Glossario



Sonatina in sol maggiore per violino e pianoforte, op. 100 (B. 183)

Musica: Antonin Dvoràk
  1. Allegro risoluto
  2. Larghetto
  3. Scherzo: Molto vivace - Trio
  4. Finale: Allegro
Organico: violino, pianoforte
Composizione: New York, 19 Novembre - 3 Dicembre 1893
Dedica: Ai miei figli Otilka e Toník, Aninka, Maenka, Otakar e Zinda per celebrare il completamento della mia centesima composizione

Guida all'ascolto (nota 1)

A giusta ragione Dvoràk viene considerato, insieme a Smetana, il più autentico e autorevole rappresentante della musica nazionale cèca della seconda metà dell'Ottocento. Però, mentre Smetana si richiama nella sua produzione operistica e sinfonica ai motivi eroici e leggendari della Boemia in lotta, spesso aspra e difficile, per la propria libertà e indipendenza, Dvoràk esalta gli aspetti popolareschi e contadini della sua terra. Infatti in questo artista stimato e benvoluto da Liszt, Brahms, Hanslick e Bülow, si incarna la tradizione più schietta e pura del musicista boemo, legato profondamente al patrimonio folclorico, ai costumi e alle cerimonie liete e tristi di una popolazione campagnola e rusticana, ancora lontana dai problemi di urbanizzazione e di industrializzazione. Per tale ragione la sua musica, contraddistinta da inesauribile freschezza melodica e da straordinaria spontaneità inventiva (qualche musicologo lo ha paragonato a Schubert), è ricca di danze e di ritmi nostalgici e allegri, sentimentali e festosi che provengono dalla cultura boema e slava, anche se reinventati e rielaborati con un gusto e una sensibilità di piacevole effetto armonico e strumentale.

Natura cordialmente istintiva, sinceramente ottimistica, sorretta da una schietta fede in Dio, Dvoràk non ha nulla del compositore intellettuale alla ricerca di messaggi ideologici e filosofici e tormentato da problematiche tecniche e linguistiche: nella sua concezione sonora, sia sinfonica che da camera e operistica, tutto procede limpidamente e alla luce del sole, su un piano di assoluta chiarezza di idee espresse con una straripante varietà di temi, innestati saldamente in una orchestrazione molto descrittiva e comunicativa e densa di colori timbrici e armonici di penetrante suggestione poetica.

Cresciuto sotto l'influsso delle teorie sulla canzone popolare esposte da Herder, Goethe e i fratelli Grimm, i quali contribuirono alla conoscenza e alla diffusione delle varie letterature autoctone e dialettali, Dvoràk si muove nel grande alveo del folclore romantico, in cui trovano largo spazio le tipiche danze di estrazione panslavica, come il furiant, la polka, il rejdovak, la suosedskà, lo skocnà, l'odzemek slovacco, il kolo serbo e la mazurka polacca.

Anche la Sonatina in sol maggiore op. 100, composta nel 1893 per violino e pianoforte reca una chiara impronta popolaresca in tutti e quattro i movimenti in cui è articolata. Il primo tempo (Allegro risoluto) ha un carattere vivacemente ritmico e non mancano felici spunti melodici inseriti in un contesto armonico quanto mai vario e mutevole. Il successivo Larghetto è in sol minore ed ha un tono malinconico e sofferto. Il violino si espande in una linea melodica espressiva sorretta nell'episodio centrale "Poco più mosso" in sol maggiore dai morbidi arpeggi del pianoforte. L'atmosfera iniziale viene riproposta e portata a compimento dai due strumenti sino ad un clima dalle sfumate sonorità. Il Molto vivace può definirsi uno Scherzo con trio con tutto quel sapore gustosamente popolaresco che appartiene alla migliore cifra creativa di Dvoràk. Dall'attacco in pianissimo si giunge alla ripresa del tema in maniera forte e accentuata nel ritmo. L'Allegro conclusivo è il più esteso dei quattro. Il primo tema ha un carattere robusto e dai toni sincopati e marcati, come pure il secondo tema, anche se con spirito diverso. Il momento centrale, definito "Molto tranquillo", ha una linea cantabile e intensamente melodica. La ripresa del primo tema è di grande effetto: dopo il pianissimo i due strumenti sono coinvolti in uno "stringendo".di vivace tensione espressiva.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 5 Aprile 1991

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