Glossario
Testo della cantata



Cor fedele in vano speri (Clori, Tirsi e Fileno), HWV 96

Cantata per due soprani, contralto, orchestra e basso continuo

Musica:
Georg Friedrich Händel
Testo: autore ignoto
  1. Ouverture: Vitement (la minore)
    2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
  2. Cor fedele in vano speri (sol maggiore)
    Aria per soprano (Tirsi) e basso continuo
  3. Povero Tirsi, quanto soffristi di dolor
    Recitativo per soprano (Clori) e basso continuo
  4. Quell' erbetta che smalta le sponde (sol minore)
    Aria per soprano (Clori), 2 violini, viola e basso continuo
  5. Bionda vite ch'all'olmo diletta (sol minore)
    Aria per soprano (Clori), 2 violini, viola e basso continuo
  6. Se il guardo non vaneggia
    Recitativo per soprano (Tirsi) e basso continuo
  7. Va' col canto lusingando (fa maggiore)
    Aria per soprano (Clori) e basso continuo
  8. Dubbia cosi, o Fileno
    Recitativo per 2 soprani (Clori e Tirsi) e basso continuo
  9. Sai perchè l'onda del fiume (re minore)
    Aria per contralto (Fileno), 2 violini, viola e basso continuo
  10. Vezzoso pastorello
    Recitativo per soprano (Clori) e basso continuo
  11. Conosco che mi piaci (sol maggiore)
    Aria per soprano, 2 oboi, 2 violini e basso continuo
  12. Dunque sperando in vano
    Recitativo per soprano (Clori), contralto (Fileno) e basso continuo
  13. Son come quel nocchiero (fa maggiore)
    Aria per contralto (Fileno), 2 flauti, 2 viole e basso continuo
  14. Se altra pace non brami
    Recitativo per 2 soprani (Clori e Tirsi), contralto (Fileno) e basso continuo
  15. Scherzano sul tuo volto le grazie vezzosette (la maggiore)
    Duetto per soprano (Clori), contralto (Fileno), 2 oboi, 2 violini e basso continuo
  16. Fermati! No, crudel! (si bemolle maggiore)
    Duetto per 2 soprani (Clori e Tirsi), 2 violini e basso continuo
  17. Creder d'un angue al sibilo fatale
    Recitativo per soprano (Tirsi) e basso continuo
  18. Tra le sfere la fera piu cruda (re maggiore)
    Aria per soprano (Tirsi), 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
  19. Tirsi, mio caro Tirsi!
    Recitativo per soprano (Clori) e basso continuo
  20. Barbaro! tu non credi - Presto ma non prestissimo (la maggiore)
    Aria per soprano (Clori), violino obbligato, 2 oboi, 2 violini, viola e basso continuo
  21. Pur cederti mi è forza anco a dispetto
    Recitativo per 2 soprani (Clori e Tirsi) e basso continuo
  22. Amo Tirsi, ed a Fileno (la maggiore)
    Aria per soprano (Clori), 2 oboi, 2 violini e basso continuo
  23. Va, fidati la promessa
    Recitativo per contralto (Fileno) e basso continuo
  24. Povera fedeltà, quanto sei rara (do minore)
    Aria per contralto (Fileno) e basso continuo
  25. Non ti stupir Fileno
    Recitativo per soprano (Tirsi) e basso continuo
  26. Un sospiretto un labbro pallido - Andante (si minore)
    Aria per soprano (Tirsi), 2 oboi, 2 violini e basso continuo
  27. Tirsi, amico e compagno
    Recitativo per contralto (Fileno) e basso continuo
  28. Come la rondinella dall'Egitto - Presto (fa maggiore)
    Aria per contralto (Fileno), liuto, 2 violino e basso continuo
  29. Così, felici e avventurosi amanti
    Recitativo per 2 soprani (Clori e Tirsi), contralto (Fileno) e basso continuo
  30. Vivere e non amar - Allegro (sol maggiore)
    Trio per 2 soprani (Clori e Tirsi), contralto (Fileno), 2 violini, viola e basso continuo
Organico: 2 soprani, contralto, 2 flauti diritti, 2 oboi, violino obbligato, 2 violini, 2 viole, arciliuto, basso continuo
Composizione: 1707
Edizione: Deutsche Händelgesellschaft, Lipsia, 1889

Guida all'ascolto (nota 1)

La scansione cronologia delle composizioni di quel 1707 (con possibilità anche di eventuali rettifiche) ci segnala altri lavori commissionati dal marchese Ruspoli (Diana cacciatrice il 23 febbraio in concomitanza con l'apertura della caccia annuale del cervo organizzata nella sua tenuta di Cerveteri e Udite il mio consiglio scritta il 18 marzo a Civitavecchia sulla brigantina del marchese in occasione di un banchetto con i governatori della città per un "consiglio" di guerra), la Cantata Nella stagione di viole e rose (il 3 aprile a Massa per la Domenica-Laetare, Festa della Rosa), il salmo Dixit Dominus (eseguito il 1° maggio a Frascati per l'onomastico del re Filippo V celebrato dagli spagnoli) e soprattutto - nel mese di maggio - l'Oratorio allegorico Il Trionfo del Tempo e del Disinganno diretto da Arcangelo Corelli.

Nel corso dell'estate troviamo poi alcuni Mottetti e le Cantate Un'alma innamorata e Armida abbandonata scritte durante le vacanze a Vignanello; altre pagine sacre (Laudate pueri e Nisi Dominus) gli furono commissionate dal card. Colonna per la grande festa di Nostra Signora del Monte Carmelo a Santa Maria di Monte Santo, in Piazza del Popolo, che egli patrocinava ogni 16 luglio.

Probabilmente risalente al mese di settembre del 1707 è invece la Cantata per soprano e orchestra Ero e Leandro scritta per il cardinale Ottoboni; i rapporti di Händel con il vice-cancelliere sono testimoniati in quell'autunno (una nota di pagamento del copista di casa Ruspoli porta la data del 14 ottobre) anche da un altro ambizioso lavoro: la Cantata a 3 Clori, Tirsi e Fileno.

Per più di due secoli di questo lavoro se ne conobbe solo un frammento conservato alla British Library e pubblicato da Chrysander nel 1889. Tuttavia nel 1960 il musicologo Rudolf Ewerhart annunciò la scoperta della partitura completa nella Collezione Santini della Biblioteca di Münster.

La Cantata - ultimo esperimento di Händel prima della sua prima prova operistica in novembre a Firenze con il Rodrigo - è, per dimensioni ed intrecci episodici, molto simile ad un vero e proprio atto scenico. La vicenda narra della pastorella Clori che si compiace delle attenzioni di due pastori suoi spasimanti, appunto Tirsi e Fileno. Tirsi la ama follemente ma teme la sua incostanza e ne ha la riprova nel momento in cui Fileno, anche lui perduto per la bella ninfa, dichiara il suo amore. Clori è indecisa e non riesce alla fine a convincere nessuno dei due. Tirsi e Fileno si ritrovano così da rivali a compagni di sventura. Non resta che godere dei momenti felici che la passione e l'amore sanno dare, ben consapevoli che la sofferenza è sempre dietro l'angolo ("Vivere e non amar / amar e non languir / languir e non penar / possibile non è" recita il Terzetto finale). L'ipotesi della Kirkendale che i personaggi rappresenterebbero Isabella (moglie di Ruspoli), Ottoboni e Ruspoli stesso non è suffragata da prove ma appare certamente intrigante visto che, se di gioco allusivo si parla, esso doveva essere sicuramente non solo consensuale ma anche disinvoltamente autoironico.

E in realtà infatti tutto il lavoro - nonostante il tema degli amori sfortunati - è immerso in un clima di serenità e di scanzonata simpatia.

L'orchestrazione è ricca (archi, oboi, flauti diritti, arciliuto e basso continuo) e l'utilizzazione di numerosi strumenti concertanti riesce a donare ad ogni Aria una singolare caratterizzazione.

Dopo l'Ouverture (che il compositore utilizzerà in seguito come primo movimento della Suite in sol minore per clavicembalo HWV 432) la Cantata si apre sulla figura di Tirsi intento a crucciarsi della propria sorte: dopo la melodiosa ma riflessiva "Cor fedele", ecco farsi strada una più intensa venatura di tristezza nel paragone fra l'incostanza della propria donna e il legame dell'"erbetta che smalta le sponde" e della "bionda vite ch'all'olmo diletta".

L'uomo si nasconde sentendo arrivare la bella Clori sulle note della leggiadra "Va col canto lusingando" punteggiata dai vezzosi disegni sonori di due flauti dritti. Si fa avanti Fileno al quale però la ninfa rivela i suoi dubbi nell'abbandonarsi all'amore. Ma il pastore non le crede intuendo - con la marziale "Sai perché l'onda del fiume" - che la vera ragione sia il desiderio di cedere anche alla corte di Tirsi.

Clori tenta di discolparsi attribuendo le sue incertezze al timore di essere ingannata ("Conosco che mi piaci"): e i suoi "affanni" sono resi da un malizioso ritmo puntato su una cromatica scala discendente.

Fileno senza pace si sente "... come quel nocchiero" che dopo una tempesta vaga penando in cerca di un lido sicuro: e la raffinata orchestrazione di sole viole e flauti dritti all'ottava riecheggia con grande efficacia il roco respiro ondeggiante del mare e dell'animo.

La donna, impietosita, gli giura - ancora ascoltata in segreto da Tirsi - eterno amore: sulla piena sonorità orchestrale le voci sdolcinate dei due ("Scherzano sul tuo volto") si intrecciano in un galante gioco di corteggiamento.

Clori naturalmente non intende affatto rinunciare a Tirsi e cerca - in un avvincente e contrappuntato Duetto ("Fermati! - No, crudeli") - di fermarne la fuga sdegnata. Ma la collera dello spasimante non si placa e si manifesta nella virtuosistica e burrascosa Aria di furia "Tra le fere la fera più cruda", unico reale momento di tensione di tutta la Cantata.

A dispetto delle apparenze la ninfa continua a proclamargli la sua fedeltà e ne invoca la fiducia con la supplica "Barbaro! tu non credi": una delle pagine più eleganti e articolate di tutta l'opera in cui Händel affianca alla voce un alter ego, il violino. Non un semplice strumento concertante ma un vero e proprio protagonista al quale sono affidate ampie frasi solistiche di autonoma natura espressiva scritte in forma di "concerto". Ma, si sa, l'amore è cieco (e sordo) e il pastore cede alle malie della bella che si compiace delle proprie armi seduttive con la graziosa "Amo Tirsi" dall'andamento di Minuetto.

Dall'altra parte Fileno, che ha assistito alla scena, torna a compiangersi nella patetica "Povera fedeltà", la cui riflessiva intimità è conferita dall'utilizzo del solo basso continuo.

Il suo duolo è raccolto da Tirsi il quale, solidarizzando, medita sulle debolezze dell'uomo nei confronti delle astuzie femminili ("Un sospiretto, d'un labbro pallido"). Fileno decide di riprendersi ed esorta anche il compagno a non lasciarsi andare allo sconforto ma di tornare a godere dei piaceri dell'amore e dell'amicizia. La spigliata Aria "Come la rondinella" è resa particolarmente interessante dall'impiego non consueto dell'arciliuto obbligato, quasi sicuramente dovuto alla presenza in quel periodo a Roma di un virtuoso dello strumento

Il lieto fine è scontato, ma è curioso come sia proprio quest'ultima sezione quella che presenta differenze sostanziali fra il frammento di Chrysander e la partitura scoperta successivamente. Nel primo infatti la figura di Clori usciva completamente di scena e la Cantata si concludeva con un cinico Duetto fra Tirsi e Fileno "Senza occhi e senza accenti / senza sdegni e lamenti / vuol che sian gl'amanti / la donna d'oggidì". Poi evidentemente il compositore decise di non infierire sulla povera Clori e attenuò il finale con l'inserimento del gioioso Terzetto finale "Vivere e non amar... possibile non è". Insomma, citando Auden, "La verità, vi prego, sull'amore!"

Laura Pietrantoni


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 21 novembre 2008

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Ultimo aggiornamento 6 febbraio 2015
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