Glossario
Guida all'ascolto



Příhody Lišky Bystroušky (Le avventure della volpe Bystrouška [cioě «astuta»]), I/9


Testo delle parti vocali (nota 1)

ATTO PRIMO

Un’oscura e asciutta gola nella foresta. Soleggiato pomeriggio d’estate. Sullo sfondo la tana di un tasso. Spunta la testa del tasso, che fuma la sua lunga pipa. I moscerini girano intorno:danza. La libellula blu: danza. La libellula e i moscerini fuggono. Il tasso si nasconde.
Il Guardiacaccia
(col fucile in spalla, soffiando e sospirando)
Arriva un temporale.
Mi fermo un attimo.
Alla moglie dico che ho fatto
la posta ai bracconieri.
(Il Grillo e la Cavalletta con un minuscolo organo a manovella.)
Mi crederà, è una brava donna.
(Si siede sotto un cespuglio di vescicaria.)
Qui è come il mattino dopo la prima notte di nozze.
Ero a pezzi come ora.
(Il Grillo e la Cavalletta: balletto.)
E tu, mia doppietta
fedele amica,
vieni sul mio vecchio cuore di cacciatore!
Non borbotti, non tormenti, gli appartieni –
(S’assopisce.)
Il Grillo
Ehi compagnuzza, ci facciamo un concertino?
La Cavalletta
Solo se al signorino non dispiace
il mio debole per i trilli all’antica.
La Zanzara
(ubriaca, danza)
Mio Dio, mio Dio!
La piccola Rana
(cerca di prendere la Zanzara, che la schiva)
Cra-cra! Cra-cra!
La Zanzara
Cosa vuoi tu, ragazzaccia!
(Vola lontano.)
La piccola Rana
Cra-cra! Cra-cra!
(La piccola volpe entra di corsa.)
La Zanzara
Mio Dio, tappati la bocca!
La piccola Rana
Cra-cra! Cra-cra!
La Zanzara
Dov’eri quando tuonava?
Bystrousˇka
(fissando la piccola Rana)
Mamma!
Mamma, che cos’è?
Che cos’è?
Si mangia?
(La piccola Rana terrorizzata salta e finisce sul naso del Guardiacaccia.)
Il Guardiacaccia
Sacramento d’un cane!
Fredda bestiaccia.
(Si guarda intorno e vede la piccola Bystrousˇka. Emerge dalla macchia muovendosi come un animale e acchiappa Bystrousˇka come un predatore.)
Sei tu, allora? Birbantella!
Bystrousˇka
Mamma, mamma!
Il Guardiacaccia
(sollevandola per la pelle del collo come un cane)
Ha, ha, ha!
Ti terremo per bene.
Bystrousˇka
Mamma, mamma!
Il Guardiacaccia
(prende Bystrousˇka sotto il braccio, il fucile sulla spalla e se ne va)
Di te saranno contenti i bambini!
Bystrousˇka
Mamma, mamma!
Il Guardiacaccia
(in distanza)
Ha, ha, ha!
(La libellula blu arriva invano per vedere Bystrousˇka... Si posa e ripiega le ali.)

Cambio di scena

Il cortile del Guardiacaccia, presso lo stagno. Un soleggiato pomeriggio d’autunno. Il Guardiacaccia esce dall’atrio, sulla destra.
Il Guardiacaccia
(al suo cane, che sta con la piccola volpe vicino alla cuccia)
La guardi, eh, Lapák?!
La moglie del Guardiacaccia
(ferma sull’ingresso)
Ha portato solo pulci!
Nient’altro che pulci!
(Versa del latte in una ciotola.Il Guardiacaccia rientra. Bystrousˇka lecca il latte e geme.)
Bystrousˇka
Ou-ou! Ou-ou!
Lapák
Non fare scene lamentose!
Bystrousˇka
Ou-ou!
Lapák
E io allora? Con la mia vita solitaria?
E i tormenti del mio cuore
nei mesi dell’amore – febbraio, marzo?
Ou! Mi consolo con l’arte.
(Bystrousˇka osserva Lapák un po’ impietosita e un po’ indifferente.)
La sera canto tristi canzoni,
che io stesso ho composto.
E per questo il vecchio mi bastona. Ou!
Canto, e neanche so cos’è l’amore...
Bystrousˇka
Anch’io non ho esperienze amorose.
Ma ho imparato qualcosa dagli stornelli
che hanno il nido sopra la nostra tana.
Sempre zuffe e litigi tra loro.
Si accusavano di cose terribili,
cose immorali e indecenti,
e che un vecchio storno, uno svergognato donnaiolo,
ne ha combinate sulla cima dei faggi...
un sabato, dopo la paga,
è finita che il corvo e il falco
gli hanno dato una bella regolata.
Certo i giovani non erano meglio dei vecchi:
una stornella aveva una tresca con il cuculo.
E ha imparato a deporre nei nidi degli altri.
E un altro ha dovuto rifondere a una gazza
un cespuglio di nocciole.
E la figlia di uno storno, una trasandata,
s’era messa con un giovane corvo.
(Lapák acchiappa Bystrousˇka per la coda; Bystrousˇka atterra Lapák; le galline scappano. )
Cane spudorato!
(Lapák si arrampica sulla concimaia. Bystrousˇka si rannicchia. Pepík e Frantík escono di corsa; Pepík prende Bystrousˇka e la solleva.)
Pepík
Sai cosa abbiamo?
Abbiamo una volpe.
Frantík
(stuzzica Bystrousˇka sul muso con un bastone)
Morde?
(Le fa il solletico sul muso.)
Bystrousˇka
Che ti credi?
Che sia un qualunque cane?
Come Lapák?
Frantík
Senti come ringhia?
Bystrousˇka
Sporco ragazzino!
Frantík
Prendi due bastoni!
Bystrousˇka
Smettila, smettila!
Vattene!
Frantík
Prendi!
(La picchia sul muso.)
Bystrousˇka
Tu mi meni? Scorrerà il sangue!
(Attacca Pepík.)
Pepík
Au, au!
Mi ha preso una gamba!
Me la sta divorando!
Bystrousˇka
(corre verso il bosco, inseguita da Frantík)
Lèvati!
Frantík
Prendila! Ce l’ho!
Pepík
Au, au!
La moglie del Guardiacaccia
(uscendo di casa)
Ah, papà!
Pepík
Au, au!
La moglie del Guardiacaccia
Io, ’sta tua volpe...
puzza, è sempre tra i piedi,
e dà solo fastidio!
(Il Guardiacaccia prende a schiaffi Pepík.)
Pepík
(guardandosi i pantaloni)
Au, au!
Il Guardiacaccia
Allora leghiamola!
(Lega Bystrousˇka.)
Bystrousˇka
Ou, ou!
(Il Guardiacaccia e la Moglie tornano in casa. Frantík se ne va. Lapák entra nell’atrio. Il cortile si svuota. È il crepuscolo. Bystrousˇka si trasforma in una ragazza. Bystrousˇka piange nel sonno.)
Ah, ah!
(Bystrousˇka torna in forma animale. Lapák si stiracchia.)
Lapák
(a Bystrousˇka)
Tu dovresti fare come me!
Non scappare!
Non leccare i piatti!
Il Gallo
Guarda un po’ come è giusto l’uomo!
(La Moglie del Guardiacaccia distribuisce il mangime al pollame.)
La nostra signorina volpe ci cacciava,
e ora manco si può muovere!
E questo, perché non sa fare le uova,
e non attende alla cova!
Voi, deponete e lavorate,
io faccio la mia parte!
Le Galline
Noi lavoriamo e deponiamo.
Noi lavoriamo e deponiamo.
Spennacchiotta
Soffri!
Soffri!
Le Galline
Noi lavoriamo e deponiamo.
Spennacchiotta
Soffri!
Soffri! Ti sta bene!
Le Galline
Noi lavoriamo e deponiamo.
Noi lavoriamo e deponiamo.
Spennacchiotta
Sofffri!
Il Gallo
Deponete, io faccio la mia parte!
Spennacchiotta
Sofffri!
Bystrousˇka
(saltando)
Guardate, sorelle, che razza di capo avete!
Vi vuole per i suoi comodi;
e ci guadagna ancora dagli uomini!
Compagne! Sorelle!
Abbasso il vecchio regime!
Create un mondo nuovo,
dove conoscerete bontà,
gioia ed eguaglianza
Le Galline
Senza il gallo?
Senza il gallo?
Bystrousˇka
Che bisogno avete di un gallo?
Si becca il grano migliore,
e se non vuole fare qualcosa,
chiama voi a farlo.
Il Gallo
Morta di fame!
Promette la liberazione dagli uomini,
per mangiarci lei.
Le Galline
(si disperdono per il cortile)
(Contr.) Caspita!
(Sopr.) Caspita!
(Contr.) Caspita!
(Sopr.) Caspita!
(Contr.) Caspita!
Bystrousˇka
Non posso neanche guardare
la vostra arretratezza,
(Scava un buco nella concimaia.)
e preferisco seppellirmi viva!
(Si seppellisce.)
Spennacchiotta
Fifone! Andate a vedere se è morta.
(Le Galline convergono incuriosite. All’improvviso Bystrousˇka addenta il Gallo e scanna le Galline una dopo l’altra. – Spennacchiotta scappa come una pazza.)
Coccodè, Coccodè!
(La Moglie del Guardiacaccia accorre spaventata.)
Cocò, cocò, cocò, cocò!
La moglie del Guardiacaccia
(sta per svenire)
Che, che?
Spennacchiotta
Coccodè, coccodè!
La moglie del Guardiacaccia
Che, che?
Bestiaccia!
Bystrousˇka
Ha, ha, ha ha!
La moglie del Guardiacaccia
Bestiaccia!
Bystrousˇka
Ha, ha, ha ha!
Spennacchiotta
Coccodè, coccodè!
Dove sono le sue dolcezze?
La moglie del Guardiacaccia
Razza di canaglia!
Ecco cosa mi capita
ad ascoltare quel mio
vecchio pazzo.
Spennacchiotta
Da uova pure
non avrò pulcini.
La moglie del Guardiacaccia
Di te, mi ci faccio un manicotto.
(Bystrousˇka salta decisa a scappare.)
Aspetta, aspetta!
Bestiaccia!
Vedrai, per te è finita!
Bystrousˇka
Ora, o mai più!
La moglie del Guardiacaccia
Bestiaccia!
Vecchio, sparale!
(Bystrousˇka strattona la corda. Il Guardiacaccia esce con un bastone e la picchia.)
Bystrousˇka
Non ho paura di te,
fossi anche cento volte più grosso!
Il Guardiacaccia
Io ti spacco la testa!
Bystrousˇka
Magari spacco io la tua!
(Atterra il Guardiacaccia e fugge.)

ATTO SECONDO

Il bosco, la tana del Tasso.Tardo pomeriggio.
Bystrousˇka
Ah!
(Guarda nella tana del Tasso.)
Il Tasso
Chi c’è qui che grida?
Bystrousˇka
Io, io, vossignoria!
(Osserva l’interno.)
Il Tasso
Tu, razza d’accattona piena di pulci!
Ti avviso: smetti di curiosare!
Bystrousˇka
Ha, ha, ha, ha.
Ha, ha, ha, ha.
Continua, che sei fuori esercizio con la lingua!
Gli animali del bosco
Che fatica aprire la bocca!
Bystrousˇka
Guardate,
si arrotola come un gran signore!
Gli animali del bosco
Come un gran signore!
Bystrousˇka
Ha una casa grande per tre –
Gli animali del bosco
Come un gran signore!
Bystrousˇka
– e insulta un poveraccio
che vuole solo dare un’occhiata.
Gli animali del bosco
Gran signore!
Bystrousˇka
È lì stravaccato come un pascià!
Gli animali del bosco
Gran signore!
Gran signore!
Il Tasso
T’insegno io a strepitare da queste parti!
(Bastona Bystrousˇka.)
Fila via, o ti mando un avvocato!
Che ti porta in tribunale!
(La bastona ancora.)
Bystrousˇka
(sollevando la gonna)
Questo è per te!
Lurido urlone,
brutale zoticone –
Gli animali del bosco
Lurido urlone,
brutale zoticone –
Bystrousˇka
Cosa mi picchi?
Gli animali del bosco
Cosa la picchi?
Bystrousˇka
Ti do così fastidio,
sporco maiale?
Gli animali del bosco
Ti dà così fastidio,
sporco maiale?
Bystrousˇka
– che mi devi pestare?
Il bosco è grande, –
Gli animali del bosco
Il bosco è grande, –
Bystrousˇka
... e vossignoria ha fisso in mente
che nessuno può avvicinare una finestra!
Gli animali del bosco
– e nessuno può avvicinare una finestra!
Bystrousˇka
Sono io che potrei
portarti in tribunale!
Gli animali del bosco
portarlo in tribunale!
Bystrousˇka
Ma chi vuole immischiarsi con te?
Ecco per te qualcosa da una femmina,
(Solleva la coda.)
tanto perché tu sappia quanto sei apprezzato!
(Il Tasso esce dalla tana e sale furioso su una collinetta.)
Il Tasso
Oh, quale insulto alla moralità!
Lascio questa gentaglia ingrata.
(Asciugandosi le lacrime s’affretta verso il bosco con la pipa sotto il braccio. Bystrousˇka trionfante prende possesso della tana abbandonata.)

Cambio di scena

All’osteria “Da Pásek”; una saletta riservata accanto alla taverna. Al tavolo il Maestro di scuola e il Guardiacaccia giocano a carte.
Il Parroco
(simile al Tasso, entra con la pipa)
Sì, a Stráni andrà molto meglio.
Il Guardiacaccia
Ma, reverendo padre,
avremo un grande matrimonio.
Pare che il nostro Maestro
si sia fatto accalappiare.
Il Parroco
“Non des mulieri corpus tuum.”
Il Guardiacaccia
Tu, furbacchione,
diccelo, hai qualcuna?
Tanto me lo faccio dire!
“Tanto tempo fa,
tutto è passato.
E tu, mia Veronica,
mica volevi dormire;
cambia il mondo
e tutto muta,
il larice era verde
nel mese di maggio,
è vecchia Veronica
e il larice è spoglio.
Come può chiamarla
dopo tanti anni?”
Il Parroco
(in tono di rimprovero)
Signor Guardiacaccia...
Il Guardiacaccia
“Lui tace quando passa,
lui tace quando passa
la Veronica.”
Il Maestro di scuola
Può capitare di peggio a un Guardiacaccia!
Ho sentito che ti sei messo in casa una volpe.
Come è finita?
Il Guardiacaccia
(irritato)
Non parlatemi di quella!
Me ne ha combinate la bestiaccia.
Son contento d’essermene liberato!
Non ci voglio pensare!
Proprio come gli uomini!
Quando vanno in calore
fanno tali scemate...
Basta guardare qui il nostro Maestro,
e non è forse un uomo saggio?
E invece non vi taglia sull’asso
e lo lascia a me.
(Entra l’oste Pásek.)
O, maestro, istitutore, rincretinisci.
Il Parroco
“Non des mulieri corpus tuum”:
Il Guardiacaccia
Col cavolo che capisco!
Il Parroco
allora, in cèco:
“non dare alla donna il corpo tuo!”.
Il Guardiacaccia
Fosse almeno
il latino dei cacciatori.
Il Parroco
“non dare alla donna il corpo tuo!”.
Il Guardiacaccia
Giusto,
ma non nel tempo presente, o chiamate
forse corpo questo gambo di fagiolo?
(Solleva la visiera del Maestro.)
Magro come uno stecchino!
Il Maestro di scuola
Va bene, vi siete divertiti.
(Va verso la finestra.)
Il gallo canta. È ora di andare a casa.
(Prende il cappello e paga.)
Il Guardiacaccia
Sacramento d’un cane!
E lascialo cantare!
Il Maestro di scuola
(lascia l’osteria)
Addio!
Il Guardiacaccia
Per colpa di uno di loro
Pietro tradì Cristo!
Pásek
(sussurrando all’orecchio del Parroco)
Reverendo! Reverendo!
Vi cercano i vostri nuovi parrocchiani.
Il Parroco
(al Guardiacaccia)
A che serve ricordare?
(Prende in fretta il cappello e se ne va.)
Il Guardiacaccia
Rincasare?
Tanto per farsi un sonnellino?
Oh, Maestro, Giuda!
Mi sa proprio che venderai
le tue vecchie ossa alla donna,
anziché a un ebreo.
Dici di no?
“Mangerai il pane
col sudore della fronte!”
Sul bere, non una parola.
O no?
Se solo il Signore avesse
detto una volta che berremo
nel timore e nel tremore...
Non l’ha detto, no?
Quindi, signor Pásek,
ancora uno.
Vero?
Pásek
Ma, a proposito di questa volpe,
vi dovrete ricordare di noi.
Il Guardiacaccia
(arrabbiato)
Al diavolo,
non c’è niente da ricordare!
È scappata!
È scappata e basta!
E io non l’andrò a cercare!
Addio!
(Esce.)

Cambio di scena

Il bosco. A sinistra sale un sentiero. Dietro a una staccionata, dei girasoli in fiore. Notte al chiaro di luna.
Il Maestro di scuola
Il mio centro di gravità oscilla,
o è la terra che gira,
da est a ovest.
Oggi qualcosa non va.
Dovevo proprio passare tutta la notte
all’osteria con gente sconosciuta?
Dovevo proprio vegliare,
quando tutto il mondo dorme?
Era necessario cercare al buio
la via di casa?
Ed essere felice,
se non mi storco una caviglia o un polso?
(Si ferma.)
Maledetto sentiero!
La pioggia l’ha di nuovo scavato!
Se non avessi il mio bastone,
o un qualunque sostegno,
non arriverei a casa.
Due gambe e un bastone –
sono tre punti d’appoggio.
E con questi tre appoggi
ho una stabilità ottimale,
Ma proviamo senza bastone.
(Oscilla avanti e indietro.)
Accidenti!
(Cade. Bystrousˇka spunta dietro i girasoli, verso i quali il Maestro guarda rapito.)
Staccato!
(Si ferma e ruota l’indice per aria.)
Flautato!
(Soffia una brezza. I girasoli si muovono misteriosamente. Il Maestro li guarda meravigliato.)
Oh, oh,Terinka.
Se avessi saputo
d’incontrarvi qui,
da molto tempo avrei lasciato
quei due ubriaconi!
Voi mi amate?
Oh, parlate!
(Gli enigmatici esseri scuotono la testa.)
Io vi ho adorata
per tanti anni.
Il mio destino è nelle vostre mani
e attendo la vostra risposta!
Perdonate un uomo debole,
che arde d’amore!
Sì, vi seguirò.
Per stringervi nelle mie braccia.
(Il girasole si scosta dalla staccionata.)
Ah, ecco che mi fa posto.
E cosa ancora...
(Preso da passione, lascia cadere il bastone, corre verso la staccionata, la salta come un caprone, tanto da farla scricchiolare. Bystrousˇka scappa via dai girasoli e si nasconde fra il fogliame.)
Il Parroco
“Rammenta d’essere uomo virtuoso!”
(Il Maestro di scuola si muove dietro la staccionata.)
Cavolo, quale classico lo aveva detto?
(Accende la pipa e siede pesantemente.)
Non si accende.
Quanto sono stato seduto così!
Io, giovane studente,
lei...
aveva trecce dorate
e gli occhi fissavano tanto innocenti,
(Gli occhi di Bystrousˇka brillano fra i cespugli.)
e inconsapevoli.
Ne è passato di tempo.
Poi tutto è finito.
Occhi come laghi, nella cui
profondità si specchiava il cielo,
e più in fondo,
ancora più in fondo,
inganno e tradimento
come un viscido deposito!
Era stato il garzone d’un macellaio.
E accusarono me,
il reverendo Alvise!
La gattina sul salice!
La casta Susanna al bagno!
Da quel tempo
non ho più visto in nessuna
uno sguardo puro!
Tutto è passato.
Ora sto come la scopa in un angolo.
“Memnestò, aner agathos einai.”
Ma certo, era l’Anabasi di Senofonte!
Il Guardiacaccia
(in lontananza)
Canaglia!
(Bystrousˇka passa di corsa.)
Ora t’acchiappo!
Il Maestro di scuola e il Parroco
(scattano in piedi da terra)
Mio Dio!
Qui non possiamo restare!
Lui non sa che l’uomo
è un fragile vaso!
Il Guardiacaccia
(dietro la scena)
La volpe!
(Il Maestro di scuola s’arrampica sulla staccionata e si allontana in fretta. Il Parroco scappa nell’altra direzione. Un colpo di fucile... poi un altro. Il Guardiacaccia viene fuori dal bosco col fucile.)
Mi venisse un colpo,
se questa non era la nostra volpe!

Cambio di scena
Coro
A... a...
a... a...
(La tana di Bystrousˇka. Notte di luna in estate. Bystrousˇka è accucciata col muso tra le zampe. Rumori nella radura.)
Bystrousˇka
(con un fremito per il corpo)
Dio mio, quanto è bello!
(Fra i rami brillano gli occhi gialli di un maschio di volpe.)
Quanto è bello!
Il Maschio di Volpe
(fa il suo ingresso, molto elegante)
Vi siete spaventata, signorina?
Bystrousˇka
(in atteggiamento innocente)
No-o! No-o!
Il Maschio di Volpe
Ci son parecchi uccelli da queste parti?
Bystrousˇka
Ciumbia!
Il Maschio di Volpe
Vero che ora, però, c’è poca roba?
Bystrousˇka
Ciumbia, io ’sto posticino lo conosco bene,
abito poco lontano da qui;
sono venuta qui a fare una passeggiata,
perché ho un terribile mal di testa.
Il Maschio di Volpe
Allora, prego, vorrete permettermi
d’accompagnarvi.
Girano sempre cacciatori nel bosco,
e quando si ha la testa altrove,
possono facilmente capitare le disgrazie.
Bystrousˇka
(balbettando)
Se siete così gentile...
Il Maschio di Volpe
(premuroso)
Ben inteso, se la mamma
non ha nulla in contrario.
Bystrousˇka
O, no-o! Io sono indipendente
da tanto tempo.
Il Maschio di Volpe
(fra sé)
Indipendente?
Bystrousˇka
Ho persino una mia casa.
Me l’ha lasciata lo zio tasso.
Il Maschio di Volpe
Una proprietaria di casa?
Bystrousˇka
E nella casa forestale
stavo come in famiglia.
Il Maschio di Volpe
(inchinandosi meravigliato)
Nella casa forestale?
Bystrousˇka
Sono cresciuta là.
Ho un’educazione umana.
Ho rubato!
(in confidenza)
Una volta –
a pensarci mi vengono ancora i brividi –
mi hanno scoperta!
Ma una volpe si sa difendere!
Cavolo, se le riesce!
Quanto meno, tiro fuori la lingua!
Mi avevano menata.
Avevo perso un pezzo di coda.
Il guardiacaccia si vantava:
“Non vi preoccupate,
la faccio fuori!
E quando è stesa,
le taglio quella gola ingorda,
e tu, moglie, avrai
un pellicciotto da contessa”.
“Non ti vergogni, vecchio,
di maltrattare gli animali?”
(Il Maschio di Volpe è molto ammirato e segue con crescente attenzione.)
“Se mi picchi ancora,
te le restituisco.
Sei così taccagno
che ti secca dare un solo boccone.
Hai tutto quello che vuoi
e io niente di niente.
Io non so mendicare
e ho preso un boccone.
Se vuoi, picchiami!
Se vuoi, picchiami!
Ma se lo fai...”
E lui mi ha picchiato.
“Tiranno!
L’hai voluto!”
E cascò come un albero abbattuto.
Me la sono filata.
Da allora sono un animale.
Il bosco era più nero della notte,
ma io ero libera.
Il Maschio di Volpe
(s’inchina profondamente verso Bystrousˇka e, pieno d’ammirazione, si presenta)
Mantodòro,
volpe maschio dal riccio canino
del Vallone Profondo.
Bystrousˇka
Molto lieta!
Bystrousˇka,
figlia adottiva della casa forestale
presso lo stagno.
Il Maschio di Volpe
(bacia la punta della zampa di Bystrousˇka)
Non vi dispiacerebbe, signorina,
se tornassi a farvi visita?
Bystrousˇka
No, nel modo più assoluto.
Il Maschio di Volpe
Andate spesso a passeggio nei prati?
Bystrousˇka
Tra mezzanotte e l’una.
Non ho amici, e ci vado da sola.
Non permetterei comunque
a nessuno di accompagnarmi!
Il Maschio di Volpe
Siete la donna moderna ideale!
Immagino fumiate.
Bystrousˇka
Non ancora.
Il Maschio di Volpe
Vi piacciono i conigli!
Bystrousˇka
Oh, moltissimo!
Il Maschio di Volpe
(congedandosi)
I miei rispetti.
(Fila via.)
Bystrousˇka
(sdraiata sulla schiena, stira la coda)
Sono davvero così bella?
(Si rotola sulla sabbia.)
Cosa avrò di tanto bello?
(Si liscia il pelo.)
Cosa avrò di tanto bello?
(Il Maschio di Volpe ritorna; nascosto nella macchia, osserva Bystrousˇka maliziosamente.)
Cosa avrò di tanto bello?
Nel complesso non sono male!
Che pensieri strani e deliziosi!
Il Maschio di Volpe
È splendida, splendida!
Non posso lasciarmela scappare!
Bystrousˇka
Sono davvero così bella?
(tra sé)
Il mio ragazzo d’oro!
Il Maschio di Volpe
(entra intimidito)
I miei rispetti.
Bystrousˇka
Se tu sapessi,
quanto mi sono innamorata di te!
(Scatta per lo spavento.)
Il Maschio di Volpe
I miei rispetti.
(Mostra a Bystrousˇka un coniglio.)
Bystrousˇka
Cosa mai mi portate così presto?
Il Maschio di Volpe
Hi, hi, hi!
Bystrousˇka
Hi, hi, hi!
Il Maschio di Volpe
Hi, hi, hi!
Qui ho portato qualcosa per voi da mangiare!
Bystrousˇka
Hi, hi, hi!
Voi siete tremendo –
Il Maschio di Volpe
Hi, hi, hi!
Hi, hi, hi!
Bystrousˇka
– a prendervi tutto questo fastidio
solo per me.
(Si siedono per la colazione.)
Il Maschio di Volpe
Avete freddo?
Bystrousˇka
(sussurrando)
No-o, ho caldo!
(Rossori dell’alba. Il Maschio si accuccia vicino a Bystrousˇka, le teste e le code vicine, e le scocca il primo bacio su un orecchio.)
Il Maschio di Volpe
Voi non avete mai amato?
Bystrousˇka
No-o. E voi tante volte?
Il Maschio di Volpe
Neanch’io.
Bystrousˇka
E perché?
Il Maschio di Volpe
Perché non ho ancora trovato una
che io possa veramente rispettare
e per la quale darei la vita.
Ma se la trovassi –
Bystrousˇka
Allora?
Il Maschio di Volpe
– allora, senza riflettere troppo,
le chiederei:
Bystrousˇka
(quasi svenuta)
Che cosa?
Il Maschio di Volpe
Mi ami?
(Abbraccia Bystrousˇka.)
Voi tacete?
(Afferra con passione Bystrousˇka.)
Bystrousˇka
Mi lasci!
La prego!
Voi siete terribile!
Ho paura di voi!
Andate via!
Non vi voglio più vedere!
Il Maschio di Volpe
(lasciandola, tristemente)
Allora, allora andate,
e portate via la mia felicità!
Distruggetemi!
Rovinatemi!
Non voglio più vivere!
Bystrousˇka
Davvero?
Perché non l’avete detto prima?
Il Maschio di Volpe
È vero, Bystrousˇka,
mi sono innamorato di te!
Bystrousˇka
Di me? Di me?
Il Maschio di Volpe
Davvero, di te, Bystrousˇka,
di te, Bystrousˇka, di te mi sono innamorato,
perché tu sei proprio quella
che ho sempre desiderato!
Bystrousˇka
Perché proprio io?
Perché proprio io?
Il Maschio di Volpe
Non sono un bugiardo,
sono una volpe sincera.
Dico quello che ho nel cuore,
con semplicità.
Non il corpo, ma la tua anima
io amo.
Non scrollare la testa.
Vedrai, mia Bystrousˇka, vedrai
che romanzi e opere
si scriveranno su di te.
Vieni, non fuggire!
Siedi accanto a me!
(Abbraccia Bystrousˇka e la bacia con passione.)
Vuoi che noi...?
Non piangere!
Anch’io sto per piangere di gioia!
Vuoi che noi...?
Vuoi che noi...?
Bystrousˇka
(vinta)
Sì!
(S’infila nella tana col maschio.)
Sì!
(La Libellula blu danza. Arriva in volo la Civetta, come un’ombra; la segue la Ghiandaia.)
La Civetta
(strillando per il bosco)
Se voi sapeste
quello che ho visto,
visto coi miei stessi occhi,
e alla mia età!
Questa nostra Bystrousˇka
è tra le peggiori.
La Ghiandaia
Con chi?
(Il sole sorge. Gli Scoiattoli ridacchiano. Dietro a un ramo un riccio mostra la lingua.)
Bystrousˇka
(esce singhiozzando dalla tana)
Au, au!
Il Maschio di Volpe
Perché piangi e ti lamenti?
Bystrousˇka
Au, au!
Il Maschio di Volpe
Cosa ti è successo, amore,
da piangere in questo modo?
Bystrousˇka
Au, au!
Non riesci a indovinare?
Il Maschio di Volpe
No-o, dimmelo.
(Bystrousˇka gli bisbiglia in un orecchio e gli si attacca al collo.)
Se le cose stanno così –
Bystrousˇka
E ora cosa farai di me?
Il Maschio di Volpe
– andiamo subito dal prete!
Il Picchio
(sporge la testa da un vecchio sorbo selvatico)
Già... era ora!
Cosa volete esattamente?
Il Maschio di Volpe
Noi vorremmo,
allora,
sposarci.
Voci del bosco
O... o...
Il Picchio
E le pubblicazioni? Niente?
(Li sposa.)
Voci del bosco
O... o...
Il Picchio
Allora, il volpone Mantodòro
prende la volpe Bystrousˇka
come sua legittima sposa.
(Danza di nozze.)
Voci del bosco
O... o...

ATTO TERZO

I margini di una radura. Autunno, a mezzogiorno. Cielo limpido. Harasˇta risale un sentiero con una gerla vuota sulle spalle. Il Guardiacaccia, col fucile in spalla, scende lo stesso sentiero. Vede Harasˇta da lontano.
Harasˇta
Quando vagabondavo
e suonava la musica,
la mia amata,
la mia amata
dalla finestra sbirciava,
dalla finestra sbirciava.
Non stare a sbirciarmi
e vieni piuttosto con me,
e io ti comprerò,
e io ti comprerò
una gonnella verde,
una gonnella verde.
Una gonnella verde
di mussola,
perché tu possa,
perché tu possa
con me vagabondare.
(Vede una lepre morta; vorrebbe prenderla, ma vede il Guardiacaccia.)
Il Guardiacaccia
Allora, Harasˇta,
andiamo bene?
Harasˇta
Insomma, capo,
starei bene, se non fosse
per quelle mie seccature.
Il Guardiacaccia
Mi chiedo come te la cavi
senza una moglie.
Harasˇta
Me la cavo, me la cavo bene.
Ma ora, viva la Repubblica,
ci sposeremo!
Ci sposeremo!
Sai, capo,
ho trovato la migliore.
Guarda, guarda cosa le porto
per stare allegri!
(Prende una bottiglia dalla tasca. La agita, osserva le bolle e ne beve un bel sorso.)
Lei è Terynka!
Il Guardiacaccia
Terynka?
Harasˇta
Certo,Terynka.
Il Guardiacaccia
(incredulo)
Terynka?
Harasˇta
(felice)
Terynka, Terynka!
Il Guardiacaccia
E qui non cacci di frodo, Harasˇta?
Harasˇta
Per Dio del cielo
e per la dura terra,
niente di niente!
Anche se
ci sarebbe ancora l’intenzione!
Il Guardiacaccia
Cosa intendi?
Harasˇta
A quattro passi c’è una lepre a terra.
Stecchita.
La volevo prendere,
ma qualcosa mi ha detto:
non prenderla, Harasˇta,
o sarà un disonore!
Il Guardiacaccia
(quasi urtandogli il naso)
Uomo!
Sacramento d’un cane!
Non prenderla, Harasˇta,
o sarà un disonore!
(Butta in spalla il fucile e va verso la radura; vi sono impronte di volpe.)
Harasˇta
(con fare furbo)
Hi, hi, hi!
Hi, hi, hi!
(Esce nella direzione opposta.)
Hi, hi, hi!
(Giungono di corsa le piccole volpi; balletto.)
Le piccole Volpi
Corre la volpe dal monte Tabor,
porta un sacco di patate,
e un riccio la rincorre,
per riempirle il sacco di buchi.
Corre la volpe dal monte Tabor,
porta un sacco di zenzero,
corre, la lepre,
le corre dietro
per portarle via la spezia.
(Le piccole volpi corrono verso la lepre morta.)
Bystrousˇka
(osservando la lepre)
È strano!
È strano!
Il Maschio di Volpe e Le piccole Volpi
È strano!
È strano!
Bystrousˇka
Qui c’è stato un uomo,
e non ha preso la lepre!
Il Maschio di Volpe e Le piccole Volpi
È strano!
È strano!
Bystrousˇka
È mai possibile?
Il Maschio di Volpe e Le piccole Volpi
È strano!
È strano!
Bystrousˇka
L’aveva in mano
e l’ha posata.
Il Maschio di Volpe
Attenzione!
Un’insidia!
Una piccola Volpe
Io lo so, cos’è!
È una trappola!
Le piccole Volpi
Una trappola!
Bystrousˇka
(annusando la catena)
Ma per chi ci prende, il vecchio?
Le piccole Volpi
È una trappola!
Ma per chi ci prende, il vecchio?
Bystrousˇka
Pensa che sia un tasso?
Le piccole Volpi
Pensa che sia un tasso?
Bystrousˇka
No di certo!
Le piccole Volpi
No di certo!
Bystrousˇka
Ma questo è Gigi etichettato!
Le piccole Volpi
Gigi etichettato!
Bystrousˇka
La catena puzza di pipa!
Le piccole Volpi
Gigi etichettato!
Gigi etichettato! Gigi etichettato!
Bystrousˇka
Crede che con la muta abbiamo perso
tutto il pelo di volpe?
Le piccole Volpi
Gigi etichettato!
Il maschio di Volpe
(strofinandosi contro Bystrousˇka)
Quanti bambini abbiamo avuto?
Ti ricordi, vecchia mia?
Bystrousˇka
Non mi ricordo quanti.
Il maschio di Volpe
E quanti ne avremo ancora?
Bystrousˇka
Se tu mi lasciassi in pace...
che magari qualcuno ci sente...
Sai quanto sono pettegoli gli animali.
Prima del mattino
lo sanno in tutto il bosco.
Il maschio di Volpe
Dài, quanti?
Sei sempre così bella,
sei sempre così bella!
Bystrousˇka
Aspetta, aspetta,
ne riparliamo nel mese di maggio.
Aspetta, aspetta,
ne riparliamo nel mese di maggio.
Il maschio di Volpe
Aspetto, aspetto, aspetto, aspetto,
aspetto, aspetto, il mese di maggio,
aspetto, aspetto, finché ne riparliamo
nel mese di maggio.
Harasˇta
(dietro la scena)
Nel passare nei pressi
del verde boschetto,
ho colto fresche foglie
per il suo bianco fazzoletto...
Bystrousˇka
Chi è che urla?
Il maschio di Volpe
Chi è che urla?
Bystrousˇka
Fila! Nasconditi!
(Si avvicina Harasˇta con la gerla piena di pollame.)
Perché non guardare
chi è quest’uomo?
(Si apposta sul cammino di Harasˇta.)
Harasˇta
Io le porterò al letto,
dove riposa il mio amore.
Aprimi, mia cara...
(Vede Bystrousˇka e posa svelto a terra la gerla.)
Giù la gerla!
Harasˇta, Harasˇta!
Schioppo in mano!
(Estrae il fucile e lo monta.)
Sù, diamole addosso!
Questa sarà un manicotto per Terynka!
Bystrousˇka
Ah, sei uno così?
(Si mette a zoppicare sul sentiero come se avesse gravi difficoltà di movimento. Harasˇta la rincorre mirando varie volte col fucile.)
Picchiare, ammazzare,
solo perché sono una volpe?
Picchiare, ammazzare,
solo perché sono una volpe?
(Harasˇta scende di corsa verso Bystrousˇka.)
Picchiare, ammazzare?
(Harasˇta inciampa e cade.)
Attento al tuo naso –
Harasˇta
Per Dio!
Bystrousˇka
– e alla tua roba!
(Si avvicina alla gerla.)
Harasˇta
Ohi, ohi, ohi!
(Si tocca il naso rotto.)
Per Dio!
Cosa dirò a Terynka,
quando mi vede?
Ohi, ohi, ohi!
Cosa dirò a Terynka,
quando mi vede?
Il diavolo me l’ha messa
sul cammino!
(Torna con difficoltà verso la gerla.)
Bystrousˇka
Picchiare, ammazzare –
(Dalla gerla volano delle penne.)
solo perché sono una volpe?
Picchiare, ammazzare,
solo perché sono una volpe?
Picchiare, ammazzare,
solo perché sono una volpe?
(Harasˇta si ferma stupefatto.)
Ti prendo solo un pollo,
cosa ti metti a piangere?
Harasˇta
(pieno di rabbia, spara a caso nel gruppo delle volpi)
E allora?
(Le volpi scappano da tutte le parti in una nuvola di penne. Bystrousˇka rimane a terra, colpita a morte.)

Cambio di scena

Il giardino dell’osteria “Da Pásek”, dove si gioca alle bocce.
Il Guardiacaccia
(alla signora Pásková, che gli porta una birra)
E dov’è il vecchio Pásek?
La signora Pásková
È a Brno. È pieno di lavoro.
Stiamo imbiancando...
non fatemi chiacchierare.
(Esce.)
Il Guardiacaccia
(al Maestro di scuola, taciturno)
Allora seguo le tracce della volpe,
e trovo la tana vuota.
E tu pure, Maestro,
avrai una lingua secca di volpe.
Sai che rende invisibili?
E la mia vecchia avrà un manicotto.
Ti sarà utile, Maestro,
per fare la corte
ai girasoli.
Il Maestro di Scuola
Non più!
La signorina Terynka
si sposa proprio oggi.
(Si volta verso la staccionata, e con la mano stesa al di sopra degli occhi osserva qualcosa oltre il giardino vicino.)
La signora Pásková
Ha un manicotto nuovo! Un manicotto nuovo!
Il Maestro di scuola
(tra sé)
Che non l’abbia visto?
Il Guardiacaccia
(stringe la mano al Maestro)
Diamine! Secco come un baccalà –
hai ancora una lacrima negli occhi?
Fa niente, camerata!
Meglio così!
Che ci facevi
con una donna del genere?
Sarebbe stato un bel contrappunto!
Ci vorrebbe un detto in latino.
(alla signora Pásková)
Come sta il parroco a Stráni?
La signora Pásková
Ha scritto al vecchio.
È molto solo.
Il Guardiacaccia
(all’improvviso)
Pago e me ne vado.
Il Maestro di Scuola
(sorpreso, dolcemente)
E dove vai così presto?
Il Guardiacaccia
(paga alla signora Pásková)
Dove?
Nel bosco e a casa.
Non ho portato con me il cane.
Gli fanno male le gambe,
sta sempre sdraiato.
È vecchio, Maestro, come noi.
Ed è lontano il tempo
delle nostre stupidate.
E si è già contenti
se ti si accuccia vicino;
e da lì non si muove!
(Esce.)

Cambio di scena

Un’oscura e asciutta gola nella foresta, come nell’Atto primo. Il sole spunta dopo la pioggia. Il Guardiacaccia risale il sentiero.
Il Guardiacaccia
Non l’avevo detto?
Dritto come un soldatino.
Brilla la testolina castana,
come una ragazzina.
(Sfiora il cappello di un fungo.)
È fiaba o realtà?
Fiaba o realtà?
Quanti anni sono passati de quando
noi due giovani venivamo qui,
lei, un tenero abete,
e lui, un pino grigio?
Abbiamo pure raccolto i funghi,
e molti li rovinavamo
calpestandoli,
perché...
perché innamorati non li vedevamo.
E quanti baci,
e quanti baci
abbiamo raccolto!
Era il giorno dopo le nostre nozze,
Dio,
era il giorno dopo le nostre nozze!
(Raggiunge l’altura; siede con il fucile tra le ginocchia.)
Se non fosse per le mosche,
ci si addormenterebbe in un minuto.
E quanto mi piace
quando la sera il sole lampeggia.
Quanto è splendido il bosco!
Mentre le ninfe tornano a casa,
ai loro rifugi estivi,
accorrono nelle loro camicette,
quando con esse tornano maggio e l’amore!
Si danno il benvenuto,
e piangono per l’emozione
di rivedersi.
Ancora si aspergono con la dolce
e bene augurante rugiada,
su migliaia di fiori,
primule, anemoni, campanule,
e tutti andranno a testa bassa,
e capiranno
che di qui è passata
una felicità ultraterrena.
(S’addormenta con un sorriso. I rami si dividono. Sullo sfondo appare il vecchio sorbo selvatico, una Civetta, una Libellula, e tutti gli animali dell’Atto primo. Il Guardiacaccia si risveglia dal suo sonno.)
Eh!
Ma questa non è Bystrousˇka?
(Una piccolissima volpe corre verso di lui.)
Eccola qua! Piccola viziata!
Musetto –
uguale alla mamma!
Aspetta un po’,
t’acchiappo proprio come tua mamma,
ma ti educherò meglio,
in modo che la gente non scriva
di me e di te sui giornali.
(Allunga le mani, ma prende una rana. Gli animali si animano.)
Ehi, tu, fredda bestiaccia,
da dove vieni?
La piccola Rana
Io non sono que-quella là,
que-quella là, era mio nonno!
Mi han ra-ra-raccontato
tutto su di voi...
mi han ra-ra-raccontato
tutto su di voi...
(Il Guardiacaccia sprofonda nei suoi pensieri, col fucile a terra.)

Fine dell'opera

(Traduzione italiana di Franco Pulcini)


(1) Testo tratto dal programma di sala della rappresentazione del Teatro alla Scala,
Milano, Teatro alla Scala, 14 giugno 2003

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Ultimo aggiornamento 6 agosto 2016
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