Glossario



Concerto n. 4 in sol maggiore per violino e archi, Hob:VIIa:4

Musica: Franz Joseph Haydn
  1. Allegro moderato
  2. Adagio (do maggiore)
  3. Allegro
Organico: violino solista, 2 violini, viola, basso
Composizione: 1769
Edizione: Doblinger, Vienna-Monaco, 1961 in Diletto musicale n. 79

Guida all'ascolto (nota 1)

La personalità di Haydn giganteggia in tutti i settori della musica e a lui va il merito di aver condotto la composizione strumentale, con la densità delle sue strutture dialettiche e con lo sviluppo della forma-sonata, fuori dalle ingenuità dello stile galante. Egli è stato il pioniere del quartetto d'archi e della sinfonia, il rinnovatore dell'oratorio di stile haendeliano, il compositore versatile di opere serie e comiche secondo il gusto italiano, il creatore di una forma pianistica che consegnò al titanismo beethoveniano.

Amico di Mozart e insegnante di Beethoven, l'influenza esercitata da Haydn su entrambi fu enorme, specialmente nel campo della sinfonia e del quartetto d'archi, sebbene la maturità di Haydn beneficiasse largamente della musica del più giovane Mozart, soprattutto nei lavori scritti dopo il 1790. L'attività musicale di Haydn è vasta e complessa e passa dalle galanterie giocose e brillanti dei suoi primi divertimenti allo splendore preromantico dei pezzi orchestrali e dei grandi e fastosi oratori, che contribuiscono alla definizione dell'opera lirica agli inizi dell'Ottocento.

Secondo i dati più recenti la sua intensa e solida produzione comprende 108 sinfonie, 16 ouvertures, 47 divertimenti per orchestra e per complessi strumentali vari, 83 quartetti per archi, 32 concerti per diversi strumenti solisti e orchestra, 52 sonate per pianoforte, 8 sonate per violino e clavicembalo, 31 trii per pianoforte, violino e violoncello, 126 trii per baryton (un vecchio tipo di viola da gamba), 14 messe, vari pezzi sacri, cantate, arie e Lieder, 18 opere teatrali, 5 opere per marionette, 3 oratori (Il ritorno di Tobia, La creazione e Le stagioni). Oltre alla quantità, nella musica di Haydn conta la qualità, che punta sulla organizzazione razionale del mezzo espressivo, allargando le basi dello "sviluppo" sonoro, inteso come mutazione ora melodica, ora ritmica, ora armonica, così da intensificare l'uso delle progressioni e modulazioni, quali elementi di un serrato procedimento dialettico.

Un esempio illuminante di questo specifico modo di comporre di Haydn si può riscontrare nel Concerto in sol maggiore scritto intorno al 1769. Al di là della freschezza e della varietà dell'invenzione musicale, questo brano rivela nell'autore una spiccata vocazione per la melodia, sorretta da una ben costruita elaborazione tematica nella triplice disposizione dei tempi, di classico impianto formale. Una impostazione del discorso strumentale non più rigidamente settecentesca e accademica, tanto che ad essa guardò con curiosità e ammirazione lo stesso Beethoven, che in più occasioni tenne presente il modello haydniano.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 24 aprile 1985

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Ultimo aggiornamento 5 luglio 2013
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