais fuir! Je quitte mes enfants,
Et je les abandonne au pouvoir du parjure!
Il peut me prévenir: les frapper le premier,
Non, consommons le crime et qu’il soit tout
entier!
O Tisiphone! Implacable Déesse!
Étouffe dans mon coeur tout sentiment humain!
Rends-moi ce fer échappé de ma main.
Rends-le-moi; je saurai réparer ma faiblesse!
Mon lâche coeur! Mon faible bras,
Ne sera pas toujours timide!
L’épouse de Jason ne se réduira pas
A regretter un parricide!
Un vain amour ne triomphera pas!
Non, non, ne triomphera pas!
Come? Io sono Medea e li lascio vivere!
Che cosa ho fatto? Dove sono essi? Il mio
occhio non li vede più!
Per i figli di Giasone i miei sensi si sono commossi!
Sono i tuoi, ma egli non è il loro padre?
Disgraziata! proprio tu devi volere essere madre?
Proprio tu devi ascoltare la voce della natura?
Proprio tu devi sentire questo dolce fremito?
E che, dunque? Io sto per fuggire! Io lascio i miei figli,
li abbandono in potere dello spergiuro!
Egli può precedermi: colpirli per primo,
No, consumiamo il crimine, e che sia completo!
O Tisifone! Dee implacabili!
Soffocate nel mio cuore tutti i sentimenti umani!
Rendetemi questo pugnale che mi è sfuggito di mano.
Rendetemelo, io saprò riparare alla mia debolezza!
Mio debole cuore! Mio spento braccio,
non sarete più timidi!
La sposa di Giasone non si ridurrà
a rimpiangere un parricidio!
Un vano amore non trionferà!
No, no, non trionferà!
[Finale]
CORO
(in distanza)
O Dieux! Secourez-nous, ô foudre vengeresse. O Dei! Soccorreteci, folgori vendicatrici!
MEDEA
(guarda a distanza)
Les cris du désespoir pénètrent jusqu’à moi! Le grida di disperazione giungono fino a me!
CORO
O crime! ô trahison, ô spectacle d’effroi! O crimine! O tradimento! O spettacolo d’orrore!
MEDEA
O cris plus doux pour moi que les chants d’allégresse. O grida più dolci per me che non i canti di allegria!
GIASONE
(anche lui a distanza)
Déplorable Dircé! quel est donc votre sort! Sfortunata Dirce! qual è dunque la vostra sorte!
CORO
Tombe sur la coupable! ô foudre vengeresse! Abbattiti sulla colpevole, fulmine vendicatore!
GIASONE
Quel horrible forfait vous condamne à la mort,
Et vous ravit à ma tendresse!
Quale orribile misfatto vi condanna a morte
e vi rapisce alla mia tenerezza!
MEDEA
(gridando in direzione della sua voce)
Tu pleures ta Dircé, perfide, et tes enfants?
Ne te souvient-il plus qu’ils sont en ma puissance?
Réserve-leur ces longs gémissemens!
Tu ne sais point encor jusqu’où va ma vengeance!
Plus de faiblesse, plus d’effroi,
Surpassons, couronnons mes crimes.
Euménides, précédez-moi!
Courez, livrez-moi les victimes.
Tu piangi la tua Dirce, perfido, e i tuoi figli?
Non ti ricordi che essi sono in mio potere?
Riserva per loro questi lunghi gemiti!
Tu non sai ancora fin dove arriverà la mia vendetta!
Non più debolezza, non più timore,
portiamo il mio crimine al coronamento.
Eumenidi, precedetemi!
Correte, consegnatemi le mie vittime.
(Le Eumenidi corrono dentro il Tempio con Medea. Quindi arriva Giasone e il popolo in tumulto)
Scena IV
Giasone e il popolo
GIASONE
O ciel! laisseras-tu ses forfaits impunis!
Dieux, où sont mes enfants?
Dieux, rendez-moi mes fils!
Que votre bonté les protège!
O cielo! lascerai impuniti i suoi misfatti!
Dei, dove sono i miei bambini?
Dei, rendetemi i miei figli!
Che la vostra bontà li protegga!
CORO
Punissez, dieux vengeurs! Ce monstre sacrilège! Punite, dei vendicatori, questo mostro sacrilego!
GIASONE
O ma chère Dircé, arrachez-lui la vie!
Que son sang odieux expie
Le sang que sa rage a versé!
O mia cara Dirce, portale via la vita!
Che il suo odioso sangue espii
il sangue che la sua rabbia ha versato!
CORO
O père déplorable! Poursuivons la coupable!
Que son sang odieux expie…
O padre miserando! Inseguiamo la colpevole!
Che il suo sangue odioso espii…

GIASONE E CORO
…le sang que sa rage a versé! …il sangue che la sua rabbia ha versato!
Scena V
Giasone, popolo, Neride
NERIDE
(correndo fuori dal tempio)
Ah! Seigneur, votre épouse… Ah! Signore, la vostra sposa…
GIASONE
…achevez… …concludi…
NERIDE
…la cruelle,
Dans ce Temple à l’instant…
…la crudele
dentro quel tempio, in questo istante
GIASONE
Justes dieux! Que fait-elle? Giusti dei! Che cosa fa?
NERIDE
Elle poursuit vos fils! pour leur percer le coeur. Ella cerca i vostri figli! Per trapassar loro il cuore!
GIASONE E CORO
o Ciel! O mère criminelle! O cielo! O madre criminale!
GIASONE
S’il en est temps encor étouffons sa fureur! Se c’è ancora tempo soffochiamo il suo furore!
(Non appena Giasone ha pronunciato l’ultimo verso, il tempio si apre; si vede uscire Medea che ha ancora in mano il pugnale, circondata dalle tre Eumenidi che si raggruppano con lei sulla scala del tempio; Giasone si arresta costernato, e il popolo indietreggia di orrore.)
Scena VI
Giasone, popolo, Neride, Medea, le Eumenidi
MEDEA
Arrête! et reconnais ton épouse outragée! Fermati! e riconosci la tua sposa oltraggiata!
GIASONE
Qu’ai-je vu justes dieux! Che cosa ho visto, giusti dei!
CORO
O spectacle d’effroi! O spettacolo d’orrore!
GIASONE
Barbare! où sont mes fils? Barbara! dove sono i miei figli?
MEDEA
Tout leur sang m’a vengée… Tutto il loro sangue mi ha vendicata…
GIASONE
Que t’ont fait mes enfants? Che cosa ti hanno fatto i miei figli?
MEDEA
Ils étaient nés de toi. Sono nati da te.
GIASONE
Dieux! Dei!
MEDEA
Va, fidèle époux, tendre et sensible père!
Cherche une jeune épouse, abandonne une mère!
Va, sposo fedele, tenero e sensibile padre!
Cerca una giovane sposa, abbandona una madre!
GIASONE
Malheureuse! Ah! Du moins dans ces affreux moments,
Laisse-moi la douceur de revoir mes enfants!
Que je puisse apaiser leurs ombres gémissantes!
Que le derniers devoirs enfin leur soient rendus,
Et que dans le tombeau…
Disgraziata! Ah! In questo momento orrendo almeno
lasciami la dolcezza di vedere i miei figli!
Che io possa dare pace alle loro ombre gementi!
Che gli estremi doveri siano loro almeno resi,
e che dentro la tomba…
MEDEA
Tu ne les verras plus. Tu non li rivedrai più.
GIASONE
Mes fils, rends-moi mes fils! I miei figli, rendimi i miei figli!
MEDEA
Ils ont suivi mon frère, adieu!
Dans Iolchis va traîner la misère,
De rivage en rivage errant désespéré
En tous lieux fugitif, en tous lieux abhorré!
Va cacher les remords de ton âme éperdue!
Que les mères partout frémissent à ta vue!
Plus heureuse que toi je m’en vais dans les airs!
Par des chemins connus pour moi toujours ouverts!
Dans les Enfers bientôt je te verrai descendre,
Et sur les bords du Styx mon ombre va t’attendre!
Essi hanno seguito mio fratello, addio!
Va a trascinare la tua miseria nella Iolchide,
errando disperato di piaggia in piaggia,
fuggiasco in ogni luogo, in ogni luogo aborrito!
Va a nascondere i rimorsi della tua anima perduta!
Che le madri ovunque tremino alla tua vista!
Più felice di te io me ne vado nell’aria!
Per cammini conosciuti, a me sempre aperti!
Negli Inferi ben presto io ti vedrò discendere,
e sulle rive dello Stige la mi ombra ti attenderà!
(Con queste parole ella si invola nell’aria. Una esplosione di fuoco esce dal tempio e si diffonde dappertutto. Il popolo si disperde per mettersi in salvo.)
NERIDE, GIASONE E CORO
Juste Ciel! Tout l’enfer se découvre à nos yeux!
L’enfer, l’enfer se découvre à nos yeux!
Fuyons de ces funestes lieux! Fuyons! Fuyons!
Giusto Cielo! Tutto l’inferno si scopre ai nostri occhi!
L’inferno, l’inferno si discopre ai nostri occhi!
Fuggiamo da questi luoghi funesti! Fuggiamo! Fuggiamo!
FINE DELL’OPERA

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Ultimo aggiornamento 23 agosto 2016
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