Glossario



Chaconne in sol maggiore con 21 variazioni, HWV 435

Musica: Georg Friedrich Händel
Organico: clavicembalo
Composizione: 1710 - 1717
Edizione: J. Walsh, Londra, 1733 circa

Guida all'ascolto 1 (nota 1)

Complessa la struttura della Chaconne in sol maggiore HWV 435. Derivata da una danza popolare spagnola, forse di origine messicana, la Ciaccona - che da un certo momento in poi iniziò a confondersi con la Passacaglia - si era affermata nel corso dei Seicento come forma strumentale autonoma - basata su delle variazioni su un basso ostinato, generalmente discendente e in tempo ternario - ottenendo un successo assolutamente straordinario. Nemmeno Händel si sottrasse alla sua malia un po' ipnotica e portò a termine diverse Ciaccone per clavicembalo.

La Chaconne in sol maggiore fa parte della seconda raccolta di Suites pubblicata da Händel nel 1733 presso John Walsh. Il basso di ciaccona del tema (otto battute, suddivise regolarmente in due sezioni di quattro) è seguito da 21 variazioni di otto battute ciascuna; le prime otto variazioni sono nella tonalità d'impianto (sol maggiore), e come già quelle della Suite n. 5 sono disposte a coppie che fanno lavorare simmetricamente le due mani; le variazioni 9-16 sono in sol minore e, anche grazie a una scrittura particolarmente densa delle partì interne, toccano momenti di intensa malinconia; le ultime cinque variazioni, infine, nuovamente in sol maggiore, pur essendo costantemente scritte in quartine di semicrome, intensificano progressivamente la tensione fino al festoso e sonoro gioco simultaneo delle due mani della ventunesima e ultima variazione.

Carlo Cavalletti

Guida all'ascolto 2 (nota 2)

Clavicembalista ed organista ricercato dalla società internazionale, Händel fin dal suo viaggio in Italia dovette fissare alcune improvvisazioni alla tastiera; più tardi, da maestro delle figlie di Giorgio I d'Inghilterra, le rielaborò per uso didattico, e le pubblicò in diverse raccolte a partire dal 1720. L'edizione delle opere clavicembalistiche della Händelgesellschaft contiene tre ciaccone. La prima in sol maggiore è inclusa nella raccolta intitolata «Trois Leçons». La seconda anche in sol maggiore è la grande ciaccona con 62 variazioni. La terza in fa maggiore fa parte della raccolta intitolata «Sept Pièces». La più celebre ed eseguita è la prima, formata da 21 variazioni su un ornato tema di sarabanda. Termini affini, sarabanda, follia, ciaccona e passacaglia, designano infatti una solenne danza ternaria, che nella follia, ciaccona e passacaglia è elaborata in una serie di variazioni. Ma mentre nella passacaglia il tema resta confinato al basso, nella follia e nella ciaccona esso circola per tutte le voci. Rifacendosi a modelli secenteschi italiani, le ciaccone di Händel si attengono al tipo della variazione ornamentale condotta sulla trama armonica. Il che può dar luogo anche ad una notevole rigidità monumentale nell'ambito dello stile barocco, come è il caso della ciaccona con 62 variazioni. Diversa considerazione merita invece la ciaccona con 21 variazioni, dove le variazioni dalla nona alla sedicesima sono in minore, e la nona e la decima, marcate «adagio», si espandono liricamente, con una propensione nella decima per le ubbie che i secentisti solevano illustrare nello stile cromatico.

Gioacchino Lanza Tomasi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 22 maggio 1996
(2) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 15 novembre1972

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Ultimo aggiornamento 7 luglio 2016
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