Glossario



Messa in si bemolle maggiore (Harmoniemesse), Hob:XXII:14

Musica: Franz Joseph Haydn

Organico: soprano, contralto, tenore, basso, coro misto a quattro voci, flauto, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi e continuo (organo)
Composizione: 1802
Prima esecuzione: Eisenstadt, Bergkirche, 8 settembre 1802
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1808

Struttura musicale

  1. Kyrie - Poco Adagio (si bemolle maggiore)
  2. Gloria
  3. Credo
  4. Sanctus
  5. Benedictus
  6. Agnus Dei - Adagio (sol maggiore)

Guida all'ascolto (nota 1)

La Harmoniemesse è l'ultima delle messe di Haydn, nonché l'ultima sua opera di grandi proporzioni. Successivamente si sarebbe dedicato all'adattamento di alcuni canti scozzesi e alla stesura di un nuovo quartetto per archi lasciato incompiuto. Conclusa nel 1802, quando Haydn aveva compiuto i settanta anni, la composizione della Harmoniemesse, che seguiva a quella poderosa delle Stagioni (1801), lasciò stremato il vecchio musicista. Il titolo fu dato alla messa non da Haydn, né a causa di una speciale caratteristica armonica del lavoro, ma per il significato del termine tedesco Harmonie che può designare il complesso degli strumenti a fiato o la banda. Nella Harmoniemesse, infatti, Haydn fa un uso generoso e impegnativo di strumenti a fiato, reso possibile dalla disponibilità dei molti valorosi strumentisti alla corte degli Esterhàzy. Tutte le sei ultime messe di Haydn, concepite come delle grandi sinfonie corali scritte per la gloria di Dio, presentano e sviluppano i loro temi secondo una dialettica tipicamente sinfonica, e sono costruite, al pari delle sinfonie, in modo che i movimenti interagiscano l'un con l'altro contrastando nelle indoli e nei tempi. I quattro solisti non vengono impiegati in lunghe ed elaborate arie, ma quali semplici elementi di colore, accanto a quelli forniti dall'orchestra e dal coro. Così accadde nella Harmoniemesse, in cui però la materia vocale appare ulteriormente contenuta e semplificata in favore della scrittura orchestrale, di più sofisticati procedimenti tonali, dell'enfasi del discorso sinfonico (sebbene lo schema formale resti più o meno quello delle altre messe). Sono da notare, soltanto, la sezione unica del Kyrie (Poco adagio), che di solito è duplice (un'introduzione lenta e un allegro), e la mancanza dell'adagio centrale alle parole "Qui tollis" nel Gloria (che presenta in successione un Vivace assai, un Allegretto e un Allegro spiritoso). La Harmoniemesse fu eseguita la prima volta a Eisenstadt, l'8 settembre 1802.


(1) Testo tratto dal Repertorio di Musica Classica a cura di Pietro Santi, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 2001

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Ultimo aggiornamento 7 maggio 2016
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