Glossario



Sinfonia n. 53 in re maggiore "L'Imperiale", Hob:I:53

Musica: Franz Joseph Haydn  
  1. Largo maestoso (re maggiore); Vivace
  2. Andante (la maggiore)
  3. Minuetto (re maggiore) e Trio
  4. Finale. Capriccio. Moderato - Presto
Organico: flauto, 2 oboi, fagotto (anche 2 fagotti), 2 corni, timpani, archi
Composizione: Eisenstadt, 1778/79
Edizione: Blundell, Londra, 1781 o 1782

Guida all'ascolto (nota 1)

La Sinfonia in re maggiore, composta tra il 1778 e il 1780, reca come titolo "L'imperiale" in quanto vuole essere un omaggio all'imperatrice Maria Teresa dopo una visita compiuta al castello Esterhàzy, dove Haydn svolgeva le mansioni di musico di corte. Secondo alcuni biografi il compositore avrebbe dedicato questa sinfonia all'imperatrice Maria Teresa in occasione della proclamazione di sua figlia, Maria Antonietta, a regina di Francia. In effetti la sinfonia, che ebbe larga popolarità dopo l'esecuzione nella stagione dei concerti londinesi del 1781, presenta nel primo movimento (Largo maestoso) un carattere solenne e pomposo dopo una introduzione dall'atmosfera sospesa e di preparazione dell'allegro. Il tema principale ha una energia martellante e a note staccate e da esso si diparte uno sviluppo pieno di eleganti chiaroscuri, con vari frammenti evidenziati da una vivace strumentazione per fiati. L'Andante successivo somiglia ad un'aria francese, di piacevole linea melodica. Il tema viene esposto prima dai soli violini, poi dai flauti, dal fagotto e infine da tutta l'orchestra, in una graduale ascesa verso la luce. Dalla parentesi idilliaca dell'Andante si passa al Minuetto ben marcato, con un interessante sviluppo in pianissimo su un pedale dei corni. Di intonazione pastorale è il Trio, il cui motivo è indicato dal flauto. Forse il passaggio di maggiore effetto è nella seconda parte del Minuetto, dove, dopo una pausa, la musica ritorna languidamente alla tonica, con un generoso accompagnamento di fiati. Il Finale può essere considerato un rondò con variazioni, dallo stile brillante e punteggiato dal canto spiegato degli archi, secondo il modello haydniano. Si sa che il compositore scrisse quattro finali per questa sinfonia: il primo fu composto come ouverture di un'opera mai scritta; il secondo fu scoperto negli archivi Esterhàzy ed è quello comunemente eseguito nei concerti; il terzo è apocrifo, mentre il quarto è ricavato da una copia non originale della Sinfonia "Imperiale" e aggiunto ad una edizione della partitura apparsa in Francia.

Ennio Melchiorre


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 13 dicembre 1991

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Ultimo aggiornamento 23 settembre 2011



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