Glossario



Due melodie elegiache, op. 34

per orchestra d'archi, basate sui Lieder op. 33 nn. 3 e 2

Musica: Edvard Grieg
  1. Hjertesår (Il cuore ferito) - Allegretto espressivo (do minore)
  2. Våren (Primavera) - Andante (sol maggiore)
Organico: archi
Composizione: 1880
Prima esecuzione: Bergen, 3 novembre 1880
Edizione: Peters, Lipsia, 1881

Confronta a op. 34/1 la trascrizione per pianoforte a quattro mani

Guida all'ascolto (nota 1)

E' generalmente nei brevi pezzi pianistici e nei Lieder che il norvegese Edvard Grieg sembra aver raggiunto i migliori risultati grazie ad una freschezza di accenti e ad un sentimento crepuscolare. Nè mancano, ad esempio nei "Pezzi lirici" (dieci quaderni dall'op. 12 all'op. 71), pagine di ispirazione nazionale. Un totale di sessantasei pezzi lirici pianistici e centotrenta Lieder di diverso valore che solcano tutta intera la parabola creativa del compositore. Per i primi, Grieg prosegue la trama dei pezzi caratteristici schumanniani, facendone pagine di breve entità, dalla sobria cantabilità e dalla rustica verve ritmica, quasi appunti bozzettistici nei quali non di rado si affaccia l'eco del canto popolare.

Parallelamente a quella pianistica la produzione liederistica guarda ora a Schumann, ora ai francesi (Gounod, Massenet e persino Fauré), non senza lasciare spazi però al folklore nordico.

Se ne deduce che, salvo rare eccezioni, la maggioranza delle composizioni orchestrali di Grieg restano degli arrangiamenti abili, gradevoli, coloriti, di Lieder o di pezzi pianistici. La sua scrittura orchestrale non possiede lo stesso grado di novità della sua armonia. Se aveva debuttato nel linguaggio orchestrale con l'Ouverture da concerto op. 11 "In Autunno", scritta a Roma nel 1865 e concepita sulla falsariga delle Ouvertures di Mendelsshon e sotto l'influenza di Niels Gade, nelle Due melodie elegiache op. 34, presentate per la prima volta in pubblico il 3 novembre 1880 a Bergen sotto la direzione dell'autore, Grieg non realizzò che l'adattamento per una fluida orchestra d'archi di due precedenti Lieder op. 33 "Herzwunden" (Il cuore ferito) dal n. 3 e "Letzer Friihling" (L'ultima primavera) dal n. 2, pezzi arrangiati anche per pianoforte a due e quattro mani e originalmente scritti su testi in dialetti contadini norvegesi del poeta e giornalista Aasmund Olavsson Vinje. Lieder come molti altri dedicati alla moglie Nina Hagerup, incontrata nel 1864 e sposata tre anni dopo. "La ferita" e "Primavera" divennero così, con sottolineatura sentimentale, "Il cuore ferito" e "L'ultima primavera". Nella prima (Allegretto espressivo, do minore), dopo una sorta di corale introduzione omoritmica, il canto è affidato al violoncello, mentre l'orchestra si riserva un ritmato, partecipe accompagnamento. Nel secondo (Andante, sol maggiore) i violini primi riprendono la loro preminenza melodica (viole e violini II vi appaiono sempre divisi).

Lorenzo Tozzi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 7 marzo 1991

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Ultimo aggiornamento 1 maggio 2014
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