Glossario



Tra le fiamme (Il consiglio), HWV 170

Cantata per soprano, orchestra e basso continuo

Musica:
Georg Friedrich Händel
Testo: Benedetto Pamphilj
  1. Tra le fiamme tu scherzi per gioco (sol maggiore)
    Aria per soprano, 2 flauti, 2 violini, viola da gamba e basso continuo
  2. Dedalo già le fortunate penne
    Recitativo per soprano e basso continuo
  3. Pien di nuove e bel diletto (re maggiore)
    Aria per soprano, oboe, 2 violini, viola da gamba e basso continuo
  4. Si, pur troppo è vero
    Recitativo per soprano e basso continuo
  5. Voli per l'aria chi può volare (la minore)
    Aria per soprano, 2 flauti, 2 violini, viola da gamba e basso continuo
  6. L'uomo che nacque per salire al Cielo
    Recitativo per soprano e basso continuo
Organico: soprano, 2 flauti diritti, oboe, 2 violini, viola da gamba, basso continuo
Composizione: 1707 - 1708
Edizione: Deutsche Händelgesellschaft, Lipsia, 1889

Guida all'ascolto (nota 1)

Il consiglio si avvale della penna illustre di uno dei mecenati stessi di Händel, il cardinale Benedetto Pamphili, che per un'esecuzione forse databile alla primavera del 1708, quando si trova a Roma il virtuoso di viola da gamba Ernst Christian Hesse, predispone un testo che gioca ingegnosamente con la metafora del volo, di volta in volta vòlto a significati erotici e spirituali, tra paragoni naturalistici e il richiamo al mito classico di Dedalo e Icaro. Händel risponde con una partitura che accosta al virtuosismo vocale uno smagliante colore orchestrale, palette timbrica tra le più sofisticate del corpus delle cantate.

Raffaele Mellace

Testo della cantata

Il consiglio

N. 1 - Aria
Tra le fiamme tu scherzi per gioco,
o mio core, per farti felice,
e t'inganna una vaga beltà.
Cadon mille farfalle nel foco,
e si trova una sola fenice
che risorge se a morte sen va.

N. 2 - Recitativo
Dedalo già le fortunate penne
tessea con mano ardita,
e con tenera cera
piuma a piuma aggiungeva.
Icaro, il fanciulletto,
sovente confondea
l'ingegnoso lavoro.
Ah, così mai trattato non avesse
e cera e piume.
Per chi non nacque augello
il volare è portento,
il cadere è costume.

N. 3 - Aria
Pien di nuovo e bel diletto
sciolse l'ali il giovinetto,
e con l'aure già scherzando.
Ma del volo sì gradito
troppo ardito l'onda ancor
va mormorando.

N. 4 - Recitativo
Sì, sì, purtroppo è vero:
nel temerario volo
molti gli Icari son, Dedalo un solo.

N. 5 - Aria
Voli per l'aria
chi può volare,
scorra veloce
la terra il mare.
Parta, ritorni,
né fermi il pie.
Voli ancor l'uomo,
ma coi pensieri,
che delle piume
ben più leggeri
e più sublimi
il Ciel gli diede.

N. 6 - Recitativo
L'uomo, che nacque per salire al Cielo,
ferma il pensier nel suolo,
e poi dispone il volo
con ali che si finge e in sé non ha.

N. 7 - Aria
Tra le fiamme tu scherzi per gioco,
o mio core, per farti felice,
e t'inganna una vaga beltà.
Cadon mille farfalle nel foco,
e si trova una sola fenice
che risorge se a morte sen va.


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 217 della rivista Amadeus

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Ultimo aggiornamento 23 luglio 2017
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