Glossario
Guida all'ascolto



Cor fedele in vano speri (Clori, Tirsi e Fileno), HWV 96

Testo del libretto (nota 1)

PRIMA PARTE

N. 1 - Ouverture

N. 2 - Aria - Tirsi
Cor fedele, in vano speri
di trovar nel sen di Clori
fede eguale alla tua fé.
Tien per vili i suoi pensieri
donna bella che gl'amori
d'un sol vago accoglie in sen.

N. 3 - Recitativo - Tirsi
Povero Tirsi, quanto soffristi
di dolor, quanto di pena,
perché dolce catena
t'unisse a quella che paventi infida.
Ed or tu soffrirai
ch'ella ad altri si doni e di te rida?
Ma che far ci poss'io,
se allor che il labbro mio
vuol contro l'infedel porger l'accusa,
si pente il core e il tradimento scusa?

N. 4 - Aria - Tirsi
Quell'erbetta che smalta le sponde
d'un rivo, e coll'onde
baciando si sta:
che dice? Che fa?
Con più lingue di verde speranza
la bella costanza
spiegando mi va.

N. 5 - Aria - Clori
Bionda vite ch'all'olmo diletta
sì forte, sì stretta
catena formò:
che pensa? Che vuò?
Fatto specchio d'ogn'alma costante,
di viver amante
al cor insegnò.

N. 6 - Recitativo - Tirsi
Se il guardo non vaneggia, ecco Clori,
che appunto tutta gioia sen viene
per raddoppiarmi le nascenti pene.
Dentro il vicino speco
nascondere mi voglio,
testimonio fedel del mio cordoglio.

N. 7 - Aria - Clori
Va col canto lusingando
la sua bella il rosignuolo.
Ma poi quella tra le fronde
sospirandogli risponde,
perché teme affanno e duolo.

N. 8 - Recitativo
Clori
Dubbia così, o Fileno,
d'esser tradita, oh Dio;
risolvere non so di prestar fede
all'amor tuo benché in amarmi eccede.

Fileno
Ah, crudel pastorella,
la cagion non è questa, onde ostinata
sembrarmi vuoi rubella,
né questa è la cagione
che le serene tue vaghe pupille
volgi a me sì ritrose,
ma perché Tirsi tuo così t'impose.

N. 9 - Aria - Fileno
Sai perché l'onda del fiume
nega ad altri le sue spume?
Perché al mar le destinò.
Così ancor il tuo bel seno
nega al misero Fileno
la mercé ch'altrui donò.

N. 10 - Recitativo - Clori
Vezzoso pastorello,
tanto incredulo più, quanto più bello,
non è quale ti fingi
la cagion che raffrena
l'anima alla catena
di cui la più soave il cor non ha;
ma quel dubbio timor che in sen mi sta.

N. 11 - Aria - Clori
Conosco che mi piaci,
so che ti deggio amar,
ma poi se'l voglio far
son tutta affanni.
Comprendo il caro ben
che l'amor tuo mi dà,
ma poi dico: chi sa
che non m'inganni?

N. 12 - Recitativo
Fileno
Dunque sperando in vano,
vivrò sempre infelice al duolo in seno?

Clori
Consolati, Fileno,
che quest'anima mia,
mossa a pietà del vago tuo sembiante,
col nome di pietosa, è fatta amante.

Fileno
Ah! Che questo non basta
per discacciare, o bella,
quell'intenso dolor che l'alma fiede.

Clori
Ma che brami di più?

Fileno
Giurami fede!

N. 13 - Aria - Fileno
Son come quel nocchiero
che dopo la procella
in questa parte, in quella
finché non bacia il lido,
sempre penando va.
E benché men severo
mostra Nettun il ciglio,
la vista di periglio,
finché non giunge al porto,
sempre timor gli dà.

N. 14 - Recitativo
Clori
S'altra pace non brami, altro conforto,
eterna fede il cor ti sacra e giura.

Tirsi
Non voglio più ascoltarti,.empia spergiura!

Fileno
Eccomi giunto al lido, eccomi in porto!

Clori
Resta sol che a vicenda
sian regolati i nostri fidi amori,
e che, sempre costante,
amor Fileno corrisponda a Clori.

Fileno
Della pura costanza,
che scorterà in amarti ogni opra mia,
vuò che il tuo stesso cor giudice sia.

N. 15 - Duetto
Clori
Scherzano sul tuo volto
le grazie vezzosette,
a mille a mille.

Fileno
Ridono sul tuo labbro
i pargoletti amori
a mille a mille.

Clori e Fileno
Da quegli ostri e quel cinabro
ch'hanno il bel del cielo accolto,
escono d'ogni stella
spuntan dai rai del sol
care faville, a mille a mille.

INTERVALLO

SECONDA PARTE

N. 16 - Duetto
Clori
Fermati!

Tirsi
No, crudel!

Clori
Son Clori, e son fedel!
 
Tirsi
Sei Clori infida!
Lasciami!

Clori
Pria morir!

Tirsi
Non posso più soffrir.

Clori
Vuoi che m'uccida?

N. 17 - Recitativo - Tirsi
Creder d'un angue al sibilo fatale,
o dell'onda incostante al rauco suono,
empia, dimmi, che vale?
O ver che giova
lo sguardo volger di Medusa al volto,
se non perché abbia il core,
mortal periglio entro del seno accolto?
Lascia che a soffrir vada
di mia tradita fé l'aspro tormento,
senza che più mi accori
la vicina empietà d'infido accento.

N. 18 - Aria - Tirsi
Tra le fere la fera più cruda
di fé meno ignuda
per me non sarà.
E quest'alma di Stige alla riva
più sfinge lasciva
trovar non potrà.

N. 19 - Recitativo - Clori
Tirsi, mio caro Tirsi, ah! Se non vuoi
da ferro micidial vedermi estinta,
credimi, e sappi, che tu solo puoi
di quest'anima mia regger l'impero;
credimi ch'il pensiero non vanta fuor
di te pensier più degno;
e se a me più non credi,
perché sdegno tu celi?
Credilo a'miei sospiri,
alle lacrime, oh Dio! che spargo a torto,
e ti diran fedeli
che Tirsi è la mia pace e il mio conforto.

N. 20 - Aria - Clori
Barbaro! Tu non credi,
crudel, tu non ti fidi,
squarcia col ferro il sen,
e osserva il core!
Che ancor che tu lo fiedi,
e ancor che tu l'uccidi,
dirà che a Tirsi visse,
a Tirsi muore.

N. 21 - Recitativo
Tirsi
Pur cederti mi è forza anco a dispetto
della ragione offesa,
tanto arbitra si è resa
dell'alma mia la tua beltà fastosa,
che vuol per tuo trofeo
e mio doppio tormento,
che oda, veggia e non creda il tradimento.

Clori
T'inganni, ahi! Sì, t'inganni;
quelle note amorose,
che poco anzi ascoltasti
scioglier dal labbro mio
col pastorel Fileno,
furo sembianze ascose
d'uno scherzo gentil che uscì dal seno.
Così, mentre io già lieta
ritomo alle mie belle
candide pecorelle,
sappi, e serva di regola al tuo core,
che di donna l'amore
è come un strai di dotta man scoccato,
che con destrezza vaga un seno addita,
e un altro poi n'impiaga.

N. 22 - Aria - Clori
Amo Tirsi, ed a Fileno
creder fo d'essergli amante.
Quest'è gloria del mio seno
saper fìngersi fedele
a chi nega esser costante.

N. 23 - Recitativo - Fileno
Va, fidati a promessa,
a giuramenti, a voti
di semplice donzella!
Or che faranno là,
nell'ampie cittadi,
quelle che, ammaestrate
dall'esempio e dall'arte,
hanno per uso
nel cor di fé digiuno
allettar mille e non amarne alcuno?

N. 24 - Aria - Fileno
Povera fedeltà, quanto sei rara!
Pur non v'è donna che dica
di tenerti per nemica,
non v'è amante che non chiam
 la sua fé candida e chiara.

N. 25 - Recitativo - Tirsi
Non ti stupir, Fileno,
che simile al tuo duolo è il duol mio;
sentii poco anzi anch'io
ciò che promise a te Clori infedele,
pure le sue querele,
le lagrime e i sospiri,
i languidetti accenti,
han forza d'usurparsi
la tirannia de'miseri viventi.

N. 26 - Aria - Tirsi
Un sospiretto d'un labbro pallido,
un dolce sguardo di ciglio languido,
spesso incatenano gli Ercoli ancor.
Un'aura flebile di bocca amabile,
un moto supplice di seno candido,
ammollir possono di selce un cor.

N. 27 - Recitativo - Fileno
Tirsi, amico e compagno,
già che tanto si avanza
l'incostante desìo del sesso imbelle,
scacciam da noi gelosa cura, e il cor
sia servo del capriccio e non d'amore.

N. 28 - Aria - Fileno
Come la rondinella dall'Egitto,
benché offesa, ritorna al nido antico,
così questo mio cor, benché trafitto,
torna di Clori bella al seno amico.

N. 29 - Recitativo
Clori
Così, felici e avventurosi amanti,
dal bel cielo d'amore
temer mai non potete
tempesta di sospir, nembo di pianti.

Tirsi
Gradita pastorella,
mentre la tua lusinga
a suo piacere il nostro arbitrio regge,
d'uopo è seguir necessità per legge.

Fileno
Pari consiglio ho nel mio core impresso,
perché oggi di Cupido
devesi far appunto
quel che si fa del vago sole adorno,
miracolo finché splende,
e ci dà il giorno.

N. 30 - Terzetto - Clori, Tirsi e Fileno
Vivere e non amar,
amare e non languir,
languire e non penar,
possibile non è.
Benché incostante ancor,
speri l'amante cor,
tradito dal pensier
di riportar mercé.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 21 novembre 2008

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Ultimo aggiornamento 6 febbraio 2015
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