Glossario
Guida all'ascolto



Cardillac, op. 39

Testo del libretto (nota 1)

ATTO PRIMO
Scena prima
Una ampia piazza nella città; da ogni lato si dipartono delle strade. Una folla agitata in semicerchio.
[N. 1 Introduzione e coro]
POPOLO
Mörder! Mörder
Verborgen! Wo?
In der Luft?
Mit Wundermänteln
fliegend im Wind!
Unter der Erde?
Aufrauschend Nachtgetier!
Assassini! Assassini!
Nascosti! Dove?
In aria?
Volano al vento
con dei mantelli stregati!
Sotto terra?
Frusciante genia notturna!
(La folla si sparpaglia da tutte le parti, come in preda al panico e al terrore.)
Wir fliehen auseinander.
Unsichtbar schleichend,
Wand entlang,
Winkel geteilt.
In Stäubchen, jeder allein.
Fuggiamo da tutte le parti!
Filiamo via, invisibili,
rasentando i muri.
Ci volatilizziamo,
ciascuno per sé.
(La folla si ricrede, torna indietro, si ammassa nuovamente)
Zusammen rollen wir:
Ein Leib!
Ein Kopf!
Ein Auge!
Eine Faust!
Sind wir nicht
wir selbst:
Paris, die Stadt!
Ci riuniamo in un blocco:
un corpo,
una testa,
un occhio,
un pugno!
Non siamo
noi stessi?
Parigi, la città!
(La folla va avanti compatta)
UNO
Und wenn ein Toter
in den Straßen still liegt ...
E quando un morto
giace nelle strade…
PARECCHI
So tobten wir
gegen uns.
Und wenn wir jammern
über das schleichende Leid,
so weinten wir
über uns.
È contro noi stessi
che ci scateniamo.
E quando gemiamo
su questo male sornione,
piangiamo
su noi stessi.
(La folla riflette: l’assassino deve essere in mezzo a loro. Essi cercano fra loro, ognuno diffida dell’altro.)
TUTTI
Mörder!
Unter uns, zwischen uns!
Greift ihn!
Werft ihn in die Höhe
wie einen Ball!
Assassino!
Tra di noi, fra di noi!
Afferratelo!
gettatelo all’aria
come una palla!
(Viene afferrato uno, e trascinato avanti: un povero giovane tutto tremante)
Wir halten ihn,
den Einen.
Bereust Du? Zu spät!
Erzähle,
wie viele der Morde?
Zehn, dreißig, hundert?
Lo abbiamo preso,
è lui!
Ti penti? Troppo tardi!
Raccolta,
quanti omicidi?
Dieci, trenta, cento?
(La folla esamina la sua vittima)
Ein Muttersöhnchen,
milch-, nicht blutgetränkt!
Un bambino, coccolato dalla mamma,
nutrito con il latte e non con il sangue!
(La folla lo lascia perdere, ne afferra un altro, quello incapace di comprendere si lascia prendere senza resistenza)
Knie nieder, beichte!
Hier ist der Beichtstuhl.
Er redet nicht? Schweigt!
Ein Taubstummer.
In ginocchio, confessa!
Questo è il confessionale.
Non parla? Tace!
È sordo-muto!
(La folla se ne allontana indignata, e si rivolge verso uno che ride)
Wer lacht, verrät sich.
Gerichtshof tage!
Hier Richter! Da Henker!
Chi ride si tradisce.
Tribunale, riunisciti!
Ecco, i giudici, i carnefici!
(La vittima della folla ride rempre di più)
Ein Narr! Un sempliciotto!
(La folla si divide in due. I due Gruppi eccitandosi, cercano di sopraffarsi)
PRIMO GRUPPO
Viele sind die Mörder!
Du! Du! Du! Ihr alle!
Sono molti gli assassini!
Tu, tu, e tu! Voi tutti!
SECONDO GRUPPO
Nein! Du! Ihr andern alle No, tu! Voi altri!
PRIMO GRUPPO
Mit Messern zerfetzt sie! Dilaniateli a coltellate!
SECONDO GRUPPO
Mit Steinen bedeckt sie! Colpiteli con le pietre!
PRIMO GRUPPO
Wir atmen auf,
wenn diese den Raum
nicht mehr füllen.
Respireremo
quando costoro
non ci intralceranno più.
SECONDO GRUPPO
Wir begrüßen die Sonne,
wenn jene verzehrt sind.
Ah!
SECONDO GRUPPO
Potremo salutare il Sole
solo quando costoro saranno sterminati.
Ah!
(Entrambi i gruppi sono disposti a lottare. Entra un ufficiale della polizia municipale; la folla si calma)
[N. 2 Scena con coro]
L’UFICIALE DI POLIZIA
Über euch allen,
die Ordnung erschaffend,
gebend, verteilend,
ist aber der König.
Al di sopra di voi tutti,
creando l’Ordine,
istaurandolo e ripartendolo,
si trova il Re.
POPOLO
(insorgendo)
So soll der König ... Allora il re deve...
L’UFICIALE DI POLIZIA
Der König soll nie –
aber er will.
Il Re non “deve” mai.
Però il Re vuole.
(La folla sta in ascolto)
Eingesetzt wird
ein neuer Gerichtshof:
die brennende Kammer.
Wenn Väter vergiftet
werden von Söhnen,
so ist Untersuchung
durch die brennende Kammer.
Wenn von Eifersucht Getriebne
zu Hexen gehn
und ein Bild der Geliebten
dem Wachs aufdrücken
und das Bild durchstechen,
daß in der Ferne
die Geliebte verächze,
so urteilt
die brennende Kammer.
Wenn Diebe
die Träger von Schmuck erstechen
in finstern Winkeln,
so werden sie angehaucht
vom Feueratem
der brennenden Kammer.
È instaurato
un nuovo tribunale:
la Camera Ardente.
Quando i padri sono
avvelenati dai figli,
il caso è istruito
dalla Camera Ardente.
Se coloro che sono tormentati dalla gelosia
consultano delle streghe
e forgiano nella cera
l’immagine dell’amata,
poi la perforano
in modo che, lontano,
l’amata deperisca...
è la Camera Ardente
che giudica.
Se dei ladri pugnalano
chi porta dei gioielli
negli angoli oscuri,
sentiranno su loro
il soffio folgorante
della Camera Ardente.
(L’ufficiale esce. La folla esulta, soddisaftta)
POPOLO
Zur Tagesarbeit!
An die Gewerke!
Al lavoro!
Riprendiamo la nostra opera!
(La folla si scioglie lentamente. L’orefice Cardillac entra da una strada)
Sst! Sst!
Der Goldschmied, unser Ruhm!
Befleckt durch unsre Schande!
Grüßt tief!
Öffnet ihm einen Weg!
Cardillac!
Sss! Ssst!
È l’orefice, la nostra gloria,
Infangato dalla nostra vergogna!
Salutatelo ben chini!
Fategli largo!
Cardillac!
(La folla gli fa spazio. Cardillac saluta appena, e se ne va. Da una delle strade nello stesso tempo arriva una portantina; La dama, che vi siede dentro, è incuriosita del rispetto che vede da parte della gente, e non capisce. Un cavaliere viene avanti; saluta la Dama. Ella gli fa cenno di avvicinarsi; egli inchinandosi, si affretta a raggiungere la lettiga. La folla si spegne lentamente, mentre i due cominciano a parlare, così benpresto restano soli.)
[Nr. 3 Scena a due]
LA DAMA
Wer ging vorbei,
verehrt fast wie ein Gott?
Chi è appena passato,
venerato quasi come un dio?
IL CAVALIERE
Nicht ganz Hephästus war‘s,
jedoch ein Goldschmied wie dieser:
Cardillac.
Sein Schmuck erreicht den Prunk
der Meister von Florenz
und übertrifft ihn.
Non proprio come Efesto,
ma un orefice come lui:
Cardillac!
Le sue opere sono splendide
come quelle dei maestri fiorentini,
addirittura le superano.
LA DAMA
Am Hof
hört‘ ich von ihm reden.
Indes das Schöne will
mit eignen Augen
gesehen sein.
Alla Corte
ho sentito parlare di lui.
Tuttavia la bellezza esige
che la si veda
con i propri occhi.
IL CAVALIERE
(con fare galante)
Wie Eure Schönheit stets
von neuem mich erstaunt.
Die Lippen sind gewölbt
dem Bogen gleich,
vor Cupido gespannt,
jedoch der Pfeil entfliegt dem Aug‘
und trifft das Herz.
È la vostra bellezza
che sempre mi lascia stupito.
Le vostre labbra sono ricurve
come l’arco
usato da Cupido.
I vostri occhi scoccano frecce
che mi colpiscono in pieno cuore.
LA DAMA
(con indifferenza, come se non avesse sentito)
Mir schien der Ehrfurcht,
die das Volk ihm zollte,
auch Mitleid zugesellt?
La venerazione
che gli manifestava il popolo
mi sembrava mista a pietà.
IL CAVALIERE
Die Spangen,
die wunderbaren Gehänge,
das in Gold von ihm Gewob‘ne,
das in Silber Versenkte,
alles wird befleckt
mit Blut. -
I bracciali,
le collane meravigliose,
tutto quel che tesse in oro
e cesella in argento,
tutto ciò è imbrattato
di sangue.
LA DAMA
(con curiosità, allarmata)
Mit Blut? Di sangue?
IL CAVALIERE
(raccontando)
Ein Käufer kommt zu Cardillac,
geht mit dem Schmuckstück
jubelnden Herzens.
Plötzlich wird er umschwirrt,
die Luft um ihn ertost,
ein Schatten steigt
vom Hintergrunde auf.
Der Besitzer,
versunken noch in Schönheit,
verwirrt, geschwächt -
sein Fuß versucht zu fliehn.
Schon ist ihm aber
ein Dolch gestoßen ins Genick.
Der Mörder raubt den Schmuck
und, wie ein Geier,
verschwindend in die Höh‘,
trägt ihn davon.
Un cliente si reca da Cardillac,
e se ne va con un monile,
il cuore in festa.
D’un tratto
un tumulto lo assale,
un’ombra si staglia
dietro di lui.
Il possessore felice,
rapito ancora da tanta bellezza,
agitato, debilitato,
tenta la fuga.
Ma già tra le sue spalle...
è piantata una daga!
Come un rapace,
l’assassino strappa il monile.
Scomparendo su nel cielo,
lo porta lontano.
LA DAMA
Paris seufzt
unter der Fülle von Verbrechen.
Parigi geme
sotto il peso dei crimini.
IL CAVALIERE
Doch keine sind
geheimnisvoll wie diese.
Die Diebe, einig unter Sich,
vielleicht umstehen sie
die Handwerkstatt
des armen Cardillac.
Sie lauern.
Gleich geht der Ruf,
so wie ein Vogelpfiff,
von einem End‘ der Stadt zum andern:,
Dieser hat den Schmuck!
Ermordet ihn!“
Ma nessuno è avvolto
di mistero come questi.
I ladri sono in combutta
e si appostano, forse,
attorno alla bottega
del povero Cardillac.
Lo spiano.
E subito si passano la parola,
come un colpo di fischietto,
da un capo all’altro della città.
“Quest’uomo ha un monile!
Uccidetelo!”

LA DAMA
(immobile, gli occhi semichiusi)
Wer wagt zu kaufen noch? Chi osa ancora comprare da lui?
IL CAVALIERE
Angezogen
vom überirdisch Schönen
geht wieder einer hin –
und wird ermordet.
Attratti
dalla bellezza soprannaturale
ve ne sono che ritornano
e si fanno uccidere.
(Pausa. Silenzio. Il Cavaliere guardandola pieno di amore. Essa medita: poi ha un’idea e sorride)
LA DAMA
Ihr -
liebt mich?
E...
mi amate?
IL CAVALIERE
Mehr
als mein Leben!
Più
della mia vita
LA DAMA
Ihr -
fürchtet nichts?
Non
avete paura di nulla?
IL CAVALIERE
Nichts,
auch nicht den Tod!
Di nulla,
neanche della morte!
LA DAMA
(in tono imperioso)
So bringt mir
das Schönste,
was Cardillac je schuf!
Heute um Mitternacht
steht meine Tür
Euch offen.
Und Bogen des Munds
und Pfeil des Blicks
sind Euer Eigentum.
Allora portatemi
la più bella parure
mai creata da Cardillac!
Questa notte a mezzanotte,
la mia porta sarà
aperta per voi.
E l’arco della mia bocca
e le frecce dei miei occhi
saranno di vostra proprietà.
(Rapidamente dà un ordine alla sua lettiga di riportarla via; saluta sorridendo. Il Cavaliere da solo in mezzo alla scena.)
[Nr. 4 Aria]
IL CAVALIERE
(barcollando)
Wagschalen dieser Welt!
Auf der einen liegt
die Nacht der Liebe,
und auf der andern
die Nacht des Todes.
Jene ist gefügt
aus fliehenden Stunden;
aber die andre Nacht
hat das Gewicht
der dunklen Ewigkeit.
Piatti della bilancia di questo mondo!
Su uno,
la notte dell’amore,
e sull’altro,
la notte della morte.
Una è fatta
di ore fugaci,
ma l’altra notte
è carica
di tutto il peso dell’oscurità eterna
(guardandosi attorno con angoscia)
Sind die Mörder
schon in Bewegung?
Ist ihr Ohr
geklebt am Boden?
Folgt schon ihr Tumult
meinem taumelnden Schritt?
Gli assassini
sono già in moto?
Hanno l’orecchio
incollato al suolo?
Il loro tumulto segue già
il mio paso febbrile?
(risoluto, esultante)
Mein Herz
ist Zeiger der Wage.
Ich eile,
hol den Schmuck
und stürze an ihr Bett.
Und die Schale der Liebesnacht
sinkt Seligkeit-beladen.
Il mio cuore
è l’ago della bilancia.
Corro a prendere
il monile
e mi precipito nel suo letto.
E il piatto della notte d’amore
si abbasserà sotto il peso della felicità.
(Corre via. Il sipario cala rapidamente)
Scena seconda
Camera da letto della Dama. Davanti a sinistra, il letto; anteriormente un tavolo, con sopra delle rose e una lampada accesa. A destra una porta; posteriormente a destra una finestra aperta, attraverso la qualesi vede il parco notturno. La Dama giace sul letto e legge.
[Nr. 5 Lied]
LA DAMA
Die Zeit vergeht,
Rose zerfiel.
Il tempo vola,
la rosa è appassita.
Der Nachtwind weht
um meine Lippen kühl.
Il vento notturno soffia,
il freddo, sulla mie labbra.
(ascolta)
Ist er schon hier?
Sofort verlaß
die Oberwelt
Will unter ihm,
von ihm allein
unendlich tief
begraben sein.
Küß ich die Luft?
Still‘ ich die Glut?
Geöffnet lieg ich
bis aufs Blut.
Und sterbe hin
durchbohrt, verzehrt,
begehrend, daß er
mich begehrt.
Doch alles steht
stumm in der Welt.
Nur Nachtwind weht
durch meine Lippen kühl.
È di già lui?
Lascio di già
questo futile mondo che odio.
Voglio, sotto di lui
e da lui solo,
essere seppellita
al più profondo.
Sto baciando l‘aria?
Sto smorzando le braci?
Giaccio,
aperta a sangue.
E deperisco,
trafitta, consumata,
desiderando
che mi desideri.
Ma tutto resta
muto e immobile nel mondo.
Soffia solo il vento notturno,
freddo, dalle mie labbra.
(Ella abbandona la speranza che egli venga, e spossata si sdraia e si addormenta. Solo il silenzio e la dolcezza della notte regnano nella camera.)
[Nr. 6 Duetto per due flauti]
Pantomima
La porta si apre silenziosamente: entra il Cavaliere. Egli vede la Dama che dorme, chiude cautamente la porta, per cui essa si sveglia: incanto di entrambi. Egli vuole parlare, ella, mettendo un dito sulla bocca, gli fa segno di tacere. Egli le si avvicina rapidamente. Ma ella gli fa un gsto di rifiuto. Lo guarda stupito, come per chiedergli: “Viene di notte? Che audacia”, ed egli come per scusarsi: “Non lo ha desiderato proprio lei?…” Egli tira fuori da sotto l’abito il gioiello di Cardillac, e glielo presenta con un inchino; ella prende il dono. Egli sta accanto al letto; entrambi ammirano il gioiello. Egli glielo riprende, tenedolo in alto, glielomostra a distanza.
(così può vederlo anche il pubblico)
Si tratta di una cintura, fornata da disegno circolare d’oro in rilievo, collegata ad un fermaglio. Entrambi sono fermi, in ammirazione della bellezza artistica. Danzando leggermente il Cavaliere va verso l’angolo di destra, dove c’è un’antica statua, le pone accanto il gioiello, per in certo qual modo paragonare la bellezza dei due. La Dama stende con desiderio le mani, come se non potesse più fare a meno della cintura. Il Cavaliere si volta lentamente verso il letto. Con un rapido movimento ella tira via la coperta. Egli guarda meravigliato, quasi atterrito. Ella prende la cintura e se la mette. Ma poi entrambi rimangono con gli occhi negli occhi, ella dimentica il gioliello, pensa solo ancora a se stessa. In un movimento di sognante indifferenza, senza togliere lo sguardo dall’amato, ella vuole mettere la cintura sul tavolo vicino al letto. Egli vuole aiutarla, prende la cintura, ma in mezzo al movimnto si ferma, affascinato dalla sua bellezza, e tiene il gioiello in mano. Egli avvicina la sua faccia alla sua per un bacio. Ella sembra accettare ma non vuole affrettare troppo il grande ardore, e lo trattiene sorridendo. Egli cade in ginocchio davanti a lei, posa il suo capo sul suo grembo. Ella gioca coi suoi capelli, con gli occhi chiusi. Mentre l’ultimo gesto è dietro nella finestra aperta una figura nera, mascherata compare, si staglia enorme sulla finestra, abbraccia con lo sguardo la camera. Quindi, mentre i due sono immersi nella dimenticanza amorosa, quello con un balzo salta dentro la stanza, silenziosamente sul molle tappeto. Egli rimane rigido stando dietro. Il Cavaliere intanto ha alzato la testa, apre lentamente le palpebre dell’amata. Lo sconosciuto, strisciando come una belva, compie una curva verso destra, e si apposta. La Dama solleva lentamente il corpo in una spossata felicità. Improvvisamente vede lo sconosciuto. Sta sognando? È sveglia? Presa da un folle terrore. rimane muta per lo spavento.Il Cavaliere crede che il suo comportamento sia un’ultima ansia d’amore e l’abbraccia. Ella da parte sua si avvinghia completamente a lui con le braccia come per proteggerlo. Lo sconosciuto si avvicina al letto, con una mano afferra la cintura, con l’altra alza un pugnale e colpisce il Cavaliere alla schiena. La Dama manda un urlo per il terrore. Il Cavaliere – morto – scivola giù dal letto. La Dama cade svenuta sul cuscino. L’assassino – con il mantello che si allarga come un’ala – fugge in giardino volando fuori dallafinestra. Il sipario cala rapidamente.
ATTO SECONDO
Bottega dell’orafo Cardillac. Sul fondo la porta sulla strada e una finestra. Una scala a chiocciola porta nell’appartamento. Anteriormente, il tavolo di lavoro, sovraccarico di utensili e di barre e pezzi d’oro. Una vetrina con prodotti d’oro terminati. Cardillac siede al tavolo di lavoro e sta lavorando ad un monile.Lo splendore della luce di mezzogiorno si diffonde nella stanza e immerge tutto in un riflesso rosso oro.
[Nr. 7 Arioso e Duetto]
CARDILLAC
(alzando gli occhi dal tavolo)
Mag Sonne leuchten!
Aus Erdenklüften,
viel dunkler als die Nacht,
ist Gold gewachsen.
Il sole può anche risplendere!
È dagli abissi della terra,
più scuri della notte,
che l’oro è germogliato.
(Va avanti a lavorare. Accende del carbone in un vaso sul tavolo, spezza una barra d’oro e mette i pezzi che gli occorrono nel crogiolo, che mette sul fuoco.)
Schmilz hin in Feuer!
Nun rinnst du!
Fondi nel fuoco!
Adesso, ti sciogli!
Nun schwimm ich selig mit dir,
eindrückend Finger in die goldne Welle,
so sie gewaltsam teilend.
Io nuoto, radioso, con te,
infrangendo con le dita l’onda d’oro.
Adesso ti pieghi.
(Versa l’oro fuso in uno scolo, e poi lo toglie solidificato ma ancora piegabile)
Nun fügst du dich.
Gehorchst mir.
Entwinde dich noch nicht!
Bleibe bei mir, dicht,
da ich dich liebe.
Und flüstre deinen Willen,
o Goldwerk, mir ins Ohr!
Ora rassegnati.
Obbediscimi.
Non andartene ancora!
Resta con me, qua vicino,
poiché ti amo.
E sussurra la tua volontà,
tu, opera d’oro, al mio orecchio!
(Si bussa alla porta. Il commerciante d’oro di Cardillac entra preoccupato guardandosi attorno. Si fa il segno della croce sulla soglia. Cardillac, disturbato durante il lavoro, si mostra arrabbiato. Il commerciante d’oro apre un pacchetto che contiene oro vecchio e fino. Cardillac si alza, la sua faccia si illumina non appena vede il suo amatissimo oro. Lo prende in mano come una madre prenderebbe il suo bambino,ma subito la sua espressione si offusca: l’oro gli appare impuro. Lo tocca leggermente per la prova con dell’acido.)
Säure ist mein Genosse. L’acido è il mio alleato.
(guarda sospettoso, spinge via il pezzo provato con disprezzo)
Hier ist noch Mischung
mit niedrigem Metall.
Ancora una lega
con il vile metallo.
IL COMMERCIANTE D’ORO
(servile)
Unter allen seid Ihr
der strengste Meister.
Kommt, ich zeige meinen Vorrat,
aus dem Ihr wählen könnt.
Siete il più esigente
dei maestri.
Venite a vedere la mia riserva,
potrete scegliere.
(Cardillac mostra di essere consenziente, si alza pieno di zelo, e si prepara ad uscire con il commerciante d’oro; ma si trattiene e lo batte con familiarità sulla spalla)
CARDILLAC
Warum
habt Ihr an der Tür Euch bekreuzigt?
Perché
il segno della croce sulle soglia?
IL COMMERCIANTE D’ORO
(preoccupato, cercando un pretesto)
Aus Ehrfurcht.
Hoch ragt Eure Kunst
über der aller anderen Meister.
Per rispetto.
La vostra arte domina dall’alto
quella di tutti gli altri maestri.
CARDILLAC
(prendendolo per un braccio e guardandolo severamente negli occhi)
Du lügst!
Deine Hände zitterten.
Menti!
Le tue mani tremano.
IL COMMERCIANTE D’ORO
(dicendo la verità)
Weil hier
ein Haus des Unglücks ist.
Perché è qui
la casa della sciagura.
(bisbigliando timoroso)
Wißt Ihr:
wieder letzte Nacht
wurde ein Käufer
Eures Schmucks ...
Sapete che
stanotte ancora,
l’acquirente di uno dei vostri monili
è stato...
CARDILLAC
(indifferente, brevemente, con aria annoiata)
Ermordet? Assassinato?
IL COMMERCIANTE D’ORO
Ermordet. Assassinato!
(misterioso, avvicinandosi a Cardillac)
Ich aber weiß,
warum wie von einer Pest
alle unglücksel‘gen Käufer
hinweggerafft werden.
Io lo so perché,
come dalla peste,
questi infelici sono
in tal modo catturati.
CARDILLAC
(ridendo, senza eccessiva curiosità)
Meine Hände ruhn,
ich horche auf.
Mi fermo
e ti ascolto.
IL COMMERCIANTE D’ORO
Euer Schaffen
ist kein Menschliches,
zu schön für Menschenaugen!
Sie schließen sich,
wenn sie die Werke sehn,
und Menschenhände fangen an zu
brennen,
wenn sie zu halten
sie versuchen.
La vostra opera
non è opera umana,
è troppo bella
per gli occhi degli uomini.
Questi si chiudono
alla vista delle vostre opere,
e le mani umane
cominciano a bruciare
quando tentano di tenerle.
(fra sé, scrutando di lato Cardillac con preoccupazione)
Sicher steht
er im Bunde mit der Hölle.
Ci scommetto,
si è alleato con l’inferno.
CARDILLAC
(Seccato, parla del suo lavoro, allontanandosi)
Was ich erschuf,
ist mein.
Ciò che ho creato
mi appartiene.
IL COMMERCIANTE D’ORO
(fra sé)
Ich will ihm auflauern
in den Stunden der Nacht,
wenn er die bösen Geister
heraufbeschwört.
Lo spierò
nella notte,
quando invoca
gli spiriti del male.
(Cardillac batte impaziente sullo scorrimano della ringhiera delle scale per far scendere sua figlia.)

CARDILLAC
Tochter! Hüte meine Schätze! Figlia mia! Custodisci i miei tesori!
(La figlia scende la scala. Cardillac esce col commerciante d’oro)
[Nr. 8 Aria]
LA FIGLIA
Mein Geliebter kommt,
will, daß ich mit ihm entfliehe.
Gab mich ihm hin,
doch ist er nicht gesättigt.
Er fordert
die Luft um mich
mit allen meinen Wurzeln.
Ich aber bin versunken
in dies Haus.
Erinnerungen wehen
von Tisch und Stuhl und Wand,
mich ganz einhüllend
wie ein Nebelschleier.
Zerreiß ich ihn gewaltsam?
Wage ich
ihn zu durchschreiten?
Colui che amo sta per arrivare.
Vuole che io fugga con lui.
Mi sono data a lui,
ma non è ancora sazio.
Vuole possedere
l’aria che mi circonda
e tutte le mie radici.
Ma sono prigioniera
in questa casa.
Prigioniera
di tutti questi ricordi...
che mi avvolgono tutta intera
come un velo di foschia.
Saprò strappare questo velo
d’un tratto?
Oserò attraversarlo?
(Si siete, riprende a fare la guardia. Sente i passi del suo amato, corre ansiosa verso la porta, e nello stesso tempo esulta di gioia.)
[Nr. 9 Duetto]
L’UFFICIALE
(spalanca la porta, entra rapidamente, col braccio proteso)
Der Wagen wartet.
Unter Küssen
versprachst du gestern Nacht
mit mir zu fliehen!
La vettura attende.
In risposta ai miei baci,
hai promesso questa notte
di fuggir con me!
LA FIGLIA
(indietreggiando, supplichevole)
Gib für andre Küsse
das Versprechen mir zurück.
In cambio di altri baci,
liberami dalla promessa.
L’UFFICIALE
(indignato e stupito)
Welche Zaubermacht
hält von mir dich ab?
Quale forza prodigiosa
ti tiene lontana da me?
LA FIGLIA
Nicht ganz gehör ich dir ...
halb nur.
Io ti appartengo,
ma solo a metà.
L’UFFICIALE
(con ira)
Wer ist der Andere?
Sprich! Ich will ihn töten!
Chi è l’altro? Parla!
Lo ucciderò!
LA FIGLIA
Mein Vater,
der hier waltet.
Gestern Nacht, als ich‘s dir versprach,
war er nicht hier.
Mio padre, che qui è padrone.
La notte scorsa,
quando ho promesso,
non c’era.
L’UFFICIALE
(risoluto)
Teilung darf nicht sein.
Wähle mich!
Wähle ihn!
Una condivisione è esclusa.
Scegli me
o scegli lui!
LA FIGLIA
(correndogli incontro)
Vorwärts getrieben
vom Sturm der Liebe,
wähl ich dich.
Trasportata
dalla tempesta dell’amore,
scelgo te.
(con esitazione)
Doch schau ich zurück,
wähl ich ihn.
Ma se guardo indietro,
è lui che scelgo.
L’UFFICIALE
Ich kenne nicht Vater
noch Mutter.
Hört‘ ich die Stimmen
der Liebe,
lief ich entgegen,
stürzt‘ ihnen zu;
gelöst,
erlöst von allem,
was mich hielt.
Non conosco né padre,
né madre.
Udendo la voce
dell’amore,
mi sono precipitato
verso di lei,
svincolato
da tutto quello
che mi tratteneva.
LA FIGLIA
Ach! Du allein liebst. Solo te amo.
(prendendogli la mano)
Arme Gefangne ich! Povera me, prigioniera!
Klag mich nicht an!
Du weißt nicht, was er ist.
Oft seh ich ihn gebückt,
eingewachsen dem Werk,
wie Gott,
als er die Welt erschuf.
Non mi accusare!
Non conosci mio padre.
Spesso lo vedo,
assorto nella sua opera,
come Dio
quando creò il mondo.
L’UFFICIALE
Auch ich
glüh Welten aus!
Anch’io ho abbastanza ardore
per creare dei mondi!
LA FIGLIA
Wie er das Geschaffne entläßt,
unter Wehen!
Ich höre Schluchzen,
eile hinab,
steh hinter seinem Stuhl;
er ahnt mich nicht,
mit stillen Tränen
heb ich
die Arme über ihn.
Winziger Hauch bin ich,
groß ist er.
Come soffre per separarsi
dalle sue creazioni!
Udendo singhiozzare,
accorro
e mi metto dietro la sua sedia.
Non sente che,
in lacrime,
lo proteggo
con le mie braccia.
Io non sono che un soffio infimo,
lui è grande.
L’UFFICIALE
(staccandosi da lei)
Ich wag‘s,
komme zu ihm,
ersinne einen Grund,
und ring mit ihm um dich
in Tiefen unsrer Seelen!
Oserò andare verso di lui,
inventerò una ragione,
l’affronterò per te
nella profondità
delle nostre anime!
(L’Ufficiale corre via. La Figlia si ferma con aria triste)
[Nr. 10 Duetto]
(Cardillac ritorna, tenendo in mano un pacchetto d’oro, lo apre, lo distende sul tavolo, guardandolo affascinato)
CARDILLAC
Dies ist das Rechte! Ecco dell’oro di qualità!
LA FIGLIA
(sfiorandogli devotamente un braccio)
Warum streichelt Ihr Gold,
nicht mich?
Perché accarezzate l’oro
e non me?
(improvvisamente inginocchiandosi davanti a lui)
Vater,
ich liebe einen Fremden,
Euch Unbekannten.
Padre,
amo un estraneo,
qualcuno a voi sconosciuto.
CARDILLAC
(L’accarezza benevolmente, ma non tiene conto della sua sensibilità, e ha pensieri solo per il suo oro)
Schon seit Wochen
ist Liebesglut um dich.
Sono settimane
che vivi in un’aureola d’amore.
LA FIGLIA
(staccandosi, piena di amore e di compassione, tuttavia esitante abbraccia il padre)
Vater, Vater,
ich verlaß Euch nicht.
Padre mio,
non vi abbandonerò.
CARDILLAC
(stupito, allontanandola)
Verlassen?
Bin ich ein hilfloser Greis?
Mit neuem Werke werde ich wieder jung,
verwelke mit jedem,
auferstehend mit einem andern.
Abbandonarmi?
Sono forse un vecchio invalido?
L’opera nuova mi ringiovanisce,
languisco quando è terminata,
rinasco con la seguente.
LA FIGLIA
(cercando di interessarlo)
Ich führ ihn zu Euch,
auch Ihr werdet ihn lieben.
Ve lo porterò,
lo amerete anche voi.
CARDILLAC
(con indifferenza)
Ich gebe
dich ihm,
ihn dir
ungesehen.
Ti do
a lui
e ti do lui
senza averlo visto.
LA FIGLIA
(tristemente)
Des Vaters Nähe zwingt,
und ich gehör ihm.
Geliebter fernher lockt,
streb ihm entgegen.
Ach! Brich nicht entzwei,
unentschloßnes, geteiltes Herz!
Strahlend umleuchtet ist der Geliebte,
blendend spiegelnd Sonnenhelle.
La presenza di mio padre mi perseguita,
e gli appartengo.
Colui che amo mi attira lontano,
e aspiro a raggiungerlo.
Ah! Non infrangerti,
cuore indeciso, diviso!
Nimbato di luce il mio beneamato riflette
la splendente lucentezza del sole.
CARDILLAC
Hier schuf ich mein erstes Werk,
hier soll auch mein letztes entstehn.
Ho creato qui la mia prima opera.
È qui che nasce l’ultima.
LA FIGLIA
Aber des dunklen Vaters Sammetnacht
verlockt durch Rätsel,
nie jemals zu lösen.
So quillt das Freudleid meiner Doppelliebe
süß ängstigend
aus dieser Erde.
Mio padre mi avvolge in una notte vellutata
che seduce con enigmi
sempre insolubili.
Così scaturisce la gioia del mio doppio amore
dolce angoscia
su questa terra.
CARDILLAC
Jedes ist Glied der Kette;
sie halt‘ ich an beiden Enden,
daß keines mir fehle.
Freudleid nur der Schaffenskraft
läßt verweilen mich
auf dieser Erde.
Ogni elemento della catena
devo tenere fino alla fine.
Nessuna delle mie opere deve sfuggirmi.
Solo il piacere doloroso
della potenza creatrice mi trattiene
su questa terra.
(La Figlia sale lentamente la scala ed esce. Cardillac si siede ancora al tavolo di lavoro)
[Nr. 11 Scena]
Cardillac è agitato, poiché sente un brulichio sulla strada; forse è un acquirente. Va alla finestra, torna indietro preoccupato, qui vede che è il re con le corte che gli viene a far visita. Cardillac va come una belva avanti e indietro. Già la grande porta si apre e, seguito da Dame e Cavalieri, entra il Re. Cardillac si contiene, recita la parte del commerciante sottomesso, mostra con gesto orgoglioso e con simulato zelo al Re igioielli di sua creazione.

CARDILLAC
Was ich erschuf
ist würdig eines Königs.
Quel che ho creato
è degno di un re.
(mostra un calice d’oro)
Becher,
aus Tiefen aufgespült -
Un calice,
ripreso agli abissi.
(mostrando un anello)
Ring,
begehrend nach einem Tropfen Rubin –
Un anello,
che reclama una goccia di rubino.
(una fruttiera)
Schale,
sich wölbend für die Wollust des
Empfangs
von Traube, Pfirsich.
Una coppa,
voluttuosamente ricurva
per ricevere
l’uva o la pesca.
(Il Re prende la coppa, l’ammira mostrandola alla Corte. Cardillac dapprima ne è orgoglioso, poi viene afferrato da una strana inquietudine, che cerca di nascondere con un sorriso)
Wollt Ihr sie mir entführen?
Gehört Euch nicht
das ganze Land
mit Wäldern, Flüssen, Städten
und allem Schmuck, den ich hier
aufgehäuft?
Me lo toglierete?
Non possedete già
il paese tutto intero,
con le foreste, i fiumi e le città,
e tutti i gioielli
che ho accumulato qui?
(Il Re restituisce la coppa a Cardillac; egli la riceve, afferrandola selvaggiamente, e sospirando se la preme al petto. Il Re e la Corte guardano in giro nella bottega. Intanto Cardillac si calma. Egli prende una catena d’oro, e guardandola con orgogliosa ammirazione, la mostra al Re. Ma indugia, guarda diffidente,poi si decide e la mostra.)
CARDILLAC
Diese Kette,
errungen schwer ...
Questa catena,
conquistata con ardua lotta...
(Il Re vuol guardare la catena. Cardillac di ritira timoroso. La Corte è stupita. Cardillac dà la catena al Re, supplicando)
Warum wählt Ihr
Das Eine aus?
Vereint bleibe mir alles
wie eine Garbe,
die in meiner Seele ruht.
Perché scegliere
quest’unico monile?
Che tutto resti riunito,
come un fascio unico
adagiato nella mia anima!
(Il Re, senza badare a Cardillac, dà la catena a una Dama, ella da parte sua la porge ad altri. Ma Cardillac fa un salto in mezzo a loro)
Zurück gebt!
Ich befehle!
Rendetemelo,
è un ordine!
(La Corte ribatte. Il Re si volta, ridendo con superiorità della strana scena. Cardillac si accorge del suo sbaglio e si inchina pentito.)
Sprach ich gegen die Sitte:
in Demut bitte ich ...
Se ho mancato alla buona creanza
imploro umilmente...
(La Dama gli rende la catena. Egli ringrazia, e sta davanti a re con la catena. Standogli vicino gli parla familiarmente come se fosse un fratello)
Ihr wißt!
In Eurer Größe
wißt Ihr alles!
Sapete!
Nella vostra grandezza,
voi sapete tutto!
(Il Re non fa caso alla strana familiarità. Egli fra i diversi gioielli vuole prendere una cintura, ma Cardillac, premurosamente la mette in disparte)
Mißlungnes Werk!
Tausendfach Schönres
schaff ich,
lös es von mir
und leg es als ein Geschenk
vor Euren Thron!
Quest’opera è rovinata!
Creerò cose
mille volte più belle,
me ne sbarazzerò
e le deporrò
ai vostri piedi!
(Cardillac si inchina profondamente. Il Re, un po’ beffardamente alzando la spalla, dà il segnale della partenza. La Corte esce con lui. Cardillac chiude la porta dietro di loro, appoggia la schiena alla porta, distendendole braccia.)
CARDILLAC
(mandando un urlo)
Ich hätte ihn ermordet! L’avrei ucciso!
(viene avanti)
Er hätte sterben müssen! Meritava la morte!
(Curvo, infinitamente stanco, siede al suo tavolo di lavoro. Si asciuga il sudore dalla fronte.)
Matt!
Ausgesaugt!
Feucht
wie Erde nach Gewitter!
Spossato!
Estenuato!
Inzuppato come la terra
dopo il temporale!
(Egli prende da un cassetto segreto del tavolo una cintura, quella che ha strappato al Cavaliere nel primo atto. La contempla con ardente amore e le parla.)
Geliebtestes !
Mein Holdes!
Mia adorata!
Mia sublime!
(A poco a poco si fa buio)
Wo warst du
verirrt?
Wir suchten uns,
zueinander eilend
Du erkennst mich,
wie ich dich.
Dove eri
andata?
Ci siamo cercati,
correndo l’uno verso l’altra.
Mi hai riconosciuto,
e io ti ho riconosciuta.
(Egli la bacia, osserva una macchi di sangue sulla cintura)
Woher der Flecken, der dich trübt,
entstellend zarten Engelsblick?
Da dove viene questa macchia che offusca
il tuo delicato sguardo angelico?
(Strofina la macchia. Entra l’Ufficiale. Cardillac nasconde rapidamente la cintura, poiché ne sente l’andatura)
Wer kommt,
um mich zu quälen?
Chi viene
a torturarmi?
[Nr. 12 Duetto]
L’UFFICIALE
(entra rapidamente)
Ich begehre das Schönste,
was Ihr schuft.
Desidero quanto
di più bello avete creato
CARDILLAC
(si volta irritato verso il disturbatore)
Schon hüllt der- Abend das Schöne
in seinen Frieden ein.
Im Dunkel (Seligkeit für mich)
läßt sich kein Schmuck mehr wählen.
Già la sera avvolge la bellezza
della sua pace.
Nell’oscurità, (fortunatamente per me),
non si possono scegliere i monili.
L’UFFICIALE
Und trotzdem wähl ich aus.
Ich sah am Tag das wunderbare Werk;
es leuchtete mir zu,
ich sprach es an,
zwischen uns, Feuer-fließend,
schwang sich Band der Liebe.
Eppure, io scelgo.
Ho visto in pieno giorno, l’oggetto meraviglioso,
mi ha illuminato con il suo splendore,
gli ho parlato e tra noi è nato
un legame d’amore ardente.
CARDILLAC
Ihr tratet ein,
ein Dieb, wühlend, buhlend.
Siete penetrato
qui come un ladro.
L’UFFICIALE
Unlösbar gehört mir, was ich liebe.
Jedoch Ihr seid Störer noch.
Gebt mir, was mir gehört!
Quello che amo mi appartiene irrevocabilmente.
Eppure, vi mettete ancora di traverso.
Datemi ciò che mi appartiene!
CARDILLAC
Niemals! Mai!
L’UFFICIALE
Eure Tochter. Vostra figlia.
CARDILLAC
(ridendo)
Tochter?
Das Kind, das nicht Wissende,
im Wind spielende,
lächelnd, liebeshingeneigt ...
meine Tochter geb ich Euch gern.
Mia figlia?
Questa innocente fanciulla
che gioca nel vento,
sorridente e incline all’amore...
Ve la concedo volentieri.
L’UFFICIALE
Ihr gebt sie mir nur zum Schein,
aber an unsichtbaren Fäden
haltet Ihr sie fest.
Me la concedete solo in apparenza,
poiché dei legami invisibili
la trattengono.
CARDILLAC
Rasch, nehmt sie,
gleich im Augenblick.
Ich hol sie.
Euch angehörend,
eilt mit schwelenden Händen
Euch einander zu.
Presto, prendetela,
in questo istante.
La faccio venire.
Uniti l’uno all’altra,
le mani scottanti,
precipitatevi l’uno verso l’altra!
L’UFFICIALE
(lo trattiene stupito, e grida)
Seid Ihr nicht der Vater?
Liebt Ihr sie nicht?
Non siete suo padre?
Non l’amate?
CARDILLAC
Könnte ich lieben,
was mir nicht ganz gehört?
Die Frau entflieht;
halt‘ ich auch ihre Hände.
so schweift ihr Blick hinweg.
Ein jeder Traum der Nacht entführt sie mir.
Nur das, was ich geschaffen,
bleibt mir treu.
Come potrei amare
ciò che non mi appartiene interamente?
La donna è sempre fugace.
Anche se le tengo le mani,
il suo sguardo erra lontano.
Ogni suo sogno notturno me la strappa.
Solo ciò che ho creato
mi resta fedele.
L’UFFICIALE
(mostrando i gioielli)
Und dieses liebt Ihr
wie Kind und Kindeskind?
E amate le vostre creazioni
come dei figli?
CARDILLAC
Aus den Werken saug ich meine Kraft,
und meine Kraft geb ich den Werken hin.
In queste opere, attingo l’energia
e in esse la disperdo.
L’UFFICIALE
(con curiosità)
Doch ohne sie, entblößt von ihnen? Ma senza di loro, privato di queste?
CARDILLAC
(fra sé, tuttavia mentre l’ufficiale ascolta)
Sänk‘ ich kraftlos hin ... Sprofonderei senza forze.
L’UFFICIALE
(fra sé)
Aus dem Schmuck fließt seine Zauberkraft.
Er zittert, daß ich sie ihm raube.
Ich steig auf, wenn er sinkt,
die Tochter wird mein eigenster Besitz.
Il suo potere prodigioso viene dai monili.
Trema al pensiero che glieli sottragga.
Mi eleverò se lui sprofonda,
e sua figlia sarà il mio bene assoluto.
(ad alta voce, a Cardillac)
Ich kaufe ein: La compro!
(prende la catena)
Gebt diese Kette! Vendetemi questa catena!
CARDILLAC
(agitato e irritato)
Sohn, laß ab, wenn du mich liebst!
Entreiß mir nicht die Seele meiner Seele!
Figliolo, lasciala, se mi ami!
Non mi strappare l’anima della mia anima!
L’UFFICIALE
Ich raube Euch das Gewaffen,
wehrlos stehend will ich meinen Gegner.
Dann reich ich Euch die Hand,
zieh Euch lebenspendend
als Freund zu mir empor.
Vi prendo le vostre armi.
Voglio vedere il mio avversario alla mia mercé.
Allora, vi terrò la mano.
Rendendovi la vita,
vi eleverò al rango di amico.
CARDILLAC
Jüngling, seltsam jung,
legt die Kette rasch hin.
Die Tür steht offen, eilt!
Giovanotto,
posate questa catena subito.
La porta è là, sbrigatevi!

L’UFFICIALE
(testardo)
Die Kette erkauf ich mir! Comprerò questa catena!
(Getta del denaro sul tavolo, prende la catena; Cardillac cerca di impedirglielo)
Wir rangen und ich siegte.
Mein Auge schweift und sieht nichts,
das entgegensteht.
Noi ci azzuffiamo e io vinco.
I miei occhi vagano e non vedono
nessun ostacolo.
CARDILLAC
Schon oft ward ich geplündert.
Doch erwächst mir aus der Gefahr
tausendfache Kraft.
Wenn die Welt sich eindrängte
zwischen mein Werk und mich,
leicht höb ich sie beiseite.
Wir stehen allein gegenüber:
Ich selbst und mein Werk, das ich schuf.
Spesso fui derubato,
ma il pericolo accresce
mille volte la mia forza.
Se il mondo intero s’interponesse
tra me e la mia opera...
Senza pena me ne sbarazzerei.
Siamo soli, faccia a faccia,
io e la mia opera che ho creato.
L’UFFICIALE
Auf dem Schlachtfeld nach dem Tumult
reite ich schweigend,
den schlaffen Zügel in Händen.
Denn der Sieg ist mein
und so süß ist die Nacht.
Nel campo di battaglia dopo il tumulto
io cavalco silenzioso,
con le redini sciolte in mano.
La vittoria mi appartiene...
e la notte è così dolce!
CARDILLAC
Noch einmal warne ich:
das Schicksal ist gegen die Käufer.
Tod ist nicht nur in der Schlacht.
Ancora una volta, ti metto in guardia:
il destino è contro gli acquirenti.
La morte non si trova solo in battaglia.
L’UFFICIALE
Ihr erschreckt mich nicht,
Ich hörte von den Morden.
Kein Gespenst entsteigt wie Rauch
dem Schmuck, den ich hier halte.
Naht der Mörder,
der Schwarm von Mördern,
ich bahn‘ mir den Weg.
Ihr werdet sehen.
Non mi fate paura.
Ho sentito parlare degli omicidi.
Nessun fantasma uscirà
da questo monile.
E se l’assassino si avvicina,
uno sciame di assassini,
mi divincolerò.
Vedrete.
CARDILLAC
(Va verso l’Ufficiale, lo vede con sospetto e ripetutamente minaccioso)
Ihr werdet sehen! Sarete voi a vedere!
L’UFFICIALE
(ha un moto di spavento, si controlla ed esce ridendo)
Lebt wohl! Addio!
[Nr 13 Arioso]
(Cardillac ha il capo chinato sul suo tavolo di lavoro. Egli siede così, con occhi chiusi e un’espressione sofferente, le mani inattive. Nel corso della scena diventa sempre più buio. Una luna crescente lo illuminamentre è seduto. Riconoscendosi, prende le barre d’oro, dalle quali deve nascere un nuovo lavoro.)
CARDILLAC
Mag Mondlicht leuchten!
Aus Erdenklüften,
viel dunkler als die Nacht,
ist Gold gewachsen!
La luna risplende!
È dagli abissi della Terra,
più scuri della notte,
che l’oro è germogliato!
(Comincia a lavorare, ma ogni punto lo attrae con forza: il posto dove c’era la catena acquistata dall’Ufficiale: Il suo sguardo è fisso in quel punto.)
Klaffende Lücke!
Nichts mehr blüht an dieser Stelle!
Baratro spalancato!
Nulla più rifiorisce in questo luogo!
(implorando nella sua folle angoscia)
Sei still, Seele mein!
Vergiß, hadere nicht
und spanne nicht die dunklen Flügel auf.
Taci, anima mia!
Dimentica, non domandare
e non spiegare le tue ali scure.
(si vince, ridendo, e riprende a lavorare)
Die Wüste füll ich gewaltig auf.
Grabt tief im Gold, ihr Hände!
Neuer Ring, neue Kette!
Popolerò questo deserto.
Scanalate bene l’oro, mani mie!
Un nuovo anello, una nuova catena!
(Improvvisamente getta tutto via)
Wo ist das mir Geraubte? Dov’è il mio tesoro derubato?
(Egli va verso un’anta segreta dell’armadio, la chiude repentinamente, va verso l’armadio prende un ampio mantello nero e se lo getta addosso. Prende da una cassetto del suo tavolo di lavoro una maschera nera e unpugnale, si ferma con aria selvaggia sul davanti della scena)
Saust die Luft?
Trägt mich hinweg?
Il vento fischia?
Mi porterà via?
(Corre rapidamente come spinto dalla tempesta verso porta; qui si gira ancora una volta)
Sturm! Sturm!
Tauchend in Brunnen von Blut,
hol ich, was mir gehört!
Tempesta! Tempesta!
Tuffandomi in fonti di sangue,
cercherò quel che mi appartiene!
(Egli tira su la maschera ed esce rapidamente. Il sipario cala rapidamente)
ATTO TERZO
Strada. È notte. Sul fondo una taverna illuminata. L’ufficiale si avvicina a passo veloce. Egli ha attorno al collo la catena che ha comprato da Cardillac.
[Nr. 14 Musica di Taverna e Arietta]
L’UFFICIALE
Stimme des Alten
drang mir ins Blut.
Grauen ist um ihn,
und er weiß Geheimnis.
Zittre ich,
der niemals Zitternde,
vor ihm? Hat er,
schon hilflos scheinend,
mich dennoch überwältigt?
La voce di questo vegliardo
mi ha ghiacciato il sangue.
L’orrore lo circonda,
serba un segreto.
Tremerò forse di fronte a lui,
io che mai tremo?
Lui, che già
sembra smarrito,
sarà dunque riuscito a dominarmi?
(Egli si sbarazza di ogni preoccupazione e torna ad essere allegro.)
[Arietta]
L’UFFICIALE
Verjagt sei aller Schrecken,
der drängend mondfarbenen Gesichte.
Bandita sia la mia paura
nata da queste visioni opprimenti.
(Cardillac arriva di soppiatto, e resta nascosto sul fondo. Subito dietro di lui, segue il Commerciante d’oro che lo spia)
Nur eine Wahrheit ist,
nur eine allein:
Heller Feuerbrand der Küsse,
Plündrung des Körpers der Geliebten
und Vollbesitz der Seele.
La verità è solo una:
l’incendio avvampante
dei suoi baci.
Il saccheggio del corpo dell’amata...
il pieno possesso della sua anima.
(Cardillac balza in avanti, sguaina la daga e vuole pugnalare l’ufficiale. Questi, sebbene leggermente ferito, rintuzza l’attacco e trattiene la catena. Il Commerciante d’oro balza fuori dal suo nascondiglio e corre chiamando al alta voce. Lo sentono da lontano e il Popolo si riunisce. Cardillac e l’Ufficiale rimangono soli.Breve dialogo fra i due)
CARDILLAC
Hängend am Abgrund! Stürze mich ganz hinab! Sospeso nell’abisso! Gettami dunque giù!
L’UFFICIALE
Seltsamster Greis, entflieht!
Fürchtet um Euer Leben!
Fuggi vegliardo,
temi per la tua vita!
CARDILLAC
Hier stehe ich,
nichts fürchtend.
Resto qui,
non temo nulla.
L’UFFICIALE
Denkt an Eure Tochter! Pensate a vostra figlia!
CARDILLAC
Sie ist Geburt nur
meines irdischen Bluts.
Non è che il mio
sangue terrestre.
L’UFFICIALE
An Eure Werke! Pensate alle vostre opere!
CARDILLAC
(tendendo repentinamente l’orecchio)
Ihr Ruf
zwingt mich zur Flucht.
È la loro gloria
che m’impone la fuga.
(esce)
IL COMMERCIANTE D’ORO
(dietro la scena, gridando)
Nachtwache!
Nachtwache!
Guardia notturna!
Guardia notturna!
(Il Commerciante d’oro ritorna, con la gente delle vicinanze; nello stesso tempo si apre la porta della taverna, e gli invitati escono. Arriva un poliziotto. Tutti si raccolgono attorno al Commerciante d’oro eall’Ufficiale, che ha la leggera ferita fasciata da un fazzoletto)
[Nr. 15 Scena e Quartetto]
IL COMMERCIANTE D’ORO
Trinker,
kommt zum Rausch des Bluts!
Schläfer,
hier erwartet euch ein Traum!
Stadt,
seufze auf!
Befreiung von hundertfält‘gem Mord!
Bevitori,
venite a inebriarvi di sangue!
Dormienti,
un sogno qui v’attende!
Città, respira,
sei liberata
da un centuplo assassinio!
(Grande eccitazione della folla)
Cardillac
war der Täter.
Sucht den Entflohnen
in seiner Werkstatt!
Era Cardillac,
il criminale.
Raggiungete il fuggitivo
nella sua bottega!
(Il poliziotto e alcuni della folla vanno a prendere Cardillac)
Gezückter Dolch!
Entrigne Maske!
Nacktgesichtig
stand der Schuld‘ge.
Immer ahnte ich.
Einsam wie ein Löwe
schweifte der Dunkle unter uns!
Daga brandita,
maschera strappata!
Ecco il colpevole
a volto scoperto!
Io l’ho sempre sospettato.
Solitario come un leone,
quest’uomo torvo si aggirava fra noi!
(Viene portato Cardillac)
Und nun E ora...
(all’Ufficiale)
redet Ihr! sta a voi parlare!
(Cardillac sta calmo davanti alla folla eccitata. Sua figlia lo ha seguito; ella non sa che cosa è avvenuto)
L’UFFICIALE
Ich entriß dem Täter die Larve,
jeder Zug seines Gesichts ist mir
eingeprägt.
Ho strappato la maschera al criminale,
I suoi tratti sono impressi nella mia
memoria.
(indicando Cardillac)
Dieser ist es nicht! Non è quest’uomo!
(mostrando il Commerciante d’oro)
Jener stand im Dunkeln,
Genosse, Mithelfer.
Erst als der Mord mißlang,
rief er nach Wache.
Nehmt ihn gefangen!
Lui, complice,
se ne stava nell’ombra.
Sventato il delitto,
ho chiamato la guardia.
Afferratelo!
(Respiro di sollievo del popolo. Il Commerciante d’oro è colto completamente di sorpresa)
[Quartetto]
CARDILLAC
Des Himmels Huld
will, daß ich weiter schaffe.
Noch ist nicht abendliche Zeit des Feierns,
wo meine Hände
im Schoße ruhn.
Il cielo, nella sua bontà,
vuole che crei ancora.
Non è ancora giunto il tempo della sera
quando la mia mano
riposerà in grembo.
IL COMMERCIANTE D’ORO
Höre ich, was ich höre?
Sah ich, was ich gesehen?
Die Welt ist trunken,
und ich bin ihr Narr.
Sento quello che ho sentito?
Vedo quello che ho visto?
Il mondo è ubriaco
e il sono il suo buffone.

L’UFFICIALE
Die Kraft war übermenschlich
mit der er auf mich stürzte.
Ihn schüttelt Liebeszwang,
- wozu? wofür? -
ähnlich der Leidenschaft,
die mir im Herzen wühlt.
Con forza sovrumana,
si è scaraventato su di me.
Qualche cosa lo ha costretto
– perché? per che cosa?–
simile alla passione amorosa
a scavare nel mio cuore.
LA FIGLIA
Mein Herz starb hin vor Angst.
Doch mein Geliebter,
plötzlich verbunden
mit meinem Vater,
taucht wie ein Wunder rettend auf.
Il cuore attanagliato dall’angoscia.
Eppure il mio beneamato
di colpo alleato
a mio padre...
come per miracolo si erge a salvatore.
(Il Commerciante d’oro, che cerca di opporsi fortemente, viene portato via; la folla segue lui e i poliziotti. Gli ospiti della taverna circondano Cardillac, festeggiandolo e portandolo, riluttante, nella Taverna. LaFiglia e l’Ufficiale restano indietro da soli)
[Nr. 16 Duetto con coro]
LA FIGLIA
(Vola fra le braccia dell’ufficiale, e guarda la sua ferita)
Meine Lippen auf die Wunde,
daß ihr quellend Blut
eindringe in mein Herz.
Fluch dem Unbekannten!
Poso le mie labbra su questa piaga!
Che il sangue che ne sgorga
penetri nel mio cuore!
Maledetto sia lo sconosciuto!
L’UFFICIALE
Fluche ihm nicht! Non lo maledire!
LA FIGLIA
(comprendendo tutto)
Ah!
Schleier der Ahnung zerreißt!
Vater,
Dolch hebend,
mitleidlos
über seinem Opfer.
Ah!
Il velo del presentimento si squarcia!
È mio padre
che solleva la daga
implacabile
sopra la vittima...
L’UFFICIALE
Ober dich stürzte so
Gewölbe deiner Welt.
La volta del tuo mondo
è crollata.
ENTRAMBI
Forsche mit mir
dem Sinn des Ungeheuren nach.
Cerca con me
il senso di questa mostruosità.
L’UFFICIALE
Lockte ihn Gier
nach ängstlich verkauftem Schmuck?
Brama forse i suoi monili
venduti a malincuore?
LA FIGLIA
Umhüllt ihn Wahnsinn? È colpito da demenza?
(Dalla taverna si sente musica allegra e canti in onore di Cardillac)
POPOLO
(Fuori scena)
Begrüßt sei Cardillac,
seltener Gast.
Wein wächst wie Gold
aus den Tiefen der Erde.
Salutiamo Cardillac,
ospite raro.
Il vino come l’oro
viene dagli abissi della terra.
LA FIGLIA
Unwissende jubeln,
Ahnende zittern.
Aus dem Entsetzlichen
schöpfe ich Mut:
Coloro che non sanno esultano,
coloro che sanno trepidano.
Nell’orrore,
attingo il coraggio.
(con grande libertà)
Abgeworfen die Gewalt des Vaters,
die mich umgab.
Sonnenweg ist mir vorgezeichnet,
zu dir
auf Knien
will ich ihn gehen.
Erloschen sei alle andre Welt -
Nacht-versunken die Erinnerung.
E rifiuto il potere paterno
che mi circondava.
Un cammino solitario mi è destinato...
in ginocchio
voglio seguirlo
fino a te.
Che si spengano gli altri mondi.
Che cali la notte sul ricordo.
L’UFFICIALE
Innigster Besitz,
grenzenlos mir zu eigen.
Mehr als du durch Geburt
den Eltern verbunden
und mehr als du dem Tod
je angehören wirst.
Possesso più intimo
che mi appartiene senza limiti.
Più di quanto alla nascita
eri legata ai genitori,
più di quanto apparterrai
mai alla morte.
POPOLO
(Fuori scena)
Zerreißt die Nacht
mit trunkenen Liedern!
Auf unsren Lockruf
erwacht die Sonne.
Squarciamo la notte
coi nostri canti di ebbrezza!
Al nostro richiamo
il sole sorgerà.
(La porta della Taverna si spalanca. Cardillac si precipita fuori, disgustato dalla venerazione dimostratagli. Gli ospiti lo seguono, facendogli un cerchio attorno. A poco a poco la folla si ingrandisce.)
CARDILLAC
Die Welt ist düster,
zum jubeln ist nicht Zeit!
Il mondo è sinistro
non è l’ora di giubilare.
POPOLO
(sulla scena)
In unsrer Mitte,
hebt ihn empor!
Indessen jener, Mitwisser, gefoltert,
verrät die Wahrheit.
In mezzo a noi
portatelo in trionfo!
Nel frattempo, l’altro, il complice sotto tortura
confesserà la verità.
[Nr. 17 Canto antifonale]
(Cardillac esce dall’accerchiamento, e sta solo. L’Ufficiale e la Figlia stanno al sua lato in primo piano come spettatori nella scena seguente)
CARDILLAC
Vermöchte jener Winz‘ge
das Gewaltige zu fassen?
Pensate che questo menomato
abbia avuto il polso abbastanza forte?
POPOLO
Nichts Gewaltiges war,
nur feiger Mord
in nächtlichen Straßen.
Non si tratta di forza,
solo di vili omicidi
nelle vie notturne.
CARDILLAC
(con indignazione)
So trete ich auf,
Verteidiger des Unbekannten.
Vielleicht
hütet er den Schatz
von Cardillacs Händen
wie Allerheiligstes.
Allora mi faccio avanti
in difesa dello sconosciuto.
Forse
veglia egli
sul tesoro di Cardillac
come sul santo dei santi?
POPOLO
Erhöhst du den Täter,
den giergetriebnen Mörder?
Stai forse esaltando il colpevole,
un assassino mosso dalla cupidigia?
CARDILLAC
Weil ich weiß,
wie er eilt,
getrieben von der Peitsche
der notwend‘gen Tat.
Io so
come corre
mosso dalla frusta
della necessità.
(La folla fa ressa attorno a lui con curiosità)
POPOLO
Bist du gefolgt
rachesuchend seiner Spur?
Hai seguito
le sue tracce?
CARDILLAC
Tag für Tag,
Nacht für Nacht!
Giorno dopo giorno,
notte dopo notte!
POPOLO
Entdecktest du den Unsichtbaren? Hai scoperto chi è questo invisibile?
CARDILLAC
Ich kenn ihn
wie nur mich selbst.
Lo conosco
come me stesso.
POPOLO
So wirf ihn
in den Rachen
der brennenden Kammer!
Allora gettalo
nelle fauci
della Camera Ardente!
CARDILLAC
(sottraendosi)
Geheimnis bleibt mir eigen.
Was taugt sein Name?
Sein Tun ragt hoch über ihm selbst.
Questo segreto resta mio.
Non importa il suo nome.
I suoi atti lo superano di lungo.
(Vuole andarsene, ma viene trattenuto)
POPOLO
Du weißt den Anfang,
zum Ende führ uns!
Gieß Wahrheit aus
über die durstende Stadt!
Tu conosci l’inizio,
conducici alla fine!
Versa la verità
sulla città assetata!
CARDILLAC
Niemals! Giammai!
POPOLO
Er sei dein bester Freund,
wir fordern ihn
als Beute der Gerechtigkeit.
Anche se fosse il tuo miglior amico,
lo reclamiamo
come preda per la giustizia!
CARDILLAC
Niemals! Giammai!
POPOLO
Bis du gesprochen,
umschließt dich unsere Gewalt!
Finché non parlerai
non ti lasceremo andare!
CARDILLAC
Bin ich nicht Cardillac?
Gebt Raum zu der Werkstatt,
wo das zu Schaffende
sehnsuchtsvoll wartet.
Non sono forse Cardillac?
Lasciatemi andare al mio laboratorio.
Le mie opere future
mi attendono con impazienza.
POPOLO
Deine Werke, Le tue opere...

CARDILLAC
meine Werke, Le mie opere...
POPOLO
die Mordgebärenden, ...sono portatrici di morte...
CARDILLAC
die Hilfsbedürftigen, ...esigono assistenza...
POPOLO
die Höllentstiegenen, ...sorte dagli inferi...
CARDILLAC
die Gottgeliebten! ...amate da Dio...
POPOLO
Wir eilen zuvor,
wir folgen dir nach,
erstürmen dein Haus.
Die Becher, die Spangen, die Ringe,
gesät in die Gossen,
zu Goldstaub zerstampft!
Ti precederemo,
ti seguiremo,
prenderemo d’assalto la casa.
Le coppe, i bracciali, gli anelli,
sparsi nelle fogne
ridotti in polvere d’oro!
CARDILLAC
Wohin? Wohin? Dove? Dove?
(La folla vuole precipitarsi via, Cardillac le si pone di fronte a braccia allargate)
CARDILLAC
Mein Urgeborenes
soll ich sterben sehn,
während ich lebe?
Fordert,
ich gebe!
I miei figli nascituri
dovrei vederli morire
mentre io vivo?
Esigete,
e io darò.
POPOLO
Nennung des Täters! Il nome del criminale!
CARDILLAC
(fra sé, in preda all’angoscia)
Umtost von Grauen,
Seele erzittert bis in ihre Klüfte.
Gellender Schrei der Hingemordeten!
Todespein ...
Wie rett ich ...
Assalita dall’orrore
l’anima freme fino ai suoi abissi.
Grida squarcianti degli uccisi!
Tormento mortale.
Come posso salvarli...
(alla folla)
Wartet!
Geht nicht!
Der, welcher nachstürzte,
umgürtet mit Nacht;
er, der den Dolch hob, -
ich wars, ich wars,
ich bins!
Aspettate,
non andate!
Colui che pedinava,
celato nella notte,
Colui che brandiva la daga,
ero io!, ero io.
sono io!
(Gridando di orrore, la folla si precipita affrontandosi in gruppi separati)
POPOLO
Ah!
Wendet Gesicht ab!
Haltet Stand
vor dem Entsetzlichen!
Ah!
Distogliete lo sguardo!
Affrontate
l’orrore!
PRIMO GRUPPO
Bleibt! Restate!
SECONDO GRUPPO
Flieht! Fuggite!
CARDILLAC
(con noncuranza, fra sé)
Seligkeit
des Neubesitzes!
Immensa gioia nel recuperare
il proprio bene!
(La folla si ammassa nuovamente)
POPOLO
Warum erhobst du
die Hand zum Mord?
Perché hai alzato la mano
per uccidere?
CARDILLAC
Notwend‘ge Rückkehr des Geschaffnen
zu dem, der es erschuf.
Era necessario rendere l’opera
a chi l’aveva creata.
POPOLO
Trugst du allein
die Last der Tat?
Hai portato da solo
il fardello del crimine?
CARDILLAC
Wer wäre zu ihr würdig
außer mir?
Chi ne sarebbe degno,
se non io?
POPOLO
Woher dir einzelnen die Kraft? Da dove ti proveniva la forza?
CARDILLAC
Verhundertfältigt
stand sie zu Gebot.
Al centuplo
ne possedevo.
POPOLO
Also bekennst du Mord
an Jünglingen, Männern?
Riconosci l’omicidio
di giovani, di uomini maturi?
CARDILLAC
Nichts gilt hinwehendes Leben. Tali vite effimere sono senza valore.
POPOLO
(sempre più incalzante)
Und tätest in folgenden Nächten
ein Gleiches?
E nelle notti seguenti
avresti fatto lo stesso?
CARDILLAC
An euch,
an jedem!
Contro di voi,
contro ognuno!
POPOLO
Du wagst zu rühmen
dein grauses Tun?
Osi gloriarti dei tuoi
atti ignobili?
CARDILLAC
Ich rühmte mich,
ständ‘ ich vor Gottes Thron.
Me ne glorierei
anche davanti al trono di Dio.
POPOLO
(minaccioso)
Knie hin in Reue! In ginocchio, pentiti!
CARDILLAC
Unbewegt verharre ich! Non cedo, né demordo!
POPOLO
Erde verschlinge,
was sie ausgespien!
Che la terra inghiotta
ciò che ha sputato fuori!
(La folla si lancia su Cardillac, lo getta a terra e lo uccide. L’Ufficiale, che già durante il dialogo ha fatto un tentativo per entrare in mezzo alla folla, si apre con la spada un tracciato e si porta vicino a Cardillac, seguito dalla Figlia. La folla si sparpaglia un po’ dappertutto, e si vede Cardillac che giace al suolo.)
L’UFFICIALE
Haltet ein! Fermatevi!
[Nr. 18 Finale]
L’UFFICIALE
(con aria di rimprovero alla folla)
Gegen mich hatte er
diesen Abend den Dolch erhoben.
Warum, Volk, warfst du dich
zu seinem Richter auf?
Begreifst du nicht?
Er war das Opfer
eines heil‘gen Wahns.
È contro me, quella sera,
che aveva alzato la daga!
Perché, popolo, ti sei arrogato
il suo giudizio?
Non capite?
Era vittima
di un sacro delirio.
(La Figlia si inginocchia vicino al padre, e lo bacia. La folla sta timorosa sul fondo)
LA FIGLIA
Wach auf! Wir wissen alles
und lieben dich wie nie.
Svegliati! Sappiamo tutto
e ti amiamo più che mai.
(L’ufficiale si china accanto alla Figlia su Cardillac. Egli si sveglia, solleva lentamente il torso appoggiandosi all’Ufficiale. Cardillac si guarda attorno, la Figlia e l’Ufficiale si aspettano una parola di addio. Lo sguardo di cardillac cerca. Un sorriso compare sul suo volto: ha visto la catena, la sua catena, al collo dell’ufficiale. Egli la afferra con nostalgia, la bacia e cade indietro morto.)
L’UFFICIALE
Ein Held starb.
Menschenangst war ihm unbekannt.
Liegt er auch hier,
ist er doch Sieger,
und ich beneide ihn.
Un artista è appena morto.
L’angoscia umana gli era sconosciuta.
Anche lì disteso
resta il vincitore.
Come lo invidio.
LA FIGLIA
(prendendo la mano dell’Ufficiale)
Gib deine Hand -
und halte mich zurück
unter den Lebenden
durch deine Liebe.
Dammi la mano –
Trattienimi
fra i viventi
con il tuo amore.
POPOLO
Nacht des Todes
alles Geschehen
gewaltig umhüllend.
Nach rauschendem Flug
durch feurige Luft
versinkt der Tote
in die ewig lautlose
bergende Erde.
Notte di morte...
Notte di morte che avvolge
con forza tutta la storia.
La morte spicca il volo
nell’aria infuocata...
La morte sprofonda nella terra.
La terra per sempre silenziosa
e accogliente.
FINE DELL’OPERA


(1) Testo tratto dal sito Libretti d'opera al quale rimandiamo per la consultazione dei libretti di altre opere

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Ultimo aggiornamento 18 agosto 2015
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