Glossario



Der Schwanendreher

Concerto per viola e piccola orchestra sopra antichi canti popolari

Musica:
Paul Hindemith
  1. Zwischen Berg und tiefem Tal
  2. Nun laube, Lindlein, laube!
  3. Fugato: Der Gutzgauch auf dem Zaune saß
  4. Variationen su Seid ihr nicht der Schwanendreher
Organico: viola solista, 2 flauti (2 anche ottavino), oboe, 2 clarinetti, 2 fagotti, 3 corni, tromba, trombone, timpani, arpa, 4 violoncelli, 3 contrabbassi
Composizione: ottobre 1935 - luglio 1936
Prima esecuzione: Amsterdam, Concertgebouw, 14 novembre 1935

Guida all'ascolto 1 (nota 1)

Protagonista per oltre un ventennio della vita musicale in Germania, dall'esperienza con Max Reger all'avanguardia espressionista berlinese degli anni Venti, dal «ritorno alla ragione» della «Nuova oggettività» alla rivalorizzazione del dinamismo motorio dell'era barocca, Paul Hindemith fu poi in prima linea nel ribaltamento del principio della «rottura della forma», sino allora imperante, a beneficio della rivalutazione dei concetti di struttura e di ritmo - e Cardillac (1926) fu in proposito esempio preclaro - oltre ad essere propugnatore della funzionalità del rapporto tra arte e mestiere nelle realizzazioni didattiche della «Gebrauchsmusik», come si verificò nel ciclo dei Plöner Musìktage o nel teatro d'attualità di Neues vom Tage (1929). Pur nella contingente adesione alle distinte esperienze culturali tedesche, sempre risultò immanente alla personalità creatrice di Hindemith un'operosità alacre e baldanzosa, marcata da una vocazione musicale prepotente e da una doviziosa maestria tecnica. Ed in ogni epoca e temperie artistica, Hindemith restò spiritualmente fedele a certi valori della civiltà musicale germanica, come «il tema della goethiana provincia pedagogica, per il quale dallo stato di malattia morale toccava all'arte d'essere il potere formatore e la guida della società... oltre a determinate categorie di pensiero, di cultura e di gusto, dalle inesauribili energie rigeneratrici del "Volk" germanico alle concezioni cosmogoniche e medievali dell'arte, dalle astrazioni geometriche della "magistra barbaritas" alle implicite accezioni gotiche del gusto e degli stilemi melodico-polifonici» (Turchi). Anche Hindemith, seppure in misura inferiore a molti intellettuali di sinistra o ebrei costretti all'esilio, subì l'effetto traumatico dell'avvento al potere in Germania del nazismo, con conseguenze anche immediate sulla sua creatività artistica. Proprio la composizione infatti che dette origine all'ostracismo ufficiale di Hindemith in Germania, cioè Mathis der Maler (1934), veniva a segnare, ad un tempo, una svolta marcata nell'itinerario operoso del musicista tedesco, con il distacco dall'attualità e dall'impegno culturale diretto nella società del suo tempo, oltre ad accentuare l'evoluzione della produzione di Hindemith nella prospettiva del recupero concettuale della tradizione, a beneficio della classicità del linguaggio, e anche di un certo accademismo formale. Tutti i lavori immediatamente successivi a Mathis der Maler, nell'intento di realizzare una sintesi lessicale tra tradizione e modernità, si caratterizzarono anche per l'assimilazione nel tessuto musicale del canto arcaico tedesco, specialmente d'ascendenza popolare. Mentre già stava attendendo alla stesura degli scritti teorici di «Unterweisung im Tonsatz», Hindemith procedeva, in lavori come la Terza Sonata per organo, Drei Chöre (1939), Variationen über eìn altes Tanzlied (1938), Vier Kanons (1940) ecc., ad inserire spunti melodici popolareggianti nel suo collaudato tessuto compositivo: in tale prospettiva si colloca il Concerto per viola e piccola orchestra da camera «Der Schwanendreher» (1935), nel quale i temi arcaici germanici subirono un'elaborazione assai accentuata, magistralmente moderna.

Eseguito la prima volta ad Amsterdam il 14 novembre 1935, con l'autore come solista, e con la Concertgebouw-Orchestra diretta da Mengelberg, il Concerto per viola, scritto nell'estate precedente, esibisce tutta una fantasia di antiche melodie folcloriche, in un contesto strumentale che riserva una posizione d'assoluta preminenza alla viola solista, anche nell'escludere dall'organico orchestrale rispettivamente le due sezioni dei violini primi e secondi, oltre alle viole, e nel prevedere l'unica partecipazione dei violoncelli e dei contrabbassi.

Tra vari lavori, non solo successivi al Mathis der Maler, questo Concerto per viola ha goduto, nell'ambito della produzione di Hindemith, di una notevolissima popolarità, annoverandosi non meno di una quarantina d'esecuzioni con l'autore come solista, tra cui la prima negli Stati Uniti nel 1937 al Coolidge-Festival di Washington.

Nel primo movimento, che porta come sottotitolo Zwischen Berg und tiefem Tal (Tra il monte e la profonda vallata), si individuano agevolmente almeno tre motivi melodici riconducibili a spunti tematici di antichi canti tedeschi del XV secolo, tra cui emerge il «Zwischen Berg und tiefem Ta / Da leit ein' freie Strassen. / Wer seinen Buhlen nit haben mag, / Der muss ihn fahren lassen» (Tra il monte e la profonda vallata, corre un ampio percorso. Chi non può avere con sé la sua amata, deve rinunciare a quella via), canto edito già nel 1512. Il secondo tempo, che s'apre con un duetto tra la viola e l'arpa, si basa sulla melodia del canto Nun laube, Lindlein, laube, conosciuto, sembra, nel 1555 ma che ancora fa parte del canzoniere popolare di certe zone rurali della Germania centrale e la cui prima strofa recita «Nun laube, Lindlein, laube, / Nicht länger ich's ertrag: / Ich hab mein Lieb verloren, / Hab gar ein traurig Tag» (Agita le foglie, piccolo tiglio, agitale, non posso più sopportarlo: io ho perduto il mio amore, e mi tocca un giorno davvero triste): assai interessante appare la scrittura hindemithiana nel riproporre, con tecnica strumentale moderna, l'equilibrio e il candore del clima espressivo originario. Segue un fugato ispirato da un altro motivo popolare del XV secolo, il canto del cuculo prediletto dai bimbi, che s'inizia con i versi «Der Gutzgauch auf dem Zaume sass, / Es regnet sehr und er ward nass. / (Il cuculo stava sullo steccato, pioveva forte ed era fradicio d'acqua): tale motivo trapassa a tutti gli strumenti, in maggiore o in minore, per intrecciarsi alfine col soggetto tematico di «Nun laube» intonato dagli ottoni. Il movimento conclusivo si articola in sette variazioni sul motivo che suggerisce il sottotitolo del Concerto per viola, cioè il canto che anticamente si indirizzava a chi arrostiva allo spiedo i cigni, risalente ad un'epoca tra il XV e il XVI secolo, in cui fu necessario mangiare tali animali. Il testo del canto era il seguente: « Seid ihr nicht der Schwanendreher, / Seid ihr nicht derselbig Mann? / So drehet mir den Schwan. So hab ich glauben dran. / Und dreht ihr mir den Schwanen nit, / Seid ihr kein Schwanendreher nit; / Dreht mir den Schwanen» (Non siete voi ad arrostire il cigno, lo stesso uomo che gira lo spiedo? Arrostitene uno allora per me, sì che vi possa credere. Se invece per me non girate allo spiedo il cigno, allora non siete l'addetto a tale lavoro; girate il cigno allo spiedo per me). L'orchestra e la viola enunciano prima i vari momenti melodici, per dar poi inizio alle variazioni: a partire dalla quarta variazione però fa la sua comparsa un altro motivo popolare, sinché, conclusa la settima variazione, una Coda sigla il termine del lavoro.

Guida all'ascolto 2 (nota 2)

Der Schwanendreher viene definito da Hindemith come «Un Concerto per viola e piccola orchestra, sopra antichi temi popolari germanici». Una nota è apposta sulla partitura per esplicitarne il significato poetico e la configurazione formale: «Un suonatore ambulante, entrando in una riunione di gente allegra, fa sentire a questa gente delle melodie che egli ha raccolto altrove, di natura sia seria, sia faceta; seguendo il suo genio inventivo di musicante, egli preludia, ricama e fantastica sopra questi temi, finendo con un pezzo ballabile». Ognuno dei tre movimenti di cui consta il Concerto si fonda sopra una melodia del secolo XVI, l'intera opera prende il suo titolo dal nome del brano popolare usato nell'ultimo movimento. Così, il primo movimento, «Langsam» (Lentamente) si vale della melodia «Zwischen Berg und tiefem Tal» («Tra montagna e profonda valle»); la seconda parte lenta, «Sehr ruhig, Langsam» («Molto tranquillo. Adagio »), si basa sulla canzone «Nun laube, Lindlein, laube» («Ora metti le foglie, o tiglio»). Il passo fugato di questo tempo sfrutta invece un altro canto «Der Gutzgauch auf dem Zaune sass» (« Il passero sedeva sulla siepe »). Il finale si basa sul tema «Seid ihr nicht der Schwanendreher?» («Siete voi il suonatore ambulante?»). Questo tema viene svolto in una serie di Variazioni, seguite da una Coda. Composto nel 1935 (Poco prima che Hindemith lasciasse la Germania sotto la pressione dell'intolleranza nazista), «Il suonatore anibulante» appartiene dunque al periodo culminante della creatività del compositore, preceduto com'è dal Mathis der Maler e seguito da Nobilissima visione. Der Schwanendreher, come pochi altri lavori, giustifica quanto, altre volte, abbiamo detto della musica di Hindemith in generale: ugualmente lontano dal clima rovente e insieme glaciale degli espressionisti viennesi e dal voluto semplicismo dei «neoclassici» parigini, Hindemith ama spiegarsi soprattutto con un tranquillo e sobrio discorrere contrappuntistico. Le sue composizioni, più che da violenti impulsi emotivi, sgorgano da quella naturale gioia del «Musizieren», del fare della musica, che costituisce uno dei lati positivi dell'indole germanica.

Nel Suonatore ambulante tale gioia sembra accresciuta dal fatto che Hindemith, il quale è un eccellente violinista, l'ha scritto per se stesso: ed è dunque come se egli, liberato dalle pregiudiziali oggettiviste, vi parlasse in prima persona, sia come compositore che come interprete.

Roman Vlad


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 13 gennaio 1980
(2) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Eliseo, 4 febbraio 1957

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Ultimo aggiornamento 24 ottobre 2016
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