Glossario
Guida all'ascolto



Oedipe, op. 23

Tragedia lirica in quattro atti

Libretto (nota 1)

ATTO PRIMO
[Prologo]
Sala nel palazzo di Laio. Pesanti colonne tra le quali stanno sospese ghirlande di fiori. Pareti di marmo con sculture arcaiche. Sul fondo, una porta di bronzo a due battenti. Al centro, l’altare di famiglia con le torce sacre e le immagini degli antenati. Attraverso l’apertura circolare nel soffitto una luce azzurra scende dal cielo su un bacile di bronzo che contiene l’acqua lustrale. A destra Giocasta, distesa su un divano coperto di pelli di animali; al suo fianco Laio, seduto su un trono presso la culla di Edipo. I guerrieri tebani con Creonte, le donne tebane e i pastori circondano l’altare, presso il quale si trova il Gran sacerdote assistito dalle sacerdotesse. Sul fondo, a sinistra, su un alto trono, il vecchio Tiresia, cieco, pallido, incoronato di bende, assiste a tutta la cerimonia gioiosa dell’inizio, senza un gesto e senza un sorriso,come il vivo fantasma del Destino.
LE DONNE TEBANE
Roi Laïos, en ta maison
l’enfant qui s’éveille,
suce un lait fait de rayons
au sein du soleil.
Re Laio, nella reggia
il bimbo che si desta,
succhia latte di luce
al seno del sole.
IL GRAN SACERDOTE
(alle sacerdotesse)
Couronnez l’eau de Dircé
de fleurs d’olivier !
Incoronate l’onda di Dirce
con le gemme d’olivo!
(Le sacerdotesse adornano di rami il bacile di bronzo)
I GUERRIERI TEBANI
Thèbes, chante des sept portes
et crie des sept tours
le Paean de ta joie forte
au Paean du jour.
Tebe, canta dalle sette porte
e grida dalle sette torri
il peana della grande gioia
a Peana, dio del giorno.
IL GRAN SACERDOTE
(alle sacerdotesse)
Plongez dans l’eau de Dircé
les flambeaux sacrés.
Immergete nell’acqua di Dirce
le torce consacrate.
(Le sacerdotesse estinguono le torce immergendole nell’acqua del bacile)
I PASTORI
Echo, nymphe montagneuse,
aux rois trépassés
dis sous la terre dormeuse
qu’un fils leur est né.
Eco, ninfa montana,
di’ a ogni re trapassato,
nel sonno della terra,
che a loro un figlio è nato.
IL GRAN SACERDOTE
(alle sacerdotesse)
Répandez l’eau de Dircé
sur le nouveau-né.
Spargete l’acqua di Dirce
sull’appena nato.
(Benedizione della culla con rami immersi nel bacile da parte delle sacerdotesse e di tutti i presenti, ma non del Gran sacerdote, di Tiresia, Laio, Giocasta)
IL GRAN SACERDOTE
O Phoïbos, Artémis, Héra,
gardienne des foyers,
Zeus, dont la main lance
la foudre et la justice,
Kharites, qui souriez,
regardez cet enfant
vers l’avenir obscur,
et comme vos regards
que son destin soit pur.
O Febo, Artemide, Era,
custode dei focolari,
Zeus, la cui mano saetta
la folgore e la giustizia,
voi, sorridenti Cariti,
vegliate questo bimbo
nell’avvenire oscuro,
e come i vostri occhi
sia il suo destino puro.
TUTTI
(ma non il Gran sacerdote, Tiresia, Laio, Giocasta)
Et comme vos regards
que son destin soit pur.
E come i vostri occhi
sia il suo destino puro.
(I pastori sfilano in corteo, deponendo regali ai piedi della culla)
I PASTORI
Enfant divin, royal enfant! Divino bimbo, bimbo reale!
UN PASTORE
Nos doigts ont tressé pour toi
ces ronds de feuillage,
nos doigts ont taillé pour toi
ces flûtes sauvages.
Le nostre dita hanno intrecciato
per te cerchi di fronde,
le nostre dita hanno intagliato
per te silvestri flauti.
(I pastori si fanno da parte, dando il passo al corteo delle donne tebane che si avanza al suono delle spole e dei fusi)
LE DONNE TEBANE
Enfant divin, royal enfant! Divino bimbo, bimbo reale!
UNA DONNA TEBANA
Nos mains ont tissé pour toi
ces laines filées,
nos mains ont brodé pour toi
ces pourpres foulées.
Le nostre mani hanno filato
e intessuto per te queste lane,
le nostre mani ti hanno ricamato
queste porpore compatte.
(Sfilata dei guerrieri al suono delle frecce)
I GUERRIERI TEBANI
Enfant divin, royal enfant! Divino bimbo, bimbo reale!
CREONTE
Nos poingts ont fendu pour toi
ces flèches sonores,
nos poingts ont tendu pour toi
cet arc corné d’or.
I nostri pugni hanno affilato
per te queste frecce sonore,
i nostri pugni hanno incurvato
per te quest’arco d’oro.
TUTTI
Enfant divin, royal enfant!
Reçois nos présents!
Divino bimbo, bimbo reale!
Accogli i nostri doni!
(Un pastore preludia alla danza col suo flauto. Danza dei pastori, delle donne tebane, dei guerrieri tebani, in alternanza, poi tutti insieme. Si apre la porta sul fondo, la danza si arresta, e appaiono le vergini tebanerecando un braciere acceso)
LE VERGINI TEBANE
J’apporte de Délos la flamme d’Apollon! Io reco da Delo la fiamma d’Apollo!
TUTTI
(ma non le vergini tebane, il Gran sacerdote,Tiresia, Laio, Giocasta)
La flamme d’Apollon! La fiamma d’Apollo!
LE VERGINI TEBANE
La flamme qui nourrit les Dieux
et fait de l’homme un Dieu!
La fiamma che nutre gli déi
e che dell’uomo fa un dio!
IL GRAN SACERDOTE
(alle sacerdotesse)
Rallumez au saint tison
les flambeaux noyés,
que la flamme d’Apollon
brûle à ce foyer.
Riaccendete alla sacra brace
le torce estinte,
e la fiamma d’Apollo
arda nel focolare.
TUTTI
(ma non il Gran sacerdote,Tiresia, Laio, Giocasta )
Que la flamme d’Apollon
brûle à ce foyer.
E la fiamma d’Apollo
arda nel focolare.
(Le sacerdotesse riaccendono le torce e compiono un giro lento attorno all’altare. Laio, che s’è alzato, prende il bambino nella culla e procede in mezzo alle sacerdotesse)
IL GRAN SACERDOTE
Père, porte ton enfant
autour des aïeux,
que leur cendre, s’echauffant,
se rallume au feu.
Padre, porta tuo figlio
attorno agli antenati,
sì che le loro ceneri
nel fuoco si riscaldino
TUTTI
(ma non il Gran sacerdote, Tiresia, Laio, Giocasta)
Agénor et toi, Kadmos, nous vous invoquons! Agènore e tu, Cadmo, noi vi invochiamo!
IL GRAN SACERDOTE
Ô vous, rois aux trônes sombres,
dans vos blancs tombeaux,
bénissez de vos mains d’ombre
votre fils nouveau.
Voi, sovrani sui troni oscuri,
voi, nelle bianche tombe,
la vostra mano benedica dall’ombra
il figlio che vi è nato.
TUTTI
(ma non il Gran sacerdote, Tiresia, Laio, Giocasta)
Amphion et toi, Zéthos, nous vous supplions! Amfione e tu, Zeto, vi supplichiamo!
IL GRAN SACERDOTE
Arrachez de vos sommeils
le linceul des nuits,
que vos âmes, au soleil,
revivent en lui.
Strappate dal vostro sonno
il notturno sudario,
sì che la vostra anima al sole
riviva in lui.
TUTTI
(ma non il Gran sacerdote, Tiresia, Laio, Giocasta)
Polydore et Labdacos, entendez nos cris! Làbdaco e Polidoro, queste grida ascoltate!
(Laio ha deposto il bambino nella culla. Le sacerdotesse hanno riacceso il fuoco dell’altare e ricollocato le torce attorno al focolare)
IL GRAN SACERDOTE
(a Laio e Giocasta)
Les Dieux ont béni l’enfant,
les aïeux l’ont accepté,
les femmes au bras blancs,
les bergers, les guerriers
ont dansé pour sa joie
leurs beaux choeurs alternés.
À présent répondez, ô Laïos,
et toi, Jocaste, au chaste péplos,
pour qu’il vive au souvenir des hommes,
de quel nom voulez-vous qu’il se nomme?
Gli dèi hanno benedetto il bimbo,
gli antenati l’hanno accolto,
le donne dal candido braccio,
i pastori, i guerrieri
per la sua gioia hanno girato
ognuno in belle danze.
Ma ora rispondete, tu, Laio,
e tu, Giocasta, dal puro manto,
perché egli viva nel ricordo degli uomini,
che nome volete che a lui tocchi?
GIOCASTA
Enfant, mon enfant, comment t’appeler,
toi dont l’avenir est un dieu voilé ?
Voudras-tu, comme Orpheus, au chant de ta voix
courber la fureur des bêtes des bois?
Bambino, mio bambino, che nome dare
a te, il cui avvenire è un dio nascosto?
Vorrai tu, nuovo Orfeo, col tuo canto
vincere l’ira delle belve del bosco?
LAIO
Ou, comme Héraclès, ignorant l’effroi,
plier les humains sous la paix des lois ?
Enfant, mon enfant, comment t’appeler,
toi dont l’avenir est un dieu voilé?
O tu, come Eracle, ignaro del terrore,
piegherai gli umani alla pace civile?
Bambino, mio bambino, che nome dare
a te, il cui avvenire è un dio nascosto?
TIRESIA
(con voce profonda)
Hélas! Ahimé!
GLI UOMINI
(quasi spaventati)
Que dit-il? Qu’a-t-il dit? Che dice? Che ha mai detto?

TIRESIA
Hélas! Hélas! Ahimé! Ahimé!
IL GRAN SACERDOTE
Pourquoi gémir, Tirésias? Perché gemi, Tiresia?
TIRESIA
Douleur! Douleur! Ô terre naturelle! Dolore! O dolore! O terra madre!
IL GRAN SACERDOTE
Tais-toi, vieillard! Sta’ zitto, vecchio!
TIRESIA
Phoïbos, cruel archer,
qui perças de tes dards
les enfants de Niobé!…
Febo, crudele arciere,
che coi dardi hai trafitto
di Niobe tutti i figli!…
GIOCASTA
(con paura)
Protégez mon enfant,
divinités du ciel !
Proteggete mio figlio,
divinità del cielo!
TIRESIA
Apollon! Apollon! Prophète sans pitié! Apollo! Tu, profeta spietato!
LAIO
Tais-toi, tais-toi! Sta’ zitto, sta’ zitto!
TIRESIA
(a Laio)
Pourquoi méprisas-tu
les voix des Immortels?
Perché hai disprezzato
le voci degli Eterni?
LAIO
(con un brivido)
Quelles voix? Quali voci?
TIRESIA
Apollon par trois fois
dans la nuit du rêve
t’ordonna de mourir sans enfant!
Apollo per tre volte
nella sognante notte
t’impose di morire senza figlio!
LAIO
(atterrito)
Il a vu mes rêves!… Egli ha visto i miei sogni!…
TIRESIA
Mais ne craignant point Phoïbos irrité
tu cherchas dans l’hymen une postérité,
et tu fis de Jocaste une femme féconde.
Sache donc le destin de ce fils engendré
malgré les dieux du monde.
Ma tu che non temevi del dio l’ostilità,
nelle nozze hai cercato la tua posterità,
e di Giocasta hai fatto una donna feconda.
Sappi dunque il destino di chi hai generato
tu contro i signori del creato.
TUTTI
(ma non il Gran sacerdote, Tiresia, Laio, Giocasta)
Son destin! Quel destin? Il suo destino? Quale destino?
TIRESIA
Il sera l’assassin de son père. Egli sarà l’assassino del padre.
TUTTI
Horreur ! Orrore!
TIRESIA
Et pour multiplier
sa race meurtrière
il sera l’époux de sa mère,
le frère de ses filles,
le père des ses frères!
E per moltiplicare
la sua razza omicida
s’unirà con la madre,
fratello delle figlie,
e dei fratelli padre!
TUTTI
Horreur! Horreur! Orrore! Orrore!
TIRESIA
Venez ! Sortons d’ici, amis de la Cité!
Et pour nous laver de tant des souillures
allons baigner nos fronts à l’eau du soleil pur!
Venite, cittadini, lasciamo questo luogo!
E per scacciar da noi così grande sozzura
bagniamo il volto al sole, nella chiara acqua pura!
(Tiresia scende dal suo trono ed esce, guidato da un fanciullo. Tutti i presenti escono dopo di lui, restano Laio e Giocasta)
TUTTI
(uscendo)
Hélas! Terre lamentable!
Hélas! Dieux impitoyables!
Ahimé! Terra miseranda!
Ahimé! Divinità implacabili!
(Laio si avvicina al pastore che sta uscendo per ultimo e lo chiama)
LAIO
Berger! Viens! Pastore! Vieni qui!
(Il pastore torna sui suoi passi. Laio prende suo figlio e sembra esitare. Giocasta, atterrita, tende verso di lui le mani supplichevoli. Dopo un’ultima incertezza Laio consegna il bimbo al pastore.)
Dans les gorges du Kithéron…et que demain… Nelle gole del Citerone…e che domani…
(Un gesto che vuol dire «Muoia». Il pastore guarda Laio e Giocasta con paura, poi esce lentamente portando via il bimbo. Laio si avvicina a Giocasta, si guardano in silenzio e scoppiano in singhiozzi.)
ATTO SECONDO
Quadro Primo
Una sala nel palazzo di Polibo, a Corinto. Vista sul mare e sull’acropoli di Corinto, nei vapori della sera. All’alzarsi del sipario Edipo è reclinato su un gomito, in assorta malinconia.
CORO INVISIBILE
(fuori di scena)
Adonis couché sur la pourpre et l’or,
auprès d’Aphrodite,
nous vous apportons l’anémone d’or
que l’amour habite.
Adone sdraiato su porpora e oro,
al fianco di Afrodite,
a voi rechiamo l’anemone d’oro,
in cui l’amore si cela.
EDIPO
(pensieroso)
Oui, partir!.... Sì, partire!…
CORO INVISIBILE
Pour vous célébrer sous la lune d’or
la lyre d’écaille
mêle au chant du luth et des flûtes d’or
un chant qui défaille.
Per celebrarvi sotto la luna d’oro
le corde sulla testuggine
aggiungono al liuto e al flauto d’oro
un’esile canzone.
EDIPO
Fuir ! Fuir innocent sous le ciel! Fuggire! Innocente fuggire sotto il cielo!
CORO INVISIBILE
(ancora più vicino)
Et, conduits par vous, les éphèbes blonds
et les hétaïres
vers l’ombre du temple au pâle fronton
ménent leurs desirs.
E guidati da voi gli efebi biondi
e le etère
all’ombra del tempio dal bianco frontone
portano i loro desideri.
EDIPO
Mais l’exil éternel!... Ma l’esilio eterno!…
(Entra Phorbas)
PHORBAS
OEdipe, ô fils de Plybos
et de Mérope au long péplos,
ton père soucieux et ta mère inquiète
m’ont commandé de te chercher dans ta retraite.
Écoute le chant de Corinthe en fête,
vois tes compagnons parfumés de nard
porter vers l’Acropole
Aphrodite, l’idole
qu’enlace Adonis, son amant d’un soir.
Ne les suivras-tu point?
Déjà sous les étoiles
les hétaïres pâles
ont ouvert leurs bras
et défait leurs voiles.
Edipo, o figlio di Pòlibo
e di Merope dal lungo peplo,
tuo padre in ansia e la trepida madre
hanno voluto che ti cercassi dove ti nascondi.
Ascolta il canto di Corinto in festa,
Guarda i tuoi amici odorosi di spigo
che portano all’Acropoli
Afrodite, l’idolo
che cinge Adone, l’amante di una sera.
E tu non vuoi seguirli?
Già sotto le stelle
le etere pallide
hanno aperto le braccia,
hanno slacciato i veli.
EDIPO
(appoggiato)
Je n’irai pas à la fête aujourd’hui. Oggi io non andrò alla festa.
(Phorbas fa un gesto di insistenza. Edipo lo congeda)
Ah! Goûtez sans moi aux plaisirs permis!
À vos libres appels OEdipe reste sourd!
C’est la voix du destin qu’il écoute:
pour lui Phoïbos a préparé d’autres amours!
Ah! Godetevi senza di me i piaceri concessi!
Agli schietti richiami Edipo resta sordo!
Solo alla voce del destino egli dà ascolto:
prepara Febo per lui ben altri amori!
CORO INVISIBILE
(allontanandosi a poco a poco)
Adonis couché sur la pourpre et l’or,
auprès d’Aphrodite,
Adone sdraiato su porpora e oro,
al fianco di Afrodite,
(Riprende il canto dell’invisibile corteo descritto da Phorbas e a poco a poco si allontana. Edipo si è immerso di nuovo nella sua triste meditazione)
nous vous apportons l’anémone d’or
que l’amour habite.
a voi rechiamo l’anemone d’oro,
in cui l’amore si cela.
(Più lontano)
Pour vous célébrer sous la lune d’or
la lyre d’écaille
mêle au chant du luth et des flûtes d’or
un chant qui défaille.
Per celebrarvi sotto la luna d’oro
le corde sulla testuggine
aggiungono al liuto e al flauto d’oro
un’esile canzone.
(Lontanissimi)
Et, conduits par vous, les éphèbes blonds
et les hétaïres...
E guidati da voi gli efebi biondi
e le etère…
Mentre le voci si perdono lontane entra Merope; ella lo osserva a lungo, con dolore. D’un tratto egli avverte la sua presenza e sussulta, angosciato d’esser stato sorpreso nella sua tristezza.

MEROPE
Pourquoi trembler, mon fils?
Penses-tu que Mérope
surprenne ton souci pour la première fois?
Naguère, chassant l’antilope,
tu lançais le harpon;
tu goûtais les beaux choeurs,
le jeu des avirons.
Mais depuis ton retour
de Delphes tu fuis la joie.
Et quand tous vont chantant
sous le ciel qui flamboie,
tu souffres seul.
Figlio, perché hai tremato?
Credi tu che tua madre
sorprende la tua ansia oggi la prima volta?
Solo ieri a caccia delle antilopi
tu lanciavi il rampone;
godevi delle danze,
della gara dei remi.
Ma tornato da Delfi
non conosci più gioia.
E quando tutti vanno cantando
sotto l’ardente cielo,
tutti soffri solo.
EDIPO
(con dolore)
Ah! Laisse moi!... Ah! Lasciami!…
MEROPE
Réponds!
Des rêves malfaisants troublent-ils ton sommeil?
Est-ce un amour trahi qui pleure dans tes yeux?
Ou bien, d’une parole à toi même cruelle,
as-tu, sans le savoir, irrité quelque dieu?
Rispondi!
Immagini maligne ti sconvolgono il sonno?
È un amore infedele che piange nei tuoi occhi?
O una dura parola che hai detto non pensando,
qualche dio forse hai offeso?
EDIPO
(disperato)
Ah ! Si j’étais né d’une autre patrie!
Si Mérope et Polybos n’étaient point ma famille!
Ah! Se non fosse questa la mia patria!
Se non fossero Merope e Polibo la mia famiglia!
MEROPE
Que dis-tu ? Quels voeux... Ma che dici? Che vuoi?
EDIPO
(con un’amara risata)
Ha ! Ha ! M’a-t-on pas crié: «Enfant trouvé»? Ha, ha! Non mi hanno gridato: «Trovatello»?
MEROPE
Qui t’a crié?... Chi l’ha gridato?…
EDIPO
Un homme ivre une nuit dans un festin. Un ubriaco, una sera in una festa.
MEROPE
(con forza)
Il a menti! Una menzogna!
EDIPO
Mon poing rougit de sang
ses yeux rouges de vin!
Mais s’il avait dit vrai!
Col pugno ho arrossato di sangue
quegli occhi arrossati di vino!
Ma se era sincero?…
MEROPE
Il a menti! Il a menti! Menzogna! Una menzogna!
EDIPO
(gridando)
Jure! Giura!
MEROPE
Par la tête de Zeus et par les Erynnies,
qui châtient les faux serments,
je jure qu’OEdipe est mon enfant!
Sul capo di Zeus e su le Erinni,
che castigano lo spergiuro,
Edipo è mio figlio, io lo giuro!
EDIPO
(con grande dolore)
Alors nul misérable au monde
plus misérable que ton fils!
Allora non esiste sventurato
che sia più sventurato di tuo figlio!
MEROPE
Pourquoi? Comment? Che vuoi dire? Perché?
EDIPO
Je dois errer
d’une course inféconde
jusqu’au jour ignoré
où d’invisibles déités
m’accueilleront mourant
au bord d’un bois sacré.
Sarò un errante
in una corsa sterile
fino all’ignoto giorno
quando non viste dèe
morente accoglieranno
me in un bosco santo.
MEROPE
D’où le sais-tu? E tu come lo sai?
EDIPO
(con voce sorda)
Apollon! Apollon m’a parlé
face à face!
Apollo! M’ha parlato
Apollo faccia a faccia!
MEROPE
(sottovoce)
Apollon! Apollo!
EDIPO
Dans son temple venu, j’allais immoler trois génisses
grasses pour ma victoire aux jeux Delphiques.
Tout à
coup, le laurier qui ombrage l’autel frissonna, et
l’eau de
Castalie s’arrêta de couler; et le dieu, qui se
tient debout
sur le centre du monde, s’écria:
«Pourquoi viens-tu souiller
mon temple, toi qui seras
l’assassin de ton père... »
Giunto al tempio, stavo per immolare tre giovenche
grasse per la mia vittoria a Delfi. Ma ad un
tratto
il lauro che dà ombra all’altare, trema; e nella
Castalia
l’acqua s’arresta; e il dio che sta eretto al
centro
della terra, mi grida:
«Perché vuoi profanare
il tempio, tu che devi
uccidere tuo padre…»
MEROPE
(con orrore)
Quoi? Che cosa?
EDIPO
«Qui, pour multiplier
la race meurtrière,
seras le mari de ta mère...»
«E per moltiplicare
la tua razza omicida
t’unirai con la madre…»
MEROPE
Oh !... Oh!…
EDIPO
(quasi tra sé)
J’ai refusé de croire a ma destinée,
au fond des forêts j’ai fui ma pensée...
Mais l’implacable dieu
veut qu’en dépit de moi
je veuille ce qu’il veut...
Non ho voluto credere al destino,
nel fitto delle selve fuggivo i miei pensieri…
Ma il dio spietato
vuole che contro me
io voglia ciò che vuole…
MEROPE
(atterrita)
Tais-toi ! Ah, taci!
EDIPO
(con orrore, come in un delirio che lo invade)
En rêve Polybos devient mon adversaire,
et mon poignard jaloux fouille son coeur
ouvert...
et mes bras, que le sang paternel enveloppe,
étreignent dans la nuit l’image de Mérope!
Pòlibo nei miei sogni è il mio rivale,
geloso il mio pugnale gli apre e gli spacca il
cuore…
e del paterno sangue lorde queste mie braccia
stringono tra le braccia di Merope il fantasma!
MEROPE
(fugge inorridita)
Tais-toi! Tais-toi! Oh! Oh! Taci! Ah, taci! Ahimé!
EDIPO
Je partirai! Je partirai!
Puisque les Erynnies du meurtre et de l’inceste
veulent me faire un coeur que je déteste,
je partirai avant l’heure fatale,
et j’irai pur sous les étoiles !
Je marcherai dans l’air serein
jusqu’au jardin des Héspérides,
jusque’aux glaçons cimmériens
dans le brouillard putride.
J’irai, j’irai sans but et sans espoir mortel,
loin du golfe tranquille où se baigne mon ciel,
loin des feux bienveillants du foyer paternel.
Et je me couvrirai d’un bouclier joyeux
pour vaincre le Destin plus puissant que les dieux.
Partirò! Sì, partirò!
Se le Erinni dell’omicidio e dell’incesto
vogliono che odioso sia in me il cuore,
prima dell’ora destinata io parto,
per camminare puro sotto gli astri!
Avanzerò nell’aria luminosa
laggiù fino al giardino delle Espèridi,
fino alle gelide terre dei Cimmeri
nella putrida nebbia.
Senza meta io vado, senza attese mortali,
lascio il placido golfo che riflette il mio cielo,
lascio il caldo benigno del fuoco della casa.
Riparo e scudo mi sarà la gioia
per vincere il Destino più forte degli dèi.
Quadro Secondo
Prima che si alzi il sipario si sente la nenia sconsolata che il pastore trae dalla sua zampogna.
In una valle boscosa, tra pascoli e massi rocciosi, un incrocio dove si incontrano tre strade. Una rozza statua di Écate si erge precisamente nel punto dell’incrocio . Il pastore siede su un piccolo masso. Alcune capre montane gli girano intorno e si odono anche i belati delle capre più lontane. Dalla zampogna il pastore trae una nenia sconsolata. Atmosfera opprimente, procellosa, nubi gialle, nebbie. In lontananza rombo di tuono, molto cupo.
IL PASTORE
(che ha smesso di suonare)
Est-ce déjà le Roi ? La roue d’un char... J’entends... Il Re è già qui? Ruote di carri… ascolto…
(Si lascia scivolare giù dal masso e appoggia l’orecchio a terra)
Non... No…
(S’alza. Da lontano un altro tuono. Con terrore superstizioso)
Zeus gronde!... La collera di Zeus!…
(Chiama una capra che è sparita)
Hé! Glaukis! Ho-là!
Quel jour méchant!..
Ehi! Glaukis! Ehilà!
Giornata infame!…
(Scorge la statua di Écate, rabbrividisce e, nascondendo il volto col braccio, con la schiena verso la statua, mormora con voce angosciata questa preghiera)
Hécate, Hécate, aux trois visages,
dont les maléfices guettent le passant,
détourne les yeux de mon pâturage,
épargne le berger et son troupeau bélant.
Écate, Écate, che hai tre volti,
tu che insidi il passante,
gira via i tuoi occhi dal mio prato,
risparmia il pastore e il suo gregge belante.
(Riprende la zampogna e ricomincia la nenia, mentre col gregge sale lentamente su una rupe più lontana e più ripida, che la nebbia nasconde subito. Vento fuori di scena. Entra Edipo a passi lenti)
EDIPO
Où suis-je ?... Le corbeau crie...
Morne carrefour de ma vie...
Trois chemins ...
Par lequel échapperai-je à mon destin ?...
J’ai parcouru l’hereuse Mégaride,
Haliartos, Thisbé aux colombes candides,
j’ai bu l’eau d’or aux sources d’Hippocrène,
avec les Muses j’ai foulé l’herbe sereine...
Mais en vain j’ai voulu me faire un coeur joyeux:
mon regard ne voit plus que la haine des dieux!
Pourquoi ? Pourquoi ? Qu’ai-je donc fait ?
J’ai puni de l’exil la pensée d’un forfait :
et l’on m’envoie les Erynnies
armées de serpents et de fouet !...
Est-ce donc là votre justice, dieux parfaits ?
Corinthe ! Corinthe ! Fumées de ma patrie !
Regards chers ! Voix amies !
Joutes des nefs sur les deux mers bleuies !
Danses d’amour qu’Aphrodite a choisies !...
Pourquoi faut-il que mon esprit blessé
en voyant l’avenir, voie aussi le passé ?
Retourner sur mes pas ?...
Oui, retourner !
Depuis trois nuits, mes rêves
n’ont plus de souillures :
mon âme comme eux
redevient pure.
Oui, je puis retourner...
Dove sono?…Il corvo grida…
Tetro crocevia dell’esistenza…
Tre strade…
Su quale mi sottrarrò al destino?…
Ho percorso la splendida Megaride,
Aliarto, Tisbe dalle bianche colombe,
ho bevuto l’acqua d’oro di Ippocrene,
con le Muse ho danzato sulle erbe serene…
Ma invano ho cercato la gioia del cuore:
il mio occhio non vede altro che l’odio degli dèi!
Perché? Perché? Che avrò io mai fatto?
Con l’esilio punisco l’idea sola di un atto:
e incitano contro di me le Erinni
armate di vipere e di sferza!…
È la vostra giustizia, dèi infallibili?
O Corinto! Corinto! Fumi della mia patria!
Fervidi sguardi! Voci degli amici!
Giostre di barche sui due mari argentati!
Danze amorose che Afrodite vuole!…
Perché deve il mio animo ferito,
se guarda all’avvenire, scorgere il passato?
Ritorno sui miei passi?…
Sì, ritorno!
Da tre notti i miei sogni
non sono più insozzati:
come loro il mio cuore
ritrova la purezza.
Sì, posso ritornare…
(Fa per avviarsi verso destra. Lampo vivido. Edipo si ferma Tuono fuori di scena)
Mais si c’était un piège du dieu ?...
Pour le crime, s’il m’ ôtait l’épuovante du crime?
Ma se fosse una trappola del dio?…
M’ha liberato dal terrore per dannarmi?
(Con improvviso scoppio di furore)
Ah ! Pourquoi ne m’a-t-on pas
tué quand je suis né ?
Ah ! Pourquoi ne m’a-t-on pas
jeté au gouffre,
en proie aux fauves et aux courbeux ?
Mon coeur ne serait pas
une chose qui souffre,
et ma chair pourrirait, tranquille, sur mes os !
Maudits soient les dieux qui là-haut sommeillent !
Maudits la nuit qui dort et le jour qui s’éveille !
Et maudit le Destin qui m’enchaîne au soleil !
Ah! Perché nessuno mi ha ucciso
quando nacqui?
Ah! Perché non mi hanno gettato
in un abisso,
come preda dei corvi e delle fiere?
Il mio cuore ora non sarebbe
una cosa che soffre,
e la mia carne marcirebbe tranquilla sulle ossa!
Maledetti gli dèi sonnecchianti là in alto!
Maledetti il sonno della notte e la veglia del giorno!
Maledetto il Destino che mi incatena al sole!
(Il pastore ha ripreso la sua nenia e ricompare in cima alla rupe scoscesa. Edipo si precipita verso il fondo, col bastone alzato contro il Destino. Vento fuori di scena. In questo momento appare il carro di Laio, su cui sono il Re, un cocchiere e un guerriero. Il cocchiere colpisce Edipo con la frusta)

LAIO
Arrière, esclave ! Arrière ! Indietro, schiavo! Indietro!
(Fa per colpire la testa di Edipo con lo scettro)
EDIPO
Par l’enfer !... Per l’inferno!…
(Col bastone sollevato contro il Destino Edipo assesta a Laio un colpo formidabile. Lampo. Laio, colpito a morte, resta per un attimo in piedi, poi battendo l’aria con le braccia, vacilla e cade giù. Il guerriero si precipita su Edipo; breve lotta; con il cranio spaccato dal bastone di Edipo il guerriero piomba a terra rigido e spira. A sua volta il cocchiere assale Edipo; anche lui è ucciso, mentre il carro, trascinato via dai cavalli, scompare tra le rocce. Tuono fuori di scena Edipo riprende la sua corsa furente e scompare anche lui nella tempesta che è appena esplosa con violenza. Il pastore che, guardando questa scena di orrore, aveva interrotto la sua nenia sulla zampogna e si era immobilizzato in un atteggiamento di paura, ora scende svelto dalla rupe e si china sui cadaveri, uno dopo l’altro)
IL PASTORE
Le Roi !...Mort ! Mort !...Morts tous les trois! Il Re!…Morto! Morto!…Morti tutti e tre!
Quadro Terzo
[Interludio]
A sinistra i bastioni di Tebe, con una torre e la porta della città, chiusa. A destra e sul fondo della scena, rocce. C’è una strada che conduce alla porta. Non lontano dai bastioni, su una rupe, le cui sporgenze in parte la nascondono, la Sfinge, accovacciata, dorme. Notte azzurra, stellata. Altro non si vede che enormi masse nere. All’alzarsi del sipario la sentinella canta in cima alla torre.
LA SENTINELLA
De l’aurore à l’aurore,
je veille, je veille :
dormez, Thébains, dormez,
la Sphinge dort.
Da un’aurora all’altra
io veglio e veglio:
dormite, Tebani, dormite,
la Sfinge dorme.
(sottovoce, ma ben distinto)
Elle a détendu sa griffe d’airain
et reployé son aile ;
la nuit obscurcit
son front plus qu’humain
de ténèbres nouvelles.
Son regard fermé
que l’ombre dévore,
interroge encore ;
et bientôt son reveil,
aux rayons du soleil,
répondra par la mort.
De l’aurore à l’aurore,
je veille, je veille :
dormez, Thébains, dormez,
la Sphinge dort.
Essa ha ritratto il bronzeo artiglio
e ha ripiegato l’ala;
con nuove tenebre
la notte copre
la sovrumana fronte.
L’occhio serrato
che l’ombra inghiotte,
sempre domanda;
e presto al suo risveglio,
sotto i raggi del sole,
risponderà la morte.
Da un’aurora all’altra
io veglio e veglio:
dormite, Tebani, dormite,
la Sfinge dorme.
LA VOCE DI EDIPO
(in lontananza)
«Il est un breuvage aux doubles saveurs,
saumâtre à la gorge et suave au coeur...
Heureux celui qui meurt
au jour qu’il est né ;
trois fois heureux
celui qui meurt
avant qu’il soit né... »
«È una bevanda con due sapori,
salmastro in bocca, soave al cuore…
Beato è chi muore
appena nasce;
ma tre volte beato
se prima della nascita
egli muore… »
LA SENTINELLA
Qui est cet homme à la mort envoyé ? Chi è costui che è qui mandato a morte?
EDIPO
(più vicino)
«Qui boit ce breuvage aux doubles saveurs,
souffre un instant, puis oublie sa douleur...
Heureux celui qui meurt
au jour qu’il est né ;
trois fois heureux
celui qui meurt
avant qu’il soit né... »
«Chi beve la bevanda di due sapori,
un solo istante soffre, quindi scorda i dolori…
Beato è chi muore
appena nasce;
ma tre volte beato
se prima della nascita
egli muore… »
LA SENTINELLA
Sait-il que la Sphinge ?...Il va l’éveiller ! Sa costui che la Sfinge…? Ora la sveglia!
EDIPO
(compare)
«Ah ! Que ce breuvage aux doubles saveurs...» «Ah! Se la bevanda di due sapori… »
LA SENTINELLA
(con voce angosciata)
Arrète, passant ! C’est à la mort que ce chemin
conduit !
Férmati, passeggero! È questa la strada per la
morte!
EDIPO
Pourquoi ? E perché?
LA SENTINELLA
N’a-tu pas vu, accroupie dans la nuit ?... Non hai visto, accucciata nel buio?…
EDIPO
(s’accorge della Sfinge e con voce repressa)
Ah ! Ah!
LA SENTINELLA
Elle dort ! Sì, dorme!
(con terrore)
Mais si tu rouvres sa prunelle !...
C’est la fille du Destin,
Ekhidna, la Vierge aus quatre ailes,
qui dévore les Thébains,
dont les os blanchis dorment autour d’elle.
Va-t’en ! Elle pose aux passants
d’insolubles énigmes ;
et sa chanson cruelle
déchire les cerveaux impuissants
que son silence appelle.
Ma se tu desti la sua pupilla!..
Dal Destino essa nasce,
la Vergine di quadruplice ala,
Echidna, che divora i Tebani,
le cui ossa attorno a lei biancheggiano.
Va’ via! Ai passeggeri pone
enigmi insolubili;
e il suo canto crudele
dilania i cervelli incapaci
che il suo silenzio attira.
EDIPO
Et personne, jamais ?... E mai nessuno, mai?…
LA SENTINELLA
Qui sauvera la Ville,
recevra la couronne et Jocaste aux bras blancs...
Mais personne jamais ne sauvera la Ville.
Chi salva la Città,
ha la corona e Giocasta dalle candide braccia…
Ma la Città nessuno può salvarla.
(Edipo fa un passo verso la Sfinge)
Que fais-tu ? Ma che fai?
EDIPO
Je veux sauver la Ville ! La Città, io la salvo.
LA SENTINELLA
Arrête ! Fermo!
EDIPO
Je m’arrête où ma force s’ arrête ! Mi fermo quando si ferma la mia forza!
LA SENTINELLA
Ô terreur ! Oh spavento!
EDIPO
(chiamando a gran voce)
Ekhidna ! Ekhidna ! Echidna! Echidna!
LA SENTINELLA
Protégez-le, dieux immortels ! Proteggételo, o Eterni!
EDIPO
Réveille-toi !
C’est le fils de Polybos, c’est OEdipe qui t’appelle!
Svégliati ora!
Il figlio di Pòlibo, Edipo ti chiama!
(La Sfinge si muove lentamente. Solleva la testa, le ali cominciano a fremere)
LA SENTINELLA
Elle s’éveille ! Elle s’éveille !
Zeus, où sont tes foudres ?
Si sveglia! Sì, si sveglia!
Zeus, dove è il tuo fulmine?
(La Sfinge spalanca nell’aria le ali immense S’inizia un’alba livida)
LA SFINGE
(a Edipo, con voce bianca e remota)
Je t’attendais.
Aux demeures sans voix de mon rêve éternel,
je t’attendais.
De toutes mes victimes tu seras la plus belle,
je t’attendais.
Io t’aspettavo.
Nelle tacite stanze dell’eterno mio sogno
io t’aspettavo.
Di tutte le mie vittime tu sarai la più bella,
e t’aspettavo.
EDIPO
Parle. Interroge. OEdipe a ton secret. Parla. Edipo sa il tuo segreto.
LA SFINGE
Je suis la Fille du Destin, ta pâle Destinée.
Connais-tu le Destin, OEdipe, le Destin ?
La bête et la poussière, et l’astre au ciel serein
sont menés par sa main,
les dieux, même les dieux, s’enchaînent au Destin.
Il brisera la lyre de Phoïbos, les flèches d’Artemis.
Il brisera le caducée d’Hermès. la lance d’Athéna.
Déjà, pour accomplir le rêve qu’il poursuit,
Ouranos et Chronos sont tombés des étoiles ;
et bientôt, pâlissant sous l’étreinte fatale,
à son tour le grand Zeus croulera dans la nuit.
Io sono la figlia del Destino, la tua pallida Sorte.
Il Destino, Edipo, lo conosci il Destino?
La polvere, la bestia, gli astri nel calmo cielo
la sua mano li spinge, gli dèi, anche
gli dèi, sono avvinti al Destino.
Frangerà esso la lira di Febo, le frecce di Artemide.
Frangerà il caduceo di Ermes e la lancia di Atena.
Úrano e Kronos dalle stelle già sono caduti,
perché si compia il sogno ch’esso insegue;
e a sua volta anche Zeus, nell’abbraccio fatale
dileguando, presto si perderà nella notte.
(con voce bianca)
Et maintenat, réponds,
OEdipe, si tu l’oses :
dans l’immense univers,
petit par le Destin,
réponds, nomme quelq’un
ou nomme quelque chose,
qui soit plus grand que le Destin !
E adesso qui, rispondi,
Edipo, se tu osi:
nell’universo immenso,
un nulla nel Destino,
rispondi, dimmi qualcuno,
o dimmi qualche cosa
che superi il Destino!
EDIPO
(a gran voce)
L’homme ! L’homme !
L’homme est plus fort que le Destin !
L’uomo! L’uomo!
Del Destino più forte è l’uomo!

LA SFINGE
(con ironia tremenda)
L’homme est plus fort que le Destin ? Del Destino l’uomo è più forte?
(Essa è preda delle convulsioni dell’agonia. Ride)
Ah ! Ah ! Ah ! Ah ! Ah! Ah! Ah! Ah!
(A singhiozzi)
L’homme plus fort que le Destin ?
Ah ! Ah ! Ah ! Ah !
Del Destino l’uomo è più forte?
Ah! Ah! Ah! Ah!
(Con voce alterata, che va affievolendosi)
Vois, je meurs, mon enfant,
pour ta honte ou ta gloire.
Guarda, ragazzo, io muoio,
per tua infamia o tua gloria.
(Ride)
Ah ! Ah ! Ah ! Ah ! Ah! Ah! Ah! Ah!
(A singhiozzi)
Ah ! Ah ! Ah ! Ah ! Ah! Ah! Ah! Ah!
(All’improvviso la voce è forte, bianca e metallica)
L’avenir te dira,
si la Sphinge en mourant
Ti dirà l’avvenire
se la Sfinge morendo
(con un brivido)
pleure de sa défaite,
ou rit de sa victoire.
piange la sua sconfitta
o ride del suo trionfo.
(La sua voce vien meno tutto a un tratto. Il capo le ricade sul petto. Muore e s’accascia dietro la rupe. S’è levato il giorno)
LA SENTINELLA
(gridando di gioia)
Ho ! Ho !
Réveillez-vous, Thébains ! Joie ! Joie !
Ehi! Ehi!
Svegliatevi, Tebani! Gioia! Gioia!
EDIPO
(assorto, angosciato, fissando il posto dove è scomparsa la Sfinge)
Rit de sa victoire ?... Ride del suo trionfo?…
LA SENTINELLA
(a gran voce)
Levez-vous ! La Ville est sauvée !
Traversez l’Agora !
Montez sur les remparts !
La Ville est sauvée !
Sonnez la trompette !
Chantez dans le soleil !
Alzatevi! La Città è salva!
Superate la piazza!
Salite sui bastioni!
La Città è salva!
Che squillino le trombe!
Cantate sotto il sole!
(Allontanandosi)
La Ville est sauvée ! La Città è salva!
EDIPO
(sempre assorto)
Rit de sa victoire ?... Ride del suo trionfo?…
1° TEBANO
(fuori scena)
Ho ! Ehi!
(già vicino)
Ho ! Ho ! Ehi! Ehi!
LA SENTINELLA
(fuori scena)
La Ville est sauvée ! La Città è salva!
(ormai lontano)
La Ville est sauvée ! La Città è salva!
(la voce si dilegua)
1° TEBANO
(entra correndo dalla parte da dove la sentinella è uscita)
La Ville est sauvée ! La Città è salva!
(Alcuni Tebani e Tebane accorrono separatamente; altri si raggruppano in un piccolo coro ai piedi dei bastioni su cui alla fine si arrampicano. Il coro grande resta fuori scena e non entra fino a che non apronole porte)
4° TEBANO
(accorrendo)
Que dit-il ? Che dice?
2° TEBANO
Qu’a-t-il dit ? Che ha detto?
1° TEBANO
(trafelato)
C’est le veilleur de nuit... È la sentinella notturna…
2° TEBANO
C’est le veilleur de nuit ? È la sentinella notturna?
1° TEBANO
(con voce squillante)
On a tué la Sphinge ! Hanno ucciso la Sfinge!
2°, 3° E 4° TEBANO
On a tué la Sphinge ? Hanno ucciso la Sfinge!
2° TEBANO
Avez-vous entendu ? Avete inteso?
5° E 6° TEBANO
Quoi ? Quoi ? La Sphinge ?... Che? Che? La Sfinge?…
2° TEBANO
Que dit-il ? Ma che dice?
1° TEBANO
Il dit que la Sphinge est morte ! Dice che la Sfinge è morta!
3° TEBANO
(alle Tebane)
Qui a tué la Sphinge ? Chi ha ucciso la Sfinge?
TUTTI
(rivolti alla Città)
Levez-vous, Thébains ! Alzatevi, Tebani!
CORO PICCOLO
(ai piedi dei bastioni)
Montons sur les remparts ! Montiamo sulle mura!
(si arrampicano)
CORO GRANDE
(da lontano)
Oh ! On a tué la Sphinge ! Oh! Hanno ucciso la Sfinge!
(più vicino)
Qui a tué la Sphinge ? Chi ha ucciso la Sfinge?
4° TEBANO
(guardando dietro la rupe della Sfinge)
La Sphinge a disparu ! La Sfinge è sparita!
LA SENTINELLA
(tornando in testa alla folla che si addensa alle porte)
C’est le fils de Polybos, OEdipe de Corinthe ! È il figlio di Pòlibo, Edipo di Corinto!
CORO GRANDE
(vicinissimo)
OEdipe de Corinthe !
La trompette !
Edipo di Corinto!
La tromba!

CORO PICCOLO
Avez-vous entendu ?
Aux questions de la Sphinge
OEdipe a répondu !
Avete inteso?
Alle domande della Sfinge
Edipo ha risposto!
CORO GRANDE
(la folla da fuori, battendo alle porte)
Ouvrez les portes ! Ouvrez ! Aprite! Aprite le porte!
(Le porte si spalancano con frastuono; la folla agitandosi per la gioia si precipita in scena)
TUTTI
Joie ! Joie ! Joie ! Gioia! Gioia! Gioia!
CORO PICCOLO
La Sphinge a disparu ! La Sfinge è sparita!
CORO GRANDE
Où ? Où ? Où ? Dove ? Dove? Dove?
CORO PICCOLO
Dans la terre. Dentro la terra.
LA SENTINELLA
(indicando Edipo)
C’est lui ! OEdipe de Corinthe ! È lui! Edipo di Corinto!
TUTTI
Lui ! C’est lui ! OEdipe de Corinthe !
La parole d’OEdipe a terrassé la Sphinge !
Gloire au tueur de la Sphinge !
Gloire au sauveur de la Ville !
Des flûtes ! Des fleurs !
Des cithares ! Des couronnes !
Dansons pour le héros !
Chantons dans le soleil !
Gloire au tueur de la Sphinge !
Gloire au sauveur de la Ville !
Lui! È lui! Edipo di Corinto!
La parola di Edipo ha atterrato la Sfinge!
Gloria all’uccisore della Sfinge!
Gloria al salvator della Città!
Flauti qui! E fiori!
Cetre! E corone!
Danziamo per l’eroe!
Cantiamo sotto il sole!
Gloria all’uccisore della Sfinge!
Gloria al salvator della Città!
VERGINI TEBANE
(accompagnate da flauti e da cetre, danzano e gettano fiori)
Evohé ! Evohé !
Chantez pour OEdipe !
Des fleurs ! Jetez des fleurs !
Evohé ! Evohé !
Cantate per Edipo !
Fiori! Gettate fiori!
I DUE CORI UNITI E LE VERGINI TEBANE
(in alternanza)
Gloire au tueur de la Sphinge !
Gloire au sauveur de la Ville !
Gloria all’uccisore della Sfinge!
Gloria al salvator della Città!
(I vecchi di Tebe recano la corona reale in processione)
La couronne ! La couronne !
Chantez pour OEdipe !
Dansez pour OEdipe !
Des fleurs ! Jetez des fleurs !
La corona! La corona!
Cantate per Edipo !
Ballate per Edipo!
Fiori! Gettate fiori!
(Mentre incoronano Edipo)
Gloire au tueur de la Sphinge !
Gloire au sauveur de la Ville !
Gloire au Roi des Thébains !
Gloria all’uccisore della Sfinge!
Gloria al salvator della Città!
Gloria al re dei tebani!
(Precedendo Giocasta entrano alcuni fanciulli incoronati di rose, con in mano ciascuno un tamburello)
I FANCIULLI
Hyménée ! Hyménée ! Hyménée ! Imeneo! Imeneo! Imeneo!
CORI
(ma non le vergini tebane)
C’est Jocaste ! È Giocasta!
LE VERGINI TEBANE
Evohé ! Evohé!
CORI
C’est Jocaste aux bras blancs ! Giocasta dal candido braccio!
I FANCIULLI
(a gran voce)
C’est l’épouse d’ OEdipe ! Hyménée ! È la sposa di Edipo! Imeneo!
TUTTI
Gloire au Roi des Thébains ! Gloria al re dei Tebani!
(Nel momento in cui le mani di Giocasta e di Edipo stanno per toccarsi, il sipario scende rapidamente)
ATTO TERZO
Tebe, la piazza principale. A sinistra un tempio, a destra il palazzo di Edipo. Folla, uomini, donne e bambini, prosternata sulla scala del palazzo. Cortei funebri passano sul fondo della scena. Luce triste.
LA FOLLA
Oh ! Oh ! Hélas ! Hélas ! Oh! Oh! Ahimé! Ahimé!
1° CORTEO, CORO PICCOLO DI TENORI
Celui que nous menons
aux flammes destructrices
fut riche de vertus,
de jours et d’or.
Pleurez avec ses fils
et les fils de ses fils.
Colui che consegniamo
al fuoco che divora,
fu ricco di virtù,
di anni e d’oro.
Con i figli piangételo
e con i figli dei suoi figli.
(Il 1° corteo si allontana)
TUTTI
Les lamentations réjouissent les morts.
OEdipe ! Entends nos pleurs et nos gémissements !
I singhiozzi consolano i morti.
Edipo! Ascolta i nostri pianti e gemiti!
2° CORTEO, CORO PICCOLO DI CONTRALTI
Vierges, dénouez vos tresses,
rasez vos chevelures.
Dieu souterrain, Hadès,
voici la vierge pure,
qui n’aura que tes bras
où trouver des caresses.
Vierges, dénouez vos tresses,
rasez vos chevelures.
OEdipe ! Entends nos pleurs et nos gémissements !
Vergini, sciogliete le trecce
e radetevi il capo.
Ade, dio sotterraneo,
è tua la casta vergine,
che solo nelle tue braccia
troverà le carezze.
Vergini, sciogliete le trecce
e radetevi il capo.
Edipo! Ascolta i nostri pianti e i gemiti!
(Il 2° corteo si allontana a sua volta)
3° CORTEO, CORO PICCOLO DI SOPRANI
Enfant joyeux, tu ne serais bientôt
qu’une cendre légère.
Le Destin t’a volé le soleil et les yeux
et l’amour de ta mère.
Enfant joyeux, tu ne serais bientôt
qu’une cendre légère.
Grazioso bimbo, tu presto sarai
solo cenere lieve.
Il Destino ti ha tolto il sole e gli occhi
e l’amore di tua madre.
Grazioso bimbo, tu presto sarai
solo cenere lieve.
LA FOLLA
(con le braccia tese verso l’ingresso del palazzo)
OEdipe ! Entends nos pleurs et nos gémissements ! Edipo! Ascolta i nostri pianti e i gemiti!
(Edipo appare sulla soglia del palazzo)
EDIPO
De l’antique Kadmos jeune posterité
pourquoi ces mains tendues, ces rameux suppliants ?
Giovani discendenti di Cadmo antico,
a che le braccia tese e i rami supplici?
IL GRAN SACERDOTE
La Peste aux dents de feu dévore la Cité.
Le bois manque aux bûchers, la terre aux ossements,
et les morts sans tombeau voient mourir les vivants.
C’est pourquoi nous crions vers ta divinité,
ô Roi jadis plus fort que nos calamités.
Divora la Città la Peste bocca-ferrea.
Ai roghi manca legno, agli scheletri terra,
i morti senza tomba vedon morire i vivi.
Ecco perché imploriamo la tua divinità,
o Re più forte un tempo delle nostre sventure.
EDIPO
Mes amis, croyez-vous que j’attends vos larmes
pour verser des larmes ?
Chacun de vous pour lui seul a des pleurs.
Mais moi, que vous avez paré du diadème,
je dois pleurer sur tous en pleurant sur moimême,
car ma douleur se fait de toutes vos douleurs !
Amici, credete che il vostro pianto io attenda
per versare il mio pianto?
Tra voi ciascuno per sé solo piange.
Ma io, che voi adornaste di corona,
io se piango per me, piango per tutti,
ché il mio dolore da tutti i vostri nasce!
LA FOLLA
Sauve-nous ! Sauve-nous,
prunelle de nos yeux !
E tu salvaci! Salvaci,
pupilla dei nostri occhi!
EDIPO
Le peuple au Roi demande,
le Roi le demande aux dieux.
À Delphes j’ai mandé,
accompagné d’offrandes,
le frère de la reine, Créon,
afin qu’il sache d’Apollon
ce qu’Apollon commande :
attendez avec moi
la réponse du dieu.
Il popolo al Re chiede,
il Re chiede agli dèi.
Così ho mandato a Delfi,
ben fornito di offerte,
Creonte, mio cognato,
ch’egli sappia da Apollo
ciò che Apollo comanda:
attendete con me
il responso del dio.
(Tutti in silenzio, immobili. Creonte col suo seguito entra in fretta dal fondo)
IL CORO
Créon ! Voici Créon !
Son visage sourit ! Son message est joyeux !
Creonte! Ecco Creonte!
Il suo viso sorride! È prospero il messaggio!
EDIPO
(a Creonte)
Créon, révèle à tous la réponse du dieu ! Creonte, annunzia a tutti il responso del dio!
CREONTE
(ad alta voce)
À nos maux j’apporte guerison. Dei nostri mali il rimedio io vi porto.
IL CORO
Écoutez ! Écoutez Créon ! Ascoltate! Ascoltate Creonte!
CREONTE
La souillure d’un meurtre a souillé nos maisons. L’infamia di una morte ha insozzato le case.

IL CORO
Un meurtre ? Quel meurtre ? Una morte? Che morte?
CREONTE
Il nous faut expier le meurtre par le meurtre ! Espiarla dobbiamo con la morte!
IL CORO
Quel meurtre ? Quel meurtre ? E quale, quale morte?
CREONTE
Le meurtre de Laïos ! Quella di Laio!
IL CORO
De Laïos !... Di Laio!…
EDIPO
Comment trouver
l’auteur d’un crime ancien ?
Come possiamo
trovare il colpevole antico?
CREONTE
Il est dans la Cité,
répond le dieu delphien.
Egli è nella Città,
dichiara il dio di Delfi.
IL CORO
Dans la Cité ? Qu’il meure ! Nella Città? Che muoia!
EDIPO
Silence ! Par qui fut
découvert autrefois
le cadavre du Roi ?
Tacete! Da chi fu
trovato quella volta
il corpo del Re morto?
CREONTE
Par un berger. Da un pastore.
IL CORO
Oui...par un berger ! Fu un pastore, sì!
CREONTE
Je l’ai mandé vers toi. Per te l’ho convocato.
IL CORO
Le berger va venir ! Presto verrà!
CREONTE
Et j’ai mandé aussi un témoin jamais faux,
Tirésias, le berger des oiseaux,
qui voit le passé et qui voit l’avenir.
Ho convocato anche un teste veritiero,
Tiresia, che è pastore di uccelli,
lui che vede il passato e vede l’avvenire.
(Moti di attesa impaziente nella folla)
EDIPO
(a voce alta)
Bien. À présent,
peuple, écoute-moi !
Et vous aussi,
dieux d’en haut, dieux d’en bas,
écoutez ma voix !
Que le meurtrier de Laïos se déclare !
Qu’il montre sa face à tous les regards !
L’exil sera son châtiment.
Mais si, souillant la Ville obstinément,
il refuse de la sauver, qu’il soit maudit !
Bene. In questo momento,
popolo, ascolta me!
E anche voi,
dèi dell’alto e del basso,
la mia voce ascoltate!
L’assassino di Laio si dichiari!
Che mostri la sua faccia ai nostri occhi!
Suo castigo l’esilio.
Ma se ostinato egli insudicia Tebe
e non vuole salvarla, sia maledetto!
IL CORO
Qu’il soit maudit! Sia maledetto!
EDIPO
Qu’il vive sans moisson et sans postérité,
privé de l’eau jalouse et du pain irrité!
Che viva senza raccolto, viva senza progenie,
che l’acqua gli sia ostile, gli sia nemico il pane!
IL CORO
Maudit! Qu’il soit maudit! Maledetto! Sia maledetto!
EDIPO
Et que la Peste, aux dents de pourriture,
dévore ses os.
Et que son corps trouve sa sépulture
au ventre des corbeaux.
Che la Peste, con denti di marciume,
divori le sue ossa.
Che le sue carni trovino sepoltura
nella pancia dei corvi.
IL CORO
Maudit! Qu’il soit maudit! Maledetto! Sia maledetto!
EDIPO
Qu’avec les Erynnies,
aux griffes redoutables,
ce cri s’abatte sur lui
quand il mangerait à ma table,
Insieme agli orrendi
artigli delle Erinni,
lo annienti questo grido,
ove mangi al mio desco
(con voce roca)
quand il dormirait dans mon lit. e dorma nel mio letto.
IL CORO
Qu’il soit maudit! Maudit! Maudit! Maledetto! Maledetto! Sia maledetto!
(Tiresia, sorretto da un fanciullo, entra lentamente)
Voyez, c’est Tirésias, l’aveugle qui voit tout...
Voyez. Il a vécu trois âges d’homme.
De tout ce qu’il sait, nul ne sait la somme,
et de son savoir les dieux sont jaloux.
Guardate, c’è Tiresia, il cieco onniveggente…
Guardatelo. Ha vissuto tre età umane.
Nessuno per intero sa ciò che egli conosce,
e della sua sapienza hanno invidia gli dèi.
EDIPO
(parlato)
Divin Tirésias, très cher, très grand, très bon, Tiresia santo, tu caro, grande e buono,
(cantato)
toi dont Apollon fit l’esprit subtil,
tu sais qui nous cherchons,
tu sais pourquoi nous le cherchons :
parle, nomme son nom et sauve la Ville.
tu cui Apollo ha donato una mente sottile,
tu sai chi noi cerchiamo,
e perché lo cerchiamo:
parla, pronunzia il nome e salva la Città.
TIRESIA
(con voce spenta e disperata mezzo parlato)
Hélas ! Qu’il est dur de savoir,
lorsque savoir est inutile!
Ahimé! Quanto duole il sapere,
quando sapere è vano!
IL CORO
(sussurrando)
Que dit-il? Qu’a-t-il dit? Che dice? Come ha detto?
TIRESIA
Laisse-moi repartir, ô Roi ! O Re, lascia ch’io vada via!
EDIPO
Quoi? Tu refuses de parler? Che? Tu neghi di parlare?
TIRESIA
Elles parleront, les choses qui seront ! Le cose avranno voce, quando saranno!
EDIPO
Quelles choses? E quali cose?
TIRESIA
Malheureux! Aujourd’hui te verra naître et mourir! Misero! In questo giorno avrai nascita e morte!
EDIPO
Est-ce une énigme? Dici un enigma?
TIRESIA
Déchiffre-la, tueur de Sphinge! Risolvilo, tu che hai ucciso la Sfinge!
(fa per andar via)
IL CORO
Ne t’en va pas ! Sauve-nous! No, non andare! Salvaci!
EDIPO
(con maggiore violenza)
Entends leur cris! Ascolta queste grida!
IL CORO
Ne t’en va pas ! Non andare!

TIRESIA
(con decisione)
J’ai parlé! Ho parlato!
(al fanciullo)
Enfant, conduis mes pas. Tu guidami, ragazzo!
EDIPO
Misérable vieillard !... Vecchio infame!…
TIRESIA
Tu peux m’insulter.
Pour te châtier, Apollon suffira !
Puoi insultarmi, se vuoi.
A castigarti Apollo basterà!
EDIPO
(avanzando contro Tiresia e mostrandolo a dito)
Thébains!
Avez-vous comme moi deviné le devin?
Le nom qu’il cache, c’est le sien.
Saisissez cet homme: il est l’assassin !
Tebani!
L’indovino anche voi come me l’indovinate?
Il nome che nasconde, è il nome suo.
Afferrate quest’uomo: è l’assassino!
TIRESIA
(con forza)
Eh bien, moi, je te dis: Sors de la Cité;
obéis au décret par toi-même dicté.
Sta bene, parlo e ti dico: Esci dalla Città;
il decreto rispetta che tu stesso hai dettato.
EDIPO
(con ira)
Quoi? Che cosa?
TIRESIA
N’as-tu pas compris? Faut-il répéter?
Ce coupable que tu cherches,
ce meurtrier de Laïos, c’est toi !
Non hai inteso? Lo ripeto?
Il colpevole che cerchi,
sei tu, quello che uccise Laio!
EDIPO
(con una risata terribile)
Ah! Ah ! Ah!
Est-ce Tirésias, ou Créon
qui parle quand tu parles?
Ah! Ah! Ah!
È Tiresia o Creonte
che parla quando parli?
CREONTE
Moi? Io?
TIRESIA
Tu n’as qu’un ennemi: OEdipe est son nom. Tu hai un solo nemico: Edipo ha nome.
EDIPO
Vieillard stupide! Menteur impudent!
As-tu jamais rien su, toi qui prétends
tout savoir? Quand la Sphinge
dévorait les Thébains,
as-tu dit son secret?
Tu te taisais alors,
tais-toi donc aujourd’hui !
Stupido vecchio! Bugiardo spudorato!
Qualcosa hai mai compreso, tu che fingi
di saper tutto? Quando la Sfinge
divorava i tebani,
ne dicesti il segreto?
Stavi zitto in quel tempo,
dunque sta’ zitto oggi!
TIRESIA
En vain tu l’éconduis, en vain tu la séduis:
La Vérité reste la Vérité.
La scacci invano, invano la corrompi:
la Verità resta la Verità.
EDIPO
Regardez-le, Thébains, votre divinateur:
son regard aveugle, aveugle son coeur.
Guardàtelo, tebani, il vostro mago:
ha gli occhi ciechi come ha cieco il cuore.
TIRESIA
Ne ris pas des aveugles,
OEdipe! Toi dont les yeux
avant la fin du jour
ne verront plus le jour!
Non ridere dei ciechi,
Edipo! Ché i tuoi occhi
prima che cada il sole,
non vedranno più il sole!
EDIPO
(con furore)
Assez ! Va-t’en d’ici! È troppo! Via di qui!
TIRESIA
Je pars, mais avant que je parte,
entends ce que je dis:
Vado, ma prima ascolta
quello che devi dirti:
(con voce cupa)
Cet assassin, condamné par toi-même,
tu le découvriras toi-même,
avant qu’il fasse nuit.
On le croit étranger,
mais à Thèbes il naquit,
et Thèbes le verra,
pauvre, aveugle et sanglant,
sous son châtiment.
Et toi-même, OEdipe,
toi-même, tu l’appelleras
le père de ses frères,
et l’époux de sa mère,
et le meurtrier de son père!
Et maintenant, Roi,
médite ces mots;
et si j’ai menti,
la Peste ait mes os !
L’assassino cui tu stesso hai imprecato,
lo scoprirai tu stesso,
prima che faccia notte.
Si crede sia straniero,
ma è nato a Tebe,
e Tebe lo vedrà
cieco, lacero e sanguinante,
oppresso dal castigo.
Sarai tu stesso, Edipo,
sarai tu stesso a dire
che è padre dei fratelli,
e sposo di sua madre,
e assassino del padre!
Medita, o Re,
ora le mie parole;
e se ho mentito,
le mie ossa prenda la Peste!
(Esce sorreggendosi sulla spalla del fanciullo. Edipo, in preda al furore, volge intorno lo sguardo)
IL CORO
Avez-vous entendu?
Son oracle réveille
un oracle entendu...
Sentiste? La sua voce
ha destato un oracolo
che già sentimmo un tempo…
EDIPO
(squadrando Creonte, nel massimo furore)
Et toi, ne parais plus devant ma face ! E tu, non farti più vedere!
CREONTE
Moi ! Io?
EDIPO
Oui, toi qui pour usurper
sur le trône ma place,
veux faire avec l’or et l’imposture...
Sì, tu che per derubarmi
il mio posto sul trono,
cerchi con oro e inganni…
CREONTE
Par Zeus et par Phoïbos, je jure... Per Zeus e Apollo, giuro…
EDIPO
(urlando)
Tais-toi ! Taci!
GIOCASTA
(appare sulla soglia del palazzo)
Qu’entends-je, OEdipe ?
Ta colère et ta voix
au fond du palais
ont crié vers moi.
Edipo, che mai ascolto?
Le tue grida, la collera
sono arrivate a me
fin nell’ultima stanza.
(Discende lentamente i gradini di marmo)
Malheureux !
Ne rougissez-vous point,
quand Thèbes entière pleure,
de souiller, de vos fureurs,
la douleur dont ses yeux sont témoins?
Rentre au palais, Créon...
Disgraziati!
Non avete rossore,
se Tebe intera piange,
di offendere con la vostra ira
il dolore che vedono i suoi occhi?
Torna dentro, Creonte…
(a Edipo)
Et toi, qu’il te souvienne
qu’il a pour soeur la reine,
ton épouse très chaste,
et pardonne à Créon,
pour l’amour de Jocaste.
Tu non dimenticare
che sono sua sorella,
io la regina, tua sposa casta,
e perdona Creonte
per amor di Giocasta.
EDIPO
Soit ! Qu’il aille ! Bene ! Che vada!
(Gesto infuriato di Creonte, che s’avanza minaccioso verso Edipo. Si squadrano. Atteggiamento supplice di Giocasta, che li divide. Creonte esce)
GIOCASTA
Pourquoi... dis à mon coeur pourquoi... Perché… di’ al mio cuore perché…
EDIPO
(ancora in preda della collera)
Il m’accusait du meurtre de Laïos. Moi!
Et soudoyant contre son Roi
la bouche d’un devin...
Mi ha incolpato della morte di Laio. Me!
E istigando contro il suo Re
la bocca di un profeta…
GIOCASTA
Ah! N’use pas contre un devin
la colère d’un Roi.
J’eus un fils autrefois.
Il devait, disait Tirésias,
assassiner son père...
Laïos mourut, hélas!
tué par les brigands,
au bord d’un bois
où trois chemins se coupent, et l’enfant...
Ah! Non sprecare la collera
d’un Re contro un profeta.
In passato ebbi un figlio.
Doveva, disse Tiresia,
uccidere suo padre…
Ma Laio, ahimé, è morto
ucciso dai briganti,
sul confine di un bosco,
dove tre vie s’incrociano, e il bambino…
EDIPO
(con voce angosciata)
Tais-toi !... Dans quelle angoisse
as-tu jeté mon âme!
Taci!… In quale angoscia
m’hai gettato l’anima!
IL CORO
Qu’a-t-il dit? E che disse?
(In questo momento entra il pastore e timidamente si dirige verso Giocasta e Edipo)
EDIPO
Laïos... fut tué...
où trois chemins se coupent ?
Laio…fu ucciso…
dove tre vie s’incrociano?
GIOCASTA
Oui... Sì…
(vede il pastore)
Ce berger mandé par Créon... È il pastore che Creonte ha mandato…
(al pastore)
Conte-lui !... Racconta!…

EDIPO
(a Giocasta, senza guardare il pastore)
Dans quel pays? In che paese?
GIOCASTA
En Phocide. La Focide.
EDIPO
(ansimando)
Quand? Réponds ! Quand? Quando? Rispondi! Quando?
GIOCASTA
Au temps
où tu sauvas la Ville.
Era l’epoca in cui
tu la Città hai salvato.
EDIPO
Zeus! Zeus!
(con voce roca)
Que veux-tu faire de moi? Che vuoi fare di me?
GLI UOMINI
Voyez le Roi ! Guardate il Re!
GIOCASTA
Qu’as-tu? Quel est ce trouble? Che hai? Quale sgomento?
EDIPO
Attends... Réponds! Laïos... Quel âge? Quel visage? Aspetta… Rispondimi! Laio… Il suo volto, l’età?
GIOCASTA
Grand... la tête blanche... Il te ressemblait !... Alto… la testa bianca… Tu gli assomigli un po’!…
EDIPO
(con violenza)
Seul? Ou combien l’escortaient? Solo? Di quanti era la scorta?
GIOCASTA
Ils étaient trois... ou quatre... Erano tre… o quattro…
IL PASTORE
Trois sur un char... Tous trois sont morts. Tre sopra un carro… E sono tutti morti…
EDIPO
Ah ! Si j’avais lancé contre moi-même
les Erynnies de l’anathème!
Ah! Se contro me stesso avrò incitato
le Erinni dell’anatema!
(Rimane immerso in una riflessione atterrita)
GIOCASTA
OEdipe ! Dieux secourables ! Edipo! O dèi pietosi!
CORO PICCOLO, UNA PARTE DELLA FOLLA
(ben scandito)
Avez-vous entendu?
Le Roi serait coupable?
Avete inteso?
Il colpevole è il Re?
GIOCASTA
(a Edipo, che non ascolta)
OEdipe! Edipo!
(Entra Phorbas, molto invecchiato)
ALCUNI UOMINI
(scorgendo Phorbas)
Quel est cet étranger? Lo straniero, chi è?
GIOCASTA
OEdipe, explique-toi... Edipo, parla…
PHORBAS
Habitants de la Cité,
qui de vous me conduira
au palais du Roi ?
Abitanti della Città,
chi di voi mi condurrà
al palazzo del Re?
ALTRI UOMINI
Quel est cet étranger? Chi è questo straniero?
ANCORA ALTRI UOMINI
OEdipe est devant toi. Edipo ti è davanti.
PHORBAS
(nel riconoscere Edipo ha un gesto di soddisfazione e avvicinandosi a lui)
Que Phoïbos te protège, ô Roi !
Qu’Apollon protège la Reine et toute ta maison!
Che Febo ti protegga, o Re!
E protegga Apollo la Regina e la casa!
GIOCASTA
(angosciata, a Edipo, che continua a non ascoltare)
OEdipe! Edipo!
PHORBAS
Connais-tu point Phorbas, héraut de Polybos? Ma non conosci Phorbas, di Pòlibo l’araldo?
EDIPO
Phorbas?... Polybos?... Phorbas?… Pòlibo?…
PHORBAS
Polybos est très vieux;
Mérope est toujours belle, et te pleure toujours...
Tous deux m’envoient, désirant ton retour.
Pòlibo è tanto vecchio;
Mérope è sempre bella, e ti rimpiange sempre…
Per loro sono qui, vogliono che tu torni.
EDIPO
Que je retourne à Corinthe, moi? Che ritorni a Corinto, io?
PHORBAS
Reviens ! Et bientôt, le trône des aïeux... Sì, torna! E presto il trono dei tuoi avi…
EDIPO
Jamais, eux vivants,
OEdipe ne reverra
la fumée de sa patrie !
No, mai, se loro vivono,
Edipo rivedrà
il fumo della patria!
PHORBAS
Pourquoi? Que crains-tu d’eux? Perché? Tu da loro che temi?
EDIPO
(angosciato)
Un oracle... Apollon...
OEdipe quelque jour serait funeste à ses parents !
Un oracolo…Apollo…
Un giorno sarà Edipo fatale ai genitori!
PHORBAS
Suis-moi, ô Roi! Et quitte ces tourments:
Mérope et Polybos ne sont point tes parents.
Seguimi, o Re! Dimentica i tormenti:
Mérope e Pòlibo non sono tuoi genitori.
EDIPO
(spaventato)
Qui dit cela? Chi lo dice?
PHORBAS
(quasi parlando)
En un songe,
le dieu leur avait ordonné
de nourrir sur les monts
leur enfant.nouveau-né.
J’étais alors berger;
l’enfant me fut donné.
In un sogno,
il dio comandò loro
di allevare tra i monti
il figlio appena nato:
Allora io ero pastore;
il bimbo mi fu dato.
EDIPO
Qu’en as-tu fait? E che ne hai fatto?

PHORBAS
Il mourut! È morto!
EDIPO
Et moi? Ed io?
(Per qualche istante il pastore ha osservato Phorbas e, con terrore, sembra che lo riconosca)
PHORBAS
Tu pris sa place. Hai preso tu il suo posto.
EDIPO
Moi! Io?
PHORBAS
Et c’est ainsi que tu devins
d’enfant trouvé, enfant de Roi.
Fu così che diventasti
da trovatello un figlio di Re.
(Giocasta guarda il pastore con un brivido)
EDIPO
Trouvé ! Qui m’a trouvé? Trovatello! Chi m’ha trovato?
PHORBAS
Un berger du Kithéron. Un pastore del Citerone.
LA FOLLA
Un berger! Un berger! Un pastore! Un pastore!
EDIPO
Quel berger? Où est-il? Son nom? Che pastore? Dov’è? Come si chiama?
PHORBAS
Ici à tes côtés, j’ai cru... Qui al tuo fianco, credevo…
EDIPO
(vedendo il pastore che cerca di scappare)
Où cours-tu, berger? Approche! Réponds! Dove corri, pastore? Sta’ qui, rispondi a me!
GIOCASTA
Laisse, OEdipe, ne l’interroge pas ! Edipo, fermo, non interrogarlo!
EDIPO
Pourquoi? E perché?
GIOCASTA
Au nom des dieux, je t’en suplie... Ti supplico, in nome degli dèi…
EDIPO
Réponds, berger ! Rispondimi, pastore!
GIOCASTA
(con disperazione)
Ah ! Puisses-tu jamis connaître ce que tu es !... Ah! Mai possa tu sapere ciò che sei!…
EDIPO
Tu rougis de ma naissance ? Arrossisci della mia nascita?
GIOCASTA
(con voce spenta)
Hélas ! Infortuné !
Seul nom dont Jocaste
puisse encore te nommer!
Ahimé! Tu sventurato!
Questo è l’unico nome
che Giocasta può darti!
(Giocasta fugge via nel palazzo)
LA FOLLA
Voyez ! Elle part sans rien dire! Guardate! Si allontana in silenzio!
EDIPO
(al pastore)
Approche ! Vieni qui!
LA FOLLA
Mais dans sa voix
morte un malheur respire...
Nella sua voce
spenta alita la sventura…
EDIPO
Reconnais-tu cet homme? Riconosci quest’uomo?
IL PASTORE
(impacciato)
Je ne sais... ce qu’il dit... Non so… che dice…
EDIPO
Tu mens! Cet enfant... Répondras-tu?... Bugiardo! Il bambino… Rispondi o no?
(alle guardie del palazzo)
Liez-lui les mains! Legategli le mani!
IL PASTORE
Grâce, maître ! Grâce ! Perdono, o Re, perdono!
EDIPO
Tu le lui as donné? Tu glielo hai affidato?
IL PASTORE
Fussé-je mort ce jour-là! Fossi morto quel giorno!
EDIPO
Tu mourras si tu mens! Morirai se ora menti!
IL PASTORE
J’avais trouvé l’enfant...
aux gorges du Kithéron...
Ho trovato il bambino…
nelle gole del Citerone…
EDIPO
C’est faux! Tu l’as reçu !
Réponds!
È falso! Tu l’hai avuto!
Parla!
(alle guardie, gridando)
Des fouets ! Des fers ! Qui sferze e ceppi!
IL PASTORE
(supplicando)
Maître! Maître ! Mio padrone!
EDIPO
Tu l’as reçu ? L’hai avuto?
IL PASTORE
(esitante)
On craignait qu’ il devint
l’assassin de son père…
le mari de sa mère...
Si temeva che fosse
l’assassino del padre…
lo sposo di sua madre…
EDIPO
(atterrito)
Et qui te l’a remis? Qui? Chi, chi te lo consegnò?
IL PASTORE
Au nom des dieux,
n’interroge pas davantage !
In nome degli dèi,
non chiedere più altro!

EDIPO
Si j’interroge encore,
tu es mort!
Se devo ancora chiedere,
sei morto!
IL PASTORE
(a mezza voce, con fatica)
Il était né...
au... palais de Laïos...
Era nato…
nel… palazzo di Laio…
EDIPO
Esclave? Schiavo?
(con voce sibilante)
Ou fils de roi? O figlio di re?
IL PASTORE
(con disperazione)
Hélas !
Voici la chose terrible à dire...
Ahimé!
Ecco la cosa tremenda da dire…
EDIPO
(con voce tonante)
Et terrible à entendre !
Je veux l’entendre pourtant !
Tremenda da ascoltare!
Pure l’ascolterò!
IL PASTORE
(mentre la voce gli manca)
On le disait... fils... de Laïos... Lo dicevano… figlio… di Laio…
EDIPO
Ah! Je vois clair! Ah! Vedo chiaro!
(gridando)
Soleil, tu vois Sole, tu vedi
(con un rantolo)
mes yeux pour la dernière fois ! i miei occhi per l’ultima volta!
(Si precipita nel palazzo)
LA FOLLA
Malheureux! Malheureux OEdipe! Sventurato! Edipo sventurato!
PHORBAS
Où va-t-il? Dove va?
LA FOLLA
Où court-il? Dove corre?
IL PASTORE
Que va-t-il faire? E che farà?
LA FOLLA
Malheureux! Malheureux OEdipe! Sventurato! Edipo sventurato!
UNA DONNA
(correndo fuori del palazzo)
Horreur! Horreur! Jocaste s’est tuée ! Orrore! Orrore! Giocasta s’è uccisa!
LA VOCE DI EDIPO
(un urlo di Edipo nel palazzo)
LA FOLLA
(piano, in un sussurro atterrito)
Horreur! Horreur! Orrore! Orrore!
(Altre donne accorrono dal palazzo)
UN’ALTRA
Horreur! Orrore!
ALCUNE ALTRE
Le Roi ! Il Re!
TUTTE
(gridando)
Le Roi ! Il Re!
LA VOCE DI EDIPO
(nel palazzo)
Ouvrez les portes ! Ouvrez les portes ! Aprite le porte! Aprite le porte!
(Appare Edipo, gli occhi forati, il viso insanguinato. La folla scorgendo Edipo, lancia un lungo urlo che subito si trasforma in un gemito tremante)
EDIPO
(parlato)
Voyez, Thébains, voyez ! Ce sont mes yeux qui
coulent sur mes joues ! Mes yeux ne verront
plus mes malheurs ni mon crime ! Je suis allé
remercier ma mère des enfants qu’elle m’a
donnés!
Vedete, Tebani, vedete! Ecco qui i miei occhi
che colano sulle mie guance! I miei occhi non
vedranno più i miei mali né il mio delitto! Sono
andato a ringraziare mia madre per i figli che
m’ha donato!
LA FOLLA
(piano)
Horreur! Orrore!
(più piano)
Horreur! Orrore!
(Edipo vuole scendere e barcolla. Tutti arretrano)
EDIPO
Ô ténèbres !... Solitude !... O tenebre!…Solitudine!
(Brancola attorno a sé)
LA FOLLA
(in un’esplosione di disperazione)
Malhereux ! Qu’as-tu fait ? Sventurato! Che hai fatto?
EDIPO
Où aller? Comment me soutenir? Dove andare? Come sorreggermi?
TUTTI
(piano)
Qu’as-tu fait? Che hai fatto?
(con un soffio)
Qu’as-tu fait? Che hai fatto?
EDIPO
Vous reculez d’horreur, Thébains!
Aucun de vous n’ose approcher
ce condamné, ce réprouvé,
ce père de ses frères,
ce mari de sa mère,
cet assassin de son père !
Voyez ! Je suis OEdipe !
OEdipe, le tueur de Sphinge,
OEdipe, le sauveur de Ville !
Un jour a fait ma gloire:
un jour fait mon malheur!
Per l’orrore arretrate, Tebani!
Nessuno di voi osa accostare
il condannato, il reietto,
il padre dei fratelli,
lo sposo della madre,
l’assassino del padre!
Vedete! Io sono Edipo!
Edipo, che uccise la Sfinge,
Edipo, che salvò la città!
Un giorno m’ha portato la gloria:
un giorno mi porta il disastro!
LA FOLLA
Horreur! Horreur! Orrore! Orrore!
EDIPO
Ô Kithéron, pourquoi m’avoir reçu?
J’étais déjà coupable
avant d’avoir vécu !
Et vous, triste chemin,
bois ambigu, vallon cruel,
tout le sang de mon coeur,
que ne l’avez-vous bu,
plutôt qu’être abreuvés
par le sang paternel !
Et vous, demeures de Laïos,
images des aïeux,
Citerone, perché mi accogliesti?
Ero già infame
prima d’essere in vita!
E voi, triste sentiero,
dubbio bosco, aspra valle,
tutto il sangue che ho in cuore,
oh, l’aveste bevuto,
senza saziarvi
del sangue di mio padre!
E voi, stanze di Laio,
statue degli antenati,
(con voce soffocata)
couvertures de pourpre
du lit incestueux !...
purpurei drappi
del talamo incestuoso!….
(come afferrato da pazzia)
Ah! cachez-moi, Thébains,
ôtez-moi de vos yeux!
Aveuglez-vous ! Éteignez le soleil !
Que cet homme de stupre
à l’Erèbe pareil
roule pour vous comme pour lui
dans l’éternelle nuit!
Ah! Celatemi, Tebani,
cacciatemi via dai vostri occhi!
Fatevi ciechi! Ed estinguete il sole!
Che quest’uomo sacrilego
orrido come l’Averno
piombi per voi e per se stesso
nel buio eterno!
(Antigone e la sorella compaiono sui gradini del palazzo)
ANTIGONE
Père ! Père Padre! Padre!

EDIPO
Est-ce vous, mes enfants ?
Ai-je ancore une oreille pour entendre
sans crime le nom de père ?
Oui, c’est vous ! Oui, c’est vous!
Mes mains rouges de sang
devinent vos fronts clairs,
et je sens dans vos bras renaître le soleil !
Hélas ! Qu’allez-vous devenir?
A quels rites sacrés,
à quel choeur virginal
vous pourrez-vous mêler sans rougir?
Qui vous protégera?
Au foyer, qui viendra,
parmi la voix des lyres,
allumer pour vous le feu nuptial?
Hélas, vous vivrez seules !
Hélas, vous mourrez seules!
Et sous la cendre éteinte,
en vos froides maisons,
vous laisserez un nom
profané par mon nom !
Siete voi, mie piccine?
Il mio orecchio può ancora ascoltare
senza colpa il nome di padre?
Sì, siete voi! Sì, siete voi!
Le mie mani rosse di sangue
sentono le vostre fronti candide,
e nelle vostre braccia rinasce il sole!
Ahi, ahi! Che ne sarà di voi?
A quale santo rito,
a quale intatto coro,
potrete voi accostarvi senza arrossire?
Chi vi proteggerà?
All’ara chi verrà,
tra il suono delle cetre,
ad accender per voi la fiamma delle nozze?
Ahimé, vivrete sole!
E sole morirete!
Sotto l’estinta cenere
nelle gelide case,
voi lascerete un nome
profanato dal mio!
(Un singhiozzo soffocato)
CREONTE
II faut partir, OEdipe ! Edipo, devi andartene!
EDIPO
(con un inizio di collera)
Qu’ai-je entendu? C’est la voix de Créon ! Che ho sentito? La voce di Creonte!
CREONTE
OEdipe, il faut partir,
purifier la Ville,
emporter avec toi
la Peste aux dents fébriles!
Edipo, devi andartene,
purga questa Città,
e porta via con te
la peste dai denti roventi!
EDIPO
Quoi? Tu me chasses? E che? Tu mi discacci?
LA FOLLA
Hélas! Hélas!
OEdipe, il faut partir !
Ahimé! Ahimé!
Edipo, devi andartene!
EDIPO
Et vous aussi, Thébains?
Aucun de vous ne me retient?
Moi, le Tueur de Sphinge,
moi le Sauveur de Ville?
Così, anche voi, Tebani!
Nessuno mi trattiene?
Non ho ucciso la Sfinge,
non ho salvato Tebe?
LA FOLLA
Il faut partir à l’exil
par toi-même et les dieux condamné !
Devi andar nell’esilio
che tu stesso e gli dèi decretaste!
EDIPO
Me suis-je pas assez damné?
Me suis-je pas, en m’arrachant les deux prunelles,
arraché de la Ville, de la terre et du ciel?
Non mi sono punito abbastanza?
Se mi sono estirpato le pupille, non estirpo
me stesso dalla Città, dalla terra, dal cielo?
LA FOLLA
II faut partir ! Il faut partir! Devi, tu devi andare!
EDIPO
Je marcherai dans les ténèbres,
seul, toujours seul !
Avanzerò tra le tenebre.
solo, per sempre solo!
ANTIGONE
Père, je te suivrai. Padre, ti seguirò.
EDIPO
Toi, ma fille! Tu, figlia mia!
ANTIGONE
Je te suivrai. Ti seguirò.
EDIPO
Tu veux partager le sort d’un père aveugle?
T’exposer aux injures des hommes et du ciel?
Tu vuoi dividere la sorte di un padre cieco?
Vuoi esporti alle ingiurie degli uomini e del cielo?
ANTIGONE
Je te suivrai ! Ti seguirò!
EDIPO
Sois bénie, vivante excuse de mon crime! Sii benedetta, viva discolpa del mio delitto!
(L’abbraccia. Poi con decisione)
Et, maintenant, conduis mes pas.
Puisqu’au malheur prédit,
le dieu fut véridique,
au bonheur annoncé,
il ne faillira pas.
Je vais errer jusqu’au jour fatidique
où d’invisibles déités
m’accueilleront mourant
au bord d’un bois sacré.
Alors, ingrats Thébains,
vous vous repentirez.
Oui, oui, l’heure luira,
vers mon heure dernière,
où pour votre salut
vous viendrez m’implorer.
Mais OEdipe à son tour
sera dur aux prières:
car le Destin vaincu
lui rendra la lumière,
et vous serez maudits,
vous tous qui maudissez !
Ed ora reggi i miei passi.
Se divinando i mali
il dio non ha mentito,
al bene che promette
egli non mancherà.
Vagherò fino al giorno fissato
quando invisibili dèe
mi accolgono morente
al confine di un bosco.
Tebani ingrati, allora
molto vi pentirete.
Sì, l’ora brillerà,
presso l’ora mia estrema,
che per salvar voi stessi
verrete ad implorarmi.
Ma Edipo a sua volta
sarà duro alle preci:
perché il Destino vinto
gli renderà la luce,
e sarete esecrati
tutti voi che esecrate!
(Si allontana barcollante, brancolante, appoggiandosi su Antigone)
LA FOLLA
Ô palais de Laïos !
Douleur ! Douleur!
Ô terre maternelle !
Sanglots ! Sanglots !
O palazzo di Laio!
O dolore! Dolore!
O materna mia terra!
O pianti! Pianti!
ATTO QUARTO
L’Attica. Il margine di un bosco sacro. A sinistra, una rupe presso una fonte. A destra, un altare di marmo. Dove il bosco comincia, c’è una piastra di bronzo fissata nel suolo. Luce d’una giornata serena.
I VECCHI ATENIESI
(in lontananza, avvicinandosi a poco a poco)
Bienveillantes !
Bienfaisantes !
Nous cheminons pour vous prier
trois fois autour du bois sacré.
Redoutables !
Vénérables !
Heureux celui dont l’ âme
est pure: vous l’accueillez.
Voi benigne!
Generose!
Procediamo per pregarvi
in tre giri attorno al bosco.
Spaventose!
Venerande!
Beato chi ha pura
l’anima: voi l’accogliete.
(I vecchi entrano cantando, insieme a Tèseo. Sono tutti vestiti di porpora. Alcuni portano torce accese, altri focacce di miele che durante l’invocazione di Tèseo depongono e bruciano sull’altare; altri ancora portanorami cinti di bende di lana, con cui fanno come una corona in terra attorno all’altare)
TÈSEO
Déesses qui veillez au fond du bois sacré !
Vous fûtes autrefois les Erynnies fétides,
aux visages sanglants, aux ongles meurtriers.
Vous êtes devenues les douces Euménides,
et par vous, remplaçant la vengence homicide,
la Justice et la Paix règnent dans la Cité !
O dèe che entro il bosco sacro vegliate!
Voi foste un tempo le appestanti Erinni,
dal volto sanguinoso, dall’artiglio assassino.
Ma siete diventate le Eumenidi soavi,
e per voi, scacciata la vendetta omicida,
la Giustizia e la Pace regnano qui in Città!
I VECCHI
(uscendo a sinistra con Tèseo in lenta processione)
Bienveillantes !
Bienfaisantes !
Nous cheminons pour vous prier
trois fois autour du bois sacré.
Voi benigne!
Generose!
Procediamo per pregarvi
in tre giri attorno al bosco.
(I più sono già nelle quinte)
Redoutables !
Vénérables !
Heureux celui dont l’ âme
est pure: vous l’accueillez.
Spaventose!
Venerande!
Beato chi ha pura
l’anima: voi l’accogliete.
(Le voci si perdono. La scena resta vuota. Canto dell’usignolo)
EDIPO
(molto invecchiato, entra guidato da Antigone appoggiandosi ad un bastone)
Lumière des mes yeux, chère et douce Antigone,
où sommes-nous ?
Luce dei miei occhi, amata, dolce Antigone,
che luogo è questo?
ANTIGONE
Je vois au loin des tours et des colonnes :
c’est la pieuse Athènes, séjour du roi Thésée.
Et je vois près de nous un bois sous la rosée,
où le rossignol chante avec l’eau des fontaines.
La laurier vert y pousse et la vigne sauvage,
et le narcisse au blanc visage,
et le safran aux doigts rouillés,
et l’arbre redoutable aux lances des guerriers,
l’arbre qui ne meurt pas, le bleuâtre olivier.
In lontananza vedo torri e colonne:
questa è la sacra Atene, dimora del re Tèseo.
Qui vicino c’è un bosco umido di rugiada,
vi canta un usignolo con l’onda delle fonti.
Cresce l’alloro verde e la vigna selvatica,
e il narciso dal candido volto,
e il croco dalle dita di ruggine,
e l’albero severo dalle aste bellicose,
l’albero che non muore, l’azzurrino ulivo.
EDIPO
Vois-tu, près d’une source, une roche qui luit ? Accanto a una sorgente vedi una lucida rupe?
ANTIGONE
Oui. Sì.
EDIPO
Et vois-tu des rameaux ceignant d’une guirlande
la base d’un autel où fument des offrandes ?
E vedi rami che cingono a corona
un altare su cui fumano offerte?
ANTIGONE
Oui. Sì.
EDIPO
Nous sommes arrivés !...
Vers la fontaine conduis-moi.
Noi siamo giunti!…
Portami alla sorgente.
(Ella lo conduce)
Assieds-moi. Aiutami a sedere.
(Lo aiuta)
Trempe dans l’eau tes doigts. Immergi le tue dita nell’acqua.
(Ella immerge le dita nell’acqua)
Et sur mon front pose tes mains sereines. E posa sulla mia fronte le tue mani serene.
(Ella esegue)
(A gran voce)
Salut, vous qui veillez sur mon dernier asile.
Je ne crains plus rien sous le ciel :
après les errements de sa course inutile
OEdipe va trouver le repos éternel.
Saluto voi che vegliate sull’estremo mio asilo.
Sotto il cielo io non temo più nulla:
dopo gli errori della sua corsa vana
Edipo trova ormai il suo riposo eterno.
ANTIGONE
(con angoscia)
Père ! Père ! Créon ! Je vois Créon ! Padre! Padre! Creonte! Vedo Creonte!
(Entra Creonte con alcuni Tebani. Antigone, atterrita, si abbraccia ad Edipo che rimane calmo)
CREONTE
(con voce ipocrita)
Pourquoi trembler, chère Antigone ?
Créon fut-il jamais l’ennemi de personne ?
Je viens ici, mandé par les Thébains,
offrir à ton père un nouveau destin.
Suis-moi, OEdipe, viens ; rentre dans ta patrie,
ta marche dans la nuit a duré trop longtemps.
Antigone cara, perché tremi?
È stato mai Creonte nemico di qualcuno?
Mandato dai Tebani io qui giungo
per offrire a tuo padre un diverso destino.
Seguimi, Edipo, vieni; torna in patria,
dura da troppo la tua corsa notturna.
(con enfasi)
Je pleure, quand je vois ta vieillesse maigrie
et tes haillons troués sur ton corps grelotant.
Reviens, et mettant sans regret
le sceptre dans ta main,
je te rendrai ta place au trône des Thébains !
Piango se guardo la tua scarna vecchiaia
i tuoi cenci sul tuo corpo tremante.
Torna, senza astio affidando
lo scettro alla tua mano
il tuo posto ti rendo sul trono dei Tebani!

EDIPO
(con voce trattenuta e profondo disprezzo)
Misérable Créon ! Discoureur hypocrite !
Tu m’as chassé,
abandonné aux quatre vents du ciel,
et tu viens aujourd’hui fraternel
faire entendre la voix d’une pitié subite ?
Penses-tu cacher à mon oeil sans regard
et toutes les erreurs de ton règne écoulé,
et les Argiens hurlants qui sapent tes remparts,
et que sans mon secours Thèbes va s’écrouler?
Creonte miserabile! Linguacciuto bugiardo!
Tu mi hai scacciato,
m’hai abbandonato a tutte le bufere,
e adesso arrivi con amore fraterno
e diffondi parole d’improvvisa pietà?
Pensi tu di celare al mio sguardo oscurato
e gli errori infiniti del tuo regno trascorso,
e gli Argivi furenti che scalano i bastioni,
e che senza il mio aiuto Tebe sarà atterrata?
CREONTE
De quel secours OEdipe aveugle et vieux... E quale aiuto Edipo vecchio e cieco…
EDIPO
(ad alta voce)
Tu connais les oracles du dieu ! Tu conosci gli oracoli del dio!
(come illuminato)
Tu sais qu’en ma faveur Apollon se repent,
tu sais quelle promesse il fait à ma mémoire,
et que mon corps sanctifié par d’injustes tourments
au sol qu’il touchera donnera la victoire !
Tu sai che in mio favore Apollo si ravvede,
conosci che promessa fa alla mia memoria,
e che il mio corpo santo per ingiusti tormenti
alla terra in cui giunge donerà la vittoria!
I TEBANI
(trascinandosi ai piedi di Edipo)
Oui, oui, nous connaissons les oracles du dieu !
Sauve-nous, sauve-nous ! Pitié, pitié sur nous !
Sì, sì, li conosciamo gli oracoli del dio!
E tu salvaci, salvaci! Pietà, pietà di noi!
EDIPO
Je ne vous suivrai pas ! Io non vi seguirò!
I TEBANI
Oublie que nous fûmes infâmes !
Sans toi ils passeront les nouveaux-nés aux flammes !
Ils tueront les vieillards, ils raviront les femmes !
Sauve-nous, sauve-nous ! Pitié, pitié sur nous !
Dimentica la nostra infamia!
Senza di te daranno i bambini alle fiamme!
Uccideranno i vecchi, rapiranno le donne!
Ma tu salvaci, salvaci! Pietà, pietà di noi!
EDIPO
Je ne vous suivrai pas ! Io non vi seguirò!
CREONTE
(furente)
Tu nous suivras ! Le dieu n’a pas voulu
qu’on s’emparât de toi..
Sì che ci seguirai!
Il dio ha proibito di prenderti con forza…
(ai Tebani, additando Antigone)
mais... Saisissez-la ! ma… Là, prendete lei!
ANTIGONE
(atterrita)
Père ! Père ! Padre! Padre!
(I Tebani sono esitanti)
CREONTE
Quoi ? Vous tremblez ? Faut-il que moi même?... E che? Tremate? Devo io stesso…
(afferra la mano di Antigone)
ANTIGONE
Père ! Père ! Padre! Padre!
(Lotta di Antigone e di Creonte.)
Lâche-moi ! Lasciami andare!
(Edipo, quasi impassibile, si alza e rivolge al cielo una muta preghiera. Si sente di nuovo nelle quinte il coro dei vecchi ateniesi che si avvicinano)
I VECCHI ATENIESI
Bienveillantes !
Bienfaisantes !
Nous cheminons pour vous prier
trois fois autour du bois sacré.
Voi benigne!
Generose!
Procediamo per pregarvi
in tre giri attorno al bosco.
ANTIGONE
(affannata e ansimante nella lotta)
Ah ! Il m’entraîne ! Il m’entraîne ! Ah! Mi porta via! Mi porta via!
I VECCHI ATENIESI
Redoutables !
Vénérables !
Spaventose!
Venerande!
(entrano in scena)
Heureux celui... Beato chi ha…
(Nel momento in cui Creonte sta per rapire Antigone, Tèseo e i vecchi entrano in scena. Creonte, sorpreso, lascia Antigone che si getta ai ginocchi di Tèseo)
ANTIGONE
Pitié, divin Thésée, écoute ma prière !
Vois, j’implore à genoux ta justice de Roi.
Créon veut m’arracher à la nuit de mon père,
pour aveugler OEdipe une seconde fois !
Pietà, Tèseo divino, ascolta il mio lamento!
Vedi, imploro in ginocchio la giustizia del Re.
Creonte vuol strapparmi dal buio di mio padre,
perché Edipo sia cieco una seconda volta!
TÈSEO
OEdipe ? Antigone ? Quoi ? Vous tendiez
les mains vers ma juste couronne,
et l’on ne voyait pas la main que je vous
Edipo? Antigone? Che? Voi protendete
le mani alla mia corona di giustizia,
e non vede nessuno la mano che io vi stendo?
CREONTE
Pouvais-je penser que Thésée aurait l’âme occupée
d’un vieillard vagabond et souillé de forfaits,
qui, mêlant l’inceste et le parricide,
a fait de sa patrie ......
Potevo mai pensare che Tèseo si curasse
di un vecchio vagabondo e lordo di delitti,
che appaiando l’incesto al parricidio
della sua patria ha fatto…
EDIPO
Je n’ai rien fait !
Ai-je une part aux crimes ourdis par le Destin
quand je n’étais pas né ?
Nulla ho fatto!
Partecipai alle infamie tramate dal Destino
quando non ero nato?
(con voce dolente)
Fut-il un seul moment, dans ma vie de victime,
où je n’aie combattu les dieux qui m’ont mené?
Ai-je pas fui Corinthe pour l’amour de mon père,
le respect de ma mére ?
Savais-je qu’assailli dans un carrefour,
j’assassinais mon père en défendant mes jours?
Et quand je tuais la Sphinge aux secrets immenses,
pour sauver de la mort des Thébains nombreux,
savais-je qu’ils préparaient pour ma récompense
un lit incestueux ?
Ci fu un momento solo nel mio lungo martirio,
che io non contrastassi gli dèi che mi movevano?
Non lasciai io Corinto per amore del padre,
per rispettar la madre?
Sapevo che assalito nell’incrocio di strade
mi salvavo la vita troncandola a mio padre?
Quando uccisi la Sfinge dagli immensi segreti
e salvai dalla morte la folla dei Tebani,
sapevo che apprestavano come mia ricompensa
il letto dell’incesto?
(a gran voce)
Non, je ne savais pas !
Mais toi, tu sais, Créon, en criant mes maux,
que tu souilles Jocaste au delà du tombeau.
Et vous, Thébains, quand vous me chassiez,
vous connaissiez celui que vous chassiez.
Vous connaissiez votre sauveur, votre père !
No, non sapevo nulla!
Ma tu, Creonte, sai che urlando i miei disastri
tu profani Giocasta anche oltre la sua morte.
E voi, Tebani, voi, quando mi scacciavate,
sapevate chi era colui che scacciavate.
Il vostro salvatore conoscevate, il padre!
(con forza)
Parricide ! C’est vous les parricides !
Moi, je suis innocent !
Ma volonté jamais ne fut avec mes crimes !
J’ai vaincu le Destin !
Io parricida! Voi siete parricidi!
Io, io sono senza colpa!
I miei delitti io non li ho mai voluti!
Ed ho vinto il Destino!
LE EUMENIDI
(invisibili)
OEdipe ! Edipo!
(Tutti rabbrividiscono)
EDIPO
Écoutez, les déesses m’appellent ! Ascoltate, mi chiamano le dèe!
LE EUMENIDI
OEdipe ! OEdipe ! Edipo! Edipo!
EDIPO
Bienveillantes !
Bienfaisantes !
Elles m’appellent !
Voi benigne!
Generose!
Odo il richiamo!
(a Tèseo con determinatezza)
Tout au fond de ce bois où verdissent les eaux,
où le jeune olivier perpétue sa jeunesse,
il est un lieu secret que les bonnes déesses
ont d’avance marqué pour mon dernier repos.
Toi seul, Roi pieux, dois connaître ce lieu.
Mais que les Rois tes fils s’en transmettent la gloire :
car les dieux ont voulu que de sa tombe noire
le vainqueur du Destin donne encore la victoire.
Nel profondo del bosco presso le cesie onde,
dove perpetua giovane olivo giovinezza,
c’è un angolo segreto che da tempo le dèe
benigne hanno fissato per mia ultima pace.
Tu soltanto, Re pio, conoscerai quel luogo.
E a tutti i Re tuoi figli passi poi la sua gloria:
gli dèi hanno deciso che dalla nera tomba
io che vinsi il Destino, doni ancora vittoria.
LE EUMENIDI
(invisibili)
OEdipe ! OEdipe ! OEdipe ! Edipo! Edipo! Edipo!
EDIPO
(ad Antigone)
Adieu, douce Antigone, adieu ; il faut partir.
D’ici nous cesserons de marcher côte à côte :
si pure que tu sois, tu es encore ma faute ;
je dois mourir à toi avant que de mourir.
Adieu, ma pure, ma vaillante,
toi, qui seule osas me rester fidèle ;
je te laisse au jour de la vie fuyante,
et moi, je m’en vai au jour éternel...
Adieu, adieu !...Athéniens, veillez sur elle.
Addio, io devo andare, dolce Antigone.
D’ora in poi noi non andremo a fianco a fianco:
candida come sei, sei ancora la mia colpa;
per te devo morire prima della mia morte.
Addio, tu purezza, tu forza,
tu, che unica osasti restare a me fedele;
ti consegno alla luce della vita che fugge,
ed io, io m’incammino verso la luce eterna…
Addio, addio!….Ateniesi, vegliate su di lei.
(Due anziani sostengono Antigone. A Tèseo)
Et maintenat, Thésée, suis-moi dans le feuillage
qui doit sanctifier mon chemin sans retour.
Mes yeux vont se rouvrir pour mon dernier voyage ;
moi, qui l’on conduisait, je conduis à mon tour.
E tu adesso, re Tèseo, seguimi dentro il bosco
che per me farà santa la via senza ritorno.
Devo riaprire gli occhi nell’ultimo cammino;
ed io, che ero guidato, ora sarò la guida.
(Edipo comincia a camminare, molto lentamente, seguito da Tèseo, attraverso lo scenario che cambia a poco a poco)
Suis-moi parmi les fleurs, les mousses et les lierres,
suis-moi parmi les voix des sources printanières;
je marcherai serein vers mon heure dernière,
et je mourrai dans la lumière.
Seguimi in mezzo ai fiori, i muschi, i tralci d’edera,
tra voci di sorgenti primaverili;
verso l’ultima ora avanzerò sereno,
e nella luce troverò la morte.
(S’avanza, supera il muro di bronzo, indicando la strada a Tèseo che lo segue attraverso gli alberi, le rocce, le fonti)
I VECCHI ATENIESI
(visibili appena tra le scenario in moto)
Bienveillantes !
Bienfaisantes !
Voi benigne!
Generose!
(scompaiono a poco a poco dietro lo scenario che cambia e si allontanano molto lentamente)
Qu’il entre sans douleur aux portes de l’Erèbe !
Redoutables !
Vénérables !
Qu’il foule dans la joie les pâles asphodèles !
Passi senza dolore dell’Erebo la soglia!
Spaventose!
Venerande!
Ed in letizia prema i pallidi asfodeli!
(La scena continua a mutare. Edipo cammina sempre, seguito da Tèseo, attraverso gli alberi, le rocce, le fonti)
Fatidiques !
Pacifiques ! Au sein des gouffres éthérés, que
tout soit accompli !
Sépulcrales !
Virginales !
Heureux celui dont l’ âme
est pure: la paix sur lui !
Fatidiche!
Pacifiche!
Che negli eterei vortici tutto si compia!
Sepolcrali!
Verginali!
Beato chi ha pura
l’anima: abbia egli pace!
(Edipo continua a camminare, seguito da Tèseo. D’improvviso si ode, molto soffocato, un tuono sotterraneo. Edipo scompare vicino a una grotta, dalla quale si diffonde repentinamente un’immensa luce abbagliante. Tèseo cade in ginocchio, coprendosi il volto. La luce s’estingue a poco a poco e si ode serenissima la voce delle Eumenidi…)
LE EUMENIDI
(invisibili)
Heureux celui dont l’ âme
est pure: la paix sur lui !
Beato chi ha pura
l’anima: abbia egli pace!
(Tèseo è sempre in ginocchio, il volto coperto. Lo foglie degli alberi si muovono dolcemente, illuminate dai raggi purpurei del sole che tramonta.)
FINE DELL’OPERA


(1) Testo tratto dal sito Di cose un po' al quale rimandiamo per la consultazione di altri libretti d'opera

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Ultimo aggiornamento 14 agosto 2015
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