Glossario
Libretto dell'opera


Sonata n. 2 in do maggiore per violoncello e pianoforte, op. 26 n. 2

Musica: George Enescu
  1. Allegro moderato ed amabile
  2. Allegro agitato, non troppo mosso
  3. Andantino cantabile, senza lentezza
  4. Final a la roumaine. Allegro sciolto
Organico: violoncello, pianoforte
Composizione: Bucarest, 8 agosto - Vienna, 30 novembre 1935
Prima esecuzione: Parigi, Ècole Normale de Musique, 4 marzo, 1936
Edizione: Salabert, Parigi, 1952
Dedica: Pablo Casals

Guida all'ascolto (nota 1)

Enescu occupa una posizione di rilievo nella storia dell'arte rumena perché nella sua attività di compositore (ma fu anche direttore d'orchestra, pianista e violinista, maestro fra l'altro di Menuhin e Grumiaux) si preoccupò di valorizzare il patrimonio musicale del suo paese, utilizzando e rielaborando i canti popolari, specialmente quelle melodie chiamate doine che riflettevano l'anima del pastore e del contadino rumeno ed erano diffuse dai lautari, cioè dagli zingari che suonavano nelle feste cittadine. Per merito suo la musica rumena ha visto aprirsi nuovi orizzonti ed ha acquistato una risonanza internazionale, tanto è vero che il governo di Bucarest, allo scopo di onorare la memoria del musicista, ha creato nel 1958 il museo Enescu ed ha istituito un Festival internazionale intitolato al suo nome.

Pur essendo stato educato musicalmente prima a Vienna, alla scuola del violinista Joseph Hellmesberger junior che gli fece conoscere anche Brahms, e poi a Parigi, dove studiò con Massenet e Fauré e visse per molti anni stringendo rapporti di amicizia e di lavoro con vari musicisti di diversa provenienza e formazione culturale, come P. Casals, F. Kreisler, E. Ysaye, A. Cortot, J. Thibaud, Enescu rimase sempre e profondamente un artista rumeno e tutta la sua produzione, che ammonta ad una cinquantina di composizioni tra cui la tragedia lirica Edipo in quattro atti che al suo apparire nel 1936 all'Opera parigina fu salutata come un grande avvenimento musicale, è contrassegnata dall'influenza e dalla presenza del melos popolare della sua terra, anche se questo, naturalmente, viene adattato secondo uno stile personale e con mezzi orchestrali e armonici che sono una conquista della musica occidentale.

Enescu ha scritto due Sonate per violoncello e pianoforte con il numero di opus 26; la prima risale al 1898 e la seconda è stata composta nel novembre del 1935 a Vienna ed è dedicata a Pablo Casals. La seconda Sonata in do maggiore si richiama a stilemi della musica colta europea e nello stesso tempo contiene temi di ispirazione folcloristica romena, secondo la tipica sigla espressiva di questo musicista. Il brano si apre con un Allegro moderato ed amabile, in cui, dopo un avvio tranquillo e delicato, si erge la voce calda e nobile del violoncello, inserita in un armonico tessuto sonoro e dominata da una piacevole cantabilità melodica. Man mano il discorso diventa più vario e cromatico ad un primo tema più aperto e disteso ne segue un altro più sostenuto e robusto, intriso di assonanze armoniche di stampo bartokiano. Il secondo movimento (Allegro agitato, non troppo mosso) è ricco di vibrazioni psicologiche nella sua pulsante esposizione ritmica, che si espande sino ad un fortissimo furioso di indubbio stacco folclorico. Il terzo movimento (Andantino cantabile, senza lentezza) inizia con un a solo del violoncello pervaso da un lirismo fortemente interiorizzato e nostalgico, come di ballata popolare. Ciò che si avverte maggiormente in questo tempo è l'incisività della ricerca tematica e la straordinaria abilità concertante nel rapporto fra i due strumenti. Un linguaggio fresco e spigliato, di schietta intonazione popolaresca, emerge nell'ultimo movimento (Final à la romaine), dove il pianoforte sviluppa un fluido e vivace contrappunto e il violoncello assume una linea di canto agile e scherzosa, punteggiata a volte da risvolti imitativi di strumenti popolari romeni e conclusa da un senso di giocosa serenità.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 18 marzo 1983

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Ultimo aggiornamento 30 settembre 2015
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