Glossario



Sinfonia n. 31 in re maggiore "mit dem Hornsignal" (col segnale del corno), Hob:I:31

Musica: Franz Joseph Haydn
  1. Allegro (re maggiore)
  2. Adagio (sol maggiore)
  3. Minuetto (re maggiore) e Trio
  4. Finale: Moderato molto (re maggiore) e 7 variazioni; Presto
Organico: flauto, 2 oboi, fagotto, 4 corni, clavicembalo, archi con violino violinocello e contrabbasso concertanti
Composizione: Eisenstadt, 13 Settembre 1765
Edizione: Forster, Londra, 1786 ?

Guida all'ascolto 1 (nota 1)

La personalità di Haydn giganteggia in tutti i settori della musica e a lui va il merito di aver condotto la composizione strumentale, con la densità delle sue strutture dialettiche e con lo sviluppo della forma-sonata, fuori dalle ingenuità dello stile galante. Egli è stato il pioniere del quartetto d'archi e della sinfonia, il rinnovatore dell'oratorio di stile haendeliano, il compositore versatile di opere serie e comiche secondo il gusto italiano, il creatore di una forma pianistica che consegnò al titanismo beethovernano. L'attività musicale di Haydn è vasta e complessa e passa dalle invenzioni giocose e brillanti dei suoi divertimenti allo splendore preromantico dei pezzi orchestrali e dei grandi e fastosi oratori, che contribuirono alla definizione dell'opera lirica agli inizi dell'Ottocento.

Secondo i dati musicologi più recenti, raccolti nel 1957 nel "Thematisch bibliographisches Werkverzeichnis" di Antony van Hoboken, la produzione di Haydn comprende 108 sinfonie, 16 ouvertures, 47 divertimenti per orchestra e per complessi strumentali vari, 83 quartetti per archi, 32 concerti per diversi strumenti solisti e orchestra, 52 sonate per pianoforte, 8 sonate per violino e clavicembalo, 31 trii per pianoforte, violino e violoncello, 126 trii per baryton (un vecchio tipo di viola da gamba), 14 messe, vari brani sacri, cantate, arie e Lieder, 18 opere teatrali, 5 opere per marionette, 3 oratori (Il ritorno di Tobia, La creazione e Le stagioni). Naturalmente oltre alla quantità nella musica di Haydn conta la qualità, che punta sulla organizzazione razionale del mezzo espressivo, con l'allargamento delle basi dello "sviluppo" sonoro, inteso come mutazione sia melodica che armonica e ritmica, così da intensificare l'uso delle progressioni e delle modulazioni quali elementi di un vivace e serrato procedimento dialettico.

Abitualmente il corpus sinfonico di Haydn viene suddiviso in tre gruppi che si fanno coincidere con i luoghi dove l'autore svolse la sua attività. Il primo periodo sinfonico, definito genericamente giovanile, comprende le opere dal n. 1 al n. 5 scritte tra il 1759 e il 1760, durante l'anno in cui il musicista fu al servizio del conte Morzin a Lukavec. Queste sinfonie, elaborate per un organico strumentale ristretto comprendente gli archi con due oboi e due corni, riflettono lo stile galante del tempo, anche se si avverte l'insegnamento dei maestri italiani, da Vivaldi a Sammartini. Il secondo momento della produzione sinfonica haydniana coincide con i lunghi anni di lavoro (quasi trenta) presso la famiglia dei principi Paul e Nikolaus Joseph Esterhàzy, particolarmente operosi e fecondi, con una sistemazione economica abbastanza tranquilla, pur ricoprendo una posizione di servitore, in quanto aspettava ogni giorno dai suoi padroni l'ordinazione di un pezzo musicale che doveva essere eseguito subito dall'orchestra della cappella (dai sedici ai ventidue strumentisti più i cantanti) che il compositore dirigeva nel fastoso castello in stile rococò, una specie di Versailles all'estremità meridionale del lago di Nausiedl, chiamato appunto Esterhàz. Si parla di un blocco di ottantasette sinfonie, che vanno dal n. 6 del 1761 al n. 92 del 1788 e rivelano una maggiore varietà espressiva accompagnata da un ampliamento dell'orchestra, che aggiunge un fagotto, un flauto, una tromba e i timpani, fino a stabilizzarsi poi nel tipico organico haydniano, utilizzato anche da Beethoven (flauto, due oboi, due fagotti, due corni, due trombe, timpani e archi).

Non c'è dubbio però che le sinfonie comprese tra il n. 93 e il n. 104 e composte a Londra fra il 1791 e il 1795 (è il terzo periodo sinfonico che si identifica con l'acclamata tournée di Haydn nella capitale britannica, organizzata dal violinista Johann Peter Salomon, vissuto tra il 1745 e il 1815) rappresentino la fase culminante dell'attività creatrice del musicista, meritevole a giusta ragione del titolo di "padre della sinfonia". Infatti "La sorpresa" (n. 94), la "Militare" (n. 100), "La Pendola", detta anche "L'orologio" (n. 101), "Il rullo di timpani" (n. 103), la "Salomon" (n. 104), tanto per indicare qualche titolo, costituiscono i punti di riferimento essenziali di quella costruzione sinfonica di solido impianto che avrebbe influenzato nella linea e nella forma di linguaggio la vita musicale del tempo, a cominciare da Mozart, Beethoven e Schubert, anche se il rapporto tra Haydn e Mozart è favorevole al salisburghese per una maggiore intensità di espressione: nel 1788 Mozart già aveva composto le sue ultime grandi sinfonie.

La Sinfonia in re maggiore n. 31 si distingue per la presenza nell'organico strumentale di quattro corni che imprimono un'atmosfera di caccia, come è indicato nel sottotitolo della composizione scritta nel 1765 e appartenente quindi al secondo periodo del corpus sinfonico del musicista. L'Allegro iniziale si apre con un tema di fanfara di intonazione aperta e cordiale, al quale subentra un secondo tema più esuberante e brillante. Una terza frase ha un tono descrittivo con l'assolo del flauto, sorretto dalle armonie dei violini. L'Andante si svolge su un ritmo di siciliana con violino, violoncello e corni da una parte e "ripieno" dall'altra. La lunga melodia assume riflessi timbrici diversi e piacevoli. Il Minuetto vede ancora i corni in netta evidenza, con trovate ritmiche di felice invenzione, specie nel trio. L'ultimo tempo segue lo schema del tema e variazioni e permette ai vari strumenti, tra cui il contrabbasso e i corni, di emergere nella loro specificità sonora. Nelle ultime battute si riascolta il segnale del corno del primo tempo.

Guida all'ascolto 2 (nota 2)

Le sinfonie ispirate alla caccia erano un genere abbastanza diffuso nel XVIII secolo. Se ne ricorda una, tutt'oggi eseguita, di  Leopold  Mozart, padre di Wolfgang Amadeus. Haydn ne scrisse due, la n. 31 e la n. 73. La n. 31 fu presumibilmente composta ed eseguita nel castello di Eisenstadt nel 1765. Essa assecondava, del resto, uno degli sport favoriti dai principi Esterhazy, e di Haydn stesso, entusiasta cacciatore. La Sinfonia comincia con due successivi richiami di corni, come a distanza, e l'intero movimento è poi dominato da questi gioiosi appelli e dai loro caratteristici ritmi; anche il tema secondario, esposto da un breve e vivace disegno a scala del flauto, è presto inghiottito dai variati ritorni dei segnali di corno. Il melodico, delizioso Adagio si sviluppa a partire da una frase del violino solo concertante, col quale, più avanti, il violoncello concertante intreccia un duetto di una delicatezza tutta rococò, finché del tema si appropriano i quattro corni eccezionalmente in organico, in un passaggio che chiede al primo di essi di spingersi fino al re acuto. Il gagliardo, Minuetto è basato su un tema che comincia con un salto d'ottava come il segnale di corno nel primo movimento. Il Finale consiste in sette variazioni su un tema Moderato molto, suggellate da una rapida coda (Presto), nello spirito più del divertimento che della sinfonia. Il tema è enunciato dai violini all'unisono; la prima variazione è affidata ai due oboi e ai due corni accompagnati dagli archi; la seconda al violoncello concertante con gli archi; questi accompagnano ancora la leggera e spumeggiante variazione successiva del flauto; nella quarta variazione sono impegnati i quattro corni, e nuovamente il primo di essi si spinge il regione acuta; nella quinta variazione toccano al violino concertante grazia squisitezza; la sesta è di nuovo assegnata al flauto supportato dai quattro corni; l'ultima al violoncello solo; la brillante conclusione spetta infine all'intera orchestra, che riconduce i vigorosi ritmi dei segnali di corno caratterizzanti l'inizio della Sinfonia. Non segnato in partitura, ma presupposto dalla prassi esecutiva è l'impiego di un fagotto e di clavicembalo per la realizzazione del basso continuo.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 25 aprile 1987
(2) Testo tratto dal Repertorio di Musica Classica a cura di Pietro Santi, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 2001

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Ultimo aggiornamento 20 gennaio 2012
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