Glossario



Mephistowalzer II, S 111

Seconda versione - Trascrizione per orchestra

Musica:
Franz Liszt
Organico: ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, triangolo, piatti, arpa, archi
Composizione: 1880 - 1881
Prima esecuzione: Budapest, Magyar Királyi Operaház, 9 marzo 1881
Edizione: Fürstner, Berlino, 1881
Dedica: Camille Saint-Saëns

Vedi a S 515 la versione originale per pianoforte

Guida all'ascolto (nota 1)

Liszt compose nel 1860 due episodi dal Faust dì Lenau, recanti i seguenti titoli: «La processione notturna» (Der Nachtliche Zug) e «La danza del villaggio» (Der tanz in der Dorfschenke), che è la prima versione per orchestra del celeberrimo Mephisto-Walzer, meglio conosciuto nella edizione pianistica composta nel 1880 e dedicata a Saint-Saèns. Il Faust di Lenau, scrittore ungherese vissuto tra il 1802 e il 1850 ed espressione di quel romanticismo tormentato che aveva a base della sua concezione il «Weltschmerz» (dolore cosmico), che avrebbe raggiunto in Leopardi la più alta poesia, è profondamente diverso dal Faust goethiano e racchiude in sostanza una serie di monologhi lirici, in cui il protagonista appare molto enigmatico e incerto, fino a suicidarsi. Lo stesso Mefistofele, secondo Lenau, è un diavolo da teatro dei burattini e non ha nulla della sinistra e scettica crudezza con cui viene caratterizzato nel poema di Goethe. Naturalmente Liszt sceglie due dei 24 episodi del Faust di Lenau per valorizzare due momenti psicologici diversi e contrastanti, così da dipingere un quadro in bianco e nero di sicura forza descrittiva. Il primo episodio è la rievocazione del momento conclusivo della festa di S. Giovanni in una calda notte d'estate; Faust assiste rattristato e pentito alla processione di preti, monache e ragazzi che si svolge davanti ai propri occhi, mentre si innalza al cielo un canto gregoriano, sviluppato e potenziato da tutta l'orchestra, secondo certe progressioni ritmiche, tipiche della strumentazione lisztiana.

Il secondo episodio (è quello cui si riferisce il pezzo in programma) è costituito da due temi musicali, caratterizzanti la fisionomia interiore dei personaggi di Mefistofele e di Faust. Il primo tema si riferisce ad una danza rustica, carica di energia demoniaca, che Mefistofele improvvisa in un villaggio per scatenare una festa paesana senza inibizioni di sorta (ecco la ragione del sottotitolo Mephisto-Walzer); la seconda frase è affidata ai violoncelli ed è sinuosamente e delicatamente sentimentale, molto indicata ad esprimere gli approcci di amore di Faust verso Margherita. I due tempi, prima divisi e distinti fra di loro, si fondono alla fine in un imponente gioco contrappuntistico di travolgente effetto orchestrale, fino a raggiungere un clima di incantata fantasia romantica.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 20 maggio 1979

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Ultimo aggiornamento 14 novembre 2013
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