Glossario
Guida all'ascolto



Volo di notte

Opera in un atto

Testo del libretto (nota 1)

Scena prima

La scena è divisa da una parete in due parti; quella a sinistra dello spettatore, considerevolmente più piccola dell’altra, è lo studio del Signor Rivière: un tavolo, qualche sedia. Una porta e una finestra nella parete di sinistra; una grande carta geografica occupa quasi tutto il resto della parete. Una porta con tenda nella parete divisoria. La parte a destra dello spettatore è un ufficio con tavoli, sedie, una macchina da scrivere. Una porta nella parete destra; presso la porta un grande quadro per segnalazioni elettriche. Un attaccapanni sul quale stanno il mantello e il cappello del Signor Rivière. Tutta la parete di fondo è a vetri. Dall’ufficio, attraverso una grande porta nella vetrata, si passa sul campo di aviazione. La parte riservata all’azione propriamente detta è estremamente limitata: ben visibile deve risultare il campo di aviazione. E, al di là di questo, pure dovrà risultare visibile la città, con le sue luci, man mano che sopraggiunge la notte. È il tardo crepuscolo. Sui tavoli sono accese lampade da ufficio.

Il Signor Rivière è solo nel suo studio. Sta al tavolo esaminando alcuni fogli. Nell’ufficio Quattro Impiegati stanno lavorando. In piedi, davanti al quadro delle segnalazioni elettriche, il Radiotelegrafista. Rivière si alza e si dirige verso la carta geografica. Qui si sofferma a lungo, immobile, a guardare.
Il Radiotelegrafista si avvicina al Terzo Impiegato e gli passa un foglio. Questi, scorso il foglio, si alza, traversa l’ufficio senza far rumore ed entra nello studio di Rivière.
TERZO IMPIEGATO
(quasi sull’attenti, a fianco di Rivière, che ascolta immobile e concentrato)
Il corriere del Cile avverte che scorge i lumi di Buenos Aires.
RIVIÈRE
(movendo appena la testa)
Sta bene.
(Il Terzo Impiegato esce rapidamente senza chiudere la tenda dietro a sé.)
RIVIÈRE
(avanzando di qualche passo verso il proscenio; fra sé)
Tra poco allora arriveranno gli altri due. E questa notte, alle tre, partirà il corriere d’Europa.
(La città, in fondo, va gradatamente illuminandosi).
Poi, le squadre stanche andranno a dormire, cedendo il loro posto a squadre nuove. lo, io solo, Rivière, io solo non avrò riposo. E così sarà sempre. Sempre.
L’arrivo degli aeroplani non sarà per me giammai la vittoria che chiude una guerra ed apre un periodo di pace; per me non è che un passo, uguale a mille altri; un passo verso il futuro.
(Si passa una mano sulla fronte. Torna a guardare la carta geografica)

(Entra silenziosamente il Vecchio Caposquadra Leroux, che tiene in mano un albero di trasmissione (asse) ossidato. Rivière si accorge della presenza di Leroux, ma prima di lasciarlo parlare, si avvicina alla finestrae la apre. Si ode dalla città, lontano, il suono di una orchestrina. Aperta la finestra, Rivière si volge a Leroux con tono interrogativo.)
LEROUX
(mostrando a Rivière l’asse ossidato)
Era incastrato fortemente...
(con un sorriso di soddisfazione)
... ma ci sono riuscito...
RIVIÈRE
(dopo aver esaminato l’asse)
Bisognerà dire ai meccanici di lasciare più gioco a questi pezzi...
(L’orchestrina ha finito di preludiare. Si ode la voce di una Canzonettista:)
RIVIÈRE
(volgendosi improvvisamente a Leroux, con bonarietà)
L’amore, signor Leroux, vi ha dato molte preoccupazioni nella vita?
LEROUX
(molto confuso, un po’ per la domanda in sé e un po’ per il tono bonario di Rivière)
Oh! l’amore... sapete, signor Direttore...
RIVIÈRE
Voi siete come me: non avete mai avuto tempo..
VOCE INTERNA
Amore, gioia del mondo
Amore... gioia!
Vieni, t’appressa a noi,
vieni!
LEROUX
Non molto...
RIVIÈRE
E un giorno ci si accorge di aver respinto verso la vecchiaia per quando “si avrebbe avuto tempo”, tutto ciò che fa dolce la vita degli uomini... Come se davvero un giorno si potesse “aver tempo”! Troppo tardi.
VOCE INTERNA
Amore, gioia del mondo
Amore... gioia!


Amore! amore! gioia!
(A un cenno di Rivière, Leroux esce)
Nella sola azione posso ormai trovare nutrimento per la mia vita.
(Ritorna al tavolo da lavoro)
Amor!
Amor!

Scena seconda

Sul campo di aviazione si illuminano alcune grandi lampade rosse. Si sente già la presenza di una massa di operai, maestranze, ecc., ma questa dovrà risultare visibile soltanto più tardi, illuminata da potenti riflettori.
IL CORO
(con grida altissime segue l’avvicinarsi dell’aeroplano proveniente dal Cile)

(Dall’esterno viene aperta la grande porta nella vetrata)

(Sul campo atterra l’aeroplano di Pellerin. Pellerin esce dall’apparecchio; si guarda intorno come trasognato. Pellerin avanza lentamente verso il proscenio. L’Ispettore Robineau lo segue a un passo di distanza)
PELLERIN
(con espressione dura, ai quattro Impiegati e a Robineau)
Pagherete da bere!
ROBINEAU
(con cordialità quasi eccessiva)
Ma certo! Voi verrete con me; brinderemo al vostro coraggio, al vostro valore... ed alla nostra amicizia.
(Batte una mano sulla spalla di Pellerin)
Diteci intanto com’è andata... Siamo fieri di voi...

(Rivière, che, dallo studio, ha ascoltato con crescente interesse le parole di Robineau, a quest’ultima frase scatta sulla seggiola e sembra volersi dirigere verso l’ufficio. Ma si padroneggia subito e ritorna al suo posto)
PELLERIN
(quasi tra sé)
Il ciclone non è nulla... si può salvare la pelle... ma prima... ma quell’incontro!...
(a Robineau ed agli Impiegati)
... Se sapeste... Valicavo, tranquillo, la Cordigliera delle Ande. Le nevi dell’inverno vi pesavano con tutta la loro pace. Su duecento chilometri di spessore, non un uomo, non un soffio di vita, non uno sforzo. Soltanto creste verticali, che a seimila metri si sfiorano, mantelli di pietra che cadon diritti e una tranquillità infinita.
(cercando di ricordare)
Fu nei pressi del Picco Tupungato...
(Si interrompe per pensare)
PELLERIN
...sì, ... vicino al Picco Tupungato...
(Né Pellerin né gli Impiegati sembrano aver avvertita la voce di Rivière. Soltanto Robineau si allontana in fretta dal gruppo e si avvia verso lo studio)
RIVIÈRE
(dallo studio)
Signor Robineau!
(Robineau intanto è entrato nello studio, dopo aver chiusa la tenda dietro di sé. Il Signor Rivière gli fa un cenno per invitarlo a sedere. Poi gli fa vedere delle carte)
PELLERIN
(continuando)
Da principio non avevo visto nulla. Mi ero sentito soltanto impacciato, come qualcuno che si crede solo, e invece non è più solo, e lo guardano. A un tratto, senza saper come, mi sono sentito circondato di collera. Che cosa mi fece indovinare ch’essa trasudava dalle pietre e dalla neve? Eppure nulla veniva incontro a me. Nessuna tempesta era in cammino.
(Rimane assorto)

(Rivière e Robineau hanno finito di esaminare le carte. Si alzano. Robineau vorrebbe ritornare nell’ufficio; ma Rivière lo fissa, con occhio scrutatore)
RIVIÈRE
Voi ... siete molto intimo... di quel ... Pellerin?
ROBINEAU
(confuso)
Ma...
RIVIÈRE
Non vi rimprovero mica... Soltanto... voi siete un Ispettore...
ROBINEAU
Non capisco
PELLERIN
(con gli occhi sbarrati, come in una visione)
Con sgomento guardavo quei picchi innocenti e quelle cime nevose appena più grigie, che cominciavano a vivere come un popolo.
(con tono molto realistico)
Serrai le mani sul comandi.
(deciso)
Tendevo i muscoli come una bestia che sta per saltare.
(Si interrompe ancora, come per riordinare le idee)



PELLERIN
Poi tutto si fece più aguzzo. Mi sembrò che le
cime andassero alla deriva intorno a me. Mi
voltai: tutta la Cordigliera pareva fermentare.
Da un picco zampillò la neve, poi da un altro e tutti i picchi, l’uno dopo l’altro, si infiammarono.
Allora, cori i primi risucchi dell’aria, le montagne intorno a me oscillarono.
(Porta le mani all’altezza del capo, come in una visione di terrore, e rimane lungamente immobile)
RIVIÈRE
...e le distanze vanno rispettate...
(Dai gesti si deve comprendere che la discussione continua)
RIVIÈRE
Voi dovete restare attaccato alla vostra parte...
Se domani notte voi doveste ordinare a quel pilota una partenza pericolosa.
ROBINEAU
(con naturalezza)
Egli... obbedirà...
RIVIÈRE
Per amicizia o per dovere?
(La discussione continua)

(Sembra che la discussione vada accalorandosi sempre più)
RIVIÈRE
... comunque, domani lo dovrete punire!...
(Robineau fa un gesto come per dire: “Ma Signor Direttore!”, gesto che non viene raccolto da Rivière)
RIVIÈRE
(continuando; con indifferenza, come se leggesse un rapporto)
“L’ispettore Robineau infligge al pilota Pellerin... la pena tale... per il tale motivo...”. Troverete un motivo qualsiasi...
ROBINEAU
(sgomento)
Signor Direttore!...
RIVIÈRE
(con annoiato compatimento)
Fate come se mi capiste, Robineau…
(con espressione quasi triste)
“Amate coloro che vi sono sottoposti; ma non ditelo”...
(China il capo sulle sue carte)

TERZO IMPIEGATO
(Vedendo rimanere Pellerin nel suo atteggiamento immobile, gli si avvicina e lo scuote)
Su! Pellerin!
PELLERIN
(come destandosi da un sogno e sempre in tono visionario)
Mi pare... d’essermi dibattuto a lungo, rabbiosamente, in quelle fiamme grigie.
(Robineau non ha più coraggio di parlare. Lentissimamente si avvia verso l’ufficio)
SECONDO IMPIEGATO
E a Mendoza, pure tempesta?
PELLERIN
No... Ho atterrato col cielo puro; ma l’uragano mi seguiva da vicino.
PRIMO IMPIEGATO
È il ciclone del Pacifico...
(Fermandosi quasi a ogni passo a riflettere, Robineau è giunto alla porta che conduce nell’ufficio.
QUARTO IMPIEGATO
Fortuna che questi cicloni non scavalcano mai le Ande...
(Intanto Pellerin si è tolto il costume di aviatore e se lo è messo sul braccio destro)
Qui si trattiene a lungo. Si volta a guardare Rivière che lavora. Poi rientra nell’ufficio e richiude la tenda dietro a sé. Con tono cameratesco un po’ forzato prende Pellerin sotto il braccio sinistro, fa un cenno di saluto agli Impiegati ed escono.)

Scena terza
PRIMO IMPIEGATO
Che maledetto mestiere!
SECONDO IMPIEGATO
(con indifferenza)
Oggi poi... che si vola pur tutta la notte... per guadagnare... del tempo!...
QUARTO IMPIEGATO
(ironico)
Già... i voli di notte... la recente trovata di Rivière...
SECONDO IMPIEGATO
Non regge...
TERZO IMPIEGATO
(alzandosi di scatto, deciso, ma senza enfasi)
Ragazzi, Rivière è in lotta col tempo; Rivère vince spazio e tempo; la sua è una grande idea...
(Si rimette a sedere)
SECONDO IMPIEGATO
(sollevando appena il capo e con espressione incredula e ironica)
Una grande idea?...
QUARTO IMPIEGATO
(canzonatorio)
Tra poco, questo è certo, Pellerin, dirà a sua moglie teneramente: “Cara, si sta meglio in casa con te che non sulle Ande colla tempesta...”.
TERZO IMPIEGATO
(scattando)
In futuro...
SECONDO IMPIEGATO
(interrompendolo)
... in futuro vedremo...
QUARTO IMPIEGATO
(continuando il suo dire)
... e lo stesso diranno, e con maggior ragione, il corriere di Asuncion... e pure Fabien... al suo ritorno dalla Patagonia...

(Il Radiotelegrafista depone un foglio sul tavolo del Terzo Impiegato; ma questi, attento alle parole dei suoi compagni, non se ne accorge)
TERZO IMPIEGATO
Ma Rivière è grande!...
QUARTO IMPIEGATO
(alzandosi e disponendosi a uscire, con freddezza)
S’è parlato fin troppo...
SECONDO IMPIEGATO
(come sopra)
Vi accalorate per nulla...
PRIMO IMPIEGATO
(toccando il braccio al Terzo)
C’è un messaggio per Rivière...
(Il Secondo e il Quarto Impiegato escono dopo aver spenta la luce sui loro tavoli. Il Terzo Impiegato prende il foglio e lo scorre. Si alza e si dirige subito verso lo studio di Rivière)

(Il Primo Impiegato spegne la luce sul suo tavolo ed esce sull’aeroporto)
RIVIÈRE
(alzando appena il capo)
Notizie?
(Si rimette subito a scrivere)
TERZO IMPIEGATO
Il corriere di Asuncion procede bene. Sarà qui verso le due. Viceversa si prevede un forte ritardo del corriere di Patagonia, il quale... sembra trovarsi... in una posizione difficile.
RIVIÈRE
Chiedete il tempo agli scali.
(Rimane meditabondo)

(Il Terzo Impiegato esce in fretta e, arrivato nell’ufficio, si avvicina al Radiotelegrafista per interrogarlo)
RADIOTELEGRAFISTA
(affaccendato davanti al quadro delle segnalazioni elettriche)
Trelew: cielo per tre quarti coperto. Vento Ovest debole.
TERZO IMPIEGATO
(prendendo appunti ad ogni comunicazione del Radiotelegrafista)
Il tempo è sempre bello verso Sud-Ovest?
RIVIÈRE
(tra sé)
"Il corriere di Patagonia si trova in una posizione difficile"...
(alzandosi di scatto, con energia)
Guai se mi abbandono. Allora avvengono gli incidenti, misteriosamente.
RADIOTELEGRAFISTA
Comodoro segnala: ritorno impossibile. Tempesta.
TERZO IMPIEGATO
Chiedete il tempo a Sant’Antonio.
RIVIÈRE
La mia volontà deve impedire all’aeroplano di spezzarsi in volo...
RADIOTELEGRAFISTA
Vento Ovest si leva e tempesta ad Ovest. Cielo interamente coperto.
RIVIÈRE
La mia volontà ritarderà il cammino della tempesta.
Sant’Antonio sente assai male per causa delle scariche.
TERZO IMPIEGATO
(con agitazione)
E Bahia Blanca
RIVIÈRE
La mia volontà costringerà ogni cosa in rnio potere.
RADIOTELEGRAFISTA
Prevediamo entro venti minuti violento uragano Ovest sulla città...
RIVIÈRE
Guai se mi abbandono. .
(Si dirige verso la carta geografica e vi si sofferma a lungo)

(Rivière scorre il foglio; poi siede al tavolo, con la testa appoggiata a una mano)
TERZO IMPIEGATO
Ridomandate il tempo a Trelew.

(È entrato intanto da destra l’lspettore Robineau, il quale ha ascoltato con angosciosa attenzione le ultime comunicazioni del Radiotelegrafista)
RADIOTELEGRAFISTA
Trelew: uragano trenta metri secondo Ovest e raffiche di poggia.
ROBINEAU
Quanta benzina?
TERZO IMPIEGATO
(dopo aver consultato rapidamente l’orologio)
Per mezz’ora...
(Prende il foglio con gli appunti e lo porta a Rivière; indi ritorna nell’ufficio.)
ROBINEAU
(al Radiotelegrafista)
Ma c’è speranza... ancora?
RIVIÈRE
(chiamando)
Signor Robineau!
(Robineau passa nello studio)
RIVIÈRE
Le carte del corriere d’Europa sono pronte?
ROBINEAU
(indeciso)
lo... credevo... dover attendere l’arrivo dei corrieri di Asuncion... e di Patagonia...
RIVIÈRE
(con fermezza)
Voi non dovete “credere”, ma solo, solo eseguire, signor Robineau...
(imperioso)
Alle tre, questa notte, parte il corriere d’Europa.
(Robineau ritorna nell’ufficio)


Scena quarta

(Timidamente, dalla porta di destra, entra la Signora Fabien)
ROBINEAU
Signora...
SIGNORA FABIEN
(presentandosi)
Simona Fabien...
ROBINEAU
(molto gentilmente)
Cercate... qualcuno, Signora?
SIGNORA FABIEN
Mio marito ha atterrato?
ROBINEAU
No.
SIGNORA FABIEN
C’è ritardo?
ROBINEAU
Sì. Ritardo.
SIGNORA FABIEN
E a che ora sarà qui?
ROBINEAU
A che ora? Non lo sappiamo.
SIGNORA FABIEN
Ditemi, per favore, dov’è adesso?
ROBINEAU
(consultando un registro aperto sul tavolo)
Dov’è? Vediamo... È partito da Comodoro... alle diciannove e trenta...
SIGNORA FABIEN
E poi?
ROBINEAU
Poi... molto ritardo. Molto ritardo a causa dei cattivo tempo.
SIGNORA FABIEN
(sospirando)
Ah!... il cattivo tempo... Ed egli vola da tanto verso Trelew... Ma... invia messaggi? Cosa dice?
ROBINEAU
(fingendo di non aver badato alle domande e tentando di congedare la Signora Fabien)
Signora... non appena sapremo qualche cosa... vi avvertiremo... s’intende...
SIGNORA FABIEN
(più decisa)
Ho chiesto se invia messaggi...
ROBINEAU
Signora suoi messaggi non ci giungono con un tempo simile...
SIGNORA FABIEN
(fra sé, esterrefatta)
Con un tempo simile...
ROBINEAU
(tentando ancora di congedarla)
Signora, vi avvertiremo... s’intende...
SIGNORA FABIEN
(scuotendosi)
No! no! voglio parlare col Direttore!
ROBINEAU
Il Signor Direttore è molto occupato... è in consiglio...
SIGNORA FABIEN
Non me ne importa niente, non me ne importa niente! Voglio parlare col Signor Rivière!
ROBINEAU
Un minuto, Signora.

(Robineau si asciuga la fronte. Poi si dirige verso lo studio e mormora qualche parola all’orecchio di Rivière)
RIVIÈRE
(fra sé)
È quello che temevo.

(La Signora Fabien, non potendo reggere all’angoscia e all’impazienza, traversa l’ufficio, scosta la tenda...
Sulla porta dello studio appare la Signora Fabien. Robineau esce in fretta da sinistra. Alla vista di Rivière si direbbe che la Signora Fabien perda tutto il suo coraggio. I due si guardano a lungo, in silenzio)
SIGNORA FABIEN
(timidamente)
Signor Rivière... scusate... ditemi... vi supplico, parlate...
RIVIÈRE
(imbarazzato)
Signora, accade spesso dover attendere, nel nostro mestiere...
SIGNORA FABIEN
Ritornerà? Potrà tornare? Rispondete, Signor Rivière.
RIVIÈRE
(Fa un gesto, come per esortarla alla calma)
SIGNORA FABIEN
(continuando il suo pensiero)
Se non dovesse tornare... (io tremo) ... a che serviranno quella lampada, quei fiori che ritroverò rientrando in casa?
RIVIÈRE
(Fa un gesto, come sopra)
SIGNORA FABIEN
(come sopra)
E domani? i suoi vestiti, i suoi oggetti saran vani; il mio amore sarà vano... Che sarà mai di me, domani, tutta sola?
RIVIÈRE
(più imbarazzato che mai)
Signora...
SIGNORA FABIEN
(con accento molto diverso da quello precedente)
Quell’uom che la notte minaccia e già sommerge, avrebbe potuto con me viver felice. La prima legge non è forse quella di difendere la propria felicità? In nome di che cosa voi strappate gli uomini alla felicità? Ne avete il diritto? È giusto ciò che fate?
RIVIÈRE
(rispondendo come chi ha atteso a lungo il momento di poter parlare)
Sì. Ne ho diritto. Ve lo dico io, Rivière. Giusto, ingiusto, per me sono parole che non hanno senso.
Prendo gli uomini per lanciarli fuor di sé stessi, verso quella vita forte, che, con la sua gioia, con tutto il suo dolore, è la sola che debba esser vissuta.
SIGNORA FABIEN
(accasciatissima, con tono più umile e con espressione contenuta)
lo sono una donna ed amo; io parlo in nome del mio grande amore. Voi, uomo, seguite l’idea.
Ciascuno di noi parla in nome del suo mondo. Esistere non posso senza amore... e invece voi...
Ritornino o non ritornino i corrieri questa notte, voi sempre siete e sarete Rivière, il grande, Rivière, il vittorioso, che trascina la catena della sua pesante vittoria.
(disperatamente)
Signor Rivière! m’ascoltate! Signor Rivière! fate, dite qualche cosa!
RIVIÈRE
(commosso)
Signora, avrò notizie fra poco... ormai... Vi avvertirò.

(La Signora Fabien si dirige verso la porta. Al momento di uscire si volge ancora una volta a Rivière.)
SIGNORA FABIEN
Signor Rivière... eravamo sposi... da sei settimane... appena...
(Esce, traversa l’ufficio e scompare. Rivière la segue con lo sguardo.)

Scena quinta

(Il Signor Rivière è solo nello studio. Nell’ufficio, ormai quasi buio, il Radiotelegrafista sta solo, immobile, davanti al quadro delle segnalazioni elettriche)
RIVIÈRE
(fra sé)
Quanta felicità si può distruggere... in un istante!...
(Spegne il lume sul suo tavolo ed entra nell’ufficio)

(al Radiotelegrafista)
Tentate di comunicare con Fabien.
(lunga pausa; impaziente)
Dunque? ...
RADIOTELEGRAFISTA
Ogni messaggio minaccia il corriere. Ogni città segnala la marcia dell’uragano come quella di una invasione. Viene dall’interno e spazza tutta la strada verso il mare.
RIVIÈRE
(quasi tra sé)
È una notte difficile a vincere...
RADIOTELEGRAFISTA
(dopo una pausa)
Fabien risponde!...
(L’attenzione di Rivière si fa più intensa)

(Da questo momento sino alla fine della scena il Radiotelegrafista dovrà sempre più immedesimarsi nell’azione; dovrà diventare, a poco a poco, si vorrebbe dire, quasi la persona del pilota Fabien)
RADIOTELEGRAFISTA
“ Ditemi qualche cosa. Seguirò qualsiasi vostro consiglio. Ditemi di girare su me stesso e girerò.
Ditemi di marciare verso il Sud e marcerò. Voi, dalla terra, non mi abbandonate”.
(pausa)
“Dov’è il sereno? Eppure c’è qualcuno tra voi che potrebbe indicarmelo. Non distinguo più la massa del cielo da quella della terra. Voi non mi potete abbandonare”.
(pausa)
“Non posso più quasi trasmettere. Ricevo scintille nelle dita. Non so più nulla, all’infuori dei risucchi e della notte che si spinge verso me come un torrente nero, con la velocità di una frana.
Voi non mi dovete abbandonare”.
(lunga pausa)
“Volo... a cinquecento metri...”.
RIVIÈRE
(disperatamente)
È il livello delle colline! Tutte le masse del suolo, come strappate ai loro sostegni, schiodate, cominceranno a danzare ebbre intorno a lui! Cominceranno intorno a lui la danza pazza, che lo serrerà sempre più.
(al Radiotelegrafista, urlando)
Avvertitelo! avvertitelo!
RADIOTELEGRAFISTA
(Tenta di rimettersi in comunicazione con Fabien)
“Atterrerò, atterrerò ovunque, a costo di sfracellarmi”.
“Lancio l’unico razzo che ho a bordo”.
(pausa più lunga)
“È il mare!”.
RIVIÈRE
Perduto!
(Cade accasciato su di una sedia)
RADIOTELEGRAFISTA
“Dov’è la terra?”.
(pausa)
“Non sento più le mie mani”.
(pausa più lunga)
“Temo mi sfugga il volante”.
(pausa lunghissima)
“Scorgo le stelle!”.

(Rivière, che accasciato sulla seggiola con la testa fra le mani, sembra non aver neppure udite le ultime comunicazioni del Radiotelegrafista, si scuote e si mette in ascolto)

“ A costo di non poter ridiscendere, voglio raggiungerle”.
“Tutto si fa luminoso: le mie mani, le mie vesti, le mie ali!”.
RIVIÈRE
(calmo)
È la fine.
(contenendo appena una commozione quasi gioiosa)
Ma sa ancora sorridere!...
RADIOTELEGRAFISTA
“Troppo bello...“.
(pausa)
“Sotto di me tutto è chiuso...”.
(pausa lunghissima)
“Non abbiamo...” non abbiamo “più essenza”...

(Rivière prende il cappello e il mantello ed esce in fretta sull’aeroporto)

Scena sesta
TERZO IMPIEGATO
(entrando da destra, seguito a pochi passi dal Primo Impiegato)
Il corriere di Asuncion è in vista!
(grida sull’aeroporto)

(Entrano dal fondo il Secondo e il Quarto Impiegato.)
SECONDO IMPIEGATO
Il suo rombo si fa più udibile... ascoltate! ascoltate!
(Robineau entra dal fondo. Dall’aeroporto, grida sempre più vicine)
I QUATTRO IMPIEGATI
Ecco che atterra all’aeroscalo Sud!
(Appena ora sembra che gli Impiegati si accorgano della presenza del Radiotelegrafista)
TERZO IMPIEGATO
(al Radiotelegrafista)
E il corriere di Patagonia?
QUARTO IMPIEGATO
(come sopra)
Fabien?
RADIOTELEGRAFISTA
(con semplicità)
Perduto.
SECONDO IMPIEGATO
(fa un gesto interrogativo)
RADIOTELEGRAFISTA
Caduto in mare.
(I quattro impiegati e Robineau restano a capo basso, silenziosi. Intanto, dall’aeroporto, si odono voci confuse)
TERZO IMPIEGATO
E Rivière?
RADIOTELEGRAFISTA
Mah!...
QUARTO IMPIEGATO
Il responsabile è Rivière...
SECONDO IMPIEGATO
La colpa sua, soltanto...
PRIMO IMPIEGATO
Non si faranno più voli di notte!
SECONDO IMPIEGATO
(quasi ironico)
La grande idea di Rivière
TERZO IMPIEGATO
Eppure...
QUARTO IMPIEGATO
(troncandogli la frase)
Rivière è schiacciato...
IL CORO
(sull’aeroporto, sempre più vicino)
- E Fabien?
- Fabien?
- Perduto.
- Perduto.
- Non si faranno più voli di notte!
(Gli Impiegati, Robineau e il Radiotelegrafista si mettono sulla porta in ascolto, con crescente agitazione)
IL CORO
- La colpa è di Rivière!
- Rivière! Rivière!
- La colpa del disastro ricade su Rivière!
- Rivière! Rivière!
- Non si faranno più voli di notte!
(La folla, sempre più minacciosa, irrompe nell’ufficio. Il tumulto à altissimo. Ma tutto tace di colpo quando sulla porta della parete divisoria appare Rivière, in mantello e cappello. La sua statura sembra ingigantita)
RIVIÈRE
(calmo)
Il corriere d’Europa parte fra cinque minuti. La via è tracciata. Non ci si ferma.
(A un gesto di Rivière la massa incomincia lentamente a sfollare)
RIVIÈRE
(a Robineau, ormai soli sulla scena)
Se avessi sospeso una sola partenza, la causa dei voli di notte sarebbe stata perduta. Ma, prevenendo i deboli, che domani mi sconfesseranno, spingo quest’altro equipaggio incontro all’ignoto... forse... forse verso la morte; certo verso il futuro.

(Sull’aeroporto si illuminano le gran di lampade rosse. Non con gioia, ma con solennità, risuona il grido:)
IL CORO
Rivière! Rivière!,
RIVIÈRE
(che, udito il suo nome, ha avuto un sussulto di gioia, subito represso, si volge verso l’aeroporto; poi, a Robineau:)
La disfatta è un’esperienza che avvicina la vera vittoria.
IL CORO
Rivière! Rivière!

(Rivière e Robineau si dirigono verso il fondo della scena e guardano sull’aeroporto. Luci di potenti riflettori. Parte il corriere d’Europa)
IL CORO
(allontanandosi)
Rivière! Rivière!

(Si spengono, una alla volta, le grandi lampade rosse. L’aeroporto rimane al buio)
RIVIÈRE
Solo l’avvenimento in cammino ha importanza. Ricordate, Robineau.
(Ritorna lentamente verso lo studio. Robineau esce da destra)

(Rivière accende la lampada sul tavolo. Si guarda intorno. Siede al tavolo. A capo basso sembra pensare aqualche cosa. Pensa infatti a una frase della Signora Fabien... Solleva lentamente il capo e mormora tra sé, con grande commozione:)
Rivière, il grande, Rivière, il vittorioso,... solo,... trascina la catena... della sua... pesante... vittoria...

(Rimane un momento con gli occhi fissi nel vuoto. Poi riabbassa il capo, cerca un foglio sul tavolo e riprende il lavoro, mentre la tela cala lentamente)

FINE DELL’OPERA


(1) Testo tratto dal sito Libretti d'opera al quale rimandiamo per la consultazione dei libretti di altre opere

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Ultimo aggiornamento 27 luglio 2013
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