Glossario



Messa in do maggiore "in tempore belli" (Paukenmesse), Hob:XXII:9

Musica: Franz Joseph Haydn

Organico: soprano, contralto, tenore, basso, coro misto a quattro voci, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi e continuo (organo)
Composizione: 1796
Prima esecuzione: Vienna, Piaristen (Maria Treu-Trost) Kirche, 26 dicembre 1796
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1802

Struttura musicale

Kyrie
Gloria
Credo
Sanctus
Benedictus
Agnus Dei

Guida all'ascolto (nota 1)

La Missa in tempore belli, del gruppo delle sei ultime messe di Haydn, fu composta nel 1796. II suo primo titolo deriva evidentemente dalle circostanze belliche, mentre l'altro (Paukenmesse) dagli effetti strumentali ricorrenti nella composizione. La preghiera di pace, cioè l'Agnus Dei, con cui termina anche la Missa in tempore belli, è accompagnata infatti da trombe e tamburi, suoni che erano divenuti familiari nell'Europa del vecchio Haydn, sconvolta prima dalla rivoluzione francese, poi dalle imprese napoleoniche.

La situazione dell'Europa negli anni 90 è riflessa anche nella successiva messa haydniana, la Nelsonmesse (del 1798): tuttavia, nonostante gli effetti particolari, che intendono richiamare immagini marziali, anche queste due messe, come le altre del gruppo, sono intonate a un sentimento profondamente religioso e devozionale. Le sezioni contrastanti delle singole parti hanno molto in comune con i movimenti contrastanti accostati da Haydn nelle sinfonie. L'attacco del Kyrie (Largo), precedente l'Allegro moderato poi sviluppato per 93 battute, è, per esempio, di netta concezione sinfonica, nonostante la partecipazione delle voci. Ma i contrasti dipendono anche dal senso dei testi, che esigono ora lentezza, ora scorrevolezza, ora vivacità. Così il "Qui tollis", nel Gloria, vuole essere intonato lentamente, in diversa tonalità fra le due sezioni rapide, su le parole "Gloria in excelsis Deo" e "Quoniam tu solus sanctus", che nella Paukenmesse sono rispettivamente un Vivace e un Allegro in do maggiore, mentre l'Adagio centrale è in la maggiore. Struttura simile ha anche il Credo, che chiede lentezza alle parole "Et incarnatus", e dinamicità all'inizio, nonché nuovamente alle parole "Et resurrexit": nella Paukenmesse le sezioni sono, nell'ordine di successione, un Allegro in do maggiore, un Adagio in do minore, un Allegro seguito da un Vivace fugato ("Et vitam venturi"), entrambi ancora in do maggiore; l'idea della resurrezione è forse adombrata dai disegni ascendenti, ricorrenti a partire dall'Adagio. Dopo il semplice Adagio del Sanctus, nella tonalità d'impianto della Messa e l'Andante del Benedictus, ivi in do minore, viene a concludere l'opera l'Agnus Dei (di cui si è detto), con le sue militaresche suggestioni. L'esecuzione ebbe luogo a Vienna, forse per la prima volta, il 26 dicembre 1796.


(1) Testo tratto dal Repertorio di Musica Classica a cura di Pietro Santi, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 2001

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Ultimo aggiornamento 6 maggio 2016
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