Glossario



Concerto per organo in do maggiore, Hob:XVIII:1

Musica: Franz Joseph Haydn
  1. Allegro moderato
  2. Largo (fa maggiore)
  3. Allegro molto
Organico: clavicembalo o organo, 2 oboi, 2 trombe, archi, basso continuo
Composizione: 1756
Prima esecuzione: Vienna, Großer Redoutensaal, 26 Marzo 1800
Edizione: Breitkopf & Härtel, Wiesbaden, 1986

Guida all'ascolto (nota 1)

Il Concerto per organo e orchestra in do maggiore Hob XVIII/1 ci riporta agli anni giovanili di Haydn, quando il compositore, nemmeno venticinquenne, sbarcava il lunario a Vienna dividendosi fra incarichi di vario tipo, primo fra i quali il ruolo di assistente del compositore Niccolo Porpora. Secondo una delle prime biografie, quella di Griesinger, pubblicata un anno dopo la morte di Haydn e in parte ispirata alle memorie dello stesso autore, "in quel periodo Haydn era anche a capo dell'orchestra nel convento dei Fratelli della carità in Leopoldstadt con una paga di sessanta Gulden l'anno. La domenica e i giorni di festa doveva essere in chiesa alle otto del mattino, doveva suonare l'organo alle dieci nell'allora cappella del conte Haugwitz e alle undici doveva cantare a Santo Stefano. Era pagato diciassette Gulden per ognuno di questi servizi". Anni di apprendistato, dunque, che vedono una certa fioritura di Concerti solistici, genere che poi Haydn avrebbe praticato poco volentieri negli anni maturi.

Fra il 1752 e il 1756 nascono dunque almeno sei Concerti per organo, legati ai vari servizi del compositore, e probabilmente eseguiti all'interno della Messa, fra il Sanctus e il Benedictus. Fra questi lavori, l'unico di cui ci sia rimasto l'autografo è il Concerto Hob XVIII/1, datato 1756 sul manoscritto; lo stesso Haydn affermò di averlo composto per il servizio liturgico celebrato quando la sua vecchia fiamma e futura cognata Therese Keller prese i voti per entrare nell'ordine delle clarisse, il 12 maggio 1756; per quell'occasione venne scritto probabilmente anche il Salve Regina in mi, e forse anche il Doppio Concerto per organo e violino XVIII/6.

Nessun dubbio che lo strumento a cui la partitura è destinata sia l'organo; lo chiariscono sia il titolo di "Concerto per l'organo" sul manoscritto, sia l'estensione della parte solistica; tuttavia gli organi austrìaci dell'epoca non avevano registri a pedali ma solo manuali, e dunque i brani loro destinati potevano facilmente essere adattati ad altri strumenti a tastiera, circostanza che spiega come il Concerto Hob XVIII/1 venisse diffuso all'epoca in copie destinate al cembalo o al fortepiano. L'orchestra d'altra parte è assai sobria, aggiungendo al gruppo degli archi solo gli oboi e i "clarini" (strumento oggi realizzato dalle trombe); questi ultimi sono però indicati nell'autografo senza che la loro parte sia scritta (nell'edizione oggi eseguita, curata da Èva Maria Hodel, deriva da copie d'epoca).

La forma adottata da Haydn per questo Concerto è ancora assai debitrice al Concerto barocco, nell'alternanza piuttosto meccanica di sezioni riservate ai "tutti" e al "solo"; nel Moderato iniziale ci sono, come soluzione formale più moderna, due temi principali, fra i quali comunque non si pone una vera e propria contrapposizione; questo movimento è il più lungo e mostra una certa pletoricità di trattamento, che rivela la mano di un musicista ancora in formazione. Assai più equilibrati i movimenti successivi. Nel Largo centrale, in fa, prevale il ruolo concertante del solista, con una scrittura fitta e fiorita. Il finale, Allegro molto, è un movimento in tempo ternario, diviso da una barra di ritornello, e innervato da un dinamismo che chiude in modo estremamente appropriato il lavoro giovanile.

Arrigo Quattrocchi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 6 novembre 2004

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