Glossario



Don Giovanni

Opera in due atti e quattro scene

Musica: Gian Francesco Malipiero
Libretto: proprio da Aleksandr Pushkin

Personaggi:

Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, grancassa, tam-tam, tamburo militare, tamburo basco, triangolo, castagnette, xilofono, celesta, pianoforte, arpa, archi
Composizione: 1963
Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 22 ottobre 1963

Testo del libretto

ATTO PRIMO

Scena prima

All’entrata del camposanto. Notte.

Don Giovanni e Leporello
DON GIOVANNI
Attendiamo qui che venga la notte.
Poi volerò attraverso strade a me ben note.
Sono irriconoscibile?
LEPORELLO
A Don Giovanni è facile travestirsi
DON GIOVANNI
Chi potrebbe riconoscermi?
LEPORELLO
Il primo venuto, uno zingaro, un musicante
ubriaco, un baldo cavaliere che passa
ammantato, la faccia mascherata, la spada
sotto il braccio.
DON GIOVANNI
E che importa? Non temo nessuno.
LEPORELLO
E se si scopre che Don Giovanni è ritornato
dall’esilio?
DON GIOVANNI
Non mi taglieranno la testa.
LEPORELLO
Ah! Perché non siete rimasto laggiù?
DON GIOVANNI
Ah, morivo di noia. Che gente, che terra e il
cielo, solo fumo. E le donne! Da principio mi
piacevano pei loro occhi azzurri, per il candore
della loro pelle, per la loro innocenza, e soprattutto
per la novità. Mancano di vita, sono bambole
di cera.
Dimmi, dove siamo?
LEPORELLO
Al convento di Sant’Antonio. Ricordate? Mentre
io tenevo i cavalli nel vicino boschetto, passavate
allegramente il vostro tempo.
DON GIOVANNI
Povera Silvia, non è più. Quanto l’amavo.
LEPORELLO
Silvia dagli occhi neri? Tre mesi durò la passione.
DON GIOVANNI
Una notte… di luglio… il suo sguardo turbato
e le sue labbra timide… i suoi occhi… mai da
allora incontrai uno sguardo simile. Aveva una
voce dolce e flebile come quella d’un malato.
LEPORELLO
Ma dopo, ne avete avute…
DON GIOVANNI
È vero.
LEPORELLO
E finché vivremo ne verranno altre ancora.
DON GIOVANNI
È pur vero.
LEPORELLO
E adesso di quale dama andremo in cerca?
DON GIOVANNI
Oh, Laura, corro da lei.
LEPORELLO
Ben detto.
DON GIOVANNI
Se ci sarà qualcuno, potrà saltare dalla finestra.
LEPORELLO
Certamente! Abbiamo ritrovato la nostra allegria.
(sottovoce)
I defunti non turbano a lungo il nostro spirito.
UN MONACO
Chi va là?
DON GIOVANNI
Chi attendete?
MONACO
(esageratamente gregoriano)
Una donna che viene a pregare sulla tomba
dello sposo, ucciso da un empio, da Don Giovanni.
LEPORELLO
La fama di Don Giovanni è penetrata fino nel
vostro monastero? Vi cantate le sue lodi?
MONACO
Per caso lo conoscete?
LEPORELLO
No! no. Dove sarà ora?
MONACO
Fortunatamente in esilio. Lontano.
LEPORELLO
Più lontano, e tanto meglio. Io metterei tutti
questi uomini depravati in un sacco e li getterei
in mare.
DON GIOVANNI
Farnetichi? È qui la tomba
MONACO
(sempre gregoriano)
La vedova ha fatto erigere un magnifico Mausoleo,
e viene ogni giorno a piangere e a pregare
per l’anima del defunto.
DON GIOVANNI
Strano, egli era geloso, la teneva sotto chiave.
È bella?
MONACO
Noi Monaci non dobbiamo lasciarci colpire
dalla beltà femminile, ma mentire è peccato:
pure un Santo del Paradiso dovrebbe riconoscere
la sua meravigliosa bellezza.
DON GIOVANNI
Vorrei parlarle.
MONACO
Donna Anna non parla mai agli uomini.
DON GIOVANNI
E a voi, padre?
MONACO
A me è un’altra cosa. Sono un monaco.
(Appare Donna Anna, lentamente va verso la tomba e s’inginocchia. Il Monaco l’ossequia. Don Giovanni la guarda)
LEPORELLO
Ebbene, come vi pare?
DON GIOVANNI
Non si vede sotto il lungo velo nero. Ma ho
intravveduto un piede grazioso.
LEPORELLO
Ciò vi basta, l’immaginazione farà il resto.
DON GIOVANNI
(forte)
Voglio conoscerla.
LEPORELLO
Ben detto. Ah, l’incosciente: trucidato il marito,
ora vuol vedere come piange la vedova. Ecco
un grande di Spagna costretto ad aspettare la
notte e temere la luna come un ladro.
(escono)

Scena seconda

Appartamento di Laura. La compagnia è a tavola, ma la cena è finita. Laura danza e poi canta
LAURA
Duecento milioni di diamanti
di chiara luce vorrìa che avesse,
e dieci rossignoli che tenesse
dinanzi a sè facendo dolci canti
e diecimila somme di bisanti
purché lo mio voler far ne potessi
e ciascheduno a scacchi vincessi
donando torri e cavalieri erranti.
UN CONVITATO
Laura, mai fosti tanto perfetta…
DON CARLOS
Evviva!
UN CONVITATO
…e sublime. i tuoi occhi brillano ancora, la tua
voce non s’è spenta. Laura, canta ancora per noi.
LAURA
Sì son io d’angoscia piena,
e di doglia
e di molti sospiri e di rancura,
che non posso saper quel che mi voglia,
nè qual possa esser mai la mia ventura.
Disnaturata son come la foglia,
quando è caduta dalla sua verdura,
fra l’altre pene maggior credo sia
por la sua libertà nell’altrui voglia.
Ognun ch’è preso ne è in sua balia
conviene ubbidir poi n’avrà doglia.
UN CONVITATO
Ti ringraziamo, fata incantatrice.
(indicando Don Carlos)
Guarda, pure il più chiuso fra i convitati è commosso.
E il poeta chi è?
LAURA
Don Giovanni!
DON CARLOS
Don Giovanni?
LAURA
Queste strofe le compose l’incostante mio amante.
DON CARLOS
Il tuo Don Giovanni è un infame, un empio.
Quanto sei stolta.
LAURA
Tu sei grande di Spagna, ma io ti farò tagliare la
gola dalla mia gente.
DON CARLOS
Chiamali!
UN CONVITATO
Laura, dimentica.
DON CARLOS
Ho avuto torto d’arrabbiarmi. Perdona, Laura,
ma non posso sentire quel nome.
LAURA
Non è colpa mia se ad ogni istante quel nome
mi viene sulle labbra. Perché non me lo fate dimenticare?
(Laura, scattando, accenna ad alcuni passi di danza vertiginosi, poi canta)
Cari amici, che ognor con finti sguardi,
mentiti desiri,
fallaci sospiri,
accenti bugiardi,
di fede vi fregiate,
ah, che non m’ingannate.
Ché già so per prova
che in voi non si trova
costanza nè fede;
Oh! quanto è pazza colei che vi crede.
(movendo a tempo castagnette e tamburo basco)
Quei sguardi languidi
non m’innamorano,
quei sospiri fervidi
più non m’infiammano.
Del vostro piangere
il mio cuore libero
vuol sempre ridere.
Ché già so per prova
che in voi non si trova
costanza né fede;
Oh! quanto è pazza colei che vi crede!
(I convitati si congedano galantemente ed escono)
LAURA
(a Don Carlos)
Rimani, ti sono grata, m’hai ricordato Don Giovanni!

(Piatti con mazza)
DON CARLOS
Tu sei giovane. Ancora per qualche anno ti
aduleranno, ti copriranno di doni, ti divertiranno
con serenate, si uccideranno per te nella notte,
sulle strade. Ma quando il tempo sarà passato
e i tuoi occhi si smorzeranno, e i primi capelli
bianchi brilleranno fra le tue trecce nere;
(parlato)
quando infine ti chiameranno vecchia, che farai?
LAURA
Perché pensare a queste cose?
Vieni, apri la finestra. Il cielo è puro, l’aria tiepida
e immobile, odora il lauro. Forse, lontano
di qui il cielo è coperto da nubi e il vento soffia
furiosamente. Ebbene, che importa a noi?
Voglio che tu sorrida.
DON CARLOS
Delizioso demonio!
(Bussano alla porta)
LA VOCE DI DON GIOVANNI
Laura!
LAURA
Che voce è questa?
(bussano ancora. Laura apre la porta. Don Giovanni entra. Laura l’abbraccia e grida)
Don Giovanni!
(Don Carlos scatta come ferito)
DON GIOVANNI
(parlato)
Chi è costui?
(Don Giovanni lo riconosce)
Incontro inatteso. Domani, ai vostri ordini
DON CARLOS
(urlato)
No, subito!
LAURA
In casa mia? Uscite.
(Don Carlos estrae la spada, Don Giovanni fa altrettanto. Si battono. Laura si copre la faccia per non vedere. Don Carlos cade:)
DON GIOVANNI
È finito.
LAURA
L’hai colpito dritto al cuore. Ah! da quanto sei qui?
DON GIOVANNI
Arrivo ora di nascosto.
LAURA
Non hai dimenticato Laura?
DON GIOVANNI
Messo piede a terra, subito ho cercato di te.
(vuole abbracciarla)
LAURA
NO.
(mostra il corpo di Don Carlos)
Guarda, che faremo?
DON GIOVANNI
Nascosto sotto il mio mantello lo abbandoneremo
in mezzo alla strada, lontano. L’amavi?
LAURA
Tu sogni?
DON GIOVANNI
Quante volte m’hai tradito?
LAURA
E tu, creatura infame?
DON GIOVANNI
Di ciò parleremo più tardi.
(si abbracciano)

ATTO SECONDO

Scena terza

Il camposanto come nella prima scena, ma un po’ spostato verso sinistra in modo che si possa vedere il mausoleo con la statua.

Don Giovanni, vestito da frate, cammina su e giù preoccupato. Appare Donna Anna
DONNA ANNA
Padre, temo di avere interrotto le vostre meditazioni.
DON GIOVANNI
Sono io che forse impedisco alla vostra tristezza
di manifestarsi liberamente.
DONNA ANNA
No padre, la mia tristezza è dentro di me.
Posso pregare voi presente. Anzi vi prego di
unire la vostra alla mia preghiera.
DON GIOVANNI
Io pregare con voi! Non sono degno di ripetere
con le mie labbra impure la vostra santa preghiera.
Mi basta guardarvi da lontano quando
voi lasciate cadere sul pallido marmo le vostre
trecce nere. Mi sembra allora che questa
tomba venga segretamente visitata da un
angelo, e non trovo più preghiere nel mio cuore
turbato, ammiro in silenzio e penso: felice colui
che nel freddo sepolcro viene riscaldato dal
suo soffio angelico e bagnato dal casto pianto
del suo amore.
DONNA ANNA
Parole strane.
DON GIOVANNI
Signora…
DONNA ANNA
Dimenticate…
DON GIOVANNI
…che sono indegno di far sentire qui la mia
voce peccatrice
DONNA ANNA
Mi pare di indovinare…
DON GIOVANNI
Certo avete indovinato.
DONNA ANNA
Che cosa?
DON GIOVANNI
Che non sono un monaco… Ai vostri piedi
chiedo perdono.
DONNA ANNA
Alzatevi! Chi siete?
DON GIOVANNI
Un disgraziato vittima di una passione senza
speranza.
DONNA ANNA
Davanti a questa tomba!
DON GIOVANNI
Un istante, un solo istante!
DONNA ANNA
Se ci scoprono.
DON GIOVANNI
Un solo istante!
DONNA ANNA
Ebbene, che volete?
DON GIOVANNI
Morire ai vostri piedi. Che mi sotterrino qui! No!
non qui, vicino alle spoglie di colui che amate,
ma là, più lontano, davanti al cancello. Potreste
così toccare la mia pietra col vostro piede
leggero, o sfiorarla con le vostre vesti quando
venite qui ad inchinare la vostra fronte e piangere
su questa tomba orgogliosa.
DONNA ANNA
Delirate!
DON GIOVANNI
Se delirassi vorrei conservare la speranza di
arrivare al vostro cuore con un amore sterminato.
Se delirassi passerei le notti sotto le
vostre finestre. Non mi nasconderei, non mi
sarei rassegnato a soffrire in silenzio.
DONNA ANNA
È così che tacete?
DON GIOVANNI
L’inaspettato incontro m’ha trascinato. Altrimenti
mai vi avrei spiegato il mio triste segreto.
DONNA ANNA
Da molto tempo…
DON GIOVANNI
(interrompendola)
Non lo so. Ma so che vivo dall’istante in cui vi
vidi e compresi che cosa significa felicità!
DONNA ANNA
Andatevene!
DON GIOVANNI
Perché?
DONNA ANNA
Temo ad ascoltarvi.
DON GIOVANNI
Tacerò, ma non scacciate colui che non ha altra
gioia che vedervi. Devo vedervi se sono condannato a vivere.
DONNA ANNA
Andate. Non più qui. Domani da me.
DON GIOVANNI
Che il cielo vi consoli, come mi avete consolato.
DONNA ANNA
Allontanatevi
DON GIOVANNI
Un istante ancora.
DONNA ANNA
No, sono io che devo allontanarmi, la preghiera
non può più salire alle mie labbra.
DON GIOVANNI
Vi vedrò domani?
DONNA ANNA
Sì, domani. Ma il vostro nome?
DON GIOVANNI
(parlato)
Diego de Calvido.
DONNA ANNA
Addio, Don Diego!
(Donna Anna si allontana lentamente; appare Leporello)
DON GIOVANNI
Caro il mio Leporello, oh mio Leporello, sono
felice. Domani… domani sera… Leporello mio,
domani… sono felice… m’aspetta… m’aspetta.
LEPORELLO
Ah, tutto così!
DON GIOVANNI
Sono felice. Vorrei cantare, vorrei abbracciare
l’universo.
LEPORELLO
E la statua che dirà?
DON GIOVANNI
Credi che sarà gelosa? No. È calmo ora.
LEPORELLO
Non so. Guardatela.
DON GIOVANNI
Ebbene?
LEPORELLO
Mi pare che vi guardi con collera.
DON GIOVANNI
Leporello, pregalo di farmi il favore di venire
domani da me… no, da Donna Anna.
LEPORELLO
Invitare una statua? Perché?
DON GIOVANNI
Pregalo di montare la guardia alla porta di
Donna Anna.
(Leporello non osa, Don Giovanni lo minaccia)
LEPORELLO
(si arrende)
Illustre, magnifico cavaliere, Don Giovanni, mio
signore, vi prega umilmente di…
DON GIOVANNI
Continua!
LEPORELLO
(Più lento, zoppicando. Alla statua)
Il mio signore Don Giovanni vi prega di venire
domani sul tardi dalla vostra sposa e di mettervi
di guardia alla porta…
(La statua fa di sì col capo. Leporello e poi Don Giovanni lo credono, la statua invece non si muove:)
LEOPRELLO
(urlo)
Aaaahhh!
DON GIOVANNI
Che c’è?
LEPORELLO
Aiuto! Sono morto! Aaahhh!
DON GIOVANNI
Salutala!
LEPORELLO
Io no! Ma…
(Don Giovanni lo scaccia e si rivolge alla statua)
DON GIOVANNI
Ti prego di venire dalla tua vedova, dove sarò
domani, e di metterti di guardia alla sua porta.
(La statua di nuovo annuisce).
Andiamo!
(Escono)

Scena quarta

Una stanza nella casa di Donna Anna.

Donna Anna e Don Giovanni seduti quasi annoiati
DONNA ANNA
Vi ho accolto qui da me, ma la mia compagnia
certo vi annoierà. Non posso dimenticare quello
che ho perduto, confondo il pianto col riso.
(parlato)
Perché tacete?
DON GIOVANNI
Gioisco in silenzio al pensiero di essere solo
con voi, non più vicino alla tomba, e di non
vedervi inginocchiata davanti a un’immagine di pietra.
DONNA ANNA
Sareste geloso, don Diego? Egli vi turba pure nella tomba?
DON GIOVANNI
Ah, se vi avessi conosciuta prima di lui, tutto
avrei dato per un vostro sorriso, sarei diventato
schiavo della vostra sacra volontà. Tutti i vostri
desideri avrei assecondato. Il destino non l’ha voluto.
DONNA ANNA
Ho peccato, invitandovi qui. Non posso amarvi.
DON GIOVANNI
Non laceratemi il cuore con l’eterno riandare al
vostro passato. Non infliggetemi questo supplizio,
quantunque io lo meriti.
DONNA ANNA
Come? Se non ci sono sacri legami si ha diritto
di parlare d’amore.
DON GIOVANNI
Davanti a voi?
DONNA ANNA
Quali sono le vostre colpe? Confessatevi!
DON GIOVANNI
No! Mai!
DONNA ANNA
Mi avete offesa? Rispondete.
DON GIOVANNI
Per nulla al mondo!
DONNA ANNA
Lo esigo.
DON GIOVANNI
No!
DONNA ANNA
Dicevate di voler essere mio schiavo. È così
che ubbidite?
DON GIOVANNI
Non oso, mi odiereste.
DONNA ANNA
Vi perdono, ma voglio sapere.
DON GIOVANNI
Apprendereste un terribile segreto.
DONNA ANNA
Un terribile segreto?
(Sottovoce)
Che torto mi avete fatto? Non vi conoscevo.
Non ho nemici. Non c’è fra di noi che un assassino.
DON GIOVANNI
Dite l’infelice Don Giovanni? Lo conoscete?
DONNA ANNA
Non lo vidi mai.
DON GIOVANNI
Nutrite per lui un odio implacabile?
DONNA ANNA
È un dovere d’onore. Perché evitate di rispondere?
DON GIOVANNI
Se incontraste Don Giovanni?
DONNA ANNA
Gli caccerei un pugnale nel cuore.
DON GIOVANNI
Dov’è il pugnale? Ecco il mio petto!
DONNA ANNA
Diego!
DON GIOVANNI
Non sono Diego, ma Don Giovanni.
DONNA ANNA
Impossibile!
DON GIOVANNI
Sono Don Giovanni!
DONNA ANNA
Non è vero!
DON GIOVANNI
Sono Don Giovanni e ti amo!
DONNA ANNA
Ah, io sogno!
DON GIOVANNI
Il tuo schiavo è ai tuoi piedi.
(Donna Anna si allontana, ma poco)
DON GIOVANNI
Dolce creatura, sono pronto a riparare il male
che ti ho fatto. Dimmi di morire, e morirò.
Dimmi di respirare, e respirerò solo per te.
DONNA ANNA
Siete Don Giovanni…
DON GIOVANNI
Ve l’hanno dipinto quale un mostro orrendo.
Molto male pesa sulla mia coscienza. Ma ora
mi sembra di nascere a nuova vita. Amandovi,
amo la virtù e per la prima volta piego le mie
ginocchia tremanti.
DONNA ANNA
Quante donne avete trasacinato a perdizione?
DON GIOVANNI
Una sola donna ho amata sino ad oggi.
DONNA ANNA
Non lo credo. Voi cercate una nuova vittoria.
DON GIOVANNI
Se volevo ingannarvi non avrei pronunziato il mio nome.
DONNA ANNA
Chi può credervi? Come siete venuto fin qui?
Se vi riconoscevano…
DON GIOVANNI
Che cos’è la morte? Darei la mia vita per un
solo istante di felicità.
DONNA ANNA
Come uscirete di qua?
DON GIOVANNI
Voi temete per la mia vita? Non v’è dunque più
odio nell’anima vostra celeste?
DONNA ANNA
Ah! Se potessi ancora odiarvi! Dobbiamo separarci.
DON GIOVANNI
Quando ci rivedremo?
DONNA ANNA
Non so…
DON GIOVANNI
Domani?
DONNA ANNA
Ma dove?
DON GIOVANNI
Qui!
DONNA ANNA
Ah! Com’è debole il mio cuore.
DON GIOVANNI
Quale segno del perdono, un abbraccio…
DONNA ANNA
Partite.
DON GIOVANNI
Un solo abbraccio.
(Si abbracciano. Battono forte alla porta)
DONNA ANNA
Salvati Giovanni!

(Don Giovanni va verso la porta ma indietreggia con un grido. Appare la statua. Donna Anna cade svenuta. La statua avanza lentamente tendendo le mani a Don Giovanni, il quale suo malgrado, deve alla fine lasciarsele afferrare:)
DON GIOVANNI
È terribile la stretta delle tue mani.
(Tromba. Spariscono insieme)

FINE DELL’OPERA

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Ultimo aggiornamento 7 gennaio 2016
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