Glossario



The Unanswered Question

Musica: Charles Ives
Organico: 4 flauti, tromba, archi
Composizione: 1908 (revisione 1930 - 1935)
Prima esecuzione: New York, McMillin Theatre, 11 maggio 1946
Edizione: apparso in Boletín Latino-Americano de Música, Montevideo, 1941

Guida all'ascolto (nota 1)

Pagina lontana dalla tradizione europea, priva di qualsiasi gesto tipico del sinfonismo classico-romantico, The Unanswered Question di Charles Ives si può considerare un punto di partenza della nuova musica americana. Pezzo breve, lento, suggerisce un'atmosfera metafisica, un «paesaggio cosmico», una dimensione tutta contemplativa che si ricollega strettamente a quella di Central Park in the Dark (sono entrambi del 1906 e insieme formano una specie di dittico, nel quale The Unanswered Question è definita «A Contemplation of a Serous Matter», Central Park in the Dark «A Contemplation of Nothing serious») ma anche alla Quarta Sinfonia e al grandioso paesaggio cosmico della incompiuta Universe Symphony. Eseguita per la prima volta a New York nel 1941, The Unanswered Question è un esempio di una partitura totalmente libera, proiettata in una dimensione sperimentale che anticipa alcuni aspetti tipici del linguaggio di Ives. Ammirevole per la semplicità dei mezzi con cui il compositore riesce a sovrapporre immagini musicali diverse, costruendo una leggibilissima architettura simbolica. Un programma metafisico dettagliato, basato sulla combinazione di tre elementi, affidati rispettivamente ad archi, alla tromba solista e a un quartetto di flauti, che si intrecciano tra loro al di fuori di una metrica regolare e dei tradizionali nessi tonali e formali. La tromba interpreta il ruolo dell'eroe, che si interroga sul senso dell'esistenza, attraverso una breve frase dal carattere interrogativo: «La tromba intona L'Eterna domanda sull'Esistenza - scrive il compositore in una nota introduttiva - e la ribadisce ogni volta con la medesima intonazione espressiva». La domanda monotona della tromba viene ripetuta, tra brevi silenzi, per sei volte senza mai avere una risposta. Solo il quartetto dei flauti, che rappresenta il tentativo vano e pettegolo degli uomini di trovare delle spiegazioni, replica alla tromba, con figure cromatiche scomposte, frammenti senza direzione, dissonanti e fuori sincrono, che mimano grottescamente il motto interrogativo della tromba: «la ricerca dell'Invisibile risposta intrapresa dai flauti cresce gradualmente in intensità, velocità e volume sonoro, partendo da un animando per arrivare a un con fuoco. Non è necessario che questa parte sia suonata nell'esatto numero di battute indicate. Deve essere eseguita in modo da assumere piuttosto un carattere ìmprovvisatorio [...] Coloro che rispondono azzuffandosi man mano che il tempo passa, e dopo un convegno segreto, sembrano intuire la futilità di questa ricerca e cominciano a beffarsi della Domanda. La disputa è per il momento sospesa. Dopo la loro scomparsa, la Domanda è posta per l'ultima volta ed i Silenzi si odono ancora nell'Indisturbata Solitudine». I Silenzi sono quelli dei Druidi «che sanno, vedono e non odono nulla», e che sono rappresentati musicalmente dal Largo molto degli archi, uno sfondo che attraversa imperturbabile l'intera partitura («Gli archi suonano ppp da cima a fondo senza mai cambiare tempo»), dipanando una serie di accordi consonanti, prolungati, implacabili ma distaccati, lves suggerì addirittura di collocare gli archi fuori scena, o comunque lontano dagli altri strumenti per rappresentare anche fisicamente la distanza tra la calma imperturbabile del silenzio e l'affannosa, vacua ricerca dei mortali. In un gioco quasi scenico analogo a quello della Quarta Sinfonia che porrà ancora l'impossibile questione dell'esistenza, traducendola nella contrapposizione tra le impetuose domande del pianoforte e degli archi da un lato e la serenità di un coro a distanza formato da arpa, viola e violini che intonano l'inno Nearer My God, To Thee.

Gianluigi Mattietti


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorium Parco della Musica, 8 novembre 2003

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Ultimo aggiornamento 25 febbraio 2016
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