Glossario



Sinfonia n. 21 in la maggiore "Brukinthal", Hob:I:21

Musica: Franz Joseph Haydn
  1. Adagio (la maggiore)
  2. Presto (la maggiore)
  3. Minuetto (la maggiore) e Trio (la minore)
  4. Finale: Allegro molto (la maggiore)
Organico: 2 oboi, fagotto, 2 corni, clavicembalo, archi
Composizione: Eisenstadt, 1764
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1907-1933 in Mandyczewski: J. Haydn Werke

Guida all'ascolto (nota 1)

La Sinfonia n. 21 fu composta nel 1754: appartiene, cioè, a quel secondo periodo dell'attività creatrice di Haydn - che il Geiringer delimita dal 1760 al 1769 - in cui il musicista precisa man mano le caratteristiche originali del suo stile sinfonico, nell'intento di creare una nuova sintassi musicale da contrapporre a quella dell'antica Fuga - la sintassi dello «sviluppo» tematico consistente nel dedurre le più ampie, impensate conseguenze da brevi motivi iniziali o «temi», e nell'opporre tali temi tra loro, in senso ritmico, melodico, armonico e timbrico, in modo da conferire, specialmente nel movimento iniziale, un carattere dialettico al discorso.

Invece di un fecondo principio costruttivo atto ad assicurare l'unità dell'architettura musicale, i predecessori immediati di Haydn vedevano nella Fuga la manifestazione di un arido formalismo accademico: col risultato che la musica rischiava la perdita della struttura nella successione di motivi, temi, disegni melodici senza rapporto tra loro. Haydn fu forse il primo, in una simile situazione carente, ad avvertire la necessità di infondere al nuovo linguaggio la logica interna di cui era dotata la Fuga. Così alla reazione «espressivistica» dei preclassici a quel formalismo, successe la reazione haydniana consistente nell'organizzazione razionale dei mezzi d'espressione. In questa sua attitudine «critica» Haydn fu ben in armonia con lo spirito dei contemporanei enciclopedisti: un uomo aderente alle aspirazioni più progressiste del suo tempo. Oltre al primo movimento, gli altri movimenti sinfonici riceveranno da lui una sistemazione formale che rimarrà quasi immutabile, fino a quando il «terzo» Beethoven non schiuderà vie nuove.

Forse nella Sinfonia in programma l'evoluzione verso la razionalizzazione ideale del pensiero musicale non è ancora completamente cosciente nella mente dell'Autore, ma noi possiamo provare il piacere di seguire il processo nel suo farsi, come in una «scoperta».

Nicola Costarelli


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 14 novembre 1969

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Ultimo aggiornamento 7 marzo 2013
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