Glossario



Liebeslied (Widmung), S 566

Musica: Franz Liszt
Organico: pianoforte
Composizione: 1848
Edizione: Kistner, Lipsia, 1848

Trascrizione del n. 1 di "Myrthen", op.25 di Robert Schumann

Guida all'ascolto (nota 1)

Il catalogo pianistico di Franz Liszt comprende, per grandi linee, tre differenti gruppi di opere: gli studi (ovvero le composizioni dedicate alla tecnica pianistica, che testimoniano la progressiva evoluzione del virtuoso), le composizioni originarie (dalle quali soprattutto emerge la poetica dell'artista) e le trascrizioni di brani di altri autori. Quest'ultimo settore assume delle proporzioni immense, sorprendenti, con oltre 250 opere; delle quali, circa 150 appartengono al genere delle "trascrizioni" vere e proprie (in cui cioè il testo originario delle opere trascritte rimane sostanzialmente inalterato), le rimanenti invece al genere delle "parafrasi" ("reminiscenze" o "fantasie", libere rielaborazioni, vere e proprie composizioni originarie su temi di altri autori).

Difficile spiegare la consistenza numerica delle trascrizioni lisztiane senza tenere presente la particolare funzione svolta dal pianoforte nel secolo scorso nel campo della divulgazione. In un mondo in cui non esistevano tecniche di riproduzione del suono, lo strumento a tastiera era destinatario di una sterminata produzione di riduzioni che consentivano anche all'esecutore dilettante, nel salotto della propria abitazione, di far risuonare le principali melodie delle opere più in voga.

L'opera di Liszt in questo campo, ovviamente, ha ambizioni ben maggiori, costituisce la parte quintessenziale e duratura della produzione di consumo. Le "trascrizioni" propriamente dette concernono in genere opere controverse, di difficile diffusione, di ostica comprensione; la scrittura pianistica, in molti casi di trascrizioni di opere sinfoniche, cerca di restituire, con particolari soluzioni tecniche, la complessità della tessitura orchestrale (come nel caso celeberrimo della Symphonie Fantastique di Berlioz). Ne emerge l'immagine di Liszt come quella dell'uomo di cultura, instancabile divulgatore delle più progredite tendenze dell'avanguardia europea.

In questo filone, stupirà forse di trovare anche una vastissima messe di trascrizioni di Lieder di Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Robert e Clara Schumann, nonché di autori minori come Robert Franz e Josef Dessauer. Nell'Ottocento, infatti, non esisteva la prassi concertistica del recital liederistico, e dunque la circolazione della produzione liederistica - come dire di uno dei settori più vasti e importanti degli autori romantici - era estremamente limitata. Le trascrizioni lisztiane ebbero appunto la funzione di portare all'attenzione del grande pubblico queste opere; sugli spartiti pianistici viene spesso riportato il testo poetico originario, e la linea melodica vocale si staglia sempre nitidamente.

È questo anche il caso del Lied Widmung ("Dedica") di Schumann, su testo di Rückert, appartenente alla raccolta Myrten del 1840, l'anno del matrimonio con Clara. E infatti la pagina è in realtà un tenero omaggio nuziale. La trascrizione di Liszt fu scritta nel 1848 e pubblicata a Lipsia da Kistner; l'effusione lirica dell'originale rimane inalterata, ma tutte le sonorità pianistiche vengono potenziate (non senza l'aggiunta di qualche passaggio di soddisfazione per il virtuoso), in vista della destinazione del brano alla sala di concerto piuttosto che al salotto.

Arrigo Quattrocchi


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 24 marzo 1994

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Ultimo aggiornamento 12 luglio 2014
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