Glossario



Sonata n. 48 in do maggiore per pianoforte, op. 70, Hob:XVI:48

Musica: Franz Joseph Haydn
  1. Andante con espressione
  2. Rondo. Presto
Organico: clavicembalo o pianoforte solo
Composizione: Eisenstadt, Esterhàza, 5 aprile 1789
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1789
Dedica: Ch. G. Breitkopf

Guida all'ascolto (nota 1)

Composta al più tardi nel 1789 su richiesta dell'editore Breitkopf (e quindi destinata al pubblico indifferenziato degli 'amatori'), la Sonata in do maggiore n. 48 presenta la stessa riduzione del ciclo di sonata che Haydn aveva opportunamente adottato nel 1784 per le tre Sonate dedicate alla principessa Maria Esterhàzy. Essa consta, pertanto, di due soli movimenti. Il primo è un Andante con espressione tutto giocato sulla variazione intensiva di un'unica idea musicale, la cui continua oscillazione dal maggiore al minore si apre a una liberatoria modulazione in la bemolle maggiore solo poco prima della conclusione.

Il secondo movimento è un Rondò basato, viceversa, sullo sviluppo di un elemento tematico di travolgente vitalità motoria: il che impone, anche per contrasto col movimento precedente, un superamento della staticità della forma di rondò in direzione di un'articolazione armonica più complessa, derivata dalla forma-sonata.

E' chiaro che un così netto contrasto di dimensioni espressive e formali tende alla piena fungibilità di questa Sonata da parte di ogni buon dilettante, cui infatti si offre la possibilità di esercitare partitamente il gusto e la mano. Ciò tuttavia non impedisce a Haydn di continuare ad attuare sottilmente la corrispondenza fra micro e macrostruttura, fra singolo movimento e ciclo di sonata, esemplificata dalla Sonata n. 32. Già significativa, al proposito, è l'anticipazione della struttura iterativa dell'Andante nella configurazione del suo tema, il quale si costruisce precisamente per successive iterazioni variate dell'intervallo ascendente che suggella il penetrante motivo iniziale. Ma ancor più significativo è il fatto che anche il tema del Rondò implica l'iterazione variata dell'intervallo discendente su cui s'appoggia il suo motivo d'avvio. All'iterazione precedente ne corrisponde dunque una di segno contrario, che - tanto affermativa quanto l'altra era inquisitiva - riproduce nel dettaglio il carattere antinomico dei due movimenti della Sonata.

Claudio Annibaldi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 15 marzo 1974

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Ultimo aggiornamento 9 marzo 2014
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