Glossario
Guida all'ascolto



Amadigi di Gaula, HWV 11

Testo del libretto

[Ouverture e Gavotta]

ATTO PRIMO

Giardino di Melissa. Notte.

Scena prima

Amadigi e Dardano.

[Recitativo]
AMADIGI
Or che di negro ammanto
È ricoperto il cielo, e ognun riposa,
Prencipe, andiamo, ove l’onor invita;
Abbandoniam queste incantate soglie,
Che già troppo contrarie
Furo alla gloria mia ed al mio amore.
DARDANO
Già d’Amadigi il nume
Fa incredibil le prove
Della forza del braccio e del valore;
Dopo tante vittorie
Tempo è dunque ch’ascolti
Della vaga Melissa
Gl’innamorati pianti.
Mira come qui ride il fiore, e come
Verdeggia il prato, e limpido il ruscello
Qui come irriga il suolo!
Tutto con l’arti sue forma d’incanti,
Per piacer a te sol, che sia sua vita.
AMADIGI
Più cerca ella piacermi, io più la sprezzo.
DARDANO
Ingrato dunque sei.
AMADIGI
Mira, e poi dimmi ingrato,
(Gli mostra il ritratto di Oriana.)
Mira questi colori,
Che non sono ch’un’ombra al par del giorno,
E di’ se posso, oh Dio!,
Per Melissa lasciar l’idolo mio?
DARDANO
(Ah! che rimiro, oh stelle?
Quest’è il mio ben! Si finga!)
Ella ti corrisponde?
AMADIGI
M’ama quant’io l’adoro.
Ma, che più qui si tarda? Andiam, oh prence!
DARDANO
Signor, più non m’oppongo alle tue brame;
Resta ch’intanto io vado
Per ricercare un opportuno calle,
Che celi agli occhi altrui il nostro scampo.
AMADIGI
Quivi t’attendo.
DARDANO
(Ed io di sdegno avvampo!)

[1. Aria]
DARDANO
Pugnerò contro del fato,
Vendicato il cor sarà;
Né ’l rivale sarà altiero,
Ch’al mio piè vinto cadrà.
(Parte.)

Scena seconda

Amadigi solo.

[2. Accompagnato]
AMADIGI
Oh notte! oh cara notte,
Spiega il più oscuro velo!
E tu, nume dei sogni,
Soccorri un fido amante
Con i silenzi e l’ombre!
Ché giammai favoristi, con l’orror del tuo nero,
Un cor del mio più fido e più sincero.

[3. Aria]
AMADIGI
Notte, amica dei riposi,
Deh m’assisti e riconforta
Il mio sen che sta penando.

(Si schiarisce in un sùbito la scena, scaturiscono da terra vasi, fontane e statue - ed una truppa di spiriti infernali inviati da Melissa, da tutti i lati della scena, si oppongono alla partenza di Amadigi.)

[3 bis. Accompagnato]
AMADIGI
Che miro? infido fato!
Bramo la notte, e ’l sol m’apporta il giorno?
Fuggirò; ma dove? forse di qui?
Ah no!

[Recitativo]
AMADIGI
Ch’impedito è ogni passo
Allo scampo, alla fuga;
Ah! Melissa, Melissa! io son tradito!
Ma che? s’apra col ferro il varco.
(Mentre pone il pugno alla spada, sopraggiunge Melissa.)

Scena terza

Melissa ed Amadigi.

[Recitativo]
MELISSA
E tu cerchi fuggir? perfido, ingrato!
Deh! Melissa t’arresti.
AMADIGI
Nulla può ritenermi.
MELISSA
Ti piegherà il mio pianto.
AMADIGI
Ho già risolto.
MELISSA
I sospir...
AMADIGI
Non gli apprezzo.
MELISSA
Adoprerò lusinghe.
AMADIGI
Solo l’ardor di gloria il cor mi tocca.
MELISSA
E pur so ch’Orïana il sen t’accende.
AMADIGI
Dunque perché mi segui?
MELISSA
Crudel, perché t’adoro.
AMADIGI
E se sdegno il tuo foco,
Come farai ch’io t’ami?
MELISSA
Nella torre incantata è già il tuo bene;
Va’ dunque, empio, spietato,
Vanne a colei che t’arde il cor, ma pensa
Che Melissa sdegnata
Tutti i mostri d’inferno,
Tutte l’arpie più sozze,
Cerbero, furie, fuoco e fiamme appresta;
E pria che la rivale al sen ti stringa,
Fra mille pene io ti vedrò perire.
AMADIGI
L’arti tue non faranno
Che accrescer al mio petto e forza e ardire.

[4. Aria]
AMADIGI
Non sa temere
Questo mio petto,
S’ardir l’accende,
L’accende amor;
Saprà vedere
Odio e dispetto,
Strane vicende
Non teme il cor.
(Parte.)

Scena quarta

Melissa sola.

[Recitativo]
MELISSA
Il crudel m’abbandona, e mi detesta.
Numi! e soffrire il deggio?
Ingrato, segui il foco che t’arde, segui!
Segui l’amor, che ti consuma, oh ingrato!
Invano ti lusinghi,
Ché l’arti mie sapran farti morire.
Ma, Cielo! e come
Morir farò chi vita è di quest’alma?
Ah! che già sento in petto
Che l’odio e l’ira va cangiando aspetto.

[5. Aria]
MELISSA
Ah! spietato! e non ti muove
Un affetto sì costante,
Che per te mi fa languir!
Ma, crudel, tu non sai come
Fai sdegnar un’alma amante,
Che tu brami di tradir.
(Parte.)

Scena quinta

Loggia infiammata, che impedisce l’entrata della torre di Oriana.
Amadigi e Dardano.

[Recitativo]
AMADIGI
Risveglian queste fiamme il mio coraggio;
Abbattuti ho li mostri, e tu il vedesti;
Or questa sola prova
Del braccio mio alfin mi resta.
Ma, quai caratteri io veggio! Si legga!
(Dardano legge.)
DARDANO
“A un sol le fiamme è di passar concesso,
Ch’egli è l’eroe più forte,
Cui scelse amor fra tanti,
Per quivi unir i due più fidi amanti!”
AMADIGI
Prencipe, or si conosce
Che felice mi vuol amica stella,
Se dopo tante pene
Stringer potrò al mio sen Oriana bella.
(Va per traversar le fiamme.)
DARDANO
Amadigi, t’arresta,
E meco pria favella.
AMADIGI
Che mai?
DARDANO
Io tuo rivale e tuo nemico io sono.
AMADIGI
Numi!
DARDANO
D’Oriana invaghito,
Ma sprezzato da lei, di te geloso
Cercai di lusingarti
Nell’amor di Melissa;
La tua fuga scopersi, e invano oprai;
Or ch’all’estremo dei miei mali io giunsi,
Finger più non si dêe; meco convienti,
Che tuo nemico e tuo rival mi scopro,
Provar chi di noi fia più degno amante.
AMADIGI
Troppo nel pregio mio tu parte avesti;
Or sia del fallo tuo pena bastante
Saper ch’io sono il più gradito amante.

[6. Aria]
AMADIGI
Vado, corro al mio tesoro,
Non apprezzo il tuo furor;
Per un vago e bel crin d’oro
Foco e fiamme è poco al cor.
(Traversa le fiamme.)

Scena sesta

Dardano solo.

[Recitativo]
DARDANO
Deh! ferma, oh Dio! già penetrò la soglia;
Lo seguirò nel fuoco.
Ma un ignoto poter me lo contrasta;
Si tenti ancor, non posso.
Dunque il vedrò gioir su gli occhi miei?
No! Melissa, a te aspetta
Far su l’empio per me, per te vendetta.

[7. Aria]
DARDANO
Agitato il cor mi sento
Dall’affetto e dal furor;
Un rivale che pavento
Fa che peni questo cor.
(Parte.)

(La loggia incantata si spezza, e cade al suono di strepitosa Sinfonia; si oscura la scena, con tuoni e lampi, e si rischiara all’apparire d’Oriana, la quale comparisce circondata da cavalieri e dame incantati, e si cangia la scena in un bellissimo colonnato.)

[8. Sinfonia]

Scena settima

Amadigi ed Oriana, e truppa di cavalieri e dame incantati.

[Recitativo]
ORIANA
Cieli, che fia? Qual rumore improvviso
Agitò questo luogo?
Ah! che veggio? Amadigi, il mio bene.
AMADIGI
Io ti tolgo agl’incanti,
Ma il tuo bel volto, Oriana,
Fa che incantato io resti.
ORIANA
Temo che inganno sia di qui mirarti.
AMADIGI
Temer non dêi, mia cara!
Della cruda Melissa
L’arte per me fu vana;
Bella, al seno ti stringo.
ORIANA
S’inganno egli è, dolce è per me l’inganno.
Amadigi, si pensi
Come da queste soglie tu mi torrai.
AMADIGI
Ostacol più non v’è, libera sei.
ORIANA
Dunque finiti sono i pianti miei.

[9. Aria (Siciliana)]
ORIANA
Gioie, venite in sen,
Brillate nel mio cor,
Ché tutto il mio dolor
Fuggì, sparì da me!
S’è meco il caro ben,
Altro non curo, no,
E sempre io goderò,
Caro mio ben, con te.

[Recitativo]
AMADIGI
In questo instante io provo
Di mia vita il più grato e bel momento.
ORIANA
Amor basta, non più! Troppo è il contento.
AMADIGI
La gioia opprime i sensi,
E a te vicino, oh bella,
Divien dolce d’Amor l’aspra quadrella.

[10. Aria]
AMADIGI
È sì dolce il mio contento,
È sì grato il mio piacer,
Che nel seno io già sento
Che non v’è più da temer.

[Recitativo]
ORIANA
Andiamo ora, mio ben, ché più si tarda.
AMADIGI
Prima convien che a preparar men vada
Quanto alla nostra fuga ancor bisogna;
Attendi, oh bella, intanto
Nelle contigue stanze il mio ritorno.
ORIANA
Vado, ma tosto riedi;
Ché lontana da te duro è il soggiorno.

[11. Aria]
ORIANA
Oh caro tesor,
Deh! presto torna a me,
E vieni a consolar
Quest’alma amante!

Ché non può questo cor
Esser lontan da te,
Ché bramo ognor mirar
Il tuo sembiante.
(Parte.)

Scena ottava

Melissa, che sopraggiunge; Dardano a parte, e detti.

[Recitativo]
AMADIGI
Cieli! Numi! che miro?
DARDANO
(Ecco la mia vendetta!)
MELISSA
Dèmoni, accorrete!
Qui si conduca Oriana.
(Vengono i demoni, e portano Oriana.)
AMADIGI
Che mai sarà?
DARDANO
(Se la toglie rivale, io son contento.)
(Parte.)
ORIANA
Melissa, oh Dio!
AMADIGI
Io ti soccorro!
MELISSA
Ritenetelo, oh furie!
AMADIGI
Oh Numi!
(Parte Oriana.)
MELISSA
Ora il furor, la rabbia e l’ira mia
Distrugga queste mura a te sì care;
Vanne altrove a lagnarti!
Il tuo rival gioisca al tuo dolore,
E il contento di lui roda il tuo core.

[12. Aria]
MELISSA
Io godo, scherzo e rido,
Crudel, nel tuo dolor;

Tu m’insegnasti, infido,
A dare affanni a un cor.
(Parte.)

Scena nona

Amadigi solo.

[Recitativo]
AMADIGI
Ferma, deh! ferma, oh Dio!
Cruda furia d’inferno,
Nata per tormentar due fidi amanti,
Ascolta li miei pianti,
Rendimi il mio tesoro,
Ché così troppo è fiero il mio martoro!

[13. Aria]
AMADIGI
O rendetemi il mio bene,
Astri infidi,
O pur fatemi morir;
Ché non posso in tante pene
Io più vivere e soffrir.

ATTO SECONDO

La scena rappresenta un giardino con un bellissimo palazzo in distanza, nel mezzo del quale si vede la fontana del Vero Amore.

Scena prima

Amadigi solo.

[Recitativo]
AMADIGI
Io ramingo men vado
Per valli e per foreste, afflitto e solo,
Né so dove mi volga incerto il piede.
Ma quivi appunto io scorgo
D’amor l’antro incantato,
L’acqua del quale i dubbi amanti accerta;
Voglio in essa specchiarmi,
Per veder s’il mio ben fida è in amarmi.

[14. Aria]
AMADIGI
Sussurrate, onde vezzose,
Limpidette, consolate
Questo misero mio cor.
(Riguarda nella fontana.)

[Recitativo]
AMADIGI
Numi! che veggio? Oriana
Accarezza il rivale, e mi disprezza?
Cruda, perfida, ingrata!
Mai più di donna ascolterò li pianti.
Ma già m’opprime il core
Della sua crudeltà l’alto dolore;
Io manco, io mo...
(Cade svenuto sopra un sasso.)

Scena seconda

Melissa e detto.

[Recitativo]
MELISSA
Svenne Amadigi dal suo duolo oppresso;
(Fa i suoi scongiuri.)
Si risvegli dal sonno.
Furie, accorrete, e quivi
Oriana apportate,
E premio al suo amore
Sia lo sdegno e rigor, odio e dolore!
(Parte.)

Scena terza

Oriana ed Amadigi.

[Recitativo]
ORIANA
Cieli! che sarà mai?
Ecco il mio ben, ma, oh Dio!,
Estinto è l’idol mio!
(Si avvicina ad Amadigi.)
Amadigi, sole degli occhi miei,
Chi dei sensi ti priva? Oh ciel! Non odi?
Spietatissima sorte!
Ah, che Melissa ha dato a lui la morte!
E per maggior tormento
Vuole che estinto io miri il mio contento.

[15. Aria]
ORIANA
S’estinto è l’idol mio,
Morire io voglio ancor;
Ché viver non poss’io
Con tanti affanni al cor.

[Recitativo]
ORIANA
Ma qual scampo al mio affanno?
Si prenda il proprio ferro
Dell’estinto consorte,
(Va per prendere la spada di Amadigi.)
Ed unisca due cori una sol morte.
(Amadigi si risente.)
AMADIGI
Chi mi sveglia dal sonno?
ORIANA
Amadigi, mio ben! Tu vivi e spiri?
AMADIGI
Chi sei, che chiedi?
ORIANA
Non conosci Oriana?
(Amadigi si leva.)
AMADIGI
Oriana,
Un’infida, che per altri m’abborre?
ORIANA
Infida tu mi chiami?
AMADIGI
Sì, perfida e crudele.
ORIANA
Che feci mai?
AMADIGI
Va’, chiedilo a te stessa, e lo saprai.
ORIANA
Dunque quando credea
Che tu, ingrato, m’amassi,
Tu così mi disprezzi?
AMADIGI
Ho magnanimo il core,
E amar non so ch’altrui promise amore.

[16. Aria]
AMADIGI
T’amai, quant’il mio cor
Già seppe amarti;
Or che tu cangi amor,
Io ti disprezzo;

Se cangio il mio desir,
Di me, deh, non lagnarti;
L’offese a non soffrir
È il petto avvezzo.

[Recitativo]
ORIANA
Chi mai creduto avria
Ch’Amadigi, il mio ben, fosse crudele!
AMADIGI
E chi creduto avria
Ch’Oriana vêr me fosse infedele!
ORIANA
Infida tu mi chiami,
Quand’io t’adoro? Ingrato!
AMADIGI
So che per altri è il seno tuo piagato.

[17. Aria]
ORIANA
Ti pentirai, crudel,
D’avermi offesa un dì,
Perfido, ingrato!

S’io ti seguii fedel,
Saprò fuggirti ancor,
Crudo, spietato!
(Parte.)

Scena quarta

Amadigi, e poi Melissa.

[Recitativo]
AMADIGI
Dunque colei, da cui
Speravo ogni conforto, al grave affanno,
Così mi sprezza e fugge?
E nel medesmo istante
Che fede mi giurò, di fé mi manca?
Ed io vivo, e non moro?
Faccia pur quest’acciaro
Ciò che non puote il duolo.
(Vuol uccidersi, ma vien trattenuto da Melissa, che sopraggiunge.)
MELISSA
Fèrmati, e vivi!
AMADIGI
Cruda Melissa, lascia
Ch’io dia fine al mio duol con la mia morte.
MELISSA
Puoi tue pene finir senza morire.
AMADIGI
Benché a me sia crudele,
Quella per cui sospiro,
A lei sempre qual fui sarò fedele,
Né altro io da te bramo,
Che mi lasci morir, già ch’io non t’amo.
MELISSA
Io più soffrir nol posso;
Non sperar, con la morte,
Dar fine alle tue pene,
Che prima ti convien, alma spietata,
Provar quanto far può una donna sdegnata.
Divenga in questo loco,
Ogni placido aspetto, orrore e foco!
(La scena si cangia in un antro orribile.)
E voi, de’ miei furori
Orridi esecutori,
Accorrete a punir chi mi disprezza!
(Dei mostri sortono dal seno della terra, s’odono tuoni nell’aria.)
AMADIGI
L’anima è troppo avvezza
Alle pene, agli affanni,
E se credi con questo
D’amollire il mio cor, folle, t’inganni.
MELISSA
Cessate omai, cessate!
Che più gravi tormenti a lui preparo;
Circondatelo, oh furie!
(Le furie lo circondano.)
Vedrà nelle mie soglie
Ciò che nel fonte ei vide;
Vo’ ch’il suo duolo al mio divenga eguale,
E colei che l’adora ami il rivale!

[18. Duetto]
MELISSA E AMADIGI
Crudel, tu non farai
Ch’il tuo rigor giammai
Perturbi la costanza.
S’hai/Ho petto da soffrire
Ogn’aspro e rio martìre,
Torrò col mio rigor / Né temo il tuo rigor
La tua speranza. / Né tua possanza.
(Partono.)

Scena quinta

Palazzo di Melissa.
Dardano solo.

[Recitativo]
DARDANO
D’un sventurato amante
Provo tutte le pene in questo petto:
Ama Oriana Amadigi, e me disprezza;
Mi promette Melissa
Conforto al mio tormento,
Ma tardi veggio, oh Dio!,
Ch’è vano ogni potere al duolo mio.

[19. Aria]
DARDANO
Pena tiranna
Io sento al core,
Né spero mai
Trovar pietà;

Amor m’affanna,
E il mio dolore
In tanti guai
Pace non ha.
(Mentre vuol partire, vien ritenuto da Melissa.)

Scena sesta

Melissa e detto.

[Recitativo]
MELISSA
Arresta, oh prence!
Quivi fra brevi istanti
Vedrai quella che adori,
Mite agli affanni tuoi,
Né più, qual già solea, aspra e crudele.
DARDANO
Come ciò fia?
MELISSA
Con incantati giri
Cangio tue forme, e ai lumi d’Orïana
Non più di Tracia il prence,
Ma Amadigi parrai;
E invisibili a lui ambi sarete.
DARDANO
E a che giovar ciò deve?
MELISSA
Che t’amerà colei, che tanto adori.
DARDANO
Ma sott’altro sembiante.
MELISSA
Ancor che per inganno,
Piace l’essere amato a un core amante.

[20. Aria]
MELISSA
Se tu brami di godere,
Lascia pur a me il pensiere,
Ch’io contento ti farò;

Non avrai più tanti affanni,
Ed il fine de’ tuoi danni
Io con piacere mirerò.
(Parte.)

Scena settima

Dardano solo.

[Recitativo]
DARDANO
Ma, se questo non basta
A mitigar la pena mia crudele,
Altra strada si tenti;
Sarà di questo ferro
Scopo chi è la cagion d’ogni mia doglia,
E i lacci del suo amor lo sdegno scioglia.

Scena ottava

Oriana e detto, da essa creduto Amadigi.

[Recitativo]
ORIANA
Amadigi, mio ben! deh! quando mai
Finirai di dar pene al core amante?
Deh! dimmi, in che t’offesi?
DARDANO
(“In che t’offesi?”
Da me ciò non si seppe;
L’arte assista l’inganno, o son scoperto.)
ORIANA
Contami la cagion dell’ira tua?
DARDANO
Bella, i trascorsi del labbro
Non giungono nel cor di chi ben ama.
ORIANA
Se t’offesi, perdona!
Fu involontaria colpa,
Se fu colpa la mia.
DARDANO
Il rammentarmi dei passati errori
Arrossir fa le gote;
Più di ciò non si... parli.
ORIANA
Cesse Melissa, e si compiace anch’essa
Del reciproco affetto.
DARDANO
Dunque, mio ben, sei mia?
ORIANA
Ostacol più non trovo ai nostri ardori.
DARDANO
Or sian dunque beati i nostri amori!

[21. Aria]
DARDANO
Tu mia speranza,
Tu mio conforto,
Sei di quest’alma
L’amato ben;

La mia costanza
È giunta in porto,
Ed ho la palma
Del tuo bel sen.

(Finita l’aria, Amadigi attraversa la scena senza veder Dardano, da cui è però veduto, e che lo segue adirato.)

[Recitativo]
DARDANO
Ma è qui il rival! Si vendichi l’offesa!
(Parte.)
ORIANA
Così mi lascia, e parte?
Sento strepito d’armi; e che sarà?
(Si sente rumore di armi.)

Scena nona

Melissa, che sorte furiosa, e detta.

[Recitativo]
MELISSA
Cieli! Numi! soccorso, astri crudeli!
ORIANA
Che t’affligge, oh Melissa?
MELISSA
Ascolta! quel che poc’anzi
Amadigi parea, di Tracia è il prence,
Che veduto Amadigi
Corse per tôr la vita al suo rivale;
Egli Amadigi assale;
Il di cui braccio invitto,
D’un colpo ch’il difende
Ha il suo rival trafitto;
Mira colà di Tracia il prence estinto!
ORIANA
Or tu forse m’inganni.
MELISSA
Più ingannar non ti voglio,
Troppo fian veri
Quelli che a voi preparo aspri tormenti.
ORIANA
Barbara! e che ti feci?
MELISSA
M’involasti un amante.
ORIANA
Colpa mia già non fu.
MELISSA
Fia tuo l’affanno.
ORIANA
Ti puniranno i Numi.
MELISSA
Trema per me Cocito.
ORIANA
Il Ciel gli empi condanna.
MELISSA
Ma eseguisce l’inferno.
ORIANA
Giove per te s’adira.
MELISSA
Se non cessi d’amarlo...
(La minaccia.)
ORIANA
L’amerò sin che ho vita.
MELISSA
Morrai, se non v’assenti.
ORIANA
Ascolta!
Perfida incantatrice, empia Megera!
Tesifone d’inferno, arpia del mondo,
Tu ben veder potrai
Guizzar nell’aria i pesci,
Gli augei volar nell’onde,
Farsi gelido il fuoco,
Bruciar il gelo, ed appianarsi i monti,
E alle nubi salir le valli e gli antri,
Ma far già non potrai
Ch’il fervido desio
Mai si stanchi d’amar l’idolo mio.
MELISSA
Son sorda ai detti tuoi.
(Vuol partire, ma Oriana la ritiene.)

[22. Aria]
ORIANA
Ch’io lasci mai d’amare
Il caro mio tesoro,
No, non lo dêi sperare,
Lasciar nol posso;

Sì vago è ’l caro bene,
Sì bello è ’l suo crin d’oro,
Che fa dolci le pene
Al cor commosso.
(Parte.)

Scena decima

Melissa sola.

[Recitativo]
MELISSA
Mi deride l’amante,
La rivale mi sprezza,
Ed io lo soffro, oh stelle?
No, non sarà giammai
Ch’io perda il mio vigor fra pene e guai.

[23. Aria]
MELISSA
Desterò dall’empia Dite
Ogni furia a farvi guerra,
Crudi, perfidi, sì, sì;
Ombre tetre, omai sortite

Dall’avello che vi serra,
A dar pene
A colui che mi schernì!

ATTO TERZO

Palazzo di Melissa.

Scena prima

Oriana, condotta da dèmoni.

[Recitativo]
ORIANA
Dove mi guida il fato mio tiranno?
Qui Melissa mi vuol? qui mi condanna
A soffrir pene e affanni?
E che mai feci, oh sorte?
Perché adoro Amadigi,
Deggio dunque aver morte?
Sì, sì, neri ministri
D’una furia d’averno
D’una infida Megera,
Conducetemi pur dove v’addita,
Ché per cagion sì cara
Troppo fia dolce a me perder la vita.

[24. Aria]
ORIANA
Dolce vita del mio petto,
Io per te morrò beata;

E più puro avrò l’affetto
Di quest’alma sventurata.
(Parte.)

Scena seconda

Il teatro rappresenta un antro destinato agl’incanti di Melissa.
Melissa sola.

[Recitativo]
MELISSA
Sento, né so che sia,
Agitato il pensier; è mesto il core,
E ingombra l’alma mia pena e timore;
Forse perché preparo
All’ingrato Amadigi acerba morte?
Ma che ci posso far, se più l’adoro
Quanto più m’abborrisce!
Egli a ciò mi costringe.
Amadigi qui venga,
E seco Oriana, cagion del mio tormento,
Ch’oppressa dal rigor già l’alma io sento.

[25. Aria]
MELISSA
Vanne lungi dal mio petto,
Vano amor, ch’io vo’ vendetta;

Non darò mai più ricetto
A un’amabile saetta.

Scena terza

I dèmoni, che conducono Amadigi ed Oriana, incatenati, e detta.

[Recitativo]
ORIANA
Se t’offese Orïana,
Ella sol si punisca.
AMADIGI
Se ti sprezza Amadigi,
Egli sol merta pene.
MELISSA
E pene... e morte avrai! Da te principio.
(Va per ferire Amadigi.)
ORIANA
Numi! aita, soccorso!
MELISSA
Ma, che nuova pietade
Mi passeggia nel petto?
Perfido traditore,
La tua morte vorrei, ma il cor nol vuole.
AMADIGI
Ah! che non giova a me la tua pietade,
Mentre ch’io temo, oh Dio!,
Per Oriana, il mio ben, per l’idol mio.
MELISSA
Ed ancor tu m’inviti?
T’ucciderò nel cor di lei spietato.
(Va per uccidere Oriana.)
AMADIGI
Ah ferma!
ORIANA
No! Melissa,
Salva il mio ben, ed io contenta moro.
MELISSA
Ma no! fia troppo breve
Questa pena a un ingrato;
Darò con mille morti
A lei pene, a te affanni, e a me conforti.

[26. Duetto]
ORIANA E AMADIGI
Cangia alfine il tuo rigore,
Senti, oh Dio! di noi pietà!

Deh! ti muova il mio dolore,
Troppo usasti crudeltà.

[Recitativo]
MELISSA
No, no! ho già risolto.
Ombra del suo rivale,
Prencipe sfortunato,
In virtù de’ miei detti
Sorti dal regno oscuro,
E qui meco t’unisci a far vendetta
Del mio amor, del tuo amor, del nostro oltraggio!

Scena quarta

Ombra del prencipe di Tracia, e detti.

[27. Accompagnato]
DARDANO
Han penetrato i detti tuoi l’inferno,
E i Numi, nemici all’ingiustizia,
Proteggon contro te due fidi amanti;
E per maggior mia pena
Voglion ch’io ti rammenti
Ch’è giunta pur la fin del lor tormento.
(Sparisce l’ombra.)

Scena quinta

Amadigi, Melissa ed Oriana.

[Recitativo]
MELISSA
Cieli! ingiusti e inclementi!
Dunque a voi soli fia
La vendetta concessa?
ORIANA
A che mai si risolve?
AMADIGI
Io temo ancora.
MELISSA
Ma che!
Muoia la mia rivale!...
(Vuol uccidere Oriana, ma si sente ritenere.)
Ch’il piè m’arresta, oh stelle?
Ah! che voi proteggete, infidi Numi,
Una coppia felice!
Io sola, sventurata!
Cielo e inferno m’abborre;
Morir si dêe, si muoia!
(Si ferisce con uno stilo.)
[28. Accompagnato ed Arioso]
MELISSA
Addio, crudo Amadigi!
Spira la tua nemica, anzi l’amante.
Godi del mio morir, barbaro, ingrato!
Già il piè vacilla e il lume,
Ed un freddo mortal già mi sorprende;
Felice è la mia morte,
Se un tuo sospir compiange la mia sorte.
Io già sento l’alma in sen,
Che da me partendo va.
(Cade sopra un sasso, e muore.)

[Recitativo]
ORIANA
Che orrore!
AMADIGI
Infelice Melissa!
ORIANA
Ma ch’ascolto?
AMADIGI
Che sento?
Qual chiarore improvviso abbaglia i lumi?
ORIANA
Or sì che ci protegge il Cielo, e i Numi.

(L’antro si cangia in un bellissimo palazzo, e dopo breve ed allegra sinfonia, discende un carro coperto da nubi, nel quale si vede l’incantatore Orgando, zio d’Oriana.)

[29. Sinfonia]

Scena sesta

Orgando e detti.

[Recitativo]
ORGANDO
Son finiti i tormenti, omai si goda!
Il Ciel, che vi protegge,
Vuol che cessin gl’incanti,
E con dolci sponsali
Si uniscan con le destre i cori amanti.
AMADIGI
Cara, la man ti stringo.
ORIANA
Più dolce è inaspettato un gran contento.
AMADIGI
Or ti ringrazio, Amor, del mio tormento!
Cara mia sposa, adesso
Ogni nube sparì d’atro dolore,
S’Orgando e il Dio d’amore
Con più soavi incanti
Unisce i due più fidi e casti amanti.

[30. Aria]
AMADIGI
Sento la gioia,
Ch’in sen mi brilla,
E già scintilla
Nel ciel la stella
Del Dio d’amor;

Sarò beato
Con te, mia bella,
E amico il fato
Già mi promette
Contento al cor.

[Recitativo]

(Orgando è disceso dal suo carro.)
ORGANDO
Godete omai felici,
Oh fortunati sposi!
E qual già preparai
Danze campestri e magica armonia,
Qui del vostro goder preludio sia.

[31. Coro]
CORO
Godete, oh cari amanti,
Ché non v’è più dolor;
Cangiato ha i vostri pianti
In riso il Dio d’amor!
AMADIGI ED ORIANA
Or sì m’alletti,
Speranza del mio sen;
Non più velen,
Ma sol diletti
Io provo in questo cor.
CORO
Godete, oh cori amanti,
Che non v’è più dolor;
Cangiato ha i vostri pianti
In riso il Dio d’amor!

[32. Ballo]

FINE DELL’OPERA

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Ultimo aggiornamento 5 luglio 2017
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