Glossario



Sinfonia n. 3: The Camp Meeting

Musica: Charles Ives
  1. Old Folks Gatherin' - Andante maestoso
  2. Children's Day - Allegro moderato
  3. Communion - Largo
Organico: flauto, oboe, clarinetto, fagotto, 2 corni, trombone, archi
Composizione: 1904 (revisione: 1908 - 1911 circa)
Prima esecuzione: New York, Carnegie Chamber Music Hall, 5 aprile 1946
Edizione: Arrow Music Press, New York, 1947

Guida all'ascolto (nota 1)

Ives è considerato uno dei pionieri del Novecento musicale nordamericano, rispettabile e meno famoso contraltare di George Gershwin e a suo modo anticipatore di Varese e poi di Cage. Figlio di un maestro di banda della cittadina natale, Danbury nel Connecticut, apprende dal padre i primi rudimenti della musica che gli permettono di suonare l'organo della chiesa appena tredicenne. Più tardi frequenta i corsi di Horatio Parker alla Yale University di New York e approfondisce le sue conoscenze del pianoforte e del violino, oltre che di altri strumenti, studiando i classici della musica, soprattutto Bach, Händel e Beethoven. Dopo essersi diplomato in composizione nel 1898 Ives, di temperamento individualistico e anticonformista, decide di entrare nel mondo degli affari, organizzando una compagnia di assicurazioni, per poter scrivere musica in piena libertà. Come assicuratore ottiene molto successo, meno come musicista. A chi gli chiede se soffra per questa doppia identità, egli così risponde: «Le mie esperienze nel mondo degli affari mi hanno mostrato la vita sotto molti aspetti, che altrimenti avrei ignorato... Attraverso gli affari ho conosciuto in pieno la vita. Non si può relegare un'arte in un angolo nella speranza che abbia vitalità, realtà e sostanza. L'arte vera non può conoscere esclusioni. Essa proviene direttamente dal centro dell'esperienza della vita vissuta. Il mio lavoro di musicista mi ha aiutato negli affari, e il mio lavoro come uomo di affari mi è stato d'aiuto per la mia musica».

Ives compone musica fino intorno agli anni Trenta, ma una malattia lo costringe a ritirarsi nella sua casa di campagna nel Connecticut, dove passa il tempo rivedendo le sue partiture. Soltanto negli ultimi anni prima di morire, dopo decenni di quasi totale incomprensione, egli è diventato l'autore più rinomato della vecchia scuola nordamericana, specialmente per alcuni lavori, come la Seconda Sinfonia del 1902, la Sinfonia n. 3 (1902-1909), la Sinfonia n. 4 (1910-1915), Three places in New England (1911-1913), la Seconda Sonata per pianoforte, completata nel 1915, la Holidays Symphony del 1914 e il Book of 114 Songs, pubblicato nel 1922. Anche Schoenberg non rimase indifferente di fronte alla musica di Ives e nel 1945 scrisse per una rivista americana questo giudizio che richiamò l'attenzione sull'isolato compositore del Connecticut: «C'è un grande uomo che vive in questo paese, un compositore. Egli ha risolto il problema di come restare se stesso e di come continuare a perfezionarsi. Egli risponde alla negligenza del mondo con il suo disprezzo. Non si sente forzato ad accettare né la lode né il biasimo. Il suo nome è Ives...».

Si può dire che la personalità creatrice di questo musicista, sensibile al richiamo dei motivi popolari del folclore americano e dei canti della Chiesa protestante ascoltati più volte nel corso delle cerimonie religiose a Danbury, sia in parte racchiusa nella Symphony n. 3 per orchestra da camera, che non a caso ha per sottotitolo "The Camp meeting" precisando con questa definizione quelle manifestazioni di carattere spontaneo e corale durante le quali gli inni puritani venivano interpretati liberamente e con maggiore franchezza dal contadino yankee. Iniziata nel 1902, questa Sinfonia fu completata nel 1904 e poi revisionata nel 1909, con qualche ritocco strumentale fino al 1911. La prima esecuzione ebbe luogo molti anni più tardi, nel 1946, in un concerto diretto da Lou Harrison con la Little Symphony of New York nella stagione da camera della Carnegie Hall. Per questa Sinfonia venne attribuito nel 1947 il Premio Pulitzer al compositore e lo stesso Harrison si preoccupò di far stampare la partitura, secondo la copia originale della prima esecuzione. I tre movimenti di cui è formata derivano da pezzi organistici, scritti nel 1901 e andati perduti, e utilizzavano come materiale tematico inni della tradizione presbiteriana americana: da Lowell Mason "Azmon" (1839 - Oh! for a thousand tongues to sing) e da Charles Converse "Erie" (1868 - Wat a friend we have in Jesus) per il primo movimento (Andante maestoso); da Lowell Mason "Fountain" (1830 - There is a fountain filled with blood) e da Andrew Young "Happy Land" (1838 - There is a happy land) per il secondo movimento (Allegro); da William Bradbury "Woodworth" (1834 - Just as I am without one Plea) per l'ultimo movimento (Largo).

Ora, a parte le citazioni tematiche dei vari inni religiosi, il linguaggio della Terza Sinfonia è chiaro e scorrevole e mira a rievocare l'atmosfera di una religiosità arcaica e spontanea, senza cadere nel banale e nel superficiale. Il primo e il terzo movimento riflettono una linea psicologica più raccolta e intimistica, secondo un senso armonico e melodico saldamente tradizionale, mentre il secondo movimento, indicato allusivamente da Ives con il sottotitolo di "Children's Day", presenta una più vivace animazione ritmica, che nella sezione centrale sfocia nell'episodio di marcia costruito sull'inno gallese "All Through the Night". Va aggiunto, a titolo di cronaca, che il direttore d'orchestra Michael Tilson Thomas ha eseguito più volte la Terza Sinfonia di Ives ed ha contribuito alla sua diffusione anche con una incisione discografica realizzata con l'orchestra del Concertgebouw di Amsterdam.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 30 ottobre 1987

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Ultimo aggiornamento 3 giugno 2016
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