Glossario
Guida all'ascolto



L'Anima del Filosofo (Orfeo ed Euridice)

Dramma in musica in quattro atti, Hob:XXVIII:13

Libretto dell'opera

[N° 1 – Ouverture]

ATTO PRIMO

Scena I
Orrida selva montuosa
Euridice, Coristi, poi mostri

[N. 2a – Recitativo accompagnato]
EURIDICE
Sventurata, che fo? Dove mi aggiro?
Invan cerco involarmi alle mie pene.
Mille foschi pensieri
M’annuvolan la mente ad ogni istante,
E ciascheduno d’essi
Forma un atro vapor a me d’intorno,
Che mi nasconde il giorno
E la ragion m’oscura.
E per mia maggior sciagura
Il mio povero cor languisce oppresso
Fra le smanie d’amor nell’agonia
Di morte, e mai non muore.

[N. 2b – Coro con solo]
CORISTI
Ferma il piede, o principessa!
Nell’orror di queste selve
Più feroci delle belve
Troverai gli abitator.
EURIDICE
Deh, per pietà lasciatemi! Non voglio
Che me stessa compagna al mio cordoglio.
CORISTI
Torna, torna alla reggia!
Involati al perielio
Che ti sovrasta. Pensa
Ch’infestan questa piagge
Mostri in sembiante umano, alme selvagge.
Vedi costor che scendono dal monte!
Fuggi, fuggi, ché imbelli
Noi siamo alla difesa.
(Partono)

[N. 3a – Recitativo accompagnato]
EURIDICE
Che chiedete da me? Che mai bramate?
Di quell’infausta pira
Ben riconosco il barbaro disegno.
Già nell’ara d’amore
In solenne olocausto arse il mio core.
A nuovo sacrificio
Di andar io non pavento.
Morasi pur. Nella proterva sorte
Pena non à. Non ha terror di morte
La semiviva amante;
È facile morir al cor spirante.

[N. 3b – Aria]
EURIDICE
Filomena abbandonata
Sparge all’aure i suoi lamenti,
E le note sue dolenti
Mai non trovano pietà.
Così mesta abbandonata
Spiego al ciel l’affanno mio;
E per me sol cresce, oh dio!
Del destin la crudeltà.

Scena II
Orfeo, Coristi (I, II, III) e detti

[N. 4 – Recitativo]
UN CORISTA
Cieli! Soccorso! Aita!
UN ALTRO
Vieni, misero Orfeo!
Involva il tuo tesoro
Di disperata morte al fiero artiglio.
UN ALTRO
Per lei che far possiam? Numi, consiglio!
ORFEO
Euridice, ove sei? Che miro, oh dio!
EURIDICE
Adorato mio ben, idolo mio!
ORFEO
Fermatevi, crudeli!
EURIDICE
Ah, difendi il tuo bene!
ORFEO
Cara Euridice, oh pene!
Recate a me la cetra.
Uditemi, infelici,
Della ragion, della virtù nemici
Non meno che di voi stessi.
Qual insano furor, qual rio disegno
Può mai disumanarvi a questo segno?
In quel caro sembiante,
In quelle vaghe luci
Tutti son dei numi pregi accolti;
E voi volete, o stolti,
La ferocia accoppiando
A reo fallace zelo,
Al ciel sacrificar l’istesso cielo?
A sì malnato, e così vano intento
Ponga ragion il freno.

[N. 5a – Recitativo accompagnato]
ORFEO
Rendete a questo seno
Il core del mio cor, l’anima mia.
Dell’insensate belve
L’amoroso desio
Domar suole il furor: le tigri istesse,
Di sangue umano ingorde,
Ai sospiri d’amor non son mai sorde.

[N. 5b – Aria]
ORFEO
Cara speme! Alme di scoglio!
Chi spiegar può il mio cordoglio?
Ah, voi fate in un sol punto
Mille morti a me provar!
Euridice! Per pietà! Cara speme!
Per pietà del mio tormento
Geme l’onda e freme il vento;
Nelle selve impietosite
Sento l’eco risuonar.

[N. 6 – Recitativo]
UN CORISTA
O prodigio, o stupor, portento raro!
Rozzi petti di ferro e cor d’acciaro
Dell’armonia celeste ha il sacro foco
Intenerito, ed Euridice è salva.
EURIDICE
Nume de’ miei pensieri, amato Orfeo!
Ben posso dir che la mia vita sei,
Se la vita ti deggio e i giorni miei.
ORFEO
Se col mio canto i giorni tuoi salvai,
Con gli amorosi rai,
Co’ tuoi dolci sorrisi,
Co’ cari amplessi tuoi, bella Euridice,
Tu rendi appieno l’anima mia felice.

[N. 7 – Coro]
CORISTI
O poter dell’armonia!
La favella degli dei
Ed il nettare tu sei
Dell’afflitta umanità.

Scena III
Reggia
Creonte, Coristi (I, II, III)

[N. 8 – Recitativo]
CREONTE
Ah, chi sa dirmi dove il piede errante
Volga di questo cor l’ultima speme,
La mia figlia adorata?
CORISTA
Confortati, signor, l’abbiam trovata.
CREONTE
Ditemi, dove? Oh dei!
Narratemi che fu!
CORISTA
Dagli imenei
Dell’odiato Arideo
Euridice fuggendo
In tenebrose selve
Ed incognita piaggia,
Ove dimora sol gente selvaggia,
Sventurata inoltrassi.
Stavan costor intenti
D’innocente donzella
A far con crudo e disperato esempio
Sull’altar delle furie orrido scempio.
Euridice mirando
Di sua beltade i singulari pregi,
Invece d’ammollir quei cori alpestri
Più la ferocia lor rese sfrenata.
Né vittima più rata
Né più degna di lei
Cedettero agli dei
Poter offrir; e il sanguinoso rito
Stavan per cominciar, quando opportuno
Giunse il flavo cantor divin, l’amico Orfeo.
Co’ suoi canori accenti
In quell’alme impietose, o meraviglia,
Destò pietade, e ti salvò la figlia.
CREONTE
Numi, che ascolto!
UN ALTRO CORISTA
A caso
Tu desti a lei la vita;
Ma la virtù d’Orfeo,
La sua possente lira,
È cagione ch’Euridice ancor respira.
UN ALTRO CORISTA
Esso in consorte il brama.
Ai voti suoi oppor più non ti puoi.
CREONTE
La mia real promessa ad Arideo
Serbar io pur vorrei;
Ma ‘l destino resiste ai voler miei.
Sventurati mortali!
Orgoglioso il destin impenna l’ali,
E incontrar poi gli avviene,
Pria che giunga al suo fin, mille catene.

[N. 9 – Aria]
CREONTE
Il pensier sta negli oggetti;
Da lor nasce ogni desio.
Son tiranni i nostri affetti,
E vantiamo libertà.
Così augel talor si crede
Di spiegar all’aure il volo;
E ‘l meschino, avvinto al piede.
Serba un laccio, e non lo sa.
(parte)

Scena IV
Orfeo, Euridice, poi Creonte

[N. 10 – Recitativo]
ORFEO
Grazie agli dei, sereno
Il cielo alfin per noi
Risplende.
EURIDICE
Alfin risorge l’alma oppressa.
ORFEO
Il genitor s’appressa.
EURIDICE
Padre.
ORFEO
Signor.
CREONTE
Sorgete.
EURIDICE
Il nostro amor…
CREONTE
Non più. Congiunge il cielo
I cori, e disunirli a noi non lice.
Le tue amorose brame, i voti tuoi
Propizio il ciel secondi.
Avventuroso il talamo ti sia.
La tua felicità sarà la mia.
EURIDICE
Le nostre destre unite
Saran, finché le stelle
Spirar aure vitali
A noi concederanno, idolo mio.
ORFEO
Ma saran alme unite oltre l’oblio.
Pria ch’io cessi d’amarti,
Arderà il gel, saran le fiamme algenti.
EURIDICE
Al dolce suon de’ tuoi soavi accenti
Si dilata il mio core.
Rapita io sono in estasi d’amore.
ORFEO
Spiegare non ti pon gli accenti miei,
Quanto diletta e cara a me tu sei.
Dirti solo poss’io
Che senza te saria
Sventurata anche in ciel l’anima mia.

[N. 11 – Duetto]
ORFEO
Come il foco allo splendore
A te unita è l’alma mia.
Il mio cor dal tuo bel core
Mai diviso non sarà.
EURIDICE
Se per me tu senti amore,
Per te avvampa l’alma mia.
Il mio cor dal tuo bel core
Mai diviso non sarà.
ORFEO
Caro nume sospirato.
EURIDICE
Caro sposo, idolo amato.
EURIDICE, ORFEO
Sento il nettare di Giove
Che piovendo in sen mi sta.
ORFEO
Cari detti.
EURIDICE
Dolci affetti.
ORFEO
Io t’adoro.
EURIDICE
Mio tesoro.
EURIDICE, ORFEO
Né la sorte, né la morte
L’amor mio cangiar potrà.

ATTO SECONDO

Scena I
Orfeo, Euridice, Amorini.

[N. 12 – Coro]
AMORINI
Finché circola il vigore
Finché sei nell’età bionda,
Bevi il nettare d’amore
Nella tazza del piacer.

Arrivato il gel degli anni,
Tazza d’ostico licore
Porgeranno a te gli affanni,
Ti daran le furie a ber.

[N. 13 – Recitativo]
ORFEO
Adorata consorte, or io conosco
Che s’inganna chi dice
Che beato nel mondo esser non lice:
È ver che tutto è spasimo ed affanno,
Che un tenebroso inganno
Confonde e insieme oscura
Le menti dei mortali e la natura;
Ed è pur ver che il sole è il solo oggetto
Degno del nostro affetto.
Or esso in te, mia vita,
Raddoppiasi, ché sono
Due soli i tuoi bei lumi.
Finché sei meco io non invidio i numi.
EURIDICE
Dolce speranza mia, gli accenti tuoi
Sono stille d’ambrosia nel cor mio.
Il tuo labbro amoroso imparadisa
Il dolce mio desio,
Mi rende al sen la sospirata calma,
L’alma in cielo mi pone, il ciel nell’alma.

[N. 14a – Coro con Duetto]
AMORINI
Finché circola il vigore,
Finché sei nell’età bionda,
Bevi il nettare d’amore
Nella tazza del piacer.
ORFEO, EURIDICE
Amar può l’età canuta,
Quando l’alme amanti sono.
Fido amor mai non si muta,
Quando regna in mezzo al cor.
AMORINI
Arrivato il gel degli anni,
Tazza d’ostico licore
Porgeranno a te gli affanni,
Ti daran le furie a ber.
ORFEO, EURIDICE
Dell’acceso mio desio,
Dell’affetto ch’ho nel petto
L’onda stesso dell’oblio
Non può spegnere l’ardor.
ORFEO
Mie luci belle!
EURIDICE
Dolce sostegno!
ORFEO, EURIDICE, AMORINI
Amiche stelle,
Che fido amor!

[N° 14b – Recitativo accompagnato]
EURIDICE
Numi, che ascolto!
ORFEO
Che sarà mai questo
Strepito ostile, al nostro amor molesto?
EURIDICE
Mi trema il cor.
ORFEO
Non smarrirti, o cara.
Dell’importun fragore
La cagion qual fia
Conoscere desio.
Caro mio bene, addio!
EURIDICE
E abbandonarmi vuoi?
ORFEO
Del nemico la trama
Ad esplorar io volo.
Per un istante sol da te m’involo.
(parte)
EURIDICE
Cresce il rumor. Che sarà mai? Lo sposo
Io temo che non sia lento al ritorno.
Nessun meco restò. Sola ed imbelle
Son costretta a cozzar col mio perielio
Senza soccorso, oh dio, senza consiglio!

Scena II
Euridice, un Corista (IV)

[N. 15 – Recitativo]
UN CORISTA
Ecco, signor, la principessa è sola.
Non v’ha chi la difende.
È sicura la preda.
EURIDICE
Che sento, oh dio! chi siete?
CORISTA
Sai che il tuo genitor ad Arideo
La tua destra promise;
Onde di lui consorte esser tu dei.
Invan fuggir tu cerchi.
EURIDICE
Numi possenti, aita!
CORISTA
Deh, vieni!
EURIDICE
Ahimè!
CORISTA
Che avvenne?
EURIDICE
Quell’angue che colà strisciar mirate,
Mi punse in quest’istante.
CORISTA
O sventura!
EURIDICE
Nel sangue
Io temo che non m’abbia
Infuso il suo feroce aspro veleno.
Già sentomi nel core
Cento palpiti e cento
Amari di terrore
Ch’assediano il mio core.

[N. 16a – Recitativo accompagnato]
Dov’è l’amato bene?
Sostenetemi. Oh pene!
Come i flutti di Lete
Già l’onda mia vital lenta si muove.
Ah, mai più, sventurata,
Non potrò rimirar il mio tesoro!
M’abbandona il respiro; io manco, io moro.

[N. 16b – Cavatina]
EURIDICE
Del mio core il voto estremo
Dello sposo io vo’ che sia.
Al mio ben l’anima mia
Dona ‘ultimo sospir.

[N. 17 – Recitativo]
CORISTA
Con Euridice estinte
Son le gelose cure,
E gli amorosi affanni son spenti ancor.
Sol l’onor ne affretta
Del genitore infido la vendetta.
(esce)

Scena III
Orfeo solo

[N. 18a – Recitativo accompagnato]
ORFEO
Dov’è quell’alma audace
Che cerca del mio cor la pace
Involare, il mio ben, l’idolo mio?
Euridice, dove sei?
Cara Euridice! Onnipotenti dei!
Che miro? Amata sposa! Ah, non rispondi.
Oh dio! L’ira del fato,
Il barbaro destino
Felice non mi vuole.
L’anima mia morì; spento è il mio sole.
Spettacolo funesto!
Quell’adorato volto,
Che rendere solea
Ebbro il mio cor di gioia e di contento,
Or divenuto oggetto è di spavento.
Delle vaghe pupille
L’amorose faville, ah! dove sono?
Dove sono i sospiri, i tronchi accenti,
Dove gli amplessi teneri e vivaci,
I dolci sorrisetti e i cari baci?
Tutto estinto è per me. Barbara sorte!

[N. 18b – Aria]
ORFEO
In un mar d’acerbe pene
Son fra turbini e tempeste.
Ho perduto il caro bene,
E mai più non troverò.

Sposa amata… Ah, ch’io deliro!
Questi son lugubri avanzi,
Spoglie infauste, ch’io rimiro:
La consorte io più non ho.

D’ogni gioia e d’ogni incanto
Del mio sol io dono privo.
La mia cetra è volta in pianto,
Ma piangendo indarno io vo.
(parte)

Scena IV
Reggia
Creonte, Corista (V)

[N. 19 – Recitativo]
CORISTA
Euridice, signor…
CREONTE
Che fu, che avvenne?
CORISTA
Morì.
CREONTE
Stelle, che ascolto! Avverso fato!
CORISTA
D’Acheronte a saetta un angue armato
Ferilla nelle piante,
Mentre essa d’Arideo
S’involava alle insidie.
CREONTE
Dunque Arideo…
CORISTA
Signor,
Co’ suoi seguaci ei venne per rapirla.
CREONTE
E fu colui sì audace?
CORISTA
Anzi di rabbia
Infellonito ogni rispetto oblia.
Lagnarsi che di fede
Tu gli mancasti; e par che fiamme e lampi
Vibri per gli occhi; e con orribil faccia
La reggia, il trono e i giorni tuoi minaccia.
CREONTE
Vegli in difesa mia
Quest’acciaro che Astrea
Generosa donommi, e in un sol colpo
Ben saprà del superbo e reo nemico,
S’egli non è più saggio,
Punir l’orgoglio e vendicar l’oltraggio.

[N° 20 – Aria]
CREONTE
Mai non sia inulto. Fulmina e tuona
Cinta d’alloro la spada irata.
Vi sta scolpito che non perdona
L’onte nemiche, l’offeso onor.

Alla vendetta! S’odan le trombe
De’ miei campioni destar lo sdegno;
Per ogni dove l’eco rimbombe
Del mio guerriero giusto furor.

ATTO TERZO

Scena I
Alla bara d’Euridice
Orfeo, Creonte, Coro (vergini, uomini)

[N. 21 – Coro]
VERGINI
Ah, sposo infelice!
Perduto hai per sempre
La cara Euridice,
Il core del tuo cor.
UOMINI
La cetra, che tanto
Amica del riso,
Rivolta s’è in pianto,
È flebile ognor.
VERGINI
Un nubilo velo
Le grazie nasconde;
Son sparse di gelo
Le rose d’amor.
UOMINI
Son chiuse le belle
Pupille amorose;
Asceso alle stelle
È il loro splendor.
VERGINI
Ah, sposo infelice!
Perduto hai per sempre
La cara Euridice,
Il core del tuo cor.

[N. 22 – Recitativo]
ORFEO
Al cielo te ne voli, anima bella,
E su i vanni tu porti
Tutte le mie speranze e i miei conforti.
Perduto ho la mia vita, eppur io vivo
Del mio bel sole privo,
Fra le tenebre io sono, e sol ravviso
Il mio destino reo:
O mio costante amor, misero Orfeo!
CREONTE
Rugiadosi di pianto i lumi io sento,
E mi penetra l’alma il suo lamento.
ORFEO
Euridice, Euridice,
Invan ti chiama il tuo sposo infelice…
O voi, canori augelli,
D’amore il sen feriti,
O voi feroci belve,
O fiumi, o fonti, o valli, o colli e selve,
Meco tutti piangete;
Fate tutti alle mie note dolenti
Eco pietoso, e faccia
Ogni sasso, ogni scoglio
Rimbombar alle stelle il mio cordoglio.

[N. 23 – Coro]
VERGINI
Ah, sposo infelice!
Perduto hai per sempre
La cara Euridice,
Il core del tuo cor.

Scena II
Creonte, Corista (V)

[N. 24 – Recitativo]
CREONTE
Che sarà mai d’Orfeo?
CORISTA
Misero amante, il senno l’abbandona.
CREONTE
Non è stupor che giunga
Il disperato affetto
d’un cor fedele a così grave eccesso.
Chi perde il caro ben, perde se stesso.

[N. 25 – Aria]
CREONTE
Chi spira e non spera
D’amar e gioire,
È meglio morire
Che viver così.

Raddoppia i suoi sensi,
Gli incanti del core,
In grembo d’amore
Chi passa i suoi dì.
(parte)

Scena III
Orfeo, Genio

[N. 26 – Recitativo]
ORFEO
Venerata Sibilla,
Tu che del ciel serbi gli arcani in seno,
Dimmi, dov’è la sposa,
Quella che m’involò la sorte ria,
Euridice, il mio ben, l’anima mia?
GENIO
Se rimirar tu vuoi la tua consorte,
Segui con l’alma forte i passi miei
Ai tenebrosi abissi.
Questa ti scorgerà splendida face.
Un raggio di speranza alle tue brame
Amica in lei balena.
ORFEO
La speranza non è che una sirena.
GENIO
I gemiti ed i pianti
Non ti ponno giovar. Se trovar brami
Efficace conforto al cor dolente,
Della filosofia cerca il Nepente.
ORFEO
Ah, la filosofia,
Se vuol farmi felice,
Al mio vedovo sen renda Euridice!
O amore, o sposa, o dio,
mai più non ti vedrò!
GENIO
La rivedrai,
Se moderar il tuo desir saprai.

[N. 27 – Aria]
GENIO
Al tuo seno fortunato
Stringerai l’amato bene,
Se tu serbi ‘l core armato
Di costanza e di valor.

Chi creò la terra e il cielo,
Tutto vede e tutto regge.
Ma l’adombra un sacro velo,
Cui non lice penetrar.
(parte)

Scena IV
Orfeo, Coro, poi Genio

[N. 28 – Recitativo]
ORFEO
Costanza a me si chiede?
Ah, pria che l’amorosa mia costanza,
Che ‘l mio ardor m’abbandoni,
Si spegnerai le stelle,
Diverrà il sol di gelo,
Le tenebre splendenti, oscuro il cielo!
La beltà, che m’accende,
Invitto il cor mi rende.
Per lei, per vagheggiarla un sol istante,
Con intrepido ciglio
Son pronto ad affrontar ogni perielio.
Non hanno orror per me gli urli feroci
Del trifauce mastin. No, non pavento
L’Eumenidi spietate, il pianto eterno,
La rota, il sasso, il vorator, l’Averno.

[N. 29 – Coro]
CORO
La giustizia in cor regina,
O mortale, ognor ti sia.
Ti sovvenga una divina
Sola essenza di adorar.

[N. 30 – Recitativo]
ORFEO
Dove mi guidi?
GENIO
Vieni,
Vieni, non paventar. Del sacro alloro
Se non cingi la fronte, a te non lice
Di riveder la tua cara Euridice.

[Coro da capo]

ATTO QUARTO

Scena I
I campi inferni
Orfeo, Genio, ombre infelici, poi le furie

[N. 31 – Coro]
CORO
Infelici ombre dolenti,
Cento lustri varcar dobbiamo,
Meste e pallide e languenti,
Senza mai trovar pietà.

[N. 32 – Recitativo]
ORFEO
Che ascolto, oh numi!
GENIO
Queste
Son le voci funeste
Di spiriti sventurati, a cui non lice
Per cento anni varcar il cieco oblio.
Ma sieguimi; Caronte
Nella barca fatale,
Dell’acerbo destino anche a dispetto,
A noi darà ricetto.

[N. 33 – Coro di furie]
FURIE
Urli orrendi, disperati,
Qui si sente ogni momento,
E rimbombi di spavento
Che raddoppiano il penar.

Fremon gli orsi, e i fier leoni
Rugghian; fischiano i serpenti,
E accompagnano i lamenti
Ed il nostro lacrimar.

Terremoti, orrendi tuoni
Nella rea magion del pianto
Sono i tuoni e sono il canto
Che sul l’alma tormentar.

Scena II
Orfeo, Pluto, Genio, Coro

[N. 34 – Recitativo]
ORFEO
O signor che all’ombre imperi,
Il tuo core intenerito
Da quel foco a te gradito,
Dell’amor senta pietà.

[N. 35 – Coro]
CORO
Trionfi oggi pietà ne’ campi inferni,
E sia la gloria e il vanto
Delle lacrime tue, del tuo bel canto.

[N. 36 – Recitativo]
PLUTONE
O della reggia mia ministri eterni,
Scorgete voi per entro all’aer scuro
L’amator fido alla sua donna amante.
Scendi, gentil amante,
Scendi lieto e sicuro
Entro le nostre soglie;
E la diletta moglie
Teco rimane al ciel sereno e puro.
ORFEO
O fortunati miei dolci sospiri!
GENIO
O ben versati pianti!
ORFEO
O me felice sovra gli altri amanti!

Scena III
I campi elisi
Orfeo, Genio, Coro, poi Euridice

[N. 37 – Intermezzo]

[N. 38 – Recitativo]
ORFEO
Quai dolci e care note ascolto!
O dei del cielo, o sommo Giove!
Ond’è cotanta grazia e tanto dono?
GENIO
Ecco la bella tua cara Euridice;
A te sen vien per renderti felice.

[N. 39 – Coro]
CORO
Son finite le tue pene;
Ma se miri la tua sposa,
Perderai l’amato bene,
Non farai che sospirar.

[N. 40 – Recitativo]
GENIO
Sovvengati la legge,
Frena i desiri tuoi,
Se la cara Euridice aver tu vuoi.
EURIDICE
Dov’è il dolce amato sposo,
La soave mia speranza?
Anche in ciel non ho riposo,
Se mi priva del suo amor.
ORFEO
O sempiterni dei!
Pur veggio i tuoi bei lumi e ‘l tuo bel volto,
E par ch’anco non creda agli occhi miei!
EURIDICE
Dunque mortal valor cotanto impetra.
ORFEO
Dell’alto don fu degno
Mio dolce canto e ‘l suon di questa cetra.
GENIO
Oimè, che veggo, oh numi!
Giunto è il momento reo.
Tu sei perduto. Io t’abbandono, Orfeo.
(parte)

Scena IV
I campi inferni
Orfeo solo

[N. 41a – Recitativo accompagnato]
ORFEO
Perduto un’altra volta
Ho ‘l core del mio cor, l’anima mia.
Ah, di me che mai fia!
Non mi veggo d’intorno
Che nembi di spavento.
La reggia del contento
È sparita per sempre, e in un istante
Tornata è la magion del pianto eterno.
Ho nel mio cor l’inferno.

[N. 41b – Aria]
ORFEO
Mi sento languire,
Morire mi sento;
E il fiero tormento
Crescendo già va.

O stelle spietate,
Fieri astri tiranni!
Perché tanti affanni,
Sì gran crudeltà?
(parte)

Scena V
Spiaggia di mare
Orfeo, Baccanti

[N. 42 – Recitativo]
ORFEO
Barbaro, infido amore,
Cessar non vuoi di lacerarmi il core?

[N. 43 – Coro di Baccanti]
BACCANTI
Vieni, vieni, amato Orfeo.
Qui dolente star tu vuoi?
Deh, consacra i giorni tuoi
All’amore e al piacer.

[N. 44 – Recitativo]
ORFEO
Perfide, non turbate
Di più il mio afflitto core.
Io rinunzio all’amore
E ai piacer de’ mortali,
Al vostro sesso imbelle.
BACCANTI
Come? Cosa mai dici?
ORFEO
Sì. Per voi devo trar giorni infelici.

[N. 45a – Coro con Recitativo accompagnato]
BACCANTI
Bevi, bevi, in questa tazza,
Bevi il nettare d’amore.
Ti darà questo licore
Ogni gran felicità.
ORFEO
Oimè che già nel seno
Mi serpe un rio veleno!
Sento mancar la vita. Il ciel s’oscura.
Finirà con la morte ogni sciagura.
BACCANTI
Morto è il tracio cantore.

[N. 45b – Coro]
BACCANTI
Andiamo, amiche, andiamo.
D’insolito furore
S’accende il nostro cor.
L’isola del diletto
Si para a noi davanti;
Ivi cerchiam ricetto,
E non abbiam timor.

[N. 45c – Coro]
BACCANTI
Oh, che orrore! Oh che spavento!
Oh, che fulmini! Oh che tuoni!
Cento furie in sen mi sento;
Siam vicina a naufragar.

FINE DELL’OPERA

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