Glossario
Testo dei Lieder



V nßrodnÝm tˇnu. pÝsne na lidovÚ texty, op. 73 (B. 146)

(In stile popolare. Canti su poesie popolari)

Musica: Antonin DvorÓk
Testo: Hadolf Heyduk
  1. Dobr˙ noc, mß milß (Buona notte, mia cara) [Poesia slava] - Lento, molto espressivo
  2. Zalo dievca, zalo trßvu (Una fanciulla falciava l'erba) [Poesia slava] - Allegretto
  3. Ach nenÝ, nenÝ tu (Ah, non c'Ŕ in nessun luogo) [Poesia ceca] - Andante
  4. Ej, mßm ja kona faku (Ehi, ho un cavallo tanto bello) [Poesia slava] - Allegretto
Organico: soprano (tenore), pianoforte oppure contralto (baritono), pianoforte
Composizione: Praga, 13 settembre 1886

Guida all'ascolto (nota 1)

A ragione Dvorak Ŕ considerato, insieme a Smetana, il pi¨ autentico protagonista della Scuola nazionale boema della seconda metÓ dell'Ottocento, con una specifica distinzione per˛. Laddove Smetana preferiva concentrare la propria attenzione agli aspetti eroici e leggendari della patria boema in lotta per la libertÓ e l'indipendenza dal vessatorio dominio degli Asburgo, Dvorak ambiva a richiamarsi allo spirito popolaresco e contadino della sua terra, rinvenendo in esso le radici della propria arte e del proprio linguaggio.

Questo carattere precipuo di Dvorak fu avvertito giÓ allora da personaggi del calibro di un Liszt, un Brahms, un Hanslick o un BŘlow, che non lesinarono le professioni di stima e gli elogi al compositore boemo nella cui opera si incarnavano, oltre agli stretti legami con il melos folclorico, i costumi e gli usi, le cerimonie religiose e civili di un particolare ceppo etnico, una inesauribile propensione alla spontaneitÓ melodica, una indubbia freschezza d'inventiva, un gusto ed una sensibilitÓ nell'ambito armonico e strumentale di inequivoco stampo personale e d'elevato profilo artistico.

Musicista dal tratto semplice ed istintivo, tendenzialmente ottimista pur senza rinunciare alle corde nostalgiche e sentimentali, Dvorak fu sostanzialmente esente da qualsiasi tormento o affanno d'ordine intellettualistico, nonchÚ da preordinati condizionamenti estetici. Nell'ampia sua produzione sinfonica, operistica, vocale sacra e profana, e in specie nella cameristica, le scelte lessicali si traducevano in una fluente discorsivitÓ di prevalente segno descrittivo che traeva la linfa migliore da una esuberante feconditÓ d'ispirazione, da una innata facilitÓ tematica e da un naturalismo poetico ricco di colori e di ritmi.

Al genere liederistico il musicista boemo si dedic˛ con una certa continuitÓ nel trentennio tra il 1865 e il 1895: non fu un orientamento deliberato quello che lo indusse ad avviare tale prospettiva compositiva quando un'improvvisa vicenda sentimentale fu lo stimolo nel 1865 all'ispirazione a scrivere le diciotto liriche di Cipressi, al tempo di un Concerto in la. maggiore per violoncello, rimasto inedito, e della Seconda Sinfonia. Nei Cipressi Ŕ prevalente la vocazione strumentale mentre la scrittura vocale denunciava pi¨ d'una inesperienza di mano, al punto da persuadere l'autore, anni dopo, a trasferirne vari incisi tematici in altre composizioni o a curarne una radicale ristrutturazione che, per i numeri 2, 3, 4, 6, 8, 9, 14 e 17 si precis˛ in un rifacimento, vero e proprio che fu pubblicato nel 1889 dall'editore Simrock con il titolo Canti d'amore op. 83. In questo ciclo, di per sÚ grondante accenti crepuscolari, Dvorak prodiga un clima espressivo volutamente calato nella vena tardo-romantica di fine secolo. Sul piano musicale l'autore resiste alle lusinghe del gusto borghese dell'epoca, ancorandosi ai modi del melos popolare anche se il profilo armonico di queste canzoni appare raffinato, smussato e rifinito. Nelle forme concise e nella dignitÓ dell'incedere strumentale e vocale risulta chiaro l'intento di DvoýrÓk di voler rimanere nell'ambito del proprio linguaggio pi¨ serio e meditato.

Un altro aspetto della liederistica dvorÓkiana pu˛ cogliersi nelle Melodie gitane op. 55, conosciute la prima volta a Vienna nel 1881: qui sono in primo piano l'incidenza di carezzevoli armonie zingaresche, la gioia o, per contro, la malinconia sentimentale, il senso della libertÓ, dell'amore della natura. Sul contesto armonico, come nella sagomatura melodica e ritmica, accanto ad una sorta di omaggio alla musa brahmsiana, si pu˛ nettamente percepire l'immanenza del versante nazionalistico di DvorÓk, della poetica cioŔ che fa del musicista boemo il tramite indispensabile tra Smetana e JanÓcek.

L'attenzione rivolta prima ai Canti d'amore dell'op. 83 poi alle Melodie gitane dell'op. 55 giunge utile ad individuare, nel confronto reciproco, l'ýmmagine sonora pi¨ appropriata dei Quattro Canti in stile popolare op. 73 che risalgono al settembre del 1886 e che, con l'eccezione di Ah, com'Ŕ lontano che si basa su un testo cÚco, adottano versi di liriche slovacche popolaresche d'autore anonimo. DvorÓk compose questi Canti in breve tempo, ultimandoli il 13 settembre 1886, pressato com'era dall'editore Simrock che, dopo il successo arriso alla seconda raccolta delle Danze slave, voleva disporre di altri pezzi brevi nel medesimo genere espressivo. La nota dominante di Buona notte Ŕ la sfumata, delicata tenerezza mentre una briosa gaiezza anima Una ragazza mieteva l'erba. Se di stampo tradizionale mitteleuropeo appare Ho un focoso destriero, d'estremo interesse si rivela Ah, com'Ŕ lontano per l'accorta strategia delle scelte armoniche e melodiche. Rubricati dal catalogo del Burghauser col numero 146, i Quattro Canti furono pubblicati da Simrock nel 1887.

Luigi Bellingardi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 3 giugno 1994

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietÓ delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione pu˛ essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.

Ultimo aggiornamento 25 Luglio 2013
html validator  css validator


Questo testo Ŕ stato prelevato sul sito http://www.flaminioonline.it ed Ŕ utilizzabile esclusivamente per fini di consultazione e di studio.
Le guide all'ascolto sono di proprietÓ delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note e quindi ogni successiva diffusione pu˛ essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.