Glossario
Guida all'ascolto



Fiaba dello zar Saltan

Opera in un prologo e quattro atti

Testo del libretto

PROLOGO

L’interno di un’Isba in una sera d’inverno. In primo piano, le tre sorelle, con la conocchia in mano; in fondo Babaricha, con un grosso gatto nero sui ginocchi.
PRIMA SORELLA
Domenica ho comprato una conocchia…
SECONDA SORELLA
Ma, ritornando a casa, l’ho cacciata sotto una panca…
PRIMA SORELLA
Resta là, conocchia, fino alla fine della settimana!
INSIEME
Lunedì ho fatto scaldare il mio bagno. Martedì, mi sono bagnata. Sfinita da questo sforzo, sono rimasta a letto tutto il mercoledì. Il giovedì l’ho passato a farmi una bella acconciatura. Venerdì, non ho mai fatto nulla da quando sono nata! Sabato, ho pregato per il riposo dell’anima dei genitori… La domenica, lo sanno tutti, è il giorno del tempo libero – giornata di festa, di gioia e di gaiezza!…
PRIMA SORELLA
Il lunedì seguente, essendomi alzata di buon ora, sono riuscita e tessere, nel corso della giornata, tre fili di lino, molto sottili!
PRIMA SORELLA E SECONDA SORELLA
Le mie povere piccole mani sono diventate tutte callose. Le ho mostrate al bel ragazzo che amo; m’ha detto subito: “Non lavorare più, anima mia, non ti sforzare! Io andrò a raccogliere nel prato la foglia più grossa, e te ne farò un grazioso mantello, un bel mantello da ragazza ricca!…
PRIMA SORELLA
“Quanto a te, anima mia, non andare mai più nel prato…”
LE DUE SORELLE
“…non andare più nel prato, poiché la capra del pope, gelosa, lacererà il tuo bel vestito con un colpo di corno…”

(Smettono di lavorare)
BABARICHA
Risparmiate i vostri sforzi: il vostro lavoro può attendere! Chiacchieriamo e sgranocchiamo delle noci… quanto a te, stupida, al lavoro!
PRIMA SORELLA
Va a cercare dell’acqua, poi accendi il fuoco!
BABARICHA
E più in fretta possibile.
PRIMA SORELLA
Fai scaldare il pasto per le tue sorelle.
SECONDA SORELLA
Non dimenticare di mungere le vacche e di dar loro del fieno.
LE DUE SORELLE E BABARICHA
Perché lavorare, dato che c’è la stupida!
PRIMA SORELLA
Ah! sorella mia, ce ne sono di più belle!
SECONDA SORELLA
…e di più civili di noi
PRIMA SORELLA
…e di più laboriose!
INSIEME
Anche se noi siamo pigre!
SECONDA SORELLA
Il giorno che vorremo metterci al lavoro…
PRIMA SORELLA
…faremo meglio di tutti!
BABARICHA
Siete dei veri tesori, lo stesso zar non potrebbe trovare di meglio!
LE DUE SORELLE
Intelligenza, beltà… tutto ci è stato dato! Noi sappiamo esprimerci più graziosamente di chiunque, le nostre sopracciglia sono più nere e il nostro portamento è più grazioso di quello di una ricca mercantessa!
BABARICHA
Siete dei veri tesori, lo stesso zar non potrebbe trovare di meglio!
PRIMA SORELLA
Ah! amata sorellina, se fossi incoronata, cucinerei un festino per il mondo intero! Si vedrebbero immense tavole apparecchiate da buoi interi, dei barili pieni di miele… venite, venite, cari ospiti, accorrete da ogni dove!
SECONDA SORELLA
Ah! amata sorellina, io, se fossi incoronata, tesserei le più belle stoffe per il mondo intero! Belle stoffe variamente ornate: venite brava gente, venite, scegliete pure, accettate i miei tessuti, riempite il cofanetto dello zar!
MILITRISSA
(la più giovane)
Io, se fossi incoronata, darei allo zar un figlio valoroso, un bel cavaliere!

(Entra lo zar Saltan. Le quattro donne cadono in ginocchio)
ZAR SALTAN
Il proposito della più giovane ha toccato il mio cuore. Alzati, sii la mia regina, ma mantieni la promessa e dammi per figlio un prode cavaliere!
MILITRISSA
Mio amato zar, lasciami il tempo di riprendere fiato!
ZAR SALTAN
Oserai tu resistermi? Non si discute! Non c’è bisogno di dote, né di corredo: vien a palazzo e sposiamoci seduta stante!… E voi altre, seguiteci: una sarà la mia tessitrice, l’altra la mia cuoca!

(Egli si ritira. Militrissa lo segue docilmente. Le due altre sorelle si alzano e si guardano stupefatte. Babaricha riprende sulle ginocchia il grosso gatto nero)
PRIMA SORELLA
Ecco! un bel viso e un bello spirito non trovano che disprezzo.
SECONDA SORELLA
Più utili sono le spacconate!
PRIMA SORELLA
Solo lei è riuscita!
BABARICHA
Bell’affare! A forza di guardare lo zar, la prima venuta è capace di mettere al mondo un cavaliere!
LE DUE SORELLE
Se me lo fossi immaginato, gli avrei promesso dieci principi!
BABARICHA
Le vicine rideranno!
SECONDA SORELLA
Che onta! Io tremo per la rabbia: eccomi diventata una domestica al servizio della stupida!
PRIMA SORELLA
Certo, è peccato augurare del male al proprio prossimo, e pertanto, io non posso astenermi! Piangi, povera tessitrice!
SECONDA SORELLA
E tu, la tua vita in una cucina!
PRIMA SORELLA
Vecchia, vieni in nostro soccorso!
SECONDA SORELLA
Getta su di lui un malefizio!
BABARICHA
Sia. Ascoltatemi bene. Tutti gli zar sono così fatti che si credono obbligati a guerreggiare fra loro. La zarina rimarrà sola.. Ella metterà suo figlio al mondo in assenza di Saltan, ed è allora che noi potremo giocare d’astuzia! Tutta fiera del suo figlio, ella si affretterà di inviare un messaggio allo zar. Io mi incaricherò di intercettare l’emissario, di farlo bere e di sostituire il messaggio della zarina con un altro messaggio, una lettera nella quale sarà scritto: “La zarina, in vostra assenza, ha fatto una singolare nascita: né rospo, né topolino, ma un villano porcellino.”
TUTTE E TRE
La zarina in vostra assenza ha fatto una singolare nascita: né rospo, né topolino, ma un villano porcellino. Ha! ha! ha! ha!

ATTO PRIMO

[Introduzione sinfonica]

Il palazzo dello zar Saltan a Tmutarakan. Due grandi finestre aperte una sulla città, e l’altra sul mare. Militrissa lavora a un’opera di ricamo; presso di lei ci sono Babaricha e il buffone. Domestici, guardie, etc.
LE VOCI DELLE NUTRICI
(fuori scena)
Ninna nanna, dormi tu, bel principe. Cresce come il lievito: di ora in ora, e non di giorno in giorno. Tu sarai coperto di oro e d’argento, tu farai dei bei regali alle tue nutrici. Ninna nanna.
BABARICHA
(sotto voce)
Ninna nanna, dormi tu, e muori presto! Ti avvolgeremo in un grazioso lenzuolo, un bel lenzuolo tutto bianco!
ZARINA MILITRISSA
Che cosa mormori là, nutrice, fissandoci con un occhio villano da rospo?
BABARICHA
Recito delle preghiere, mi prendo cura del tuo futuro.
ZARINA MILITRISSA
Il tempo passa, giorno dopo giorno, e io non ho notizie.
BUFFONE
Bella zarina, nostra madre, smetti di trattarci come dei buffoni, facci sedere fra i tuoi consiglieri: noi siamo i più saggi e i più efficaci! Sono ben trent’anni che passo il mio tempo a rotolarmi al caldo presso il fuoco.
ZARINA MILITRISSA
Taci, non mi diverti.

(Entra il cuoca, seguita da una squadra di domestici che portano enormi piatti pieni di vivande e di dolciumi)
BUFFONE
Andate allora a far piacere alla zarina!…
(vedendo la cuoca)
Io vi saluto umilmente, regina della cucina!
LA CUOCA
Ristorati, cara sorellina, che lo zar ha preso per regina. Gusta almeno questi pasticcini!
ZARINA MILITRISSA
Lasciatemi, sono inquieta.
LA CUOCA
Guarda come sono ancora caldi i miei dolci, tutti appena tolti dal forno. Li ho farciti di miele, di grani di papavero e di creste di gallo. Ti leccherai le dita.
LE GUARDIE
Olà, olà! dove stai andando?

(Entra un vecchio contadino)
VECCHIO CONTADINO
Bella zarina, nostra madre, sii clemente con il vecchio. Lasciami vedere il tuo bambino, il tuo caro figlio. Una volta, ai tempi di Gorokh, il nonno di Saltan, venivo a raccontare delle storie qui a palazzo, e il principe giocava con me…
BUFFONE
Ehi, dimmi, nonno, quanti anni dunque hai già tu vissuto?
VECCHIO CONTADINO
Ne ho perduto il conto, figliolo, ne ho perduto il conto.
BUFFONE
Ehi, dico, nonnetto, in che giorno ti seppelliremo?
VECCHIO CONTADINO
Alla fine della settimana, figliolo, alla fine della settimana.
BUFFONE
E dimmi, nonnetto, come suoneremo la campana funebre?
VECCHIO CONTADINO
A colpi di casseruole, figliolo, di casseruole e di bacinelle
BUFFONE
E dimmi, nonnetto, che cosa mangeremo al pranzo della sepoltura?
VECCHIO CONTADINO
Delle crêpes, figliolo, delle crepes.
BUFFONE
Sono secche, le tue crepes, raspano la strozza!
VECCHIO CONTADINO
Cuocile nel burro fuso, figliolo, nel burro fuso.
BUFFONE
E dimmi, nonnetto, lascerai molti orfani?
VECCHIO CONTADINO
Sette piccoli, figliolo, sette piccoli.
BUFFONE
Dimmi, nonnetto, chi li nutrirà?
VECCHIO CONTADINO
Andranno per il mondo, figliolo, mendicando l’elemosina.
BUFFONE
Ma, dimmi, nonnetto, avranno freddo, d’inverno!
VECCHIO CONTADINO
Gli si metteranno dei sandali di tiglio, figliolo, dei sandali intrecciati.

(La cuoca e Babaricha scoppiano a ridere)
ZARINA MILITRISSA
Non avete vergogna a ridere della miseria altrui?… Zitte, l’avete svegliato!
LE NUTRICI
Ninna nanna, dormi tu, bel principe. Cresce come il lievito: di ora in ora, e non di giorno in giorno. Tu sarai coperto di oro e d’argento, tu farai dei bei regali alle tue nutrici. Ninna nanna.
BABARICHA
Ninna nanna, dormi tu, e muori presto! Scaveremo un bella tomba, una piccola bella tomba per te…
ZARINA MILITRISSA
Che cosa mormori là, nutrice, fissandoci con un occhio villano da rospo?
BABARICHA
Recito delle preghiere, mi prendo cura del tuo futuro.
ZARINA MILITRISSA
Una sorda angoscia stringe il mio cuore, come se ci minacciasse una grande disgrazia… Nonnetto, raccontami qualche storia piacevole, mentre il principino dorme…
VECCHIO CONTADINO
Sia, ma state attente a non interrompermi! Un gran rumore si è sentito nell’oscura foresta, e tutte le bestie accorrono dal barone Orso; tutte le bestie, grandi e piccine, mansuete e feroci…
Ecco il capitano Lupo, dente malvagio, ventre affamato…
BUFFONE
Egli sbircia il popolino e adocchia una vittima.
Morale: fidiamoci dei grandi!
VECCHIO CONTADINO
Ecco il Castoro, il ricco mercante, la duchessa donnola, il principe Scoiattolo, la maestra Volpe – il tesoriere. Ecco il Coniglio Jannot, piccolo e sfortunato.
BUFFONE
Non sparliamo del popolino: essi sono i ceri del Signore e i servitori del loro principe…
VECCHIO CONTADINO
Ecco messer Porcospino, porcospino che si rizza…

(Entra la Tessitrice, seguita dalle sue serve che recano stoffe preziose, dei tessuti, degli arazzi)
LA TESSITRICE
Cara sorellina, amata zarina, guarda questi tappeti dal capriccioso disegno. Io li ho ricamati per te, con le mie proprie mani. Se fosse necessario, mi ammazzerei di lavoro per servirvi, te e tuo figlio, il principino.
ZARINA MILITRISSA
Cara sorella, io sono inquieta, il mio cuore si stringe… Continua, nonnetto, e tu, buffone, non interromperlo più!
LE DUE SORELLE E BABARICHA
(a parte)
Aspetta di vedere il ritorno del messaggero!

(Entrano dei contadini portando pane e sale)
ZARINA MILITRISSA
Che volete, brava gente?
IL CORO
Noi veniamo ad offrirti il pane e il sale, cara zarina, e a supplicarti di mostrarci tuo figlio.

(In lontananza le nutrici cantano la loro ninna nanna. Con un gesto Militrissa invita i visitatori a non fare rumore)
LE NUTRICI
Ninna nanna, dormi tu, bel principe. Cresce come il lievito: di ora in ora, e non di giorno in giorno. Tu sarai coperto di oro e d’argento, tu farai dei bei regali alle tue nutrici. Ninna nanna.

(il principino cade fuori dalla sua culla. Le nutrici tentano vanamente di afferrarlo)
LE NUTRICI
Mio Dio, che fare? Cadrà e si farà male!

(Le nutrici sono riuscite ad afferrare il principino. Esse lo portano a Militrissa che lo abbraccia e gli fa le coccole)
IL POPOLO
Che meraviglioso prodigio!
VECCHIO CONTADINO E IL POPOLO
In pieno giorno, la luna crescente è apparsa dietro le nuvole, e tutte le stelle del cielo sono accorse per ammirare il nostro principino… Possa egli crescere vigoroso come una quercia, dominando le nuvole con la sua testa!… Che egli apprenda molte scienze per governarci saggiamente e saper rendere giustizia… E più tardi possa egli trovare una bella principessa, una bella principessa oltremare… Il Signore li benedirà e darà loro dodici figli, dodici figli valorosi… Possa il nostro principino vivere fino a cento anni, e veder nascere i piccoli bambini dei suoi bambini, prima di presentarsi davanti al trono di Dio, felice e benedetto…

(Entra il messaggero, visibilmente alticcio)
IL MESSAGGERO
Cara zarina, mia signora, non mi consegnare al boia, ma ordina al più saggio dei tuoi consiglieri di prendere in esame il mio caso, forse allora mi sapranno dire perché io non ho mai avuto fortuna…
Io credevo di portare una grande notizia al nostro zar, e mi vedevo già coperto d’oro, già promosso nobile forse…
IL POPOLO
Perché grida così forte?… crede di essere al mercato!
ZARINA MILITRISSA
Il messaggero!… Presto, dammi la lettera… Voi altri, chiamate i letterati per leggere quello che ha scritto il mio beneamato sposo.

(Grande animazione. Le nutrici portano via il principino)
IL POPOLO
Faremo grande bisboccia; che gioia, che ricompensa ci annuncia questo messaggio!
IL MESSAGGERO
(strizzando l’occhio a Babaricha)
Io conosco certe nonnette veramente molto ospitali, per bere e mangiare. Ella, almeno, non è come lo zar Saltan! Quello là, dopo avere letto la lettera che gli ho portato, all’inizio ordinò di impiccarmi – uno si chiede il perché! Poi, cambiando d’umore all’improvviso, mi ha fatto tornare indietro…
ZARINA MILITRISSA
Rallegratevi, buona gente. Voi conoscete il nostro zar: terribile nella sua collera, è generoso come nessun altro quando il suo cuore gioisce.
Preparatevi a delle grandi feste, a festini sontuosi…
Leggete, letterati, leggete, leggeteci in quali termini lo zar ci esprime la sua riconoscenza per avergli dato un figlio valoroso…
I LETTERATI
Lo zar… zar… or… ordina… che… senza perdere un istante… la za… zarina… e suo… figlio… siano rinchiusi in una botte… e gettati nel mare…

(agitazione generale)
IL POPOLO
Come? Che cosa?… che cosa dicono?
ZARINA MILITRISSA
Signore, pietà!
I BOIARDI
Che cosa dobbiamo fare?
IL POPOLO
È il sigillo dello zar?
BABARICHA
Certo, il più autentico!
I BOIARDI
E il corriere?
LE DUE SORELLE E BABARICHA
Un forte e onesto ragazzo!
I BOIARDI
Avete letto bene?
I LETTERATI
Abbiamo preso la precauzione di sfregarci gli occhi!
IL POPOLO
È peccato mettere a morte un’innocente!…
Aspettiamo il ritorno dello zar!
BABARICHA
(furiosa)
Siete matti? È una sommossa?… L’ordine dello zar è sacro, e la bassa plebaglia, sciocca e stupida, deve chiudere il becco!… aspettate dunque il ritorno di Saltan, e vedrete se ve ne pentirete!
IL POPOLO
Noi altri… noi pensiamo di difendere proprio il suo interesse!
LE DUE SORELLE E BABARICHA
Povera sorella sfortunata, zarina malaugurata, tale è l’ordine del destino: la botte è scura, stretta, ma occorre che tu ti sottometta al tuo re!
IL POPOLO
Povera zarina, amata principessa! Il destino è crudele, ma bisogna rassegnarsi!
ZARINA MILITRISSA
Figlia calamitosa, zarina ancora più malaugurata, perché dunque questa sorte crudele?…
Saltan, mio caro sposo, perché ci colpisci in questo modo, perché rifiuti di vedere tuo figlio?… Non hai vergogna di mandarmi alla morte?… Sia, accetto il mio destino: che mi si porti il principino!

(Gli viene portato il principino che è considerevolmente più grande rispetto all’ultima apparizione. Dei servi fanno rotolare un’enorme botte)
IL POPOLO
Bel principe, sole radioso, appena comparsa sei condannato a sparire… La morte sarà la tua nutrice e l’onda del mare la tua culla!
ZARINA MILITRISSA
Onda chiara e capricciosa, onda che avvolgi liberamente i tuoi flutti e trascini le pietre… e che batti le rive del mare e che anneghi i vascelli, sii clemente con noi, portaci verso una sponda…
IL POPOLO
Oh, disgrazia!
BABARICHA
Come se l’onda potesse sentirti… Piangi sempre!
ZARINA MILITRISSA
Onda chiara e capricciosa…
IL POPOLO
Povera zarina…
Cara zarina, così buona e così generosa col tuo popolo, perché ci devi abbandonare? Chi saprà ora difenderci?… Come tanti orfani, noi verseremo lacrime, lacrime abbondanti e amare come il crudele flutto.
LE DUE SORELLE E BABARICHA
Hai, hi, hi e ha, ha, ha! Non avremo più grattacapi!

ATTO SECONDO

[Introduzione sinfonica]

Un’isola deserta. Sullo sfondo una collina con una quercia gigantesca. Accanto ad una botte il cui coperchio è saltato, si vedono Militrissa e suo figlio, il principe Guidon.
PRINCIPE GUIDON
Madre, asciuga finalmente le tue lacrime!
Siamo liberi!
ZARINA MILITRISSA
L’isola è selvaggia e deserta, figlio mio; quella grossa quercia è l’unico nostro compagno!|
PRINCIPE GUIDON
Il sole ci sorride come se il buon Dio si mostrasse alla finestra!… Il mare mormora così dolcemente, e il vento agita l’erba…
ZARINA MILITRISSA
Paese selvaggio, che io annaffio con le mie lacrime, facci buona accoglienza, salvaci dalla morte!
PRINCIPE GUIDON
Madre, guarda i bei fiori profumati, dai colori cangianti!
ZARINA MILITRISSA
Sono dei Non-ti-scordar-di-me.
PRINCIPE GUIDON
Fiori amabili della steppa, fiori dolcemente profumati, voi mi farete da giaciglio!
ZARINA MILITRISSA
Paese inospitale!… Dove sono le mie belle pellicce, i miei materassi di piume, i dolciumi e i giochi?
PRINCIPE GUIDON
Madre, guarda questi fiori che volano!
ZARINA MILITRISSA
Non sono dei fiori, sono delle farfalle, dei frammenti strappati al mantello del buon Dio
PRINCIPE GUIDON
Ali multicolori che sembrano finemente dipinte col pennello, disperdetevi o io vi catturo tutte!…
Madre, pensate a quale vita gioiosa ci attende, con il mare blu attorno a noi, e la grande quercia verde, là in fondo, sulla collina!
ZARINA MILITRISSA
Signore, due anime innocenti vi indirizzano una preghiera! Non lasciante morire il bambino, fate in modo che possa nutrirsi!
PRINCIPE GUIDON
Aiutati, e Dio ti aiuterà!… È ora che noi ci preoccupiamo di trovare da mangiare! Un ramo di quella quercia mi servirà da arco…

(stacca senza sforzo un grosso ramo)
PRINCIPE GUIDON
Mi occorrerebbe una corda… il cordone della mia croce di battesimo!… e poi una freccia… eccola!

(stacca una canna e gli fa la punta con una pietra)
PRINCIPE GUIDON
Ora, lungo la spiaggia, troverò bene qualche selvaggina…

(va verso il mare. In lontananza un cigno lancia il suo grido)
ZARINA MILITRISSA
Sento il grido di un uccello!
PRINCIPE GUIDON
Ecco la mia selvaggina!
INSIEME
Che prodigio! Un avvoltoio plana sopra un cigno che si dibatte in mezzo ai flutti!
ZARINA MILITRISSA
Come batte le ali!
PRINCIPE GUIDON
L’avvoltoio ha tirato fuori i suoi artigli!
ZARINA MILITRISSA
Ucciderà il cigno con un colpo di becco!

(Guidon abbatte l’avvoltoio)
CORO
(l’avvoltoio, fuori scena)
Sventura, sventura, Guidon è il più forte!

(Scende la notte. Appare la principessa Cigno che si rivolge a Guidon)
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Nobile principe, mio salvatore, non rimpiangere la freccia perduta. Io ti ricompenserò al meglio. Non è un cigno che hai salvato, hai salvato una fanciulla. E l’avvoltoio era un genio malvagio. Buon principe, mio salvatore, io ti sarò riconoscente. Addormentati, fidati di me: tu sarai felice al tuo risveglio.

(Ella sparisce nel mare)
PRINCIPE GUIDON
Grazie, mio gentile cigno! Ordinamelo, e io abbatterò dieci avvoltoi se è necessario per farti piacere, anche so io sono al mio primo tentativo!
ZARINA MILITRISSA
È singolare l’avventura di trovare un uccello che parla la nostra stessa lingua!… ora si è fatto tardi, l’onda sonnecchia e noi siamo molto stanchi… Sdraiati, figlio caro, io ti sosterrò la testa mentre tu dormirai… Chiudi gli occhi, e dormi, cullato da tua madre.
PRINCIPE GUIDON
Ma per quale ragione mio padre ci ha destinato a questa morte atroce?
ZARINA MILITRISSA
Se lo potessi sapere… Rispondimi, mio beneamato sposo, rispondimi… Tu mi hai sempre amato tanto!… Per tre lunghe settimane abbiamo conosciuto la perfetta felicità. Poi c’è stata la guerra, e io sono rimasta sola… Il sole si è nascosto, la sventura è arrivata… Mi hanno calunniato davanti a te, ti hanno fatto una stregoneria?… È sempre che Saltan ha dato l’ordine di precipitarci nel mare rinchiusi in una botte… Essere amata, poi ripudiata; v’è sorte più crudele?… Il mio bambino non mi sente più: dorme così dolcemente, e il suo respiro è regolare…

[Interludio]

Militrissa s’addormenta essa pure. Si fa notte buia. Il nuovo giorno si leva lentamente e, attraverso la bruma mattutina, si distinguono i tetti delle case di una grande e bella città.
PRINCIPE GUIDON
(svegliandosi di soprassalto)
Madre! Madre!
ZARINA MILITRISSA
Che cosa c’è?
PRINCIPE GUIDON
Una grande e forte città! Mura merlate e tetti d’oro!
ZARINA MILITRISSA
(indecisa)
Andiamo a vedere più da vicino.
PRINCIPE GUIDON
Andiamo, subito!
ZARINA MILITRISSA
Che prodigio!
PRINCIPE GUIDON
Vedo in lontananza il mio cigno che batte le ali!

(Le porte della città si spalancano. S’avanza una maestosa processione)
CORO
Che il nostro canto di gloria risuoni su tutta la terra! Il giorno benedetto è arrivato! Dov’è questo prode cavaliere che ha abbattuto il mago e del quale i nostri astrologi ci hanno annunciato la venuta?… Eccolo, nostro amato principe! Che egli regni sulla nostra terra, sulla città della felicità, dove tutti sono uguali, ricchi e felici! Cantiamo la sua gloria, e tu, principe, degnati di accettare la corona!
PRINCIPE GUIDON
Madre, che devo fare?
ZARINA MILITRISSA
La corona si addice al tuo viso… Entriamo nel palazzo!
PRINCIPE GUIDON
Poiché mia madre mi autorizza, accetto la corona che mi offrite, io la cingo e prendo come nome: principe Guidon!
CORO
Che il nostro canto di gloria risuoni su tutta la
terra, etc.

ATTO TERZO

Quadro primo

Sulla riva del mare Guidon segue con gli occhi un naviglio che si allontana.
PRINCIPE GUIDON
Il vento soffia sulle onde e spinge il naviglio che corre con tutte le vele spiegate. Avendo venduto la loro mercanzia, i marinai vanno verso oriente, verso il regno di Saltan… Buon viaggio, bravi marinai! Quando sarete arrivati, salutate lo zar Saltan. Se egli sapesse che tormento angoscia il cuore di Guidon, come tutti i giorni il suo sguardo cerca la riva lontana… Ahimè, la cara terra è lontana, così lontana, e il mio cuore soffre… Dove sei, mio amato cigno?…
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Mio bel principe, salute a te!… Perché hai un aspetto così triste? Che dolore ti rode? dimmelo, farò del mio meglio per aiutarti.
PRINCIPE GUIDON
È la noia. Più nulla mi distrae: né lo scoiattolo incantato, né i trentatrè cavalieri del mare: Io vorrei vedere mio padre, restando però invisibile a lui.
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Sia. Ti trasformerò in un moscone: tu raggiungerai il naviglio e ti nasconderai a bordo in una fessura. Immergiti nel mare e non temere…

(Guidon scompare fra le onde. Un grosso moscone si mette a volare)
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Va, moscone, raggiungi il naviglio… va a trovare tuo padre, ma non restare troppo a lungo presso di lui!

Quadro secondo

La scena del primo atto. Saltan è seduto sul trono. Al suo fianco stanno la cuoca, la tessitrice e Babaricha. Fuori si vede il naviglio che accosta. I marinai scendono a terra. Saltan fa segno alle tre donne di andare loro incontro.
PRIMO MARINAIO
Presto, fratelli, accostate!
BABARICHA
Per di qua, cari ospiti!
SECONDO MARINAIO
Gettate l’ancora!

(Il moscone si introduce da una finestra aperta e si nasconde)
I MARINAI
Gloria a te, zar Saltan, che hai soppresso le dogane e autorizzato il libero commercio! Tutti i navigatori del mondo ti salutano assieme a noi!

(si rivolgono alle tre donne)
TERZO MARINAIO
Perché lo zar ha l’aria così triste?
PRIMO MARINAIO
Egli china la testa sul suo petto.
SECONDO MARINAIO
Come può avere l’aria infelice in un così bel palazzo…
LA TESSITRICE
Beh, un po’ di nostalgia.
LA CUOCA
Non è nulla.
BABARICHA
Gli pesa il celibato.
LO ZAR SALTAN
Che cosa sono questi pettegolezzi?… Andiamo, presto, fate sedere i nostri ospiti e serviteli copiosamente!
I MARINAI
Gloria a te, zar Salta, zar degli zar!
LA CUOCA
Siate indulgenti con la nostra cucina.

(I navigatori bevono e mangiano cantando la gloria del loro ospite. Dopo questo coro, dove le stesse repliche si sovrappongono costantemente, Saltan si rivolge ai navigatori)
LO ZAR SALTAN
Cari convitati, voi avete viaggiato molto. Va tutto bene al di là del mare? Avete osservato qualche prodigio?
TERZO MARINAIO
Vi racconteremo tutto.
PRIMO MARINAIO
Abbiamo fatto il giro del mondo.
SECONDO MARINAIO
Tutto va bene, al di là del mare. Ed ecco un prodigio che noi abbiamo osservato. C’era, in mezzo al mare, un’isola deserta e selvaggia, solo una quercia vi cresceva. Ora una meravigliosa città vi si estende, case nuove, palazzi e giardini, chiese dalle cupole dorate. Un giovane principe vi regna, chiamato Guidon; egli ci ha incaricato di salutarti.
LO ZAR SALTAN
Se Dio mi dà vita a sufficienza, andrò a visitare l’isola e passare alcuni giorni presso Guidon.
BABARICHA
Progetto funesto! Olà, cuoca, facci uscire di là!
LE TRE DONNE
Se va a visitare l’isola, siamo perdute!
LA CUOCA
Bella roba! La vostra isola non ha niente di straordinario! Per quanto mi concerne la conosco meglio io. Immaginate una piccola casa di cristallo contenente uno scoiattolo…
PRIMO MARINAIO
Aspetta, aspetta, ci arriviamo!

(Il moscone si avventa sulla cuoca e la punge proprio sotto l’occhio)
TUTTI
È una fortuna che abbia preso male la mira!
PRIMO MARINAIO
Nel palazzo di Guidon, vi è, in una piccola casa di cristallo, uno scoiattolo incantato. Canta e sgranocchia delle nocciole, che hanno il guscio d’oro e uno smeraldo dentro. Dei servitori vegliano su di lui notte e giorno. I gusci servono per battere moneta. In quanto agli smeraldi, vengono raccolti per il tesoro della corona.
LO ZAR SALTAN
Se Dio mi dà vita a sufficienza, andrò ad ammirare questo prodigio e andrò a rendere vista a Guidon.
BABARICHA
(a parte)
Progetto funesto! Tessitrice, a tua volta cerca di salvarci.
LA TESSITRICE
Uno scoiattolo che sgranocchia delle nocciole?
Che cosa c’è di straordinario in questo?… Io, io conosco un vero prodigio. In un certo posto, il mare ribollisce furiosamente e rigetta sulla spiaggia una coorte di…
TERZO MARINAIO
Aspetta, aspetta, ci arriviamo!

(Il moscone punge la tessitrice)
LA TESSITRICE
Ah! la maledetta bestiola!
TUTTI
Che cos’hai?
LA TESSITRICE
Il palazzo è pieno di mosconi. Questo mi ha punto proprio sotto l’occhio!
TUTTI
È una fortuna che abbia preso male la mira!
TERZO MARINAIO
Questo luogo, di cui tu parli, è precisamente l’isola di Guidon. Il mare si gonfia, ribollisce furiosamente e getta sulla sponda una coorte di trentatrè cavalieri, rivestiti di un’armatura scintillante, giganti giovani e belli, che hanno alla loro testa il vecchio 􀀀ernormor…
LO ZAR SALTAN
Bisogna che io vada ad ammirare questo prodigio. Se Dio mi dà vita a sufficienza andrò a rendere vista a Guidon.
LE DUE SORELLE
Infelice cuoca, infelice tessitrice!… Se egli vi va, noi siamo perdute! Bisogna impedire che lo zar renda visita a Guidon.
BABARICHA
È sicuramente il maledetto cigno che ci tira uno scherzo malvagio!… Chi è questo Guidon e da dove esce?…
(a Saltan)
Come, lo zar partirebbe in viaggio come se non avesse nulla da fare nel proprio regno?
LO ZAR SALTAN
Sono uno zar o un bambino?… State in guardia dalla mia collera! Io partirò domani!
BABARICHA
Un bambino, un vero bebè!… Quanto a voi, tutti i vostri prodigi non sono nulla, io ne conosco dei molto più meravigliosi!… C’è, al di là del mare, una principessa incantata. Di giorno la sua bellezza eclissa il sole; di notte ella rischiara il mondo. Una mezza luna brilla fra i suoi capelli, una stella sulla sua fronte. Ella si avanza, maestosa, come un cigno, e quando parla si crede di sentire il più fresco murmure di un ruscello…

(il moscone la punga a sua volta)

Ah!… presto, presto, soccorretemi!
TUTTI
Aiuto!
LE TRE DONNE
Aiuto!
TUTTI
Schiacciatelo, schiacciatelo!… aspettate di vederlo!… Chiudete le finestre per impedirgli di volarsene via!… Qui, qui, presto, un’ascia!…
PRIMO MARINAIO
Egli ha punto l’occhio destro!
TUTTI
Povera vecchia, come è pallida… e accecata!…
I MARINAI
A che cosa servono le guardie?
LO ZAR SALTAN
Che esse siano tutte impiccate immediatamente!… e ordino che l’ingresso al palazzo sia vietato ai mosconi!
TUTTI
Noi strapperemo le loro ali!… È ordinato che ormai l’ingresso al palazzo sia vietato a tutti i mosconi!
LO ZAR SALTAN
Che siano tutti impiccati!
TUTTI
Che siano tutti impiccati qui ed ora!

ATTO QUARTO

Quadro Primo

Stessa scena del Primo quadro del Terzo atto. È notte. Entra Guidon.
PRINCIPE GUIDON
Le stelle luccicano nel firmamento, e le onde mormorano dolcemente. Gli uccelli cantano, la notte è così bella, e i fiori esalano profumi meravigliosi. Come è bello l’universo di Dio, che peccato che la beneamata non sia là!… dov’è lei, la beneamata?… Senza conoscerla il mio cuore è preso da lei… Cigno, vieni in mio aiuto!… Cigno, mio bel cigno!…
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Salute a te, principe. Perché questa tristezza, dimmelo, io ti aiuterò.
PRINCIPE GUIDON
La noia mi rode, notte e giorno. Attorno a me tutti si sposano e sono felici… Io sono talmente solo!
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Avresti qualcuna in vista?
PRINCIPE GUIDON
Vi è, si dice, al di là del mare una principessa incantata. Di giorno la sua bellezza eclissa il sole; di notte ella rischiara il mondo. Una mezza luna brilla fra i suoi capelli, una stella sulla sua fronte. Ella si avanza, maestosa, come un cigno, e quando parla si crede di sentire il più fresco murmure di un ruscello… È vero quello che si racconta?… Tu taci?…
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Come la farfalla vola verso la fiamma, il suo cuore cerca il suo beneamato: Ella lo ama, lo ama con tutto il suo essere…
PRINCIPE GUIDON
Mio bel cigno, lo giuro, io sogno la bella sconosciuta… Chiudendo gli occhi credo di sentirla…
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Ella esiste davvero, ma sai tu che una sposa non è un giocattolo che uno possa respingere secondo il proprio piacere?… Io voglio aiutarti ancora; ma rifletti bene, prima di tutto, per poi non pentirti.
PRINCIPE GUIDON
Posso giurarti che l’amo e che vorrei sposarla. Per trovarla andrei in capo al mondo!
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Come dirtelo?… Questa principessa… sono io!

(Il cigno si trasforma in una principessa)

Un grande prodigio si è compiuto… Io rimetto nelle tue mani la mia libertà, la mia vita.
PRINCIPE GUIDON
Mio bel sole, mia beneamata … Te che io amo! Te che io ammiro!
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Bella leggenda della foresta, meraviglioso racconto di un mare blu… Un prodigio innominabile si è compiuto in un istante, come in una sogno… La nostra felicità è cominciata e noi vivremo eternamente felici…
PRINCIPE GUIDON
Io farò edificare un casa in pietre preziose, più alta delle nuvole. Tu sarai la mia regina e il mio sole… Un prodigio innominabile si è compiuto in un istante, come in una sogno… La nostra felicità è cominciata e noi vivremo eternamente felici…

(In lontananza si vede un gruppo di fanciulle che circondano Militrissa)
CORO DELLE FANCIULLE
Perché dunque, chiaro sole, ti levi così presto… Sei tu che ci illumini o è l’alba di un bell’amore?
PRINCIPE GUIDON
(si getta in ginocchio davanti a sua madre)
Mia amata madre, io ho trovato una sposa che sarà la tua obbediente figliola.
PRINCIPE GUIDON E LA PRINCIPESSA-CIGNO
Benedite le nostre nozze, affinché noi viviamo felici!
ZARINA MILITRISSA
Siate benedetti l’uno e l’altro, possa il cielo accordarvi una lunga e felice vita.
CORO
Possa il cielo accordarvi una lunga e felice vita.
PRINCIPE GUIDON
Per celebrare le nozze aspettiamo mio padre.
CORO
Possa il cielo accordarvi una lunga e felice vita.

[Interludio sinfonico]

Quadro secondo

In lontananza la città. In piedi sulla collina e armato di una lunga vista, Guidon scruta il mare. In basso Militrissa e il suo seguito.
PRINCIPE GUIDON
Madre, vedo delle navi.
ZARINA MILITRISSA
All’orizzonte?
PRINCIPE GUIDON
No, vicino alla nostra isola!
ZARINA MILITRISSA
È la flotta dello zar Saltan.
PRINCIPE GUIDON
Vedo lo zar: in piedi sul ponte, ci guarda attraverso la lunga vista… Madre cara, nasconditi, rientra nel palazzo, lascia che io riceva mio padre da solo.

(Militrissa si ritira. La nave si accosta. Saltan discende con tutto il seguito)
TUTTI
Gloria a te, nobile città di Tmutarakan! La tua rinomanza ha fatto il giro del mondo!… Gloria a te, nobile principe, gloria a te, gloria a te!
PRINCIPE GUIDON
Salute a te, valoroso zar Saltan… Hai vinto ancora qualche guerra?… Parlami di te: sei vedovo o maritato, hai dei figli in gran numero, sei fiero del tuo erede?…
ZAR SALTAN
Nobile Guidon, principe di questo regno, un tempo ero felice, ma la felicità è fuggita!… Io avevo una sposa, una bella zarina, a nessun’altra pari: dolce, modesta, silenziosa, amante… Per venti giorni abbiamo goduto di una felicità senza nubi. Ma ciò si interruppe quando andai a fare la guerra, affidando la mia zarina alla guardia di cento boiardi… Ah! Guidon, compatiscimi: preso dalla collera, ho causato io stesso la morte della mia zarina… Giorno e notte, poi, io piansi! Giorno e notte poi io mi lamentai… Ahimé, nulla me la potrà mai rendere!
PRINCIPE GUIDON
Zar Saltan, asciuga le tue lacrime: un miracolo si può sempre produrre.
BABARICHA
È degno di uno zar piangere come un bambino?… un vero bebè!
LE DUE SORELLE
Non hai vergogna? Tutti ti guardano!

(A un segnale di Guidon, si porta lo scoiattolo incantato)
CORO
Guardate il magico scoiattolo che vi canta delle canzoni, sgranocchia nocciole d’oro per scoprire degli smeraldi.

(gli spettatori restano a bocca aperta)
PRINCIPE GUIDON
Questo non è nulla. Il vero prodigio deve ancora venire!
ZAR SALTAN
Io ho viaggiato molto, ho ben visto dei prodigi, ma nulla di simile a questo!

(A un segno di Guidon appare la coorte di trentatrè cavalieri marini)
CORO DEI CAVALIERI
È il Cigno che ci invia per proteggere queste mura, noi siamo i vigili del nostro buon principe.
PRINCIPE GUIDON
Questo non è nulla, i veri prodigi devono ancora venire!
ZAR SALTAN
Ho già visto delle meraviglie, ma mai nulla di simile!

(A un segnale di Guidon entra la Principessa-Cigno)
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Zar degli zar, prova a risolvere l’enigma che ti propongo… Io scendo dal cielo per compiere dei prodigi viventi; io abito invisibile nel cuore di coloro che mi apprezzano e, grazie alla mia presenza, la loro vita diventa bella. La sventura diventa dolce quando la si canta; lo stesso terrore è amabile in una racconto. Il sole riluce più chiaramente nei cuori abitati da me; la primavera più radiosa. Essi comprendono il mormorio dell’onda e il canto degli uccelli.
ZAR SALTAN
Ho già visto delle meraviglie, ma mai nulla di simile. La sua lingua è oscura, ma il suo canto è sublime. Se tu sai compiere dei miracoli, fa in modo che la mia zarina appaia davanti a me.
LA PRINCIPESSA-CIGNO
Io, effettivamente, possiedo questo dono meraviglioso. Guarda Zar Saltan.

(Militrissa esce dal palazzo)
ZAR SALTAN
Cielo, che vedo?
ZARINA MILITRISSA
Taci, taci cuore mio!
ZAR SALTAN
Il mio cuore si stringe… lacrime di gioia!
ZARINA MILITRISSA E ZAR SALTAN
Il sole risplende di nuovo, la nostra felicità è tornata, la nostra vita ricomincia. Finita la tristezza, finita l’afflizione, la lontananza dall’amato.
ZAR SALTAN
Dov’è allora nostra figlio?
PRINCIPE GUIDON
Amato padre, sono io!
ZARINA MILITRISSA E SALTAN
Io ho (tu hai) mantenuto la parola… Guarda quel nobile cavaliere che io ho (tu hai) dato allo zar!
BABARICHA
L’ora della punizione è arrivata: gambe in spalla!
(fa l’atto di fuggire)
LA CUOCA E LA TESSITRICE
Zar, nostro padre, noi non siamo colpevoli: è la vecchia che ha ordito tutto, è lei che ci ha spinto a sottrarre il messaggio.
ZAR SALTAN
Meritate la morte tutte e tre…
ZARINA MILITRISSA E SALTAN
Ma la nostra felicità è così grande che vi perdoniamo.
LA PRINCIPESSA-CIGNO E PRINCIPE GUIDON
Senza il vostro intrigo noi non ci saremmo mai
conosciuti!
TUTTI E QUATTRO
E ora, presto al festino! Un festino di cui si parlerà in tutto il mondo.
CORO
Gloria alla Principessa-Cigno, che Guidon prende come sposa! Fino ad allora ella viveva libera al di là del mare, tre compiti ora le saranno imposti…
VECCHIO CONTADINO
Ritornando al paese, io racconterò dappertutto a quale grande festino ho partecipato…
LA CUOCA, LA TESSITRICE, IL VECCHIO CONTADINO, IL BUFFONE E IL MESSAGGERO
Che miele delizioso ci hanno servito…
CORO
Il suo primo compito sarà di essere dolce col suo sposo. Il suo secondo compito sarà di cullare il suo bambino. Il suo terzo compito – il più gravoso – consisterà nell’invitarci, nel riceverci amabilmente e a trattarci regalmente!
VECCHIO CONTADINO
Di ritorno al paese, racconterò a tutti a quale grande festino ho partecipato. Se dovessi mentire, toglietemi la parola!
LA CUOCA, LA TESSITRICE, IL VECCHIO CONTADINO, IL BUFFONE E IL MESSAGGERO
In un racconto tutto è menzogna. Ma la menzogna del racconto è la cosa più bella!



I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.

Ultimo aggiornamento 12 ottobre 2013
html validator  css validator


Questo testo è stato prelevato sul sito http://www.flaminioonline.it ed è utilizzabile esclusivamente per fini di consultazione e di studio.
Le guide all'ascolto sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note e quindi ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.