Glossario



Sonata in la minore per violoncello e pianoforte, op. 36

Musica: Edvard Grieg
  1. Allegro agitato
  2. Andante molto tranquillo
  3. Allegro molto e marcato
Organico: violoncello, pianoforte
Prima esecuzione: Lipsia, Gewandhaus Saal del Conservatorio, 22 ottobre 1883
Edizione: Peters, Lipsia, 1883
Dedica: John Grieg

Guida all'ascolto 1

Scorrendo il catalogo delle composizioni di Gieg troviamo solo due lavori dedicati al violoncello, uno strumento che per il calore e l'insita dolcezza della sua "voce" parrebbe adattissimo ad esprimere i sussulti emotivi che si associano immediatamente alla musica del Norvegese. A parte un Intermezzo di carattere salottiero che risale agli anni giovanili, è la Sonata Op. 36 l'unica altra composizione espressamente scritta per questo strumento e nata dietro commissione dell'editore Peters di Lipsia, con il quale Grieg aveva sottoscritto un accordo molto vantaggioso (3.000 marchi d'allora) per comporre un altro Concerto per pianoforte, che non vedrà mai la luce, dei pezzi per pianoforte e una nuova Sonata. Composta nel 1883 a Bergen e dedicata al fratello John, buon violoncellista dilettante, la Sonata fu eseguita in pubblico a Dresda il 27 ottobre di quell'anno da Ludwig Grutzmacher con lo stesso Grieg al pianoforte (a questo lavoro il compositore rimase legato lungo tutta la sua carriera, al punto che nel 1906, alla sua ultima apparizione in pubblico, scelse di suonare proprio la Sonata Op. 36 con il giovane Fabio Casals al violoncello).

La composizione, che è tra le più amate nel repertorio di tutti i violoncellisti, è strutturata in tre movimenti, densi e compatti sotto l'urgenza e l'energia drammatiche che ne segnano il tono generale. L'Allegro agitato iniziale si apre con un tema dal carattere ansioso, costruito su tre note di grado congiunto più volte ripetute, affidate al violoncello che però subito lascia spazio al pianoforte per una sezione ritmicamente scandita che apre al secondo tema ricco di calore e slancio. Una singolare cadenza per lo strumento ad arco a metà movimento chiude lo sviluppo prima della ricapitolazione, che termina con una coda in Prestissimo, dove fanno ancora la loro comparsa il tema di tre note iniziale e il secondo motivo. Il movimento lento è quasi un'autocitazione dell'inizio della Hyldningsmarsj (dalle musiche di scena per il dramma di Sigurd Jorsalfar, scritte nel 1872) dal carattere lirico e sognante che contrasta con la sezione centrale più agitata, caratterizzata dalla ripetizione insistita di una figura in terzina. Una sezione finale (Tranquillo) mette fine al movimento in maniera sognante. L'Allegro finale è il più debole dei tre movimenti, fors'anche per la scarsa caratterizzazione del tema e per una certa ripetitività. Singolare l'esordio cadenzale del violoncello dal tono misterioso, tematicamente lontano dal successivo sviluppo, ma affine alla piega che il movimento assume verso la conclusione, che si trasforma quasi in una danza sinistra di nordici troll sul ritmo di halling.

Guida all'ascolto 2 (nota 1)

E' ben conosciuto l'ironico articolo che Debussy scrisse sul musicista norvegese (si era ai tempi dell'Affaire Dreyfus); meno conosciuto è il giudizio che diede sui pianistici Pezzi lirici e che resta ancor valido per la parte migliore della produzione di Grieg: «il delizioso sapore di un roseo dolce, impastato con neve».

Nella produzione di Grieg figurano alcune composizioni orchestrali, un Concerto per pianoforte e orchestra e un gruppo di Sonate strumentali da camera.

La Sonata op. 36 fu composta verso il 1870 e Grieg la scrisse per suo fratello John, ottimo violoncellista. E' ottimamente scritta per i due strumenti. Il primo tempo è costruito su due temi di una struttura ritmica affine; è ricco di efficacia espressiva. L'Andante molto tranquillo è d'una nobile e intensa ispirazione. Il Finale è eccellente: una danza popolare stilizzata, briosa e vivacissima che sembra scaturita d'improvviso dall'immaginazione del musicista, senza esitazioni e senza soste.

Domenico De Paoli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 1 marzo 1968

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Ultimo aggiornamento 13 dicembre 2012
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