Fauré - Impromptu per arpa, op. 86

Impromptu per arpa, op. 86


Musica: Gabriel Fauré (1845 - 1924)
Organico: arpa
Composizione: 1904
Edizione: Durand, Parigi 1904
Dedica: Alphonse Hasselmans
Guida all'ascolto (nota 1)

Considerato un musicista di raffinata sensibilità e maìtre du charme di inconfondibile marca francese, Fauré ha goduto sempre di molta stima e ammirazione da parte di una élite di seguaci dell'arte e non presso il grosso pubblico, il quale sin dal primo momento ha mantenuto un atteggiamento di rispettosa distanza dal linguaggio antiretorico e delicatamente intimistico di questo compositore, educato alla scuola dei classici, da Bach a Mozart, da Haydn a Beethoven, da Rameau a Couperin, da Chopin a Mendelssohn e a Schumann, anche se conoscitore profondo di tutto ciò che di nuovo fermentava nella vita musicale del suo tempo, a cominciare dal conturbante e affascinante messaggio wagneriano. Il temperamento schivo e riservato dell'autore si riflette interamente nella sua opera, raggiungendo nella musica cameristica e nel ciclo delle melodie per canto e pianoforte (un centinaio di pezzi scritti fra il 1860 e il 1922) il momento di maggiore felicità inventiva. A dire il vero, oltre che a queste pagine, la fama di Fauré è affidata al suo lavoro più conosciuto ed eseguito, il Requiem per soprano, baritono, coro, organo e orchestra (1888), intriso di una dolcezza melodica crepuscolare e di una tenerezza sentimentale fin troppo preziosa nel suo squisito lirismo vocale, rivolto ad evitare il più possibile i contrasti tra sensualità e grazia, tra ardore terreno e ascesi. In sostanza in questo musicista sopravvive la lezione della monodia francese del XVII secolo, che si trasfigura e si purifica a contatto con Chopin e Schumann, come attesta il sognante e castigato Impromptu per arpa, scritto nel 1904, alla vigilia della nomina prestigiosa del compositore a direttore del Conservatorio di Parigi.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 13 novembre 1981


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Ultimo aggiornamento 24 gennaio 2013